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La Regina dei Buoni Pensieri
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Era una bellissima giornata d'estate. Si udiva nell'aria, il canto di un gruppo di ragazzi: "Se avete un buon pensiero, cantatelo...". La giornata era meravigliosa, tutta la natura era esuberante di vita. I ragazzi avevano terminato di cantare ed ora, si erano seduti in cerchio sotto i rami degli alberi, per proteggersi dal sole. Un ragazzo del gruppo, di nome Dick, chiese: "Qualcuno fra voi sa qualcosa suoi pensieri? Mio nonno che è un uomo saggio e che conosce molte cose, mi ha insegnato, l'altro giorno, un poemetto". "Oh, raccontacelo" dissero gli altri ragazzi. Ebbene eccolo:
"So, che i pensieri sono cose viventi, che hanno corpo, fiato ed ali e che noi emettiamo per riempire il mondo di buone e cattive cose".
" È tutto qui? " Chiesero i ragazzi, " Sembra strano ", disse un altro, " Che cosa significa hanno corpo, fiato ed ali, che noi emettiamo? " " Non credo di aver capito bene, si direbbe che i pensieri sono come degli uccelli, delle farfalle o qualcosa di simile ". " Allora Dick, spiegaci cosa significa tutto questo ".
" Non posso spiegarlo ed è per questo, che vi ho fatto la domanda ", obiettò Dick. " Perché non andiamo a cercare qualcuno più grande di noi che posso spiegarcelo ", replicò Dick. " Chi è ", chiesero in coro. " Non lo conoscete, rispose Dick, ma se facciamo una passeggiata in giardino forse incontreremo il nonno o qualcuno che lo saprà ".
I ragazzi andarono felicemente a passeggiare in giardino. Tutto ad un tratto, Dick udì un risolino strano e nel calice di una viola del pensiero, vide Elf-Kin, un suo amico. " Ciao Dick, cosa c'è di nuovo oggi? " chiese Elf-Kin. " Cerchi le lucertole, amico? " " No, rispose Dick; voglio sapere qualcosa suoi pensieri ". " Bene risposte Elf-Kin, se vuoi aspettare fino a quando tutti i miei aiutanti torna a casa, di condurlo da una fatto molto saggia che sa tutto suoi pensieri ". Poi Elf-Kin chiamò il suo aiutante e gli disse: " Zufola tutte le cavallette e poi riunisci tutti i decoratori e per quest’oggi basta. Poi, quando i piccoli decoratori dei fiori monteranno sul dorso delle cavallette e faranno ritorno a casa loro, Elf-Kin sarà libero ".
Comodamente seduto sulle spalle di Dick, Elf-Kin, diresse i bambini verso un'altra parte del campo. Arrivarono in una piccola, quieta e riposante valle. Elf-Kin disse: " ora state quieti, perché i folletti sono molto timidi e non amano vedere arrivare nella loro vallata degli intrusi e dei turbolenti. Ma se voi avrete riguardo, tutto andrà bene. Restate qui, tranquilli fino a quando farò ritorno ". E lo persero di vista.
Riapparve più tardi accompagnato da due bellissimi Elfi. Uno di loro, si chiamava " Cuor tenero ". Somigliava un poco ad Elf-Kin, salvo che era un poco più grande ed aveva un vestito molto elegante ed un berretto rosso con una visiera a punta. L'altro era una ragazza Elfica. Si chiamava "Pensiero Segreto"; era bellissima, ma molto timida, perché non aveva l'abitudine di apparire in pubblico. Fecero un grazioso inchino e disse ai ragazzi: " Venite qua, la regina dei buoni pensieri desiderava ricevervi ".
Era un gruppo di ragazzi giocondi e sorridenti che seguivano gli Elfi. Potete immaginare la sorpresa e la gioia che ebbero, scorgendo la Regina dei Buoni Pensieri, raggiante di Luce. Era la più bella creatura che mai avevano visto. I suoi capelli erano di coloro oro come i raggi del Sole ed i suoi occhi, brillavano come stelle. I ragazzi le fecero un profondo inchino e vennero presentati a tutta la corte. I cortigiani avevano dei bei nomi: Gioia, Felicità, Bontà, Amore, Buona Volontà e l'ultimo, il più bello di tutti, si chiamava Altruismo. Dopo le presentazioni, la Regina invitò i ragazzi a sedersi davanti a lei ed alla corte. I bambini erano come incantati, poi la Regina, prese la parola. La sua voce era come una musica dolce, melodiosa. Chiese a Dick di citargli il suo poemetto, cosa che egli fece con piacere. Poi lei disse: " Così, volete sapere tutto suoi pensieri ". " Oh si, risposero i ragazzi, volete parlarci dei pensieri? " I pensieri sono cose viventi, che noi inviamo agli altri ", disse la Regina.
"Quando noi inviamo dei pensieri di gioia, di felicità, di conforto e d’altruismo tende ed agiamo in questo senso, è ciò che chiamiamo Gentilezza, Cortesia ed Amorevolezza. Noi dobbiamo controllare con attenzione i nostri pensieri, in modo da non averne che di buoni. Talvolta dei pensieri negativi ed egoistici, cercano di invadere il nostro spirito ed il nostro cuore, ma non dobbiamo mai permettere che si fermino. Dobbiamo semplicemente dir loro: "Andatevene cattivi pensieri e poi chiudere ermeticamente e bene, la porta del vostro spirito". Per fare capire cosa significa Amorevolezza, vi citerò un esempio. Dick ama molto sua madre e il suo cuore e così pieno di pensieri d’amore, che lui è molto gentile con lei e cerca di fare tutto ciò che essa vuole. Questo si chiama Gentilezza, Amorevolezza e con ciò, rende felice sua madre. Vedete, è come se si facesse un gioco interessante. Quando cerchiamo d’essere gentile verso gli altri, i nostri pensieri di gioia crescono così rapidamente, che non possiamo fare altro che condividerli con i nostri amici. Mediante la loro gentilezza, i miei cortigiani, qui presenti e che vedete, mi procurano gioia, felicità ed amore, proprio come i loro graziosi nomi. E vedete come sono tutti belli. I pensieri aiutano a formare un buon carattere e se abbiamo un buon carattere, tutti ci vorranno bene.
" Ebbene cari amici, è nel desiderio di Dio che ci amiamo reciprocamente, perché Dio è amore e il suo immenso amore ci circonda sempre. Noi tutti siamo come dei magnifici fiori che fioriscono nel Grande Giardino d’Amore di Dio, il mondo".
La Regina proseguì: " Vi è un solo cattivo pensiero che cerca sempre di vivere nel cuore dei ragazzi, è l’Egoismo. Non vive assolutamente qui. E vi confiderò, il grande segreto per poterlo tenere lontano. Se condividerete i vostri pensieri le vostre gioie con gli altri, diventerete buoni gentili e l'egoismo, non riuscirà mai a penetrare nel nostro cuore ".
" Ora cari ragazzi, tornate in fretta a casa, perché s'è fatto tardi ", disse la Regina. Agitò la sua bacchetta magica ed essi, si trovavano di nuovo in giardino. Ma non dimenticarono mai, quello che la Regina, gli aveva raccontato sull’Amorevolezza.
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A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma -
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