2° Sezione
LA TESTIMONIANZA DEI MORENTI
Se dovessi analizzare fra i tanti scopi, il più urgente da portare avanti, non
avrei esitazione: togliere la paura della morte e, immediatamente dopo, mettere
in guardia sui pericoli dello spiritismo. Sono due argomenti strettamente
collegati
(Giuditta Dembech in "Quinta dimensione", Ed. L'Ariete).
Sommario
SECONDA SEZIONE
Il nostri Congiunti, però, non li perdiamo, ma soltanto ci precedono, ed un
vincolo di religione ci unisce ad essi. Non vi rattristate per Coloro che
dormono in pace: il Sangue di Gesù è la nostra speranza ed è salvezza per la
vita eterna (S. Gaspare del Bufalo).
Quanto segue è stato estratto dai volumi "La vita oltre la vita",
scritto dal dott. Moody e "La Morte e la Vita dopo la morte" (Ed.
Mediterranee), della Dottoressa Elisabeth Kubler-Ross. Si tratta di due libri
che hanno avuto un grandissimo successo. Quali i motivi di un successo così
sorprendente? Può solo stupirsene chi non sa che questi libri infliggono un
duro colpo al più antico tabù che abbia gravato sull'umanità, il tabù della
morte. Gli autore, infatti, hanno raccolto le testimonianze di persone
"clinicamente morte" che, sottoposte a pratiche di rianimazione, sono
tornate a vivere.
Che cosa hanno provato mentre erano "morte"? Quali esperienze ci
attendono nell'aldilà? A questi e ad altri fondamentali interrogativi viene
data una risposta rassicurante, che strappa alla morte la sua maschera
angosciosa, e ce la presenta come dispensatrice di pace e serenità.
Molte persone, alle quali le affermazioni contenute in questi libri parranno
incredibili, reagiranno negandole senza ulteriore riflessione. Non abbiamo il
diritto di biasimarli: soltanto alcuni anni fa gli autori stessi avrebbe reagito
così. Esso non chiedono che il frutto delle loro ricerche venga creduto solo
sulla loro parola, chiedono soltanto a quanti non credono a quel che leggeranno
di cercare da loro stessi.
Più di una volta hanno rivolto questa sfida, e tra quanti l'hanno accolta,
moltissimi che all'inizio erano scettici, hanno in seguito condiviso il loro
stupore di fronte a tali fatti. D'altro canto vi sono stati molti che dalla
lettura di questo libri hanno tratto conoscenza e conforto. Disse Gesù di
Nazareth: "Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei
discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Gv 8:31-32).
Leggendo quanto segue è necessario tener presente che coloro che ci hanno
fornito i racconti hanno vissuto un'esperienza assai diversa da quelle a noi
comuni: esiste perciò una notevole difficoltà linguistica nell'esprimere
quegli avvenimenti. Quanti hanno vissuto quell'esperienza la definiscono infatti
ineffabile, inesprimibile.
Una ricerca come quella presentata chiarirà molte cose e confermerà quel che
ci hanno insegnato da duemila anni: esiste una vita oltre la morte. Dai frutti
di queste ricerche appare infatti chiaro che il morente resta consapevole di
quanto lo circonda anche dopo essere stato dichiarato clinicamente morto. Queste
cose si sono conosciute dalle le dichiarazioni di pazienti ritornati alla vita,
dopo essere stati dichiarati clinicamente morti, contro ogni nostra attesa o
speranza e spesso con profondo stupore del medico curante.
I pazienti a cui mi riferisco hanno conosciuto una sensazione di abbandono del
loro corpo, e un senso profondo di pace e di completezza. Molti avvertivano la
presenza di qualcuno che li aiutava nel loro passaggio a un diverso piano di
esistenza. Molti venivano accolti da persone care morte prima di loro o da una
figura religiosa di particolare importanza nella loro vita e legata,
naturalmente, alla loro religione.
Personalmente credo che la nostra società sia arrivata a un punto di
transizione. Dobbiamo avere il coraggio di aprire nuove porte e di ammettere che
gli strumenti scientifici di cui attualmente disponiamo sono insufficienti per
molte nuove ricerche.
Certamente queste informazioni possono aprire nuove porte a chi non manchi di
larghezza di vedute, possono portare conforto e dare speranza, e soprattutto
dare il coraggio di vagliare nuovi campi di ricerca. Per quanto incredibili
queste testimonianze rispondono a verità, poiché sono dovuto a ricerche fatte
in modo sincero ed onesto. Sono inoltre suffragate dalle ricerche e dalle
scoperte di altri scienziati, studiosi e membri del clero, che hanno avuto il
coraggio di indagare in questo campo nella speranza di aiutare quanti hanno
bisogno di sapere, più che di credere.
Quel che più mi ha stupito, sin da quando ho incominciato a fare queste
ricerche, è stata la grande somiglianza delle varie esperienze, che tuttavia
erano state vissute da individui di religione, educazione e origine diverse.
Attualmente, so di 150 casi di pre-morte, e le esperienze da me esaminate
possono essere raggruppate in tre distinte categorie:
1. Le esperienze di persone tornate alla vita dopo essere state credute,
ritenute o dichiarate clinicamente morte dai loro medici.
2. Le esperienze di persone che, durante incidenti o ferite o malattie gravi,
sono andate vicine alla morte fisica.
3. Le esperienze di persone che, al momento della morte, hanno parlato ad altre
persone presenti. Queste, in seguito, sono venute a riferirmene.
Le circostanze che accompagnano l'immediata vicinanza con la morte sono assai
diverse tra loro, e diverse le persone che hanno conosciuto tali esperienze, ma
è stupefacente la somiglianza delle esperienze di pre-morte in quanto tali.
L'analogia dei diversi resoconti è infatti tale da permettere l'individuazione
dei seguenti elementi comuni, nell'ordine nel quale abitualmente si presentano.
Un uomo sta morendo e, nel momento in cui ha raggiunto l'acme della sofferenza
fisica, sente dalle parole del dottore di essere clinicamente morto. Avverte
allora un rumore sgradevole, come un tintinnio o un ronzio, e contemporaneamente
sente di muoversi con estrema rapidità lungo una galleria buia. Giunto al
termine, avverte improvvisamente di essere uscito dal proprio corpo, ma di
trovarsi ancora nell'ambiente in cui si trovava prima e vede in lontananza il
suo stesso corpo, come se egli fosse soltanto uno spettatore. Da quella
posizione privilegiata osserva gli eventuali tentativi di rianimazione e prova
un senso di sconvolgimento emotivo.
Dopo breve tempo, si riprende e si abitua alla sua strana condizione. Avverte di
avere ancora un "corpo", ma di una natura assai diversa e dotato di
poteri assai diversi da quelli del corpo fisico che ha lasciato dietro di sé.
Cominciano allora ad accadere altre cose. Altri individui gli si fanno vicino
per aiutarlo. Scorge gli spiriti di parenti e amici già morti e gli appare uno
spirito di amore come egli non ha conosciuto mai: un Essere di luce.
Questo Essere gli rivolge, senza parole, una domanda che lo esorta a valutare la
propria vita, e lo aiuta mostrandogli, come in un playback, gli avvenimenti più
importanti della sua esistenza.
A un tratto si trova vicino a una barriera, o a un confine, che sembra
rappresentare la divisione tra la vita terrena e l'altra vita. E tuttavia sente
di dover tornare sulla terra, sente che non è ancora giunto per lui il momento
della morte. Tenta di opporsi perché è ormai affascinato dall'altra vita e non
vuole tornare in questa. È sopraffatto da intensi sentimenti di gioia, amore e
pace. Tuttavia si riunisce in qualche modo al suo corpo fisico e torna alla
vita.
Più tardi tenta di riferire ad altri la sua esperienza, ma gli riesce difficile
farlo. Non trova parole umane capaci di descrivere quegli episodi non terreni.
Scopre inoltre che gli altri non lo prendono sul serio e rinuncia a parlare. Ma
l'esperienza conosciuta segna la sua esistenza, in particolare le sue opinioni
sulla morte e il suo rapporto con la vita.
È importante sottolineare ancora una volta che questa mia ricostruzione non è
l'esperienza di una singola persona, ma piuttosto una traccia di ciò che
succede creata raggruppando gli elementi comuni trovati in moltissimi resoconti.
Vedremo di seguito queste diverse fasi per renderle più chiare.

Il giorno della morte, per il cristiano, chiude la sua vita terrena, cominciata
con il Battesimo, in quanto "se ne parte dal suo corpo per andare ad
abitare presso il Signore (2 Cor 5,8).
Davanti ad un persona in agonia, mentre essa vive fra la realtà di questo mondo
e quella dell'aldilà, ci si sente impotenti e si resta sconcertati. Per
comprendere meglio l'agonia è bene ricordare che tutto nella vita procede in
modo progressivo. Mentre il neonato impiega del tempo per ambientarsi così pure
il moribondo sente che, ora dopo ora, i suoi sensi diventano sempre più deboli
e nello stesso tempo diventa sempre più ricettivo al mondo psichico al punto
che alcune persone in punto di morte hanno affermato, e con ragione, di
percepire la presenza di suoi parenti, deceduti in precedenza, riuniti intorno
al suo letto.
Alcune persone molto sensibili hanno raccontato che, oltre ai parenti ed agli
amici deceduti, spesso sono anche presenti degli Esseri di luce che cercano di
tranquillizzare il moribondo ed aiutarlo a passare nel mondo dell'aldilà.
Questo fatto viene confermato dalla Chiesa che consiglia di invocare i Santi e
le potenze celesti affinché vengano ad assistere il moribondo.
È assai importante che la stanza dove giace il moribondo sia arieggiata spesso,
Questo torna a vantaggio dei presenti e del moribondo che può farsi una riserva
di energia da usare nel suo cammino post-mortem.
Sarebbe una buona cosa porre un recipiente d'acqua e sale sotto il letto o sul
comodino del moribondo, in questo modo verrebbero raccolte dall'acqua le energie
negative causate dalla sofferenza dell'agonizzante e dalle persone che lo
assistono. Ricordarsi di cambiare l'acqua al mattino ed alla sera. Sarebbe anche
altamente consigliabile che vi sia un crocefisso sul comodino o appeso alla
parete.
Per dare una buona assistenza al morente ed ai defunti clicca su:
Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni che, con il loro lavoro hanno
permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora, per impossibilità, errore o
distrazione, non abbiamo citato la fonte originale del materiale presentato.
- 1. Alice Bailey, Trattato di magia bianca.
Edizioni Nuova Era.
- 2. Charles Rafael Payeur, La luce oltre la soglia.
Edizioni Età dell'Acquario.
- 3. Maitreya School of Healing, Mental Color Thrapy.
Jeymer Avenue, London, England.
- 4. Alice. A. Bailey, Trattato di magia bianca.
Edizioni Nuova Era.
- 5. Charles Rafael Payeur, La luce oltre la soglia.
Edizioni Età dell'Acquario.
- 6. Omraam Mikhael Aivanhov, La morte e la vita nell'aldilà, pp. 27-28.
Edizioni Prosveta.
- 7. Raymond A. Moody jr., La vita oltre la vita.
Arnoldo Mondadori Editore.
- 8. Nel sangue dell'Agnello, Primavera Missionaria, piazza San Paolo, 4.
00041 Albano Laziale Roma (1985).