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ROSACROCE OGGI per i BAMBINI (7)

GENITORI & BAMBINI (9/12)


I consigli dell'esperto 

servono davvero? 

tratto da: www.psicologia-roma.it 

fonte: "Un genitore quasi perfetto" di Bruno Bettelheim

Feltrinelli Editore, Milano, 1987.

 

La scuola e la famiglia sono gli ambiti dai quali proviene il maggior numero di richieste di consigli agli esperti. La ragione si può ricercare probabilmente nel fatto che, oggi, insegnanti e genitori si trovano di fronte a nuovi modelli relazionali, spesso dai contorni ancora non ben definiti. In molti casi, la mancanza di stabili punti di riferimento genera nell'adulto il timore di non essere adeguato ad affrontare nuovi compiti e responsabilità. Tale atteggiamento influenza negativamente la relazione con i ragazzi che, già complessa di per sé, si carica così di forti attese spesso non corrisposte.

Da più parti ci s'interroga sulla validità e sull'efficacia di tali consigli, soprattutto quando questi sono richiesti sulla spinta di una crisi o dopo che ogni tentativo di soluzione del problema è caduto nel vuoto.

Per capire meglio i termini del problema, vorrei riferirmi a ciò che pensa a riguardo Bruno Bettelheim che in "Un genitore quasi perfetto" analizza in modo molto lucido i rischi insiti nel chiedere consigli.

Egli innanzitutto afferma che, se la relazione umana fosse una macchina composta da pezzi da assemblare, ci basterebbe leggere il manuale ed applicare alla lettera la procedura e sicuramente ci troveremo di fronte ai risultati attesi. Ma la realtà è ben diversa e nessun metodo è infallibile, anche se applicato correttamente non si può avere la certezza di ottenere risultati determinati e prevedibili. Inoltre, non è forse superfluo ricordare che quando nei nostri rapporti interpersonali tentiamo di applicare consigli provenienti da altri, noi ci priviamo di quella spontaneità e genuinità che rende il rapporto un'esperienza umanamente significativa e quindi realmente soddisfacente.

Pur ammettendo che il consiglio sia appropriato, sottolinea Bettelheim, il rischio sta in come questo è interpretato, applicato e adattato alla situazione specifica. Così, alle difficoltà causate dal problema in sé, si aggiungono quelle che nascono dalla nostra incapacità di mettere a frutto i consigli che riceviamo. I vissuti che emergono in situazioni di questo tipo possono essere diversi. Generalmente, il fatto di sapere che il consiglio in questione può andare bene per altri e forse non per noi, ci fa sentire insicuri, in ugual modo sapere che altri nelle stesse situazioni non hanno avuto bisogno del consiglio dell'esperto ci rende ostili ed in colpa.

Non dimentichiamo l'influenza di un altro importante ordine di fattori. In primo luogo il consiglio che è più vicino alla nostra diagnosi iniziale è quello che sarà più accettato. Questo soddisfa il nostro desiderio di approvazione soprattutto quando sono in gioco intense emozioni difficili da gestire. Inoltre, quando c'è un coinvolgimento emotivo, il nostro comportamento non rispecchia soltanto la volontà di seguire il consiglio ricevuto, ma anche la spinta delle nostre emozioni, e spesso le due cose sono in contrasto. Infine, bisogna considerare il fatto che ogni comportamento è condizionato dalle esperienze passate e dal personale filtro percettivo. Entrambi rappresentano la preistoria del nostro atteggiamento attuale nei confronti del problema in questione.

A questo punto appare chiaro che il cardine della questione, secondo Bettelheim, è senz'altro vedere il problema complessivamente in tutte le sue dimensioni, ma anche riuscire a comprenderlo nel suo complesso a modo nostro, e su questa base inventare una soluzione che ci corrisponda. La vera comprensione dunque scaturisce dal di dentro mentre analizziamo il problema nelle sue ramificazioni.

In altri termini, la comprensione di ciò che siamo noi rispetto a determinati problemi educativi non ci può venire da nessun altro nemmeno dallo specialista più esperto. Solo lo sforzo personale per giungere a questa comprensione più profonda può stimolare una vera crescita umana. Quindi, la questione dovrebbe essere posta, conclude Bettelheim, non tanto su come fare quanto su come essere bravi insegnanti o bravi genitori. Il ruolo dell'esperto allora non sarà quello di elargire consigli, ma di facilitare nel richiedente sia quel processo che conduce alla comprensione di sé rispetto al problema sia la ricerca delle migliori strategie personali per comunicare e gestire le emozioni.


 

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  Sito Ufficiale della Campagna Nazionale Giu Le Mani Dai Bambini

A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma - 
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