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FRANCESCO

 

Avete mai visto un cielo azzurro, ma così azzurro che non smettereste mai di guardarlo? Ebbene, sapete, miei cari bambini, che l'azzurro del cielo e un modo per il nostro Padre celeste di apportarci la felicità, in questo meraviglioso mondo che è il nostro? SI, è veramente così. Così, quando ammiriamo un bel cielo azzurro, dobbiamo veramente sentirci felici.

Molto tempo fa, in un paese molto lontano, al di là dei mari, dove il cielo era sempre d'un azzurro puro, viveva un ragazzo. Anch’egli amava l'azzurro del cielo, perché questo lo rendeva felice. Si chiamava Francesco. Non è un bel nome? Questo giovane italiano, perché era nato in Italia, un paese pieno di sole, era come tutti i ragazzi, pieno di vita e desiderava sempre giocare. Suo padre era un ricco commerciante e così Francesco aveva tutto quello che desiderava. Era sempre ben vestito e per questo, i suoi compagni di gioco, lo guardavano con invidia e dicevano di lui: "Sembra un principe". Questo rendeva, molto orgoglioso suo padre, ma talvolta, rattristava sua madre. Lei sapeva bene, che non era buono per un bambino, possedere tutto ciò che desiderava, perché finisce per diventare egoista. E, sapete cari bambini, l'egoismo non è mai stato qualcosa di bello e di gradevole.

Francesco continuava la sua piccola vita gioconda ed egoistica, fino a quando un giorno accadde qualcosa. Si ammalò. Questo capita spesso, quando pensiamo solo al piacere e diventiamo amici dell'egoismo. Però la sua buona madre, che lo comprendeva bene, vegliava su di lui con amore e tenerezza. Lei pregava senza posa il nostro Padre celeste e le sue preghiere, attirarono gli Angeli. Loro vegliarono sul piccolo Francesco, inviandogli dei messaggi d’amore, per guarirlo. Questi messaggeri tolsero il male che era del corpicino di Francesco e vi lasciarono solo amore, purezza e dolcezza.

A poco a poco, il giovane Francesco riprese le sue forze. E, sapete, durante la sua lunga malattia anche l'egoismo, si era indebolito ed andava deperendo. E quando Francesco si sentì meglio, l'altruismo venne a stabilirsi nel suo cuore. E mille e mille volte l'altruismo, gli suggerì tanti pensieri d'amore, per cui presto, lui cominciò a vedere le cose diversamente da come le vedeva prima. Quando era egoista, non pensava che a lui e non cercava che di divertirsi; infatti, pensava solo a se stesso. Evidentemente, era talmente concentrato su se stesso, che non vedeva nulla di quanto accadeva attorno a lui e non conosceva molte cose. Ma ora che ascoltava i sentimenti altruistici, scopriva delle nuove gioie. Il suo amore divenne così grande e così esteso, che finì per amare tutto ciò che vedeva e si sentiva felice, solo quand'era buono con gli altri. Alla fine, egli era così pieno di amore, di comprensione e di premure, per cui lo si chiamò, San Francesco. 

Egli divenne amico degli animali, degli uccelli, degli alberi e dei boschi e parlava sempre con le api, che volavano da un fiore all'altro e con i coniglietti, che saltellavano allegramente con i loro fratellini. Gli uccelli lo capivano e non avevano paura, cinguettavano e pigolavano a guisa di risposta, quando lui parlava a loro. Quando lo vedevano arrivare, gli andavano incontro, cantando i loro dolci e bei canti.

San Francesco allora diceva: "I nostri fratelli uccelli, piacciono a Dio". La cosa rendeva assai felice la sua buona mamma, perché lei aveva sempre saputo quello che era nascosto nel cuore di suo figlio, questo magnifico amore per la natura, che un giorno sarebbe scaturito dal suo cuore, per cui tutti, avrebbero conosciuto ciò che lei già sapeva. Quando Francesco, era ancora un ragazzo, lei aveva detto: " Se egli vive ora come un principe, più tardi, si potrà chiamarlo figlio di Dio". Infatti, era un figlio di Dio e ciascuno di noi è, come lui, un figlio di Dio; non è una cosa meravigliosa?

Fino ad oggi, tutti i popoli della Terra, parlano con amore del buon San Francesco, l’amico degli uccelli, delle bestie, dei fiori e di tutte le creature viventi. Dove si trova ora San Francesco? Vive in quel mondo meraviglioso, lassù nel cielo azzurro, assieme al nostro Padre celeste ed egli, è uno degli esseri più compassionevoli.

 

 

 

 

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