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La verità che dona Libertà

di Anna Maria Piantanida

 

Che le rose fioriscano sulla vostra croce.

Esporrò, oralmente, soltanto parte di questa relazione, per lasciare anche ad altri il tempo necessario per esporre la loro, le relazioni verranno pubblicate e chi desiderasse leggerla per intero lo potrà fare individualmente.

"La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe. Ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso la propria immagine credette di possedere l’intera verità". (Mediana Rumi, Sec. XVI)

Le parole di questo Maestro Sufi ci fanno comprendere come ognuno di noi viva una verità soggettiva all’interno di una verità oggettiva comune a tutti gli esseri viventi, e che la verità che ognuno di noi percepisce è importante per tutti gli altri esseri umani, poiché è come se ognuno di noi possedesse una tessera utile per il completamente del grande mosaico cosmico " il disegno dell’opera di Dio"

Le parole del Maestro Rumi, sottolineano in modo chiaro ed inconfutabile, di come la frammentarietà con cui percepiamo noi stessi e il mondo, ci crei l’illusione di entrare in contatto con qualcosa di intero ed assoluto. Dimentichiamo che le apparenze, i condizionamenti e le aspettative ci allontanano dalla nostra vera natura, mentre in realtà dovremmo imparare che nulla ha un valore assoluto, ed è necessario aprirsi agli altri per ricomporre ciò che siamo e che loro sono; senza chiuderci in una pretesa verità separata; questo è possibile solo attraverso il confronto e la condivisione.

Quando, con il nostro sforzo, tentiamo di ricomporre quello specchio, comprendiamo di essere spinti dalla necessità di salvaguardare noi stessi a discapito degli altri e possiamo, allora,

cominciare a condurre una vita consapevole. Ogni nostro sforzo deve tendere ad espandere la nostra coscienza, ad alimentare il Cuore.

Il Cuore ha sempre avuto importanza come contenitore di energie che producono apertura verso gli altri. Esso non è scisso dalla mente consapevole e soprattutto dalla volontà di manifestare unicità. Non è una mente illusa e distratta, con i suoi inganni, attaccamenti e percezioni erronee a doverci condurre. Nella scuola Dhyana, Bodhidharma affermava che non è possibile trovare la verità fuori da sé stessi e considerava la Mente-Cuore come la luce della coscienza risvegliata che è "non originata" e "senza forma". In noi stessi dunque troviamo l'opportunità di essere, riscopriamo

il sentiero da percorrere ed il saper vivere, istante dopo istante, quella ricchezza che è già in noi ed intorno a noi e, immersi in essa, diveniamo capaci di donarla ad altre persone che l'attendono.

L’uomo è posto al centro della creazione perchè svolge una funzione importantissima, egli è lo strumento con il quale Dio agisce nel mondo materiale, noi siamo "le braccia e le mani ecc. " con le quali Dio agisce in questo mondo fenomenico, e poiché Dio è amore , armonia e bellezza dobbiamo agire con la consapevolezza di dover sempre operare per ricreare queste qualità in noi stessi e nell’ambiente in cui viviamo. Questo è il Servizio agli altri, donare l’armonia, la bellezza e la pace che abbiamo dentro di noi. Nelle scuole dei misteri e soprattutto in quella scuola fondata da Pitagora di Samo, la scuola detta dei pitagorici, venivano insegnate le arti e le scienze ma prima di tutto veniva insegnata l’etica e la morale, senza etica e morale la scienza non viene impiegata per il bene dell’umanità; ci sono meravigliose scoperte scientifiche che potrebbero risolvere alcuni dei molti mali che ci affliggono, ma che in assenza di etica e di morale vengono impiegate non a vantaggio ma a danno di tutta l’umanità, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

La grande importanza del ruolo che l’uomo è chiamato a svolgere all’interno della creazione è esposta nella Cabala laddove si parla dell’unione di Malkut con Tifheret.

Nella Cabala Malkut è nota anche come Shekinah e diviene completamente femminile, diviene una Lei, figlia di Binah, sposa di Tifheret, la metà femminile di Dio. L’unione di di Sekinaha e Tifherete costituisce il punto focale della vita religiosa. Le azioni umane rette stimolano Yesod, il Saggio e determinano l’unione della coppia divina. Il matrimonio umano simboleggia e attua il matrimonio divino. La vigilia dello Shabbat è la celebrazione settimanale delle nozze cosmiche e il momento ideale di congiungersi per gli amanti umani, anche l’unione fisica deve essere compiuta consapevolmente, è un atto sacro, per creare l’armonia cosmica. In una famiglia dove c’è amore ed armonia c’è unità, e si possono portare a compimento tutti i progetti di vita ma, dove non c’è amore ed armonia ogni iniziativa fallisce miseramente.

Le tre religioni monoteiste hanno insegnamenti "segreti", sono gli insegnamenti esoterici che, venivano dati soltanto a coloro i quali erano in grado di comprenderli ,al giorno d’oggi (sotto l’influsso delle nuove energie acquariane) vengono divulgati senza più segretezza o " mistero", perché la coscienza dell’uomo attraverso la storia( e la storia è esperienza), si è evoluta e tutti, se animati da buona volontà ne possiamo quindi venire a conoscenza. Se dico che la storia è, o almeno, dovrebbe essere, esperienza e perchè l’uomo non evolve attraverso la conoscenza, ma tramite l’esperienza, cioè la conoscenza applicata nella vita. Non serve quindi, dire e imporre agli altri ciò che devono fare in quanto "noi abbiamo capito, noi sappiamo ecc." I Maestri ci hanno dato un metodo stupendo per imparare a stabilire i giusti e retti rapporti: quello di dire le cose come se lanciassimo un seme dietro le spalle, senza voltarci per guardare se qualcuno lo raccoglie o meno. Il farlo dipende dalla libertà di scelta di ciascuno. Imporre o costringere crea solo attrito e reazione complicando così enormemente la vita perché, prima o poi, tutti hanno bisogno di passare attraverso l’esperienza per imparare. Ed è proprio l’esperienza che ci fa rendere conto, in qualsiasi situazione ci troviamo, di un fatto straordinario: l’Amore è l’unica energia capace di trasformare completamente un individuo.

Per l’Ebraismo gli insegnamenti esoterici , come sopra brevemente accenato, erano contenuti nella Cabala, nel Cristianesimo nell’Alchimia Spirituale e nella religione Islamica nel Sufismo. All’inizio della ricerca spirituale possiamo vedere molti sentieri, ma man mano che procediamo nel cammino ci accorgiamo che tutti conducono ad un’unica meta, che è quella della verità assoluta che gli antichi maestri avevano scoperto, attraverso più vite dedicate, con sacrificio, alla ricerca spirituale e che aveva permesso loro di vivere costantemente nella gioia e nella pace interiore, questi Maestri avendo elevando il loro stato di coscienza, erano penetrati nella realtà causale, vedevano cioè la causa di tutte le cose ed i doni di questa comprensione sono la compassione e l’amore cosmico.

Se vogliamo seguire il sentiero dell’Alchimia spirituale, che per tradizione e cultura è quello a noi più affine, è necessario cambiare il modo di vedere le cose, e svolgere un lavoro, tutto personale, che comincia dentro di noi. La frase iniziatica, VITRIOL, o VITRIOLUM significa "visita interiora terrae rectificando invenies occultum lapidem" seguita da "veram medicinam" ovvero visitate l’interiore della vostra terra, cercate la pietra, rettificatela, e quella è la vera medicina. Dobbiamo cercare quindi questa famosa pietra, molti dicono che è il corpo, ma non è così, questa pietra è nel corpo, ma non è il corpo.

Se prendiamo lo schema dell'uomo, questi ha tre fuochi. Vi faccio l'esempio della candela. Ci sono tre colori: nell'anello esterno c'è il rosso della fiamma con il fumo, che è quello delle passioni; poi c'è il colore giallo, animico, dei desideri e delle emozioni; poi alla base, dove c'è lo stoppino, come fosse la colonna vertebrale, abbiamo il colore blu, e quello corrisponde allo spirito.

E' importante capire questo per comprendere quali sono le energie che si possono manipolare. Solo voi, con le vostre energie potete cambiare. Nessun altro può farlo, il lavoro è personale, perché in questo si è soli.

Quando facciamo il segno della croce, toccando la testa diciamo Padre. La testa, astrologicamente, si trova sotto il segno dell'ariete, ovvero il fuoco primo che corrisponde al Padre, la cui sede è tra le sopracciglia, in mezzo ai due emisferi del cervello. Il lato destro è femminile, quello sinistro è maschile, perché le energie sono incrociate: il lato destro femminile è associato alla parte sinistra del corpo che è femminile, il lato sinistro alla parte destra del corpo che è maschile. La parte destra corrisponde al lato spirituale, ermetico e può comunicare con altri piani dimensionali.

Come si manifesta l'energia del Padre nell'uomo e nella donna?

Tornando al segno della croce, quando diciamo Figlio dobbiamo individuarlo 4 dita sotto l'ombelico, dove c'è il secondo fuoco, quello del nostro atanor, che è lo stomaco. Quando noi creiamo un figlio, non lo facciamo con la forza del pensiero: c'è un'energia specifica con cui diamo al figlio un corpo, un'anima ed uno spirito. Per realizzare noi stessi, dobbiamo creare il nostro figlio interiore. Il Figlio, o fuoco dell'eros, è sotto il segno del Sagittario.

Il terzo fuoco, ovvero l'amore, è nel centro, sotto il segno del Leone, dove la simbologia cristiana propone il cuore di Gesù con le spine, le fiamme ed i 4 elementi, ovvero la croce. Il significato oggettivo della croce è proprio questo: fuoco, acqua, aria e terra, mentre il fulcro centrale è il 5° elemento. Noi siamo stati cacciati dall'Eden, che si trova dentro la nostra testa, e siamo stati mandati negli inferi, ovvero sotto la nostra vita, e il nostro lavoro è proprio ritornare a quell'Eden dove risiede il Padre, il Cielo, il celato. Paradiso ed inferno non esistono, sono simbolici, e sono dentro di noi, sono stati di coscienza. Dobbiamo trasmutare le passioni in sentimenti nel crogiuolo del nostro cuore.

C’è un linguaggio che da sempre stato adottato per rivelare le grandi verità ed è quello della poesia. Dante, il sommo poeta che apparteneva ai Fedeli d’Amore e, si sussurra anche ai Rosa + Croce, nella Divina Commedia ci conduce attraverso un percorso iniziatico di individuazione. All’inizio Dante sceglie la via più diretta quella del mistico, ma è una via che può essere percorsa soltanto da chi ha vite di purificazione alle spalle e di questo Dante ne prende coscienza quando incontra la fiera che gli sbarra il cammino ed è una fiera che si accoppia con tutte le altre bestie, è il nostro guardiano della soglia ,la somma di tutte le bestie (gli istinti) che sono ancora dentro di noi. Allora decide di tornare sui suoi passi e di farsi aiutare e da chi, se non da Virgilio maestro della parola gentile. Per prima cosa Dante deve scendere dentro i suoi inferni. E nell’inferno Dante ci accompagna alla ricerca del senso del grave segreto pieno di dubbi della vita umana, ci inizia alla graduale discesa nell’abisso dei meandri della nostra personalità. Proprio da una crisi profonda può nascere qualcosa di nuovo, può baluginare una nuova luce dopo aver attraversato la cupa esperienza del Male. Il purgatorio è la tappa fondamentale del processo di individuazione. E’ uno stato permeato di fiducia, di dolcezza e di speranza delle anime che non sono migliori di quelle dell’inferno, ma che anelano ad uscire dalle strettoie dei gironi infernali, qui le anime anelano al superamento dei propri limiti e a raggiungere la "libertà interiore". Il Paradiso ci dà la conoscenza della realtà e spalanca la nostra visione su spazi immensi di luce. C. Jung nel saggio "Presente e futuro" (pere X – II, Bordighieri 1998) scrive che la fine dell’era dei Pesci non significa la fine dei valori che il Cristo ci ha portato, ma che è anzi auspicabile la resurrezione di essi in una nuova dimensione, perché ogni individuazione è improbabile senza le virtù cristiane. Dante chiude con la candida rosa l’era dei Pesci e apre la nuova era dell’Acquario, e ci dice che, queste virtù cristiane sono immanenti in noi dall’eternità e sono state portate a consapevolezza di tutti dal Cristo storico o il Cristo interiore.

C’è una regola d’oro comune a tutte le religioni,ora vediamo come la regola d’oro anche se con parole diverse è patrimonio comune dell’umanità:

JAINISMO : Uccidere un Essere Vivente è come uccidere sé stessi; mostrare compassione ad un Essere Vivente è come mostrarla a se stessi. Colui che desidera il proprio bene, deve evitare di causare qualsiasi tipo di danno ad un altro Essere Vivente! "Mahâvira"

ISLAM : Nessuno di voi è credente finché non desidera per il fratello ciò che desidera per se . " Sunan"

EBRAESIMO : Non fare al tuo simile ciò che ti è odioso Questa è tutta la legge ; il resto è commento . " Talmud Shabbat 31 a

TAOISMO : Considera il profitto del tuo vicino come tuo profitto ; e la perdita del tuo vicino come tua perdita. "T’ai–Shang/Kan–ing–p’ein*

CONFUCIANESIMO :C’è una regola che deve essere praticata per tutta la vita.---La massima della bontà che nasce dall’Amore ;Non fare agli altri ciò che non vorresti subire ! "Analetti 15:23"

BUDDISMO:Non offendere gli altri con modi che giudicheresti offensivi per te . "Udanavarga 5 :18"

BRAMANESIMO :Questa è la somma del dovere : Non fare nulla agli altri che causerebbe dolore se fatto a te. " Mahabharata 5: 1517"

CRISTIANESIMO :Fate dunque agli altri ciò che volete che gli altri facciano a voi ; perché questa è la Legge ed i Profeti "Matteo 7:12

NATIVI AMERICANI : condannerò un mio fratello solo dopo aver camminato per un miglio nei suoi mocassini

L’ Amore

Ciò che all'interno ricerca spazio, vuole una cavità, desidera un vuoto - che non gli viene dato - per poter uscire, per poter affiorare. Se un pozzo e' ostruito dalla sabbia e dalle pietre, basta togliere questi ostacoli perché l'acqua sgorghi verso l'alto. Lo stesso vale per 'uomo: e' ricolmo d'amore, ma l'amore richiede spazio per venire alla luce. E fino a quando il tuo cuore e la tua anima dicono "io", sei come un pozzo ostruito da sabbia e pietre, il fiume dell'amore non potrà affiorare in te. (Osho)

Se fossimo consapevoli che tutto è compreso nella Legge dell’Amore, saremmo già liberi ed il nostro cammino evolutivo verso la Luce verso la libertà sarebbe molto più semplice; tutte le Leggi di Dio, sono comprese in quest’unica Legge che governa questo universo del quale noi facciamo parte:

 

 

La leggenda dell'Amore:

C'era una volta l'Amore...
l'Amore abitava in una casa pavimentata di stelle e adornata di sole.
Un giorno l'Amore pensò ad una cosa più bella.
Che strana idea quella dell'Amore!
E fece la terra, e sulla terra, ecco fece la carne e nella carne ispirò la vita e nella vita impresse l'immagine della sua somiglianza.
E la chiamò : uomo!
E dentro l'uomo costruì la sua casa: piccola, ma palpabile, inquieta, insoddisfatta
come l'Amore.
E l' Amore andò ad abitare nel cuore dell'uomo e ci entrò tutto là dentro, perché il cuore dell'uomo è fatto di infinito.
Ma un giorno... l'uomo ebbe invidia dell'amore.
Voleva impossessarsi della casa dell'Amore, la voleva solo per sé, voleva per sé la felicità dell'Amore,
come se l'Amore potesse vivere da solo.
E l'Amore fu scacciato dal cuore dell'uomo.
L'uomo allora cominciò a riempire il suo cuore, lo riempì di tutte le ricchezze della terra, ma era ancora vuoto.
L'uomo triste si procurò il cibo col sudore della fronte, ma era sempre affamato e restava col cuore terribilmente vuoto.
Un giorno l'uomo... decise di condividere il suo amore con le creature della terra.
L'Amore venne a saperlo...
Si rivestì di carne e venne anche lui a ricevere il cuore dell'uomo.
Ma l'uomo riconobbe l'Amore e lo inchiodò sulla croce.
E continuò a sudare per procurarsi il cibo.
L'Amore allora ebbe un idea: si travestì di cibo si travestì di pane e attese silenzioso.
Quando l'uomo affamato lo mangiò, l'Amore ritornò nella sua casa, nel cuore dell'uomo.
E il cuore dell'uomo fu riempito di vita, perché la vita è AMORE

 

Proviamo a parlare di "verità" intorno a noi; scopriremo che tutti sono convinti che esistono molte "verità", che ognuno ha la sua, che la "verità" è relativa alle circostanze, alla cultura, alla religione, ecc… Nella nostra società relativistica e umana, non ha senso parlare di verità.
Ma la "verità", non può essere doppia o molteplice, non può essere relativa alle circostanze, non può essere opposta a sé stessa; può essere solo una e uguale a sé stessa; ma Gesù il Cristo nel Vangelo dice che "la verità vi farà liberi". Il Maestro parla qui della libertà vera, spirituale. In realtà, il cammino nella verità, ossia lo sguardo su tutti gli aspetti della nostra esistenza, ci aiuta a trovare una giusta scala dei valori. Ci aiuta, quindi, a non diventare o rimanere schiavi dei beni materiali e delle nostre concupiscenze, dei vizi, dell’ignoranza, ma ci spinge e ci rende capaci di mirare ai valori più importanti, indistruttibili, perenni. Gesù nel Vangelo di Giovanni risponde ai Giudei in modo non equivoco: "In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato". Ci vengono in mente tante persone che oggi sono schiave della droga, del sesso, del piacere, del denaro, dell'orgoglio, della pigrizia, dell'invidia ecc. Non sono libere. Non sono libere di mirare ai valori più grandi. Del resto, chi di noi non ha sperimentato e non sperimenta in minore o maggiore grado la schiavitù di diversi vizi e debolezze? Sant'Agostino - che dopo una vita assai dissoluta ha dovuto faticare molto per trovare questa libertà spirituale, ossia per spezzare le catene delle sue cattive abitudini e della passione carnale - ha scritto poi con convinzione: "Oso dire che nella misura in cui serviamo Dio siamo liberi, mentre nella misura in cui serviamo la legge del peccato siamo schiavi".

La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. Ed è Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso (cfr Es 33, 18; Sal 27 [26], 8-9; 63 [62], 2-3; Gv 14, 8; 1 Gv 3, 2).

Abbiamo visto come sia in Oriente che in Occidente, è possibile ravvisare un cammino che, nel corso dei secoli, ha portato l'umanità a incontrarsi progressivamente con la verità e a confrontarsi con essa. E un cammino che s'è svolto — né poteva essere altrimenti — entro l'orizzonte dell'autocoscienza personale: più l'uomo conosce la realtà e il mondo e più conosce se stesso nella sua unicità, mentre gli diventa sempre più impellente la domanda sul senso delle cose e della sua stessa esistenza.

Quanto viene a porsi come oggetto della nostra conoscenza diventa per ciò esso stesso parte della nostra vita. Il monito Conosci te stesso era scolpito sull'architrave del tempio di Delfi, a testimonianza di una verità basilare che deve essere assunta come regola minima da ogni uomo desideroso di distinguersi, in mezzo a tutto il creato, qualificandosi come «uomo» appunto in quanto «conoscitore di se stesso».

Socrate dice che è inutile credere di conoscere la verità solo basandosi su quello che vediamo, e

un semplice sguardo alla storia antica, d'altronde, mostra con chiarezza come in diverse parti della terra, segnate da culture differenti, sorgano nello stesso tempo le domande di fondo che caratterizzano il percorso dell'esistenza umana: chi sono? da dove vengo e dove vado? perché la presenza del male? cosa ci sarà dopo questa vita? Questi interrogativi sono presenti negli scritti sacri di Israele, ma compaiono anche nei Veda non meno che negli Avesta; li troviamo negli scritti di Confucio e Lao-Tze come pure nella predicazione dei Tirthankara e di Buddha; sono ancora essi ad affiorare nei poemi di Omero e nelle tragedie di Euripide e Sofocle come pure nei trattati filosofici di Platone ed Aristotele. Sono domande che scaturiscono entrambe nella richiesta di senso che da sempre urge nel cuore dell'uomo: dalla risposta a tali domande, infatti, dipende l'orientamento da imprimere all'esistenza. Oggi l’uomo crede di essere ciò che non è; crede di essere una maschera o personalità e scambia il soggetto con l’oggetto; scambia colui che porta il vestito con il vestito stesso, il Pensatore con la mente. Quella che stiamo vivendo è la storia delle "maschere", non quella dell’Uomo o Anima. Questa storia inizierà quando l’uomo riconoscerà, accetterà e vivrà secondo la Legge; oggi l’uomo, vive un periodo di decadenza, perché ha voluto porsi fuori dalla Legge e dal Piano Divino, perdendo così il senso evolutivo della sua vita; ha rinunciato a se stesso come Essere Spirituale ed ha posto come unica moderna divinità, arbitra del proprio e dell’altrui destino la mente concreta e materiale, rifiutando l’etica, ha elevato la libertà individuale come principio assoluto motore di ogni comportamento, diventando così dipendente da ideologie, passioni, vizi, corruzioni e desideri. L’uomo ha dimenticato che l’Amore è responsabilità e dono, ed è quando prenderà coscienza che la libertà non esiste che ritroverà la vera libertà. L’uomo deve tornare a riscoprire la Legge, tramite la quale può arrivare a conoscere la Verità. Il rispetto della Legge ci fa persone capaci di amare. Viviamo in un mondo dove dobbiamo sottostare non soltanto a delle leggi material, ma anche e soprattutto a delle leggi spirituali, se vogliamo svolgere al meglio il nostro compito senza incorrere in troppe sofferenze dobbiamo dunque ben conoscere queste Leggi. Sono le Leggi Cosmiche che hanno il compito di riportare l’uomo alla Casa del Padre dalla quale era partito. Dobbiamo essere consapevoli che noi siamo coscienza evolvente; gli uomini sono liberi di accettare e favorire o di opporre resistenza alla spinta evolutiva ma, prima o dopo l’obiettivo sarà comunque raggiunto, perché questo conseguimento fa parte del Piano Evolutivo che la Legge applica e realizza; e sarà solo quando gli uomini diventeranno così umili da riconoscere che esiste un potere maggiore alla loro mente concreta e separativa; un potere che li spinge gli uni verso gli altri per superare ogni divisione di ceto, sesso, cultura, religione, razza ecc… che essi diventeranno capaci di amare. Oggi è indispensabile conoscere le modalità delle forze che attraggono o respingono gli uomini e cose, che creano campi magnetici o irradianti, che tengono l’uomo ancorato alla dualità oppure lo portano verso la sintesi. Il primo passo per iniziare tale ricerca è l’atteggiamento delle persone intelligenti che più conoscono e più si rendono conto di quanto sia ristretto il loro sapere; che sono consapevoli che l’intelletto ha possibilità di comprensione limitate e che vi è una conoscenza molto più ampia propria dell’Anima o Sé Spirituale, e le Leggi Universali fanno parte di questa conoscenza. I Saggi da sempre, hanno sottolineato l’importanza delle Leggi come fonte di serenità, calma, fermezza e sicurezza. Già nei Salmi troviamo il riconoscimento che la Legge è il grande aiuto e che essa può essere conosciuta tramite l’unione fra la Mente e il Cuore: "Aprimi gli occhi affinché io veda le meraviglie della Tua Legge e la custodisca con tutto il cuore" (salmo 119).

Nella religione induista Sri Caitanya Mahaprabhu, che ne è il principale esponente in quest’era, ha spiegato che gli esseri viventi vagano nei vari sistemi planetari dell’universo e che un essere vivente può andare dove vuole, in paradiso o all’inferno basta che si prepari per l’uno o per l’altro luogo. Secondo il Padma Purana esistono 8.400.000 specie di vita, e l’essere vivente vaga attraverso queste specie, nei vari tipi di corpi conformemente al suo stato mentale, ma tra gli innumerevoli esseri viventi che trasmigrano nel mondo materiale, solo uno è così fortunato da adottare la coscienza di Dio ed è l’uomo. La coscienza di Dio è ora distribuita liberamente in ogni luogo eppure non tutti l’accettano; noi viviamo in modo animale, anche gli animali stanno cercando di fare del proprio meglio per mangiare bene, per godere della vita sessuale in modo soddisfacente, per dormire pacificamente e per difendersi. Qual è dunque la differenza tra il sapere umano e quello animale? Il fatto è che la conoscenza umana dovrebbe essere sviluppata per dare risposte alle eterne domande che l’uomo si è sempre posto e per liberarci dalle varie condizioni infernali che caratterizzano una vita dura e piena di sofferenze, ed è soltanto elevandoci da una vita puramente materialistica che perveniamo ad una coscienza superiore, non dimentichiamo che Dio è il testimone supremo situato all’interno del nostro cuore e riconoscendolo non possiamo più dire " anche se commetto errore nessuno può vedermi" Dio conosce i nostri pensieri e le nostre azioni. Nella Bhagavad- gita è scritto " Io risiedo nel cuore di ognuno – Da me viene il ricordo, la conoscenza e l’oblio". Dio ci fornisce varie opportunità, se Lo desideriamo, il Signore ci darà la possibilità di raggiungerLo aumentando la nostra intelligenza per comprendere le sue Leggi, di progredire spiritualmente, se Lo rifiutiamo, ci darà l’opportunità di dimenticarLo. Dio non ostacola la nostra minuscola indipendenza, ma se desideriamo agire sulla base del Suo ordine, allora Egli ci aiuta.

Dipende da noi se pensiamo di essere felici senza avere coscienza di Dio, sempre citando la Bhagavad – gita, dopo aver istruito Arjuna, il Signore disse semplicemente " Ti ho spiegato ogni cosa. Ora agisci come credi" Arjuna rispose immediatamente " Eseguirò il Tuo ordine" Questa è coscienza di Dio. Coscienza di Dio e dire "Padre sia fatto di me secondo la Tua volontà", la coscienza Cristica. E’ questa la chiave che ci apre la porta della conoscenza ,della nostra evoluzione e che dobbiamo imprimere nella nostra mente e nel nostro cuore con il fuoco dello Spirito. Ma per fare la volontà di Dio bisogna comprendere le sue Leggi, dobbiamo diventarne consapevoli.

Noi aspiriamo alla conoscenza non in modo puramente devozionale, ma come dice Max Heindel "bisogna saziare la mente affinché il cuore possa parlare". Gli insegnamenti rosacrociani forniscono un concetto chiaro e logico del mondo e dell'uomo ed incoraggiano la discussione, cosicchè chi va alla ricerca delle verità spirituali può soddisfare ampiamente il proprio intelletto perché le nozioni che riceve sono scientifiche e religiose. Gli viene spiegato che i problemi della vita sono soggetti a leggi fisse ed immutabili come fissa ed immutabile è in cielo la stella polare. La grande teosofa del secolo scorso Alice Bailey ci spiega in modo chiaro e sintetico, l’atteggiamento che dovrebbe avere chi si appresta a studiare le Leggi: " Accettare che esiste un piano e che l’Amore di Dio è la Legge fondamentale di tutta la manifestazione e l’origine di tutti gli impulsi ad evolvere. Egli è sorretto dal sapere che la realtà dello Spirito, l’immediatezza dell’Amore e lo scopo sintetico de Piano, sono la base su cui può posare il piede, ergersi sicuro e procedere nella certezza di una meta assicurata (Psicologia Esoterica). La cosa fondamentale da comprendere è che esiste un Piano generale all’interno del quale noi ci troviamo e una Legge che lo porta avanti. Vi è quindi una volontà superiore che noi chiamiamo Volontà Divina, che si attua tramite le Leggi Universali. Rispettare le Leggi significa dunque rispettare questa Volontà Divina e, soprattutto, significa entrare in modo attivo e cosciente all’interno del processo di evoluzione. Purtroppo gli uomini si dispongono a rispettare le Leggi solo quando sono arrivati ad una profonda sofferenza che stronca il loro orgoglio, la volontà individuale e li fa cadere stremati sulle ginocchia. Solo allora essi sono spinti a ricercare dentro di sé le cause, che sempre sono una violazione della Legge, delle loro sofferenze. Solo allora la personalità non accusa più gli altri come causa dei propri dolori; solo allora essa è disposta a mollare la presa e lasciar andare i propri attaccamenti, uniformandosi all’assioma che dice:

Noi ci eleviamo inginocchiandoci.

Conquistiamo arrendendoci.

Guadagniamo rinunziando.

San Paolo nel seguente brano tratto dalla Lettera ai Romani fa una distinzione fra la legge naturale conosciuta dagli uomini ordinari, e quella eterna che ci fa pervenire alla verità :"Infatti, davanti a Dio non sono giusti coloro che praticano la legge. Infatti, quando i Gentili che non hanno la legge adempiono per natura le prescrizioni della legge, questi che non hanno legge , sono legge a sé stessi. Costoro dimostrano che le prescrizioni della legge sono scritte nei loro cuori, rendendo testimonianza con la loro coscienza, e i pensieri, per i quali reciprocamente si condannano e si assolvono, nel giorno nel quale Dio giudicherà i segreti di ogni uomo, per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo".

L’importanza della conoscenza e dell’osservanza di una legge iscritta nella coscienza, è descritta nel seguente celebre brano di Cicerone:

 "la vera legge è la diritta ragione,conforme a natura , universale, costante ed eterna, la quale con i suoi ordini invita al dovere , coi suoi divieti distoglie dal male. Essa non comanda né vieta invano agli onesti pur non smuovendo i malvagi. A questa legge non è lecito fare alcuna modificazione né sottrarre qualche parte ,né è possibile abolirla del tutto ; né per mezzo del Senato o del popolo possiamo affrancarci da essa, né occorre cercarne il chiosatore o l'interprete . E non vi sarà una legge a Roma ,una ad Atene,una ora , una in seguito ; ma una sola legge eterna ed immutabile governerà tutti i popoli e in tutti i tempi e un solo Dio sarà come la guida e il Signore di tutti:lui appunto che ha concepito, redatto e promulgato questa legge alla quale l'uomo non può disubbidire senza fuggire sé stesso, e senza rinnegare la natura umana , e senza perciò stesso scontare gravissima pena, quand'anche sfuggisse le punizioni ordinarie (De Repubblica III,XXII,33)>>

San Tomaso d'Aquino parla delle leggi soprattutto nella seconda parte della Somma Teologica Tommaso distingue tre categorie di legge : lex aeterna, la lex naturalis e la lex humana. Queste tre, secondo l'ordine citato, sono in un rapporto gerarchico e di legittimazione l'una dell'altra. La lex aeterna , è la ragione stessa di Dio, in quanto reggitore dell'universo. L'universo infatti è una comunità di cui è capo Dio, e in Dio stesso, inteso come sovrano di una comunità, la ragione assume carattere di legge : questa legge è il piano razionale (ratio) della sapienza divina, che dirige tutte le cose al loro fine. Secondo San Tomaso Dio trascende in modo così assoluto il nostro limitato essere che solo impropriamente possiamo parlare di Lui. Infatti ciò che l'uomo ordinario può conoscere non è la lex aeterna ma la lex naturalis che è un riflesso della prima nella ragione umana. per San Tommaso la lex naturalis non è differente dalla lex aeterna, è la parte che è possibile lambire con la mente razionale della lex aeterna cioè dell'ordine cosmico; ed ha ben detto Dante nella Divina Commedia : "E' giunto il tempo di volger lo sguardo all'Amor che move il cielo e le altre stelle"

Con gli insegnamenti Rosacrociani apprendiamo che, sebbene la nostra ragione possa raggiungere i misteri della vita, vi è indubbiamente uno stato più elevato: La conoscenza diretta, cioè il più alto grado di conoscenza che consente di accertare le suddette considerazioni per mezzo di un sesto senso latente in noi, che ci rende idonei a percepire i mondi spirituali in modo chiaro, come chiaramente vediamo il mondo fisico. Questo senso si sviluppa tramite tutta l'evoluzione. Esistono però dei sistemi mediante i quali lo possiamo sviluppare ora. Chi ha già ottenuto tale facoltà ci ha parlato dei viaggi nel mondo dell'anima ai quali crediamo come crediamo ai racconti fattici di viaggi di terre sconosciute. Se in base a ricerche e calcoli scientifici sappiamo che la Terra gira sul suo asse e descrive un'orbita intorno al Sole, sappiamo anche che colui che è morto vive ( il Cristo nei tre giorni dopo la sua morte andò nel regno dei morti e da quel momento ci fu quella che la Chiesa Cattolica chiama la "comunione dei Santi", cioè fra i due mondi non ci fu più separazione ma la possibilità di avere aiuto reciproco, uno scambio di preghiera e d’amore gli uni per gli altri, e che noi ( morti e vivi, entro e fuori del corpo ), riposiamo nell'amore del Padre Celeste, senza la volontà del Quale neppure il più piccolo uccello può cadere in terra, ed Egli guida i nostri passi in armonia ai Suoi piani divini affinché si raggiungano i più elevati poteri spirituali; ed è il lasciarsi andare alla Legge Universale che ci farà scoprire nuovi mondi e possibilità di vita, e ci permetterà di raggiungere quello stadio di comprensione e di unione dove lo Spirito e la materia, l’Anima e la personalità, l’uomo e la donna, l’io e gli altri saranno un essere solo.

"Quando di due sarete uno solo, diventerete Figli dell’Uomo e se direte: " Montagna, spostati!" quella si sposterà " (Tommaso, 113)

Ed ancora nel Vangelo di Tommaso ( Apocrifo):

"Gli chiesero ( Gesù di Nazaret ) Quando verrà il regno , Egli rispose : Quando farete in modo che due siano uno, e farete sì che l'interno sia come l'esterno e l'esterno come l'interno, e l'alto come il basso e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola ... allora entrerete" .

ed ancora:

"Il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione".

Gesù disse: «Colui che cerca non desista dal cercare fino a quando non avrà trovato e quando troverà sarà commosso e si stupirà, e così commosso contemplerà e regnerà sul Tutto»

Ma che cos’è che dobbiamo cercare instancabilmente, e che è la sola via verso la verità e la libertà? Sempre e soltanto la conoscenza di noi stessi e la comprensione della Legge dell’amore, che dissolve le barriere separative e ci conduce verso l’unità.

L'amore del Buddha:

"Possa io essere un protettore per coloro che ne sono privi e una guida per chi viaggia lungo una via, possa io essere un ponte, una barca o una nave per coloro che desiderano attraversare le acque".

"Possa io essere un'isola per coloro che cercano la terraferma e una lampada per coloro che anelano alla luce, possa io essere un giaciglio per coloro che desiderano riposo e un servitore per coloro che ne vogliono uno".

"Possa io essere una gemma che esaudisce i desideri, un vaso della fortuna, mantra potenti, medicine prodigiose, possa divenire un albero che soddisfa i desideri e una mucca dell'abbondanza per il mondo".

"Proprio come lo spazio, la Terra e gli altri grandi elementi, possa io sempre essere un sostegno per la vita delle innumerevoli creature". Gautama Buddha

Nella "Voce del silenzio" leggiamo che la compassione non è un attributo. E’ la Legge delle Leggi, Armonia Eterna, il Sé di Alaya, un’Essenza Universale sconfinata, Luce della Giustizia perenne, congruenza di tutte le cose, la Legge dell’Amore Eterno.

L’inizio di tutta quanta la creazione è stato un grande atto d’Amore di quell’essere all’interno del quale noi ci troviamo e che chiamiamo Dio. Questo atto d’amore ha dato vita ad una grande Forma Pensiero che si è manifestata nella creazione di sette vibrazioni fondamentali o Piani Cosmici, che costituiscono la Vita. Egli ha voluto rendere possibile alle cellule che compongono il suo " corpo" (i sistemi solari, all’interno dei quali gli uomini raffigurano gli atomi) di partecipare alla Sua Coscienza e Gioia d’Amore). Parliamo sempre d’amore, questa grande legge, base di tutta l’esistenza che crea quel grande campo magnetico che comprende ogni essere al suo interno e gradualmente lo integra e lo fa partecipare all’Amore del Creatore:

Le leggi sono i modi di espressione, di esistenza e di attività di Colui nel quale viviamo, ci muoviamo e siamo, che non possono essere rifiutate né evase, e l’etica è l’insieme dei principi che discendono dalla Legge divina e non da quella umana. Aristotele distingueva fra etica (espressione delle virtù divine) e dianoetica (espressione delle virtù intellettuali. Il senso dell’io contrapposto a quello del bene generale. La mente inferiore non ha morale, ma solo il senso dell’io come bene principale, ma per le persone intelligenti l’evoluzione passa necessariamente attraverso le regole etiche, in quanto il loro passo successivo è il conseguimento della Mente superiore o Anima. Chi conosce le Leggi della Vita ha in mano le chiavi della porta della beatitudine, e solo a chi arriverà sulla cima della montagna con la materia sotto i suoi piedi, la luce rivelerà ai suoi occhi e alla sua mente più vasti orizzonti e solo allora l’uomo si renderà conto che la Legge non è altro che un impulso spirituale ( l’impulso del Cristo), che esprime un proposito intelligente, basato e diretto saggiamente dall’Amore, egli diventerà un Figlio di Dio che manifesterà la legge con un nobile carattere, un Anima pura e una grandezza morale di vita.

"Da Dio all’uomo, dai mondi all’atomo, da una stella ad una fiammella, dal sole al calore vitale dell’uomo più mediocre, il mondo delle forme e dell’esistenza è un’immensa catena i cui anelli sono tutti collegati" ( H.P. Blavatsky: la Dottrina Segreta II pag.328). 

Una massima orientale recita:

"le Leggi sono come le luci del cielo, alle quali gli uomini devono imparare ad inchinarsi".

Esistono diversi tipi di leggi che governano il nostro sistema di vita. Come l’uomo, anche i pianeti e i sistemi solari sono soggetti alla Legge della Rinascita, mentre però per un uomo occorrono migliaia di vite per raggiungere la meta prefissata cioè fondere nella stessa risonanza forma materiale e coscienza spirituale, per un sistema solare come il nostro ne occorrono molte di meno, esattamente tre, ma di lunghezza enormemente maggiore. Ogni incarnazione ha espresso un sistema di leggi che si possono sintetizzare in questo modo:

Leggi di Natura : reggono la forma e la sua separatività

Leggi dell’Anima: unificano e integrano i vari gruppi

Leggi della Vita: sono le leggi dell’Essere.

Le leggi di Natura governano la massa degli uomini e non possono essere evitate, queste leggi rappresentano una protezione ed una educazione delle personalità, tramite cui l’Anima si incarna, quando esse vengono infrante, trasgredite o eluse, l’inevitabile conseguenza è la sofferenza mediante la quale l’uomo dovrà imparare a riconoscere i propri errori e a correggerli.

Le leggi dell’Anima hanno come obiettivo quello di stabilire un crescente riconoscimento di gruppo, fino ad istituire la grande fratellanza o Gerarchia Universale. Le Leggi di Natura riguardano le attività della forma e della personalità, mentre le Leggi dell’Anima riguardano la vita dell’Anima sul suo piano e il rapporto che Anima e personalità, quando si uniscono e si fondono, instaurano con le altre Anime (Gruppo) e con la Gerarchia Spirituale.. Le leggi Naturali sono solo secondarie e reggono i quattro regni di natura inferiori , regno umano, animale, vegetale ed animale, e , per quanto riguarda l’uomo, operano tramite la mente, le emozioni e il corpo fisico. Conoscere la Legge significa conoscere la divinità, la natura è l’apparenza del corpo fisico del Logos e le leggi della natura sono quelle che governano i processi naturali di questo grande organismo. Dio o Energia è presente in ogni atomo e in ogni forma, nello stesso modo in cui l’uomo sa di essere molto di più delle sue cellule e dei suoi atomi. Le Sacre Scritture di tutte le religioni hanno, da sempre, cercato di insegnare all’umanità il modo di arrivare a comprendere le leggi di questa grande Identità Cosmica, nel passato l’uomo non era mentale, (nell’Evo Antico vi è stato il riconoscimento del sé fisico e nel Medio Evo si è riconosciuto il Sé emotivo), per cui l’insegnamento è sempre stato dato in modo semplice, usando i termini della bontà, della buona condotta e del retto agire. Queste virtù e qualità rappresentavano e rappresentano gli effetti che vengono prodotti quando le energie interiori dell’Anima sono interessate e stimolate, purtroppo non si è sempre preso coscienza di queste cause interiori attraverso un lavoro di purificazione personale; è nell’Evo Moderno che avviene il riconoscimento del Sé mentale, ed è oggi che l’uomo deve superare l’illusione della felicità e del benessere legati ai possessi materiali per poter scoprire valori più alti; deve imparare a subordinare il suo egoismo al bene del gruppo e della collettività. Purtroppo l’Occidente non accetta la Legge della Rinascita, per cui manca completamente la possibilità di comprendere la Legge di Evoluzione in quanto gli uomini non hanno gli strumenti per passare dagli effetti alle cause, se siamo soli è perché gli altri non credono in noi ecc.. mai arriviamo alle vere cause che stanno sempre dentro noi stessi, nei nostri pensieri, parole, azioni e in tutto ciò che abbiamo coltivato in questa e nelle precedenti incarnazioni.. Noi occidentali stiamo apprendendo l’uso della mente inferiore e dobbiamo confrontarci con le sue caratteristiche che sono: l’arroganza, la separatività, la critica ed il rifiuto ad accettare che le si dica ciò che deve fare, inoltre essa porta all’esasperazione il concetto di libertà cioè fare ciò che si vuole. Il principio di libertà è un grande principio, ma va inteso come libertà che lo Spirito potrà avere quando si sarà liberato dalla materia, quando ci saremo liberati da tutto quello che,dentro di noi, impedisce l’accettazione e la gioiosa osservanza delle leggi universali. Tutto il nostro processo evolutivo è un processo di liberazione dalla materia che ricopre la nostra vera Essenza Spirituale.

Le leggi fondamentali e che dovremmo ben conoscere sono tre:

La Legge di Evoluzione (Armonia e risonanza) – La Vita E’ ed essendo si evolve (Saggezza Antica). La Legge d’Evoluzione ci dice come tutto sia in movimento e in divenire. Tutto nella vita trascende, si migliora, si trasforma, ad un ritmo che può apparire vertiginoso o lentissimo a seconda di come si viva. È un problema di sintonizzazione, di sincronia prima ancora che di accettazione del fatto che tutto scorre e che noi siamo nel Tutto che scorre.

Essendo la Vita Una molteplice nelle Sue dimensioni ed espressioni, occorre ancorarci serenamente al centro di gravità del nostro stato di comprensione per vivere nel modo migliore possibile il reale stato d’essere. La comprensione del proprio stato evolutivo è essenziale per sapere chi noi siamo e a cosa tendiamo. È un parametro della Legge d’Evoluzione ed è indispensabile per l’orientamento nel percorso della nostra vita. Individuata la via e la natura dei nostri passi occorre dotarsi, armarsi di… pazienza. La pazienza è un attributo fondamentale della Legge di Evoluzione; non per niente è conosciuta ed invocata dall’uomo come santa. La Pazienza è la virtù dei forti e ci indica senza fallo quanta debolezza alberghi ancora nell’uomo. Lei è il viatico, la bussola, il metro di ogni passo, avanzamento e verifica. L’uomo sa che l’Evoluzione è lentissima perché l’Esistenza è la poderosa e smisurata armata che ha bisogno d’avanzare sincronicamente e musicalmente intonata per splendere e farsi luce. Le Leggi sono i Suoi guardiani che continuamente in movimento e vigili riportano equilibrio e ricompattano per non disperdere e dimenticare nemmeno il più piccolo frammento di vita, la miglior assicurazione che viviamo per volontà di bene, un’eredità che non si estinguerà mai. Ma occorre pazienza

La Legge del Karma e della Rinascita (Polarità e Compensazione) – Quello che l’uomo semina quello raccoglie (S. Paolo)- Ogni azione è condizionata dalla precedente (saggezza Antica)

Nella Bhagavad-gita Krisnha dice ad Arjuna: Dopo molte nascite e morti chi è situato nella vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e sono tutto ciò che esiste. Un’anima così grande è molto rara (B.g. 7.19).

Max Heindel, parlando dell'evoluzione dell'uomo, ci spiega in modo assai chiaro perché, ad un certo punto dell'evoluzione, si ritenne opportuno eliminare dall'insegnamento pubblico la dottrina della rinascita. 

Possiamo leggere nella Cosmogonia dei Rosacroce: "Frattanto l'uomo era penetrato sempre più a fondo nella materia... nelle Epoche precedenti sapeva che non esiste la morte, sapeva che quando un corpo si dissolveva era come una foglia che si secca in autunno ed un altro corpo sarebbe venuto a prendere il suo posto. Egli non era perciò in grado di apprezzare i vantaggi e le opportunità di questa vita terrena; unica possibilità per poter fare delle esperienze di esistenza concreta".

Se la Legge di Evoluzione è il motore della vita, la Legge del Karma, o meglio di Causa ed Effetto, ne è il regolatore. Se ci pensiamo bene essa è un grande capolavoro, quale solo una Mente Eccelsa e Divina come quella del Grande Creatore poteva ideare: «Ciò che fai agli altri ti sarà fatto di conseguenza». Per dirla col Cristo: «Se semini vento raccoglierai tempesta».

Quale modo migliore per indurre l’uomo a superare il suo innato egoismo infantile che quello di imparare a considerare anche gli altri, i loro bisogni, i loro problemi e quindi affrontare i rapporti umani in modo più cosciente e responsabile? Purtroppo, fino ad un certo livello di evoluzione – quello della personalità – esiste ancora il Male, e i suoi seguaci sono riusciti a rispondere al capolavoro divino con un altro capolavoro: obnubilare la conoscenza delle Leggi Universali, facendo credere all’uomo che egli è un essere libero, autonomo e indipendente da tutto e da tutti. In ogni caso le Leggi agiscono anche se gli uomini non le riconoscono; la legge di causa-effetto è immutabile. Se lanciamo in alto un sasso, l'atto non si completa fino a quando, per gravitazione, non ricadrà a terra. « L'uomo raccoglie ciò che semina » dice una legge morale. « I mulini del Signore vanno lentamente, ma macinano assai sottile », e una volta compiuta un'azione, nel giorno e nel modo determinati, avverrà la corrispondente reazione. Logicamente non tutte le cause messe in atto durante una vita avranno effetto nel corso della stessa; da ciò si deduce che le conseguenze possono manifestarsi in qualche altro periodo e luogo, salvo che tale legge venga invalidata, cosa tanto impossibile, quanto lo è l'annullamento della legge di gravità, cosa che farebbe cadere l'universo nel caos.

La Filosofia Rosacrociana spiega l'efficienza di questa legge stabilendo che l'uomo è uno spirito, che frequenta la scuola della vita con il proposito di sviluppare i suoi poteri latenti; per tale ragione vive molte esistenze in corpi fisici di costituzione via via sempre più perfetta e atta ad una migliore espressione. I primi gradi di questa scuola evolutiva l'uomo li frequenta al mattino della sua infanzia e gli vengono impartite le lezioni che deve studiare. Alla notte, quando cioè la fedele governante della Natura, la morte, lo addormenta, egli può riposarsi dalle fatiche fino all'inizio del nuovo giorno, ossia quando riceve un nuovo corpo per imparare nuove lezioni. Ogni giorno l'esperienza, maestra di tale scuola, lo aiuta nell'apprendimento di nuove lezioni ed egli si istruisce gradualmente fino ad esaurire l'intero programma

La Legge di Corrispondenza e Analogia - L’aforisma che meglio esprime il significato della Legge di Analogia e Corrispondenza è quello che recita "Come in alto, così in basso" (Ermete Trimegisto).


Questa è la legge secondo la quale uno dei mezzi con cui l’uomo può venire a conoscenza di Dio è la comprensione di se stesso. Infatti, il "macrocosmo ripete se stesso nell’uomo, il microcosmo, e il microcosmo è a sua volta riflesso in tutti gli atomi minori" (A. Bailey, La coscienza dell’atomo, 54).

"Come in alto, così in basso" significa anche che quello che seminiamo nei nostri pensieri ricadrà nella nostra realtà fisica, e che quello che riusciremo a trasformare o non trasformare nell’organizzazione delle nostre società (macrosistemi) ricadrà all’interno delle nostre relazioni personali e della nostra vita quotidiana (microsistemi). Mediante la Legge di Analogia e Corrispondenza, l’uomo ha la possibilità di andare oltre se stesso riconoscendosi come un atomo di quel grande organismo chiamato Cosmo, regolato dallo stesso ordine di comando, espandendo così la sua coscienza oltre quell’egoismo e quell’egocentrismo che lo imprigionano in quella particella senza importanza per partecipare alla grandiosa recita dell’Unità e della Sintesi con il Tutto.

In conclusione, possiamo dire, che le Leggi, essendo un Pensiero, sono Energia e come tale sono degli Esseri Viventi, che tutte le tradizioni chiamano Deva o Angeli. Quando l’uomo riesce ad entrare in rapporto con questi Esseri, mediante il loro riconoscimento e l’accettazione della Volontà da Essi espressa, allora si inserirà all’interno della loro Aura e non avrà più nulla da temere. Ogni timore, dubbio, paura scomparirà come d’incanto per lasciare il posto alla Fiducia che le Leggi agiscono per Amore e lavorano per il bene di ciascun individuo e per quello di ogni Regno di Natura. La sofferenza e il dolore continueranno, certo, ma apparterranno solo al corpo fisico, perché la propria identità sarà saldamente ancorata nella piena coscienza di quel mantra straordinario, che il Cristo ci lasciò circa duemila anni fa, che ho sopra citato e che qui nuovamente vi propongo: «Sia fatta la Tua Volontà e non la mia». Quando si recita questo mantra coscientemente la personalità perde ogni sua volontà, intenzione, progetto per accettare con piena fiducia la Volontà dell’Angelo Solare, della Legge e di Dio in modo che il Piano si possa compiere anche con il nostro aiuto.

Il nome delle altre leggi comprese ed incluse nella Legge dell’Amore, sono: le tre leggi cosmiche, le sette leggi sistemiche, le Leggi Planetarie, le Leggi del Pensiero, le Leggi di Gruppo e le Leggi del Discepolato. Vi è una Legge che, anche se non è contemplata tra le tre leggi fondamentali, aiuta a comprendere meglio e completa quanto ho sino ad ora esposto, ed essa è:

la Legge di Libertà.

Se noi osserviamo i regni di natura, escluso quello umano, notiamo che non esiste in essi il concetto di libertà o di libero arbitrio, in quanto sono governati dalle Leggi della Natura senza possibilità che queste siano accettate o rifiutate. Cosa rende l’essere umano diverso dagli altri? Il fatto che l’uomo è composto da un’entità chiamata personalità – composta dal corpo fisico, eterico, emotivo e mentale inferiore – che può liberamente scegliere se assecondare l’evoluzione seguendo le Leggi Universali o contrapporsi ad esse, accelerando o rallentando così il proprio percorso evolutivo (non può, però, interromperlo).
 

Il concetto di libertà muta ed evolve con la coscienza dell’individuo fino ad arrivare ad assumere, come abbiamo già detto, il significato di liberazione dai condizionamenti della personalità, perché questa è l’unico essere che si ribella alla Legge come un classico «fuorilegge», un «bandito», un «malvivente», un «contestatore» che rifiuta ogni ordine e giustizia portate dall’Amore (spesso si lotta per una «giustizia» puramente ideologica).

Fino a cadere nella grande illusione di stare operando per la pace e per il bene quando, in realtà, si è spinti dall’odio e dal rancore, e dal ritenere se stessi i «detentori e i garanti della giustizia» e gli altri il «Nemico» da abbattere ad ogni costo. La libertà di scelta è stata data all’uomo per un motivo fondamentale: quello di convincere la propria personalità a rientrare sotto la protezione della Legge, godendo così dei suoi benefici.

Quando il Cristo disse: «Perché vi preoccupate del vostro avvenire? Guardate gli uccelli del cielo e i gigli dei campi che non seminano, non mietono e non raccolgono in granai, eppure il Padre vostro li nutre e fornisce loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Non siete voi assai più di loro? Non preoccupatevi, dunque, del vostro avvenire perché il Padre sa ciò di cui avete bisogno… cercate innanzitutto il Regno dei Cieli e la giustizia di Dio e tutto vi sarà dato in conseguenza» (Mt. 6, 25-34).

Cosa intendeva il Cristo con queste parole?

Ai bisogni dei regni vegetale e animale ci pensa il Padre, ossia il garante della Legge di Natura. Per ottenere i suoi benefici gli uccelli e i gigli devono semplicemente svolgere la loro funzione naturale. Se l’uomo vuole entrare anch’egli sotto la garanzia della Legge, cosa deve fare? Semplicemente svolgere la sua funzione, che è quella di ricercare la strada per tornare a quel Regno dei Cieli (Spirito o Monade) – che ha la nota della Giustizia e dell’Amore – dal quale è uscito. Deve, cioè, inserirsi nel programma di «formazione divina» iscrivendosi alla scuola di apprendistato che educa a diventare degli «Dei». Se lo fa «tutto il resto gli sarà dato in conseguenza» e la sua attenzione non sarà più rivolta a procurarsi tutto ciò che gli serve per vivere.

Questo, naturalmente, non significa cadere in un atteggiamento passivo come attesa della Provvidenza ma, al contrario, significa sforzarsi e lottare per operare quei cambiamenti che lo inseriranno all’interno della Legge. Questa è la chiave di lettura per comprendere anche quelle enigmatiche parole del Cristo quando disse: «Chi si abbassa sarà elevato, a chi rinuncia sarà dato, chi si arrende conquisterà» (Mt. 18, 4). In altri termini, per entrare nel «programma di protezione dei testimoni della Legge» occorre liberare la personalità da ogni sua autonoma volontà, educandola e convincendola, con dolcezza e intelligenza dei miglioramenti che potrà ottenere quando, rivolgendosi all’Anima, riuscirà a dirle: «sia fatta la tua volontà»! Naturalmente non solo con le parole ma con la qualità di quei piccoli o grandi gesti, sentimenti e pensieri che compongono la vita quotidiana. La croce è uno stupendo esempio di come un discepolo debba comportarsi nella vita. Egli, cioè, dovrebbe essere ricettivo verso tutto quello che arriva dall’alto ed emissivo verso tutto ciò che appartiene al mondo orizzontale. Di norma, invece, noi ci comportiamo esattamente all’opposto: siamo emissivi verso il mondo verticale e ricettivi verso l’ambiente circostante. Se noi imparassimo ad essere costantemente radianti potremo passare attraverso ogni difficoltà; essere immuni da ogni attacco malefico e protetti dai "vampiri energetici ossia da tutte quelle persone che, più o meno inconsciamente, assorbono energie dalle aure altrui. Essere radianti significa dare agli altri sempre il meglio di ciò che disponiamo: comprensione, affetto, tolleranza, pazienza, gioia ecc..

La libertà che significa unicamente indipendenza è priva di qualsiasi significato. La perfetta libertà consiste nell'armonia che noi realizziamo non per mezzo di quanto conosciamo, ma di ciò che siamo (Rabindranath Tagore)

Vi sono tre regole per l’Aspirante Spirituale :

Regola I

Entra nel cuore del fratello tuo e vedi il suo dolore. Poi parla. Le tue parole infondano in lui la potente forza di cui ha bisogno per spezzare le sue catene. Ma non gliele spezzare tu stesso. L’opera tua è di parlare con comprensione intelligente. Dalla forza che riceverà sarà sorretto nel suo lavoro.

Regola II

Entra nella mente del fratello tuo e leggi i suoi pensieri; farai questo soltanto quando i tuoi pensieri saranno puri. Poi pensa. Ed i pensieri tuoi entrino nella mente del fratello tuo e si fondano con i suoi. Mantieni però il completo distacco, poiché nessuno ha il diritto d’influenzare e di dirigere la mente di un altro. L’unico diritto che tu puoi esercitare è quello che lo muoverà a dire: "Egli mi ama, mi è vicino. Egli pensa con me ed io sono forte abbastanza per fare ciò che è giusto". Impara dunque a parlare. Impara dunque a pensare.

Regola III

Fonditi con l’Anima del fratello tuo e conoscilo qual è. Solo sul piano dell’Anima ciò può essere fatto. In altri piani la fusione va ad alimentare il combustibile della sua vita inferiore. Focalizzati sul Piano Divino, vedrai così la parte che spetta a lui, a te, a tutti gli uomini. Così egli entrerà nella vita e saprà qual è il suo lavoro.

Una nota, unita alle tre regole dice:

"Queste tre energie, della parola, del pensiero, del proposito, dirette dalla comprensione dell’aspirante, fuse con le forze che si destano nel fratello che egli cerca di aiutare, sono le tre energie con le quali tutti gli Adepti lavorano".

Le vibrazioni che disciplinano l'universo, mantengono l'ordine con delle leggi morali naturali perfettamente equilibrate. Nel lavorare all'interno del contesto di queste leggi, possiamo garantirci un risultato generale positivo. La trasgressione a tali leggi porta solo sofferenza, che a sua volta però può insegnarci una via migliore.

Noi riconosciamo soltanto una legge nell'universo, la legge dell'armonia, del perfetto equilibrio (Koot Hoomi).

La continuità di coscienza e il risveglio della luce "interiore", come abbiamo visto sono stati l’obiettivo di tutti gli insegnamenti. di ogni epoca. " Gli esseri viventi, in questo mondo di condizionamenti, sono Miei frammenti eterni, ma essendo condizionati lottano duramente con i sensi, tra cui la mente " (B.g. 15.7) Tutti gli esseri viventi sono frammenti infinitesimali di Dio, le minuscole particelle del corpo di Dio sono qualitativamente uguali a Dio, la composizione chimica del corpo del Signore e l’eterno corpo spirituale degli esseri viventi sono della stessa natura sono spirituali.

Se parti alla ricerca della libertà, impara anzitutto:
disciplina dei sensi e dell'anima, affinché i desideri
e le membra non ti portino a caso qua e là.
Casto sia lo spirito e il corpo, sottomessi e obbedienti nel
cercare la meta assegnata.
Nessuno penetra il mistero della libertà se non con
la disciplina.

Abbiamo potuto comprendere che tutta la storia umana è un processo di elevazione verso la Coscienza dell’anima, l’umanità è passata da una coscienza pre-individuale di coscienza animale, attraverso uno stadio individuale di coscienza è giunta all’autocoscienza, fino a toccare , nei pochi individui che hanno tracciato il Sentiero, la coscienza spirituale cosmica. Tutti questi stadi sono presenti nell’umanità. Gli uomini non sono tutti uguali, anche se naturalmente sono equivalenti. Come nella vita dell’uomo vi sono bambini, adolescenti, uomini maturi e persone anziane, così nell’umanità vi sono persone che hanno un’età evolutiva diversa e corrispondono a diversi gradi di sviluppo. Capire che l‘uguaglianza non esiste e che gli uomini sono diversi uno dall’altro, anche se con lo stesso valore, è fondamentale per amare, cioè per capire e realizzare la comprensione e l’inclusione degli altri nella nostra vita. Questo ci permette di accettare che i punti di vista sono tanti quanti sono i livelli evolutivi, e che ogni caratteristica e modo di vivere diventa un’espressione normale per lo stadio in cui ognuno si trova e appartiene,mentre per gli altri stadi è bizzarria, capriccio, esibizione ecc..

Il Maestro D.K. nel libro "Il discepolato nella Nuova Era" Vol. II ci dà una straordinaria lezione a questo proposito. Egli rivolgendosi ad un suo discepolo, scrive:

"Esotericamente parlando sei solo; conduci un’esistenza solitaria perché nell’ambiente in cui vivi non c’è chi abbia le tue stesse qualità e lo stesso grado di percezione spirituale. Potresti non ammetterlo, dato che la tua vita è molto piena. La vita ha i suoi punti costanti di rivelazione; alcuni li riconosciamo altri passano inosservati. Tutti i discepoli devono passare attraverso la rivelazione di un certo tipo di solitudine spirituale; è una prova di quel distacco occulto che ogni discepolo deve dominare.

Questa solitudine deve essere affrontata e compresa, e dà per risultato due cose: primo, il riconoscimento del punto esatto raggiunto sulla scala dell’evoluzione o sul Sentiero; secondo, una percezione intuitiva del punto evolutivo di coloro con i quali entriamo in contatto ungo il cammino della vita. Per un certo tempo abbastanza lungo, ogni discepolo si rifiuta di affrontare entrambe queste cose. Una pseudo umiltà, che in realtà confina con la mancanza di sincerità, gli impedisce di riconoscere chiaramente il suo stato – riconoscimento che implica necessariamente maggior intelligenza e non si appella affatto all’orgoglio. Pochi inoltre si azzardano a vedere i propri simili

Come sono realmente, per timore dello spirito critico – tanto è difficile sviluppare veramente la comprensione amorevole che permetta di vedere ognuno nella verità con i suoi difetti, le sue virtù, le meschinità e la sua grandezza, continuando ad amarlo come prima ed anche di più. (pagg.762/3).

L’umanità è passata dalla coscienza individuale nello stadio del Cancro del Piano emotivo, poi dalla coscienza individuale nello stadio del Leone del Piano Mentale inferiore, la coscienza Kurukshetra o campo di battaglia nello stadio dello Scorpione, e questa è stata una fase di passaggio, all’Autocoscienza nello stadio del Capricorno del Piano mentale superiore (Inizio del servizio), ora dovrà realizzare la Coscienza Spirituale-Cosmica nello stadio dell’Acquario del Piano della Triade superiore. Lo stadio dell’Acquario è governato dal quinto raggio o del Pensiero creativo, positivo, scientifico e del Servizio ed ecco perché Max Heindel nei suoi insegnamenti pone una nota di grande attenzione sul Servizio quale importante strumento per costruire il nostro Corpo di Luce. Il Vecchio Commentario definisce lo stadio dell’Acquario così: " Ecco la vita radiosa, ecco la luce! La caverna è stata tutta percorsa: superata è la croce e aperta è la via. Risuona chiara entro la testa e dentro il cuore la voce :" Torna nella palestra del Signore e sii tu a dirigere i giochi". La via che conduce alla seconda rampa della scalinata, per volere dell’Anima stessa viene sbarrata. Non più governa la luce rossa del desiderio, tuttavia la fiamma azzurra non arde ancora potentemente. Giunta all’ultimo scalino ove la via è sbarrata, l’Anima Vivente torna indietro e scende fino alla palestra dei giochi, incontrando sotto i suoi piedi i gusci vuoti costruiti in uno stadio precedente, forme scartate e distrutte, ma porgendo le mani colme di aiuto. L’uccello della pace posa sulla sua spalla ed i suoi piedi sono calzati con i sandali del Messaggero. Non è ancora la gloria della Vita radiante! Non è ancora l’ingresso nella pace eterna! Ma ancora il lavoro l’attende di chinarsi a sollevare e sostenere i piccoli e i deboli". La parola chiave che definisce questo stadio è il Servizio e per servire bisogna essere intelligenti e pratici, non basta la devozione e nemmeno l’aspirazione. L’opinione più corrente del significato del servizio è quella che lo definisce come "contributo al benessere di altri". In questo stadio saremo governati dalla Legge di Sintesi, occorre premettere che tra le leggi Universali questa Legge sfugge alla nostra completa comprensione, poiché governatrice della vita della Triade Spirituale e ciò che condiziona quella dello Spirito o Monade (la Monade è il riflesso dell’"ENERGIA UNA" o "COLUI DEL QUALE NULLA SI PUO’ DIRE", il Creatore di ogni cosa). Ciò detto quello che possiamo comprendere è che essa opera su un piano molto elevato rispetto al nostro livello di coscienza. La Sintesi è la via dell’Evoluzione Superiore a livello sistemico e cosmico, governa il "Logos Solare", l’entità più evoluta del nostro sistema solare.

Ci fa comprendere che non siamo solo UNO CON L’UMANITA’ intera ma anche UNO CON L’UNIVERSO.

Possiamo definirla come quel polo attrattore e magnetico che: opera attraverso il processo di meditazione continuata, dell’aspirante spirituale, sino ad accendere un punto di luce nella mente (sintesi tra Anima e personalità);

governa la "Volontà di esistere" e pertanto ci conduce all’unificazione del Sé con il Tutto;

produce la disintegrazione della forma dalla quale lo Spirito è stato estratto dopo aver percorso il ciclo dell’evoluzione; porta al superamento della dualità, conducendo al "nobile sentiero di mezzo" cioè il CUORE NELLA TESTA (Amore intelligente). Spiega che la materia è Spirito al suo punto di manifestazione più basso, e lo Spirito è materia al suo punto più alto. Quando questa legge sarà compresa da tutta l’umanità si aprirà la porta di quell’età aurea che tutti gli uomini aspettano, allora gli uomini saranno liberi di muoversi e vivere in armonia e verità.

Concludo come ho iniziato dicendo che la verità può essere paragonata ad un diamante multifacce. Ogni essere umano detiene, nel profondo del suo cuore, una differente sfaccettatura della verità. Quando tutte le sfaccettature degli esseri umani vengono messe insieme creano la pietra preziosa della verità intera inerente all’esperienza umana. Analogamente, ogni specie sulla Terra rappresenta altre sfaccettature della verità e di espressione nella forma, e quando tutte le specie sono combinate insieme, verrà sperimentata l’intera verità della Terra.

Se la verità fosse indipendente dalle attività del cuore e dell’intelletto, tutti scoprirebbero la stessa verità. Invece non è così, molti scoprono verità diverse e contraddittorie, ma non coloro che possiedono il vero amore e la vera saggezza. Questi ultimi hanno scoperto le stesse verità ed è per questo che alla fine parlano lo stesso linguaggio ed questa è la vera libertà riconoscersi unità.

Il nostro è un cammino lungo e difficile richiede perseveranza e sacrificio ma raggiunta la meta il premio ci compenserà di tutte le fatiche vorrei dunque salutarvi con questa poesia di Gurdjieff:

 

"IL VIAGGIO"

"Esci una sera sotto un vasto cielo stellato,

alza gli occhi a quei milioni di mondi sopra la tua testa.

Guarda la Via Lattea.

In quell'infinità, la Terra si dissolve, sparisce e con essa sparisci anche tu.

Dove sei? Chi sei? Cosa vuoi? Dove vuoi andare?

Ti attende un viaggio lungo e difficile. E non sai se ti potrai riposare.

Ricordati dove sei e perché sei lì.

Non avere troppa cura di te e rammenta, che nessuno sforzo viene mai fatto invano.

E adesso puoi metterti in cammino".

 

di Georges Ivanovic Gurdjieff (1872 -1949), mistico armeno.

 

Buon viaggio a tutti!

 


Fonte: Associazione Pax Cultura

Il cantico dell’Universo – Francesco e Gabriella Varetto Ed. Synthesis

Lo Sposalizio nei Cieli " " "

Il Dono più prezioso - Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

La Cosmogonia dei Rosacroce ed Insegnamenti di un Iniziato - di Max Heindel –

 


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