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LA BELLEZZA DALLE ALI D'ORO |
C’era una volta una pianta che cresceva sul bordo di una strada, che nessuno notava e che nascondeva sotto una delle sue foglie, una dozzina di uova piccolissime, così piccole, che se non si fosse saputo che erano la, non si sarebbero mai potute vedere. Dopo qualche tempo da una di queste uova, uscì - indovinate cosa - ebbene, un bruco verde. Era così contento di essere uscito fuori, che si stirava, si stirava molto. Si guardò attorno e cominciò a strisciare. Strisciava, strisciava sempre più lontano e mangiava con tanto appetito che ebbe bisogno di un abito nuovo. Si era trovato bene sulla pianta sul bordo della strada. Era tuttavia, un bruco molto intelligente: quando il vento soffiava troppo forte e spazzava via le foglie, si appiattì al suolo, poi, quando ritornava la calma, si arrampicava sul tronco e di nuovo, si accovacciava sotto una bella foglia verde.
Questo piccolo bruco andava così lontano e si nutriva molto bene, perciò portò presto un quarto abito nuovo. Un giorno, molto sicuro di sé, si dimenticò di guardarsi intorno e si mise a strisciare arditamente in piena vista. Un uomo lo vide e disse: "Ecco qui il più bel bruco che abbia mai visto!" Allora gli Spiriti di natura, che lavoravano con il bruco, sentendo ciò, lo riferirono allo Spirito di gruppo. Dopo di ciò, si sorvegliò molto da vicino il bruco verde, per paura che gli capitasse qualche disgrazia.
Un giorno, strisciando sempre più lontano, il bruco cominciò a stancarsi e s’inserì sotto la più grossa foglia che poté trovare. E per essere ben comodo, s’intesse una stuoia o una culla con le tenebre fibre che sono sulla costa della foglia. Dopo essersi ben sistemato, felice e contento si addormentò e dormì quasi due settimane prima di svegliarsi. Mentre dormiva, di un sonno profondo, gli Spiriti della natura lo aiutarono a svilupparsi, sempre un poco di più, quindi diventò troppo grande per la sua culla. Crisalide, questo era al momento il suo nome. Poi, in una bella e splendente giornata, ruppe la sua culla e ne uscì una meravigliosa farfalla dorata. Il bruco si era liberato della sua capsula.
La farfalla, rimase per qualche tempo nei pressi di graziosi fiori selvaggi, che spuntavano, vicino alla foglia che l’era servita da dimora, in quanto, gradiva sentire il buon profumo, che la brezza le portava. Tutto ad un tratto, si accorse che aveva anche le ali e con un grido di gioia, volò in pieno sole. Sempre volando, entrò in un bel giardino e andò a riposare su di un fiore di trifoglio. Poi le venne sete. Ed allora, cosa credete che abbia fatto? Sciolse la sua lunga lingua, che aveva arrotolato sotto il mento e prese un lungo sorso di miele. Com'era felice! Anche i fiori erano felici, perché somigliava ad un Sole, che volava da un fiore all'altro. "Che meravigliosa bellezza dorata! Prendiamola", disse un uomo che l'aveva vista volare sui fiori. Egli amava le farfalle, ma non riusciva a prenderla. Ma no! Gli Spiriti di natura la guidarono verso una gran foglia verde, dove si accovacciò. Poi, depositò qualche piccolo uomo. Dopo di che, aprì le sue magnifiche ali dorate e volò lontano, così lontano che non la si vide mai più. Cosa ne fu? E’ un segreto della natura. E quando avrà imparato tutte le lezioni che spettano alle farfalle, un giorno, diventerà un uccellino e volerà sempre più in alto, per imparare delle nuove lezioni nel giardino della vita.
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A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma -
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship Centro promotore della Comunità Rosa+Croce Internazionale. |