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SOLE D’ORO E PIERO SPINO
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Tutte le volte che vedete un giardino, con tanti bei fiori, potete esser certi che qui, vi abitano delle fate, perché le fate, amano molto i fiori.
Sole d'Oro è il nome di una fata del Pensiero, che viveva in un giardino dove vi erano molti fiori e che aveva un piccolo amico, chiamato Piero Spino. Le fate del pensiero, vivono sempre all’interno delle viole del pensiero e non le possiamo vedere, salvo che si abbia un paio d’occhiali delle fate, cosa che non possiamo trovare né in un negozio, né in nessun altro posto. Ma vi racconterò come potete sapere se una fata vive in una viola del pensiero. Quando sentite il dolce e delicato profumo di un fiore, potete essere sicuri, che qui vive una fata e più il profumo e delicato, più la fata è bella. Sole d'Oro, viveva in una viola del pensiero gialla, per cui, quando brillava il Sole, pareva d'Oro. Vi erano anche altre viole molto belle, ma quella gialla, era la più simpatica di tutte. E se aveva una così bella casa, si può forse dubitare che Sole d'Oro non fosse una fata meravigliosa?
il suo abito era fatto di un velo, intessuto di raggi del Sole e sulla sua testa, brillava una Stella, che somigliava molto ai suoi occhi splendenti di amore e di letizia. Era bella da guardare e la dolcezza del suo sorriso, lasciava nell'animo un ricordo indelebile. Aveva mani e piedi piccolissimi e la sua voce, era gaia, come il suono di una soave campana.
Piero Spino l'amava molto. Piero era un animaletto che aveva la pelle cosparsa di pungiglioni e, se si crede a sua madre, era bellissimo. Il suo corpo era tondo a forma di palla, con una piccola testa da una parte e una piccola coda dall'altra. Aveva due occhietti lucenti che spalancava per poter ammirare il meraviglioso mondo che lo circondava. La sua pelle, era irta di una miriade di piccoli spilli, che partendo dalla cima della testa, continuava lungo il dorso, sui fianchi e sulla coda. La coda gli conferiva un'aria molto distinta. Per questo lo si chiamò Piero Spino. Aveva anche quattro gambette e quattro piedini. Se non lo si esaminava bene, poteva sembrare una foglia secca, caduta da un albero.
Tutte le mattine, appena svegliato, chiedeva a sua madre di poter andare a visitare la bella fata-pensiero. E la mamma gli rispondeva: SI, certamente, ma prima devi lavarti il viso, pettinarti e fare colazione; poi andrai da Sole d'Oro.
Sole d'Oro gli raccontava sempre nelle belle storielle. Così, ogni giorno sentiva qualcosa di nuovo. Una mattina la signora Topo, sentì la fata raccontare a Piero Spino questa storia: un mattino, era molto presto, Sole d'Oro era stata svegliata dal canto di un allegro uccellino. Cantava così bene, che ancora umida di rugiada, alzo la testa e gli inviò un messaggio di ringraziamento. La cosa piacque tanto all’uccellino che venne a posarsi vicino a lei e gli cantò un'altra bella canzone.
Venne presto il giornalaio a portare i quotidiani del mattino. Aveva la faccia così livida, così intirizzita dal freddo, che Sole d'Oro si chiese cosa potesse fare per riscaldarlo. Non poteva fare altro che inviargli dei pensieri d’amore, così fece e subito, lui li percepì, si sentì immediatamente felice, cominciò a fischiettare. Era segno che era felice, non credete?
Più tardi, due bambini, un ragazzo ed una ragazza, vennero in giardino: avevano l'aria d'aver bisticciato. Il ragazzo corrugava la fronte e sembrava molto arrabbiato ed anche la ragazza non aveva l'aria d'essere contenta. Portavano un gattino e ciascuno di loro lo voleva tenere. Povero micetto! Così tormentato, gridava dalla paura e dal dolore. "Mio Dio, gridò Sole d'Oro, bisogna metter fine a questa dolorosa vicenda!" Chiamò il vento dell'ovest e gli chiese di inviare a loro un messaggio d'amore. Cosa che egli fece con gioia, soffiando sul loro viso il dolce profumo della fata-pensiero. Allora il ragazzino smise di tormentare il gattino e la ragazza, le sorrise, mentre il micio, iniziò a fare le fusa. Erano tutti felici.
Piero Spino, chiese se poteva diventare anche lui una fata-pensiero e fare così felici le persone. Lei gli rispose che tutti gli animaletti: i rospi, le lucertole, le tartarughe, ecc.., di ogni specie, potevano distribuire la felicità, purché lo volessero. Piero Spino ritornò a casa e raccontò tutta alla mamma. Ma prima di andarsene, non mancò di ringraziare Sole d'Oro, della bella storia che gli aveva raccontato.
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