LA PROFEZIA MAYA
su ciò che finirà nel 2012
Tratto da: www.altrogiornale.org/news.php?extend.61
Sommario
La civiltà Maya raggiunse traguardi scientifici notevoli. Per contare gli
anni, utilizzavano stelle e pianeti: il "Grande Conto", basato sui
movimenti del pianeta Venere. Essi divisero il tempo in una serie di cicli che
cominciavano dalla nascita di Venere. Ogni ciclo durava 1 milione e 872 000
giorni. Il ciclo che ora stiamo vivendo ha avuto inizio il 13 agosto dell'anno
3114 prima di Cristo e finirà il 22 dicembre 2012 dopo Cristo. I Maya erano del
tutto sicuri dell'attuale ciclo ed erano altrettanto convinti che fosse
l'ultimo. Quando il mondo avrà completato questo ciclo, dicevano, finirà fra
disastrose inondazioni, terremoti e incendi: uno scenario molto simile alle
profezie del Nuovo Testamento.
Sotto i nostri occhi tutti i giorni ci sono le guerre (pensate addirittura
che siamo arrivati a fare una guerra per fare la pace!), i vulcani sembrano
essersi svegliati da lunghi anni di letargo, i terremoti e i maremoti fanno
tremare il cuore degli uomini. Vediamo continuamente alluvioni e tifoni che
sembrano spazzare via come dello sporco, come se ci fosse qualcosa da lavare. E
la Terra riceve ogni giorno la sua abbondante razione di contaminazione, con gli
scarti industriali e l'immondizia. Stiamo devastando l'armonia naturale. Che il
clima sia cambiato è l'opinione di tutti, anche se a volte facciamo finta che
non sia vero. La temperatura sta aumentando e non ce ne preoccupiamo più di
tanto, e questo aumento provoca piogge anomale con conseguenze di tifoni,
tornadi, terremoti.
In molte religioni ci sono profezie che coincidono nell'affermare che stiamo
vivendo un periodo particolarmente difficile, che annuncia un passaggio
dell'umanità verso una nuova era. I Maya, qualcosa che abbiamo conosciuto
soltanto nel 1500 con l'invasione degli spagnoli, hanno previsto tutto questo,
perché è tutto scritto. Facendo uno studio scientifico e religioso sul
funzionamento dell'universo sono riusciti a leggere nelle leggi imperscrutabili
del cosmo, a scoprire gli effetti e le cause. Quali sono gli effetti che
causiamo noi alla Terra, alla galassia, al cosmo, con il nostro comportamento e
quali sono gli effetti dei movimenti degli astri nel nostro comportamento.
Qualcuno però dice: perché i Maya facevano sacrifici umani se erano tanto
perfetti? No, i Maya non erano perfetti, avevano un calendario perfetto, sono
degenerati, tant'è che quando sono arrivati gli spagnoli, già 30 anni prima, a
detta degli storici, gruppi di Maya erano scomparsi, intere città vuote. Quello
che resta incomprensibile è com'è possibile che da un calendario si possa
desumere tutto questo? Allora spieghiamo un attimo cosa significa il calendario
per i Maya.
Il calendario così come lo conosciamo noi oggi, così come ci è arrivato,
è probabilmente l'apice di un certo tipo di cultura del I° secolo a.C., tra il
50 e il 100 a.C. e quasi sicuramente a detta degli esperti, non sono stati i
Maya ma i Toltechi a farlo, un popolo che veniva dal nord anche se non si sa di
preciso da dove, forse avevano conosciuto altre civiltà! Questo calendario è
così preciso, fatto da sacerdoti che erano anche astronomi, filosofi e
scienziati, che l'eclissi solare dell'11 agosto 1999 si è verificata con 33
secondi di ritardo rispetto al tempo previsto dai Maya, previsione fatta intorno
al 3.000 a.C.! Il calendario Maya è costituito da 9 elementi fondamentali: il
Giorno che si chiama Kin, che nominava anche il Sole e il sacerdote solare,
quindi qualcosa di vicino, di caldo, che da vita.
Ogni giorno ha un proprio nome e quindi ci sono diversi Kin. Poi ci sono i
Uinal, i mesi: sono di 20 giorni più un mese aggiuntivo di 5 giorni per
arrivare a 365. Non aggiungevano un giorno ad un mese ogni 4 anni come facciamo
noi, non c'era l'anno bisestile, tutti gli anni c'era un mese di 5 giorni,
quindi arrivavano sempre a 365.
Poi c'era il Tun che equivale all'anno di 365 giorni, il Katun che sono 20
anni, cioè 20 Tun, il Baktun, il Karaktun, che moltiplicano sempre per 20, il
Kinciltun fino ad arrivare all'Autun. Vanno poi aggiunte altre piccole
modificazioni, in modo da avere una precisione di tempi sulle stagioni e sugli
orari, in modo che l'anno era sempre conteggiato con precisione. La cosa che va
sottolineata maggiormente è che lo scopo principale del calendario non era
quello di stabilire con precisione le date degli avvenimenti, era lo strumento
principale per raccordare le azioni degli uomini e dei capi Maya con tutto il
movimento dell'universo.
L'azione doveva concordare con l'equilibrio universale. Le decisioni dei Re
dovevano essere concordanti con i ritmi cosmici. Quindi ci doveva essere un
equilibrio tale che doveva essere preso da questi movimenti riportati nel
calendario. Ecco perché i nostri scienziati, quando sono andati a fare gli
scavi si sono trovati di fronte a dei monumenti che sicuramente erano stati
costruiti nel II° secolo dopo Cristo, due monumenti uguali, soltanto che uno
riportava tutti gli avvenimenti di 3.000 anni prima e uno gli avvenimenti di
90.000 anni dopo. E non si riusciva a spiegare perché costruivano quei
calendari che non servono per le datazioni.
I Maya hanno scoperto che così come la Terra gira intorno al Sole, tutto il
sistema solare nel quale anche la Terra si trova gira intorno alla galassia, fa
un giro e il calendario Maya dura 25.625 anni, non dura 365 giorni. È come se
fosse l'anno galattico e non l'anno terrestre! Lo studio sul Sole che hanno
fatto ha permesso loro di scoprire che il sistema solare intero si muove, che
l'universo ha dei cicli periodici di tempo che iniziano e che hanno un termine,
come il giorno e la notte.
Essi scoprirono che il sistema solare percorre una ellisse che ha come centro
il centro della galassia. Questo vuol dire che il Sole e tutti i suoi pianeti si
muovono in cicli, in relazione alla luce centrale della galassia, che loro
chiamavano Unabku, un cosa viva, intelligente, il Dio dell'universo.
Essi hanno stabilito che questa ellisse, questo giro completo che compie il
sistema solare dura 25625 anni, il ciclo di un anno galattico, ma loro lo
consideravano come un giorno galattico. Dicevano che alla metà di questo
percorso, circa 12.800 anni, siamo più vicini al centro della galassia, come
avviene per noi con le stagioni. I Maya avevano scoperto che quando il sistema
solare andava agli estremi della galassia era la notte, lontano dal Sole; quando
si riavvicinava era il giorno. Questo mezzo giro dura 12.800, quindi abbiamo
12.800 anni di giorno e 12.800 di notte, come sono le 12 ore di dì e 12 ore di
notte, ci sono le 12 ore dell'alba e le 12 ore del tramonto. E per la notte è
lo stesso, ci sono le 12 ore del vespro e le 12 ore che precedono l'alba.
Quindi c'è un andirivieni di luci e di ombre, di notte e di sole, che
determinano questo giorno galattico. Così scopriamo che esiste un mattino
galattico, è il momento in cui lasciamo l'oscurità della notte per entrare
nella luce. Esiste il giorno pieno dove il Sole centrale si fa sentire con
maggiore intensità e calore ed è l'età di pieno sviluppo delle civiltà, in
cui esprimono il meglio di se stesse. Quindi viene la sera, il momento di
incertezza, il momento di ansia, dove la luce comincia a mancare.
Il quarto ciclo è il vespro dove si realizza un coscienza di tutti i fatti
avvenuti, come quando alla sera ci facciamo un esame di coscienza, il momento
dei resoconti. Infine ci sarà la notte, la parte più lontana dalla luce, in
cui comunque l'occhio rimane attento e vigile in attesa che spunti la nuova
alba. Questo è il giorno galattico, questo è l'anno galattico.
Se abbiamo capito questa situazione, vi rendete conto che i Maya non facevano
il calendario dall'esterno, dicevano soltanto che adesso siamo nel 2000 e stiamo
vivendo il passaggio, domani saremo in un certo modo perché abbiamo
sperimentato una cosa e avremo un bagaglio diverso; e tutta questa
sperimentazione durava appunto 25.625 anni, altro che un ciclo di vite per fare
esperienze! Loro vivevano all'interno del calendario che era la loro vita,
perché era il momento in cui si rapportavano con il loro esterno e interno.
Quindi quando parliamo di profezie Maya non esistono profezie, esistono delle
previsioni, delle descrizioni di ciò che sta avvenendo e non di ciò che
avverrà; è l'evoluzione dell'uomo, attraverso un ciclo che inizia, poi
finisce, poi ricomincia un altro ciclo e così via.
Le date che adesso vi dirò rappresentano l'ultimo Katun, cioè gli ultimi 20
anni. Per la precisione comincerò a raccontarvelo dal 13 Au 8 Kauak, cioè
dall'11 Agosto 1999. Allora, loro dicono che già dal 1992 l'umanità vive
nell'ultimo Katun, un tempo molto importante, perché è il tempo della
conclusione del ciclo, la fine dei famosi 25.625 anni, non la fine del mondo.
In questo momento viviamo in un mondo di miseria, di odio e di schiavitù,
soprattutto morale, psichica, materiale. Questo momento di schiavitù terminerà
quando finisce l'ultimo Katun, cioè gli ultimi 20 anni, e dicono perfettamente
la data: sabato 22 dicembre 2012. In quel giorno finisce questo ciclo in cui noi
stiamo vivendo, momento di odio e di paura. Entro questa data dobbiamo fare in
modo di ritornare ad essere uomini pensanti. L'uomo dovrà rivoluzionare se
stesso, il proprio pensiero e reintegrarsi in questa musica cosmica a tempo, in
modo tale da mettersi in armonia con l'universo. Dovrà comprendere che il tutto
è vivo e che egli è parte del tutto.
Questo ultimo tempo di 20 anni viene chiamato [dai Maya] "il tempo del
non tempo", perché è il periodo in cui siamo nel momento in cui non è
giorno ma nemmeno notte: è prima dell'alba. Questo periodo loro lo indicano
negli ultimi 13 anni perché lo fanno partire dal 1999. In questo periodo
apparirà una cometa o asteroide e sarà molto dannosa per l'umanità. La sua
traiettoria potrebbe essere d'impatto sulla Terra. Intanto è vero, gli
astronomi inglesi per ultimi hanno dichiarato che hanno fatto una task force con
una spesa altissima, affinché "nel caso" e "per ipotesi"
che un asteroide venisse dall'universo per impattare sulla Terra, dei missili
sarebbero pronti a partire per distruggerlo.
Questo è stato pubblicato su tutti i giornali: l'Inghilterra [nel 1999] ha
dichiarato pubblicamente che ha istituito una task force; gli americani sono
già 7-8 anni che hanno questa task force alla NASA [da cui il film "Armageddon"
ndJB]. Tutti sono in allerta perché è possibile che ci sia un asteroide o una
cometa che possa impattare sulla Terra. Ma è degli ultimi anni la diramazione
ufficiale in tutti i giornali della notizia che esiste una fascia di asteroidi
che si sta avvicinando molto pericolosamente alla Terra, e che con probabilità
discutibili, che vanno dal 20% al 75%, una di queste asteroidi potrebbe
impattare sulla Terra.
Leggi anche Cosa avverrà nei cieli.
Fonte: nonapritequelportale.com