VERSO IL TRAMONTO
Signore, insegnami a invecchiare! Convincimi che la comunità non
compie alcun torto verso di me, se mi va esonerando da responsabilità,
se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio
posto.
Sommario
O Gesù, Salvatore del mondo, volgi il tuo sguardo sulla mia vita
ormai giunta vicina al tramonto. Stanco è il mio corpo, il mio passo è
incerto e gli occhi vedono l'universo attraverso un velo sempre più denso...
Mi pesano nel cuore i ricordi del passato e i miei peccati hanno lasciato
numerose cicatrici, l'anima mia trema al pensiero del giudizio divino...
Ottienimi in questi ultimi miei giorni una fede viva, una speranza
invincibile, una carità operosa onde la mia esistenza si consumi sempre
più vicina a Te, o mio Signore.
Dammi la forza nelle prove, rassegnazione nei dolori, concedimi una
agonia che mi permetta di morire con un bacio di amore e di pentimento
verso te, mio redentore, onde possa anch'io salire a lodarti, per i
secoli eterni.
Amen.
Dammi, o Signore, la sanità del corpo insieme con l'intenzione di
mantenerla nel modo migliore.
Dammi una buona digestione ed anche qualcosa da digerire.
Dammi, o Signore, un'anima santa che abbia occhi per la bellezza e
la purezza, affinché non s'impaurisca, nel vedere il peccato, ma sappia
vincerlo nel modo migliore.
Dammi un'anima che non conosca la noia, il mormorare, il gemere e
il sospirare.
Non premettere che io mi dia troppa pena per questa cosa ingombrante
che chiamo "Io".
Signore, dammi dell'allegria, dell'umorismo, dell'ottimismo,
affinché io tragga qualche bene da questa vita e ne faccia partecipi
anche gli altri. Così sia!
(San Tommaso Moro.)
Tu leggi nel mio cuore ciò che è rimasto in me: Tu solo sei Via,
Verità e Vita. Per tua grazia non conosco i mali di una vecchiaia atroce;
ma se dovessero venire per tua volontà, fa che io possa stare in unione
ai dolori del tuo Calvario. Che tutto sia in espiazione e riparazione dei
miei falli e torti fatti a te.
Se qualche bene ho compiuto, fa che possa continuare a compierlo.
Fa rimanere in me la fiamma della Carità e dell'Amore. Fa che possa
amare il mio prossimo e i miei cari come tu vuoi. Io mi abbandono nelle
tue mani, tieni ferma la mia fede, ordina cosa vuoi ed io ti ascolterò!
In questa fede ho sempre trovato la risposta giusta, perché il mio Dio
sei tu.
E quando sarà giunta l'ora della mia fine, te lo chiedo con tutto il
cuore, fa che io sia assistito e spiri fra le braccia della tua e mia
santissima Madre e in quelle di S. Giuseppe in una estasi di amore per Te.
Amen.
Signore, insegnami a invecchiare! Convincimi che la comunità non
compie alcun torto verso di me, se mi va esonerando da responsabilità,
se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio
posto.
Togli da me l'orgoglio dell'esperienza fatta, ed il senso della mia
indispensabilità. Che io colga, in questo graduale distacco dalle cose,
unicamente la legge del tempo, e avverta, in questo avvicendamento di
compiti, una delle espressioni più interessanti della vita che si
rinnova sotto l'impulso della tua Provvidenza.
Fa, o Signore, che io sia ancora utile al mondo, contribuendo con
l'ottimismo e con la preghiera alla gioia e al coraggio di chi è di
turno nella responsabilità, vivendo uno stile di contatto umile e sereno
con il mondo in trasformazione senza rimpianti sul passato, facendo
delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale.
Che la mia uscita dal campo di azione sia semplice e naturale come un
felice tramonto.
Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto tu
mi abbia amato e soccorso, almeno ora io abbia viva e penetrante la
percezione del destino di gioia che mi hai preparato e verso il quale mi
hai incamminato fin dal primo giorno di vita.
Signore, insegnami a invecchiare.
E quando sarà giunta l'ora della mia fine, te lo chiedo con tutto il
cuore, fa che io sia assistito e spiri fra le braccia della tua e mia
Santissima Madre e in quelle di San Giuseppe in un estasi di amore per te.
Amen.
Benedetti quelli che mi guardano con simpatia.
Benedetti quelli che comprendono il mio camminare stanco.
Benedetti quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità.
Benedetti quelli che stringono con calore le mie mani tremanti.
Benedetti quelli che si interessano della mia lontana giovinezza.
Benedetti quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già tante volte ripetuti.
Benedetti quelli che comprendono il mio bisogno di affetto.
Benedetti quelli che mi regalano frammenti del loro tempo.
Benedetti quelli che si ricordano della mia solitudine.
Benedetti quelli che mi sono vicini nella sofferenza.
Beati quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita.
Beati quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio.
Quando entrerò nella vita senza fine mi ricorderò di loro presso il
Signore Gesù.
BEATO il vecchio che sa ringraziare Dio per tutto il bene che Egli ha
operato in lui e per mezzo di lui!
Com'è bello il Magnificat sulle labbra di un vecchio!
BEATO il vecchio che comprende che tutte le sue colpe sono perdonate e
che accetta di offrire la sua sofferenza di oggi in riparazione dei suoi
peccati.
BEATO il vecchio che offre oggi tutte le sue sofferenze passate, tutti i
suoi fallimenti e tutte le sue umiliazioni.
BEATO il vecchio che è buono, indulgente e comprensivo; che accetta il
mondo qual'è e i giorni come sono; che ama rendersi utile agli altri e
che sorride a chi incontra!
BEATO il vecchio in cui, accanto alla paura della morte, che non
riuscirà mai a soffocare, nasce a poco a poco il desiderio di un'altra
vita, prolungamento di questa. Allora comprenderà che la sua povera vita
ha un senso, poiché tutto ciò che egli ha fatto e ha sofferto lo seguirà;
il Padre stesso gli asciugherà le lacrime dagli occhi e lo inviterà a
entrare nella sua gioia infinita.
(Monsignor Ancel.)
1. Se non mettessi mai il broncio, sarei più benvoluto
dai piccoli e dai grandi.
2. Se fossi più garbato, sarei più felice io e coloro che trattano
con me.
3. Se parlassi piano e rispondessi dolcemente e con pazienza,
sarei l'incanto dei miei familiari.
4. Se vincessi la curiosità e non mi immischiassi nei fatti altrui,
sarei più rispettato e sarei richiesto di consigli.
5. Se non dessi consigli non richiesti e non voluti, sarei più
ascoltato, stimato e amato.
6. Se non mi lamentassi tanto dei miei acciacchi e disturbi
dell'età, sarei forse curato con più amorevolezza.
7. Se sapessi compatire, se non dicessi quell'espressione dura e
imparassi invece ad abbracciare le sofferenze come volute da Dio per
purificarmi, mi sentirei più sollevato dalle colpe commesse in gioventù.
8. Se fossi virtuoso, sarei l'angelo della famiglia e vedrei
rifiorire il Paradiso intorno a me.
9. Se dessi sempre il buon esempio in tutto, vedrei praticare la
virtù e l'amore tra i miei cari.
10. Se cercassi di vivere sempre in pace con Dio e col prossimo,
raggiungerei sicuramente lo scopo della mia vita sulla terra: quello di
unirmi con Dio nel Cielo.
1. Abbiamo sempre qualcuno da amare, qualcosa
da fare:
è il segreto di una vecchiaia sempre giovane. Quando si ama non
si è mai vecchi.
2. Non trascuriamoci: mantenerci in forma fisicamente,
intellettualmente, spiritualmente.
Avremo meno miserie e non saremo di peso.
3. Sopportiamo coraggiosamente, e senza lagnarci, le miserie che non
possiamo né sopprimere, né evitare.
Meglio, offriamole a Dio generosamente affinché esse siano
pienamente utili, poiché valgono molto.
4. Pensiamo a chi è più infelice di noi,
e che il mezzo migliore di
sollevare la nostra sofferenza è quello di consolare gli altri.
5. Trasformiamo le piccole inezie di ogni
giorno, in tanti raggi di sole:
muoversi, ascoltare, leggere, conversare, scrivere, sorridere,
scusare, perdonare, pregare.
6. Allontaniamo da noi ciò che fa invecchiare male:
l'ozio, l'egoismo, l'isolamento, i rancori, la gelosia, l'invidia.
7. Non rimpiangiamo le gioie del passato, ricordiamoci piuttosto che
noi le abbiamo avute e ringraziamo Dio di avercele donate.
8. Non viviamo né del passato, né dell'avvenire, viviamo nel
miglior modo possibile il momento presente tutto nuovo, pieno di
speranza.
9. Non imponiamoci, non eclissiamoci.
Rendiamoci disponibili per ciò che possiamo o dobbiamo fare.
10. Doniamo il nostro aiuto per quanto possiamo a tutto ciò che si fa
per gli anziani, per essi e con essi:
associazioni, ritrovi, attività diverse.
11. Amiamo i giovani, interessiamoci del loro avvenire.
Lasciamo che espongano le loro idee.
Partecipiamo alle loro gioie, ricordando i nostri desideri e le
gioie della nostra giovinezza.
12. Se non possiamo più donare ai giovani l'entusiasmo,
diamo loro la fiducia e saremo strumenti di accordo:
è ancora un bel compito.
13. Accettiamo le conseguenze dell'età.
Sappiamo riconoscere i nostri limiti mettiamo in valore le virtù
della terza età:
la saggezza, la benevolenza, la bontà, la pazienza,
la serenità, la pace.
14. Conserviamo in noi la convinzione che
invecchiare è una grande
grazia che ci dà la possibilità di partecipare di più alla missione
redentrice del Salvatore.
15. Ciò che conserva giovane il nostro spirito è la fede.
Ciò che conserva giovane il nostro cuore è l'amore.
Ciò che conserva giovane la nostra volontà è la speranza.
Ciò che conserva giovane la nostra vita è il Cristo poiché egli è la
via, la verità, la vita.
16. Non preoccupiamoci dell'avvenire:
Dio provvede sempre all'essenziale: l'Amore, che non ci mancherà mai.
17. La vecchiaia ci stacca, ci allontana dai
beni di questo mondo.
E l'ora di pensare alla ricompensa che ci attende, al Paradiso.
18. Attendiamo con fiducia, la nostra partenza
per un mondo migliore ed eterno.
Un Padre ci attende, suo Figlio ci ha meritato un posto,
la Madonna ci accoglierà tra tutti i nostri cari morti prima di noi,
e che vivono lì, in Paradiso.
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"Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola e su di me non prevalga
il male".
(Salmo 119:133).
 
Morire è soltanto come girare l'angolo di una strada, mio caro,
Solo il girare l'angolo della strada, dietro la curva c'è una luce più
luminosa, fede per i nostri dubbi e pace per la nostra paura, e riposo
dopo i tediosi pesi della Vita.
Sorridi, è soltanto il girare l'angolo di una strada, mio caro,
Solo svoltare l'angolo.
Non piangere! Ti attenderò, mio caro, amandoti tutto il tempo:
Se il mio destino è di svoltare l'angolo, e il tuo di attendere,
ancora per un poco, e imparare ad attendere, e lavorare, con un sorriso.
Non piangere! È solo per un attimo, mio caro,
Solo per un attimo.
(Caterine A. Miller).
"Figlioli miei, amatevi tra voi. Cercate più quello che unisce che
ciò che divide. Nell'ora dell'addio, o meglio dell'arrivederci, richiamo
a tutto ciò che più vale nella vita: Gesù Cristo benedetto,
il suo Vangelo, la sua santa Chiesa, la verità e la bontà.
Tutti ricordo e per tutti pregherò... Arrivederci!".
O mio Creatore adorabile, vi chiedo la più importante di tutte le
vostre grazie, cioè una santa morte. Deh! per quanto sia stato l'abuso
che sin qui ho fatto della vita che mi avete donata, concedetemi di
finirla nel vostro santo amore.
Che io muoia come i SS. Patriarchi, lasciando senza tristezza questa
valle di Pianto per venire a godere una requie eterna nella mia vera
patria.
Che io muoia come il glorioso San Giuseppe fra le braccia di Gesù e
di Maria, alternando questi nomi dolcissimi che spero di benedire per
tutta l'eternità.
Che io muoia come la Immacolata mia Madre Maria, nella carità più
pura e col desiderio di unirmi all'unico oggetto dei miei amori.
Che io muoia come Gesù sulla croce col sentimento più vivo di odio
al peccato, di carità verso di Voi, o Padre celeste, e di perfetta
rassegnazione nelle mie agonie.
O Padre santo, nelle vostre mani consegno l'anima mia: abbiate pietà
di me. Gesù morto per me, accordatemi la grazia di morire in un atto di
perfetta carità verso di voi.
Santa Maria, Madre di Dio, pregate per me, ora e nel punto della mia
morte.
Angelo mio custode, miei avvocati non mi abbandonate nell'ora della
mia morte.
S. Giuseppe, ottenetemi di morire della morte dei giusti.
Così sia.
O Maria concepita senza peccato, pregate per noi, che ricorriamo a voi;
o rifugio dei peccatori, o Madre degli agonizzanti, non vogliate
abbandonarci nell'ora della nostra morte, ma otteneteci un dolore
perfetto, una sincera contrizione, il perdono dei nostri peccati.
Otteneteci pure di degnamente ricevere il SS. Viatico, e di essere
corroborati dalla estrema Unzione, cosicché possiamo presentarci sicuri
innanzi al trono del giusto, ma misericordioso Giudice, Dio e Redentore
nostro.
Così sia.
Oh! Voi che siete la pace, il rifugio e la consolazione dei cuori
turbati, restate con noi, perchè la nostra carità non si raffreddi e la
luce non s'estingua nella notte, perchè il giorno declina e si fa sera.
Già è vicina la sera della mia vita, già il mio corpo cede alla
violenza del dolore; la morte mi circonda, la mia coscienza si turba ed
io tremo al pensiero del vostro giudizio.
Signore, Signore, si fa sera, il giorno declina, restate con noi.
Io rimetto il mio spirito nelle vostre mani, la mia salute è in voi
solo, e verso voi solo si leva il mio sguardo
Restate con noi, Signore, e nell'ultima mia ora l'anima mia,
liberata dal giogo delle tribolazioni e del peccato, si prepari colla
preghiera e coll'amore una dolce ospitalità nel seno di Dio.
Così sia.
 
"Bisogna ascoltare Dio, per parlare
bene agli uomini" (Facole).
- 1. Tramonto sereno - Sacerdoti del Sacro Cuore.
70031 C.da Barbadangelo Andria, Bari (1984).
- 2. Preghiere - Seminario Missionario Giovanni XXIII,
24039 Sotto il Monte (BG) (1991).
- 3. Sac. Giovanni Susat, La madre cristiana.
Scuola Tipografica Artigianelli, Trento (1928).
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