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ROSALIA ED IL RAGGIO DI SOLE

 

 

In un bel giorno d'estate, si potevano sentire le risate gioconde dei bambini, che giocavano in giardino. Vi era la gioia dell'aria. In mezzo a loro vi era una bambina che era troppo giovane perché prendesse parte ai loro giochi. Nel suo bel vestitino bianco, con i suoi occhi ridenti e il suo visetto rosa coronato da riccioli dorati, assomigliava più ad un fiore che ad una bambina.

Sorridente e contenta, lei seguiva un raggio di Sole che sembrava giocare con lei. Il raggio di Sole, era così lucente è così bello che lei desiderò divertirsi con lui. Così, cercò di prenderlo e siccome non vi riusciva, proseguì da un posto all'altro fino a che si trovò ben lontana dagli altri bambini. Ad un certo momento, allora, le sembrò di riuscire quasi a prenderlo, perché brillava su di un fiore.

Il fiore era molto bello e mentre si chinò per odorare il dolce profumo, le parve di udire una vocetta proveniente dal fiore stesso e le chiese: "Che nome hai, bel fiorellino?". "Rosa", mormorò essa. "E qual è il tuo nome, bella bambina?" chiese il fiore. "Rosalia", rispose la bambina.

"Com'è bello, rispose la vocetta - Rosalia vuol dire piccola rosa". "Oh, parlami dei fiorellini" chiese Rosalia. "Ebbene, è perché anche tu sei una piccola rosa che ti porterò a fare una piccola passeggiata sul raggio di sole, se tu mi prometti di essere buona e ubbidiente".

Rosalia promise e partirono. E dove credete che il raggio di Sole li portò? In un giardino lontano, molto lontano, dove crescevano i più bei fiori. I fiori erano diritti, con la testa alta, fieri e felici di allietare tutti i passanti. È per questo che i fiori sono là, Dio ce li ha dati per farci piacere, perché nei loro graziosi colori blu, oro, rosso, viola, bianco, vi sono molti bei pensieri con i quali possiamo edificare le nostre vite. L'amore, la pazienza è l’obbedienza, vivono e respirano in tutti, sono i loro fiori profumati. Cos'altro videro mentre passeggiavano sul raggio di Sole? Fu una tale sorpresa che la piccola Rosalia, poté appena trattenere il respiro e gridare dalla gioia. Era un piccolo Elf-kin e aveva con lui un piccolo aiutante, molto abile, che si chiamava Do-kin e vi era anche una bellissima ragazza, appartenente anche lei al popolo degli Elfi, che aveva un grazioso vestito dai colori delicati dell'arcobaleno. Si trovava là dove il raggio di Sole brillava su di lei ed Elf-kin, stava colorando un fiore, affinché le somigliasse. Egli mise un poco d’azzurro del cielo, dell'oro del Sole che brilla, del rosso del Sole al tramonto, del verde dell'erba è un piccolo tocco di marrone della Terra. Oh, com’era bella!

Voi sapete che cosa sono gli Elfi, vero? Sono dei piccoli Spiriti che lavorano con la Terra. Sono delle creature molto laboriose che lavorano senza posa per fare dei fiori, degli arbusti e degli alberi. Lavorano in piccoli gruppi; imparano l'elezione dei saggi Spiriti-Gruppo, che costruiscono tutto. Gli Spiriti-Gruppo ottengono le belle forme pensiero dei fiori dagli Angeli, che li guidano, come loro vengono in aiuto degli Elfi. Tutti lavorano insieme, in spirito d’amore nel meraviglioso mondo di Dio.

"Oh, vorrei anche io fare dei bei fiori - chiese Rosalia - mostrami come fai".

"Zitta, cara bambina - rispose la vocetta della Rosa – Elf-kin potrebbe udirti e avrebbe paura se vedesse una bambina nel suo giardino. Vi sono due tipi di Elfi. Gli Elfi della luce, che lavorano con i fiori, li formano e li colorano e gli Elfi delle tenebre, gli Gnomi, che lavorano nella Terra. Questi Elfi delle tenebre, sono pieni di malizia e amano giocare dei brutti tiri agli Elfi della luce. Si tratta solo di burle, ma questo rende Elf-kin molto prudente e sempre in guardia, perché non vorrebbe che i suoi graziosi fiori siano guastati, è molto previdente per i suoi fiori, perché è una delle lezioni che ha imparato. L'obbedienza è un'altra lezione; perciò lavora dalla mattina alla sera senza fermarsi, facendo tutto ciò che Dio gli dice di fare. Fare dei fiori è il lavoro degli Spiriti della Natura e non quello delle giovanette. Ma vi è un lavoro per te dal mondo di Dio. Tu poi essere dolce e graziosa come un fiore, perché tu porti il nome di un fiore. Tu poi anche dare gioia e felicità a tutti coloro che incontri ed in particolarmente alla tua mamma, obbedendole quando lei ti chiederà di fare qualcosa".

Poi Rosalia si svegliò ed il raggio di Sole continuò la sua danza attorno a lei. I graziosi bambini giocavano ancora. Con passo titubante, Rosalia ritornò da loro, stringendo fortemente nella sua mano la bella rosa e raccontò il suo viaggio sul raggio di Sole. I bambini la circondarono e danzarono con lei, la "Ronda attorno alla Rosa" credendo più che mai ai piccoli Elfi ed agli Spiriti della Natura.

 

 


 

 

 

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