PREMESSA:
Per
una buona comprensione del contenuto di questa lettera suggeriamo di rivedere i
concetti di "cellula" e "rapporto
acido/basico" come esposti succintamente nella lettera
precedente o in dettaglio nella lettera La Salute del
Corpo n. 3.
IMPORTANTE:
affinché l'equilibrio vitale delle cellule si possa mantenere, il nucleo deve
presentare una reazione acida ed il citoplasma basica o alcalina. Questa
differenza è fondamentale, in quanto permette lo scambio di nutrimenti e
informazioni tra nucleo e citoplasma. Solo in presenza di una differenza può
avvenire uno scambio, la batteria fornisce corrente proprio perché i suoi poli
hanno un potenziale elettrico differente.
Se
l'ambiente in cui vivono le cellule diventa molto acido questa acidità penetrerà
all'interno delle cellule acidificando il citoplasma. Siccome un citoplasma
acido non può scambiare informazione e nutrimenti con un nucleo altrettanto
acido, le cellule si deteriorano e causano tumori o altre malattie da
degenerazione cellulare.
AMINOACIDI:
sono i costituenti delle proteine, se ne contano una ventina. Il corpo riduce
gli alimenti proteici in aminoacidi e quindi usa quelli più adatti per creare
le proteine che gli sono necessarie (per maggiori ragguagli vedere "La
Salute del Corpo" n.
11).
GRANO:
la più piccola unità di misura per i pesi, equivale a 0,64799 grammi.
OMOTOSSICOLOGIA:
la prima grande innovazione in Omeopatia dopo Hahnemann, rappresenta il
passaggio dell'Omeopatia dalla filosofia empirica alla rigorosità scientifica.
OSMOSI:
è un fenomeno per cui alcune sostanze riescono ad attraversando una membrana
semi- permeabile: per es., la pergamena e la membrana che ricopre le cellule.
TOSSINA:
rifiuto organico dovuto alla digestione di determinati cibi, stress, malattia o
altro.
"Tutte
le morti sono dovute alla
progressiva
situazione di acidità organica."
Cee W. Crile M.D.
Secondo
l'insegnamento di H.H. Reckeweg, fondatore dell'Omotossicologia, tutti quei
processi, quadri clinici e manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono
espressione della lotta dell'organismo contro tossine per renderle innocue e poi
espellerle.
L'organismo
può vincere od anche perdere questa battaglia, in ogni caso quei processi che
noi chiamiamo malattie non sono altro che utili funzioni biologiche, tendenti
alla difesa contro i veleni, finalizzate cioè alla disintossicazione naturale.
L'organismo cerca comunque e sempre di compensare i danni che ha subito e che
non è riuscito nel frattempo ad eliminare.
E' ormai riconosciuto da
molte autorità, il fatto che molte malattie si sviluppano a causa di una
riduzione delle funzioni organiche ed un abbassamento della resistenza
dell'organismo a causa di una condizione di acidosi cronica. A questo riguardo
il Dr. George W. Crile, direttore della Clinica Crile in Cleveland, uno dei più
famosi chirurgi del mondo, così si esprime: "Non
esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto
finale di una progressiva acidificazione dell'organismo."
L'acidosi,
infatti, precede e causa le malattie. Anche un corpo originariamente sano alla
fine soccombe sotto le malattie fisiche quando la sua stessa produzione di acido
si accumula ad un punto tale in cui non può più opporvi resistenza e,
conseguentemente, diventa suscettibile ai germi, al freddo, alla fatica o
all'esaurimento nervoso.
Quando
il livello di tossine nel corpo raggiunge il massimo tollerabile l'organismo
inizia un'azione di pulizia che può prendere varie forme, tra cui: diarrea, mal
di testa, raffreddore, eruzioni della pelle, ascesso, foruncoli, reumatismo,
infiammazione degli occhi o altri organi, catarro, sensazione di freddo, febbre
e tutta la complessa casistica di
sintomi che viene riconosciuta con i nomi delle varie malattie. Ma tutte queste
problematiche hanno un'origine comune: un accumulo di rifiuti acidi nel corpo.
"Bernard
aveva ragione, il microbo non conta nulla,
sono le condizioni del nostro
organismo che contano".
Pasteur
Praticamente
tutti dolori, le patologie e la distruzione delle cellule è dovuta ad un
eccesso di acidità del sangue, dovuta all'assunzione di una quantità troppo
elevato di proteine, specialmente quelle dei prodotti animali (carne, pesce,
pollame, salumi e formaggio). Comunque anche le proteine vegetali, come i semi
ed i cereali, quando sono assunte troppo spesso o in notevole quantità, possono
causare questo tipo di tossicità.
Il
Dr. Bieler afferma che la causa principale
dell'acidità organica va ricercata nell'assunzione di proteine in eccesso che
disturbano alquanto l'equilibrio dell'azoto. Una condizione acida, generata da
una dieta con molte proteine, distrugge effettivamente le cellule del corpo,
pertanto delle nuove cellule devono essere costruite ...
...
L'effetto a lungo termine di una dieta con molte proteine è
sempre deleterio per la salute; crea infatti a un'accumulazione di
prodotti di rifiuto dovuti alla loro digestione ed assimilazione, che
acidificano l'organismo. Per esempio, il lavoro del fegato e dei reni è in
grado di espellere solo circa 8 grani di acido urico nell'arco delle 24 ore
mentre 500 grammi di carne possono generare fino a 18 grani di acido urico. Ne
consegue ad ogni pasto a base di carne una parte dell'acido urico che verrà
generato sarà accumulato nel corpo. Questo fenomeno, nel tempo, potrà
provocare la gotta, reumatismi o le varie forme di artrosi ...
Dopo
un pasto, i nutrimenti e le tossine (rifiuti organici) derivanti dalla
digestione, fluiscono dal tratto intestinale nel sangue e nel sistema linfatico.
Mediante l'osmosi i nutrimenti e le tossine si apriranno anche un passaggio
verso il citoplasma all'interno delle cellule dell'organismo.
Tutte
le cellule hanno una caratteristica comune: il citoplasma ha una reazione
alcalina (negativa) e il nucleo ne ha una acida (positiva), ciò crea una
differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma ed il nucleo. Questa
differenza di potenziale elettrico DETERMINA LA VITALITA'
DELLE CELLULE.
Quando
il sangue porta con sé molte sostanze acide, per esempio le tossine, le stesse
possono penetrare all'interno delle cellule e neutralizzare l'alcalinità del
citoplasma. Se l'alcalinità del citoplasma si riduce sotto un certo livello la
cellula si ammala ed eventualmente può anche morire.
Se
la concentrazione delle tossine nella circolazione del sangue è più alta di
quella presente nelle cellule le sostanze tossiche
continueranno a fluire nel citoplasma delle cellule ed, eventualmente,
possono creare dei microscopici cristalli.
Periodicamente,
durante i periodi di vitalità elevata, il corpo tenta di correggere questa
condizione attraverso un lavoro di purificazione. Questo lavoro tende a
riportare l'organismo nella condizione di buona salute e crea delle crisi che
vengono interpretate come "malattie".
Le
prime crisi di purificazioni creano delle "malattie"
acute. Se l'organismo viene ostacolato in quest'opera di pulizia, le tossine
aumenteranno e si verranno a creare le condizioni perché sopravvengano malattie
di tipo cronico, ovvero in grado di durare negli anni.
Ogni
giorno che passa il cibo e le bevande che utilizziamo stanno diventando sempre
più "produttrici di acido",
specialmente i pasti veloci come quelli offerti dai fast-food e gli alimenti
precotti. Anche i dolci ed i dessert formano acido così come il caffè, il vino
e la birra. Un'altro elemento che crea acidità è un'alimentazione eccessiva.
Va notato che anche coloro che seguono una dieta vegetariana possono ritrovarsi
con un alto livello di acidità se consumano troppi cereali.
Le
preoccupazioni, l'ansia, la paura e gli altri stress sono altri fattori in grado
di produrre acidità organica, e così pure le sostanze inquinanti e le
eventuali tossine presenti nell'ambiente in cui viviamo.
Una
certa acidità del corpo è necessaria alla manutenzione della vita; se non vi
fosse non vi potrebbe neppure essere la circolazione di energia lungo i nervi.
E' infatti necessaria una differenza di polarità elettrica affinché tale
flusso possa aver luogo.
Quando
un'area diventa malata o danneggiata, vi è un'accelerazione di energia nei suoi
confronti, perché il primo effetto di una malattia o di un danneggiamento è
quello di aumentare il grado di acidità dell'area colpita. Con l'aumento di
acidità cambia anche il potenziale di quella area e questo fatto aumenta il
flusso di energia proveniente dal cervello e, con essa, aumenta pure il flusso
del sangue in arrivo.
Come
si può facilmente immaginare l'aumento dell'energia nervosa e del flusso del
sangue creano un maggior potere curativo nella zona colpita. Comunque è bene
sottolineare che una quantità maggiore o minore del necessario sconvolge il
processo di guarigione.
Un eccesso
di acidità nei tessuti dell'organismo stimola infatti un flusso di energia
nervosa troppo grande e, se questa condizione permane troppo a lungo,
interferisce con la capacità delle cellule del cervello di continuare a fornire
l'energia nervosa richiesta. Una diminuzione di tale capacità conduce ad una
minor differenza di potenziale tra il cervello e il resto del corpo. Quando
questa differenza si annulla, come accade nei casi di severa acidosi, ne
consegue la morte. Infatti il mantenimento della vita è possibile solo quando
viene mantenuta una differenza di polarità elettrica tra il cervello e le altre
parti del corpo.
Spesso
un'acidità eccessiva è causata da una dieta sbagliata; pertanto il rimedio
giace in un'alimentazione adeguata.
Nel
passato si sono elaborati vari mezzi per esaminare l'acidità e alcalinità del
sangue, orina, saliva e feci. Lo sviluppo e l'utilizzo del Neuro-Micrometro creò
però una sorpresa quando venne alla luce che tali misurazioni non davano
affatto l'indicazione di quanto fosse il grado di acidità o alcalinità
presenti "realmente", si sono
addirittura trovati dei casi in cui la persona aveva un livello di acidità
organica maggiore del normale per denunciando una situazione alcalina nei fluidi
corporei che venivano misurati.
La
ragione di questi errori di misurazione vanno ricercati nel fatto che la misura
dell'acidità del sangue, saliva, feci ed orina cambia la in relazione a
ciascuno pasto, e perciò fluttua da un pasto all'altro, mentre l'acidità nei
tessuti organici varia molto più lentamente.
Lavorando
nel campo della Radiestesia Medica si possono fare degli esami della situazione
acido/basico alquanto diversi da quelli in uso attualmente. Tali esami (ad
esempio quelli citati qui sopra), sono infatti "statici",
perché, come un'istantanea, rivelano una condizione di fatto esistente in quel
momento ma NON indicano quale lavoro l'organismo sta facendo per mantenere tale
condizione.
Con
la Radiestesia Medica è possibile, per esempio, scoprire che una persona, la
cui acidità del sangue appare perfetta agli esami consueti, presenta tale
condizione perché il corpo "compie una continua
correzione" prelevando il calcio necessario, così come altri
minerali, dalle ossa.
Sarebbe
perciò auspicabile, che gli esami attuali fossero riveduti al fine di
verificare il lavoro fatto dall'organismo per compiere la correzione che abbiamo
esaminato, e non la valutazione di una situazione comunque già corretta
organicamente.
Per
poter sopravvivere il corpo deve mantenere il sangue ad un pH pari a 7.4: un
valore leggermente alcalino, un valore neutro sarebbe invece rappresentato da un
pH = 7.0.
In
presenza di un'acidità eccessiva il corpo utilizzerà parte del calcio presente
nelle ossa per ridurre l'acidità. Perché? Perché se non agisse in questo modo
si creerebbe una situazione di pericolo, non solo per salute ma per la sua
stessa sopravvivenza.
Il
corpo, per neutralizzare l'acido in eccesso, utilizzerà anche le sue riserve di
potassio. In questa situazione un individuo perde dei minerali preziosi che non
possono essere assorbiti dal cibo ingerito, non solo ma anche gli eventuali
supplementi alimentari non potranno essere utilizzati a causa dell'ambiente
acido che si è venuto a formare. Si può facilmente comprendere come questa
situazione possa dar luogo all'osteoporosi, classica malattia dovuta ad una
mancanza di calcio nelle ossa.
Se
questa situazione dovesse persistere le stesse cellule si saturerebbero di acido
e si creerebbero i presupposti per altre innumerevoli malattie.
Alcuni
sintomi che dichiarano un aumento di acidità sono: la stanchezza senza ragione,
il sentirvi vuoti e nervosi. La presenza di dolori muscolari, stitichezza,
problemi digestivi ed acidità di stomaco.
Tutta
la frutta, una volta digerita, lascia delle ceneri alcaline. Si può determinare
se un alimento è acido o alcalino esaminando appunto le ceneri residue dopo la
sua digestione. Se i minerali alcalini (calcio, potassio, sodio e magnesio),
predominano su quelli acidi (cloro, azoto, zolfo e fosforo), quell'alimento sarà
classificato come alcalino.
Tutti
i cereali, ad eccezione del miglio, lasciano delle ceneri acide. Grano ed avena
sono i più acidi di tutti.
Poiché
frutta e vegetali, contengono acido citrico ed altri acidi, avranno una
digestione con caratteristiche acide ma, a causa del loro alto contenuto di
minerali alcalini, una volta immessi nel sangue forniranno una reazione
alcalina. Questi cibi aiutano perciò ad eliminare i rifiuti acidi prodotti dal
metabolismo.
La
nostra salute dipende dall'equilibrio acido-basico del sangue. Ogni forma di
malattia indica pertanto una condizione anomala del corpo generalmente dovuta al
fatto che questo equilibrio è stato disturbato: generalmente si tratta di una
condizione in cui troppo acido è stato accumulato.
Perciò,
nel caso in cui si è contratta una malattia, la cosa migliore da fare è quella
di eliminare l'acido in eccesso nel più breve tempo possibile. Questo permetterà
ai tessuti di auto-ripararsi attraverso un ambiente adatto con un pH piuttosto
alcalino. Questo cambiamento, chiaramente, dovrebbe essere ottenuto con il cibo
e non con le medicine, perché il cibo è l'unico mezzo naturale e salutare per
mantenere il livello di alcalinità corporea sufficientemente alto da garantire
un'ottima salute.
I
principali cibi alcalini sono: la frutta, i vegetali ed i loro succhi. Veramente
non vi è nulla che abbia la capacità di alcalinizzare maggiore dei succhi
freschi di frutta e verdura cruda. Di regola i succhi della frutta sono più
appetitosi, ma quello dei vegetali ha un'azione più potente. Attenzione che non
stiamo parlando dei succhi posti in commercio, bensì di quelli fatti in casa
con la centrifuga o il frullatore. Succhi da assumere, centellinandoli, subito
dopo la loro preparazione.
I
rifiuti accumulati nel colon, spesso per molti anni, si presentano induriti e
putrefatti e determino un grande sforzo per gli organi escretori (eliminativi),
disturbando specialmente il funzionamento del fegato e quello dei reni. Si viene
pertanto a creare una catena di reazioni: grassi, proteine e carboidrati non
sono propriamente digeriti ed assimilati; l'equilibrio dei liquidi organici
viene disturbato; il corpo intero è messo sotto stress.
Il
colon, che in effetti è un sistema di pulizia, per negligenza ed abuso può
trasformarsi in una fognatura. Fintanto che quest'organo si mantiene è pulito e
normale, noi stiamo bene e siamo felice. Quando lasciamo che la feci vi
ristagnino, verserà i veleni della degenerazione nel sangue, con il loro
contenuto di fermentazione e
putrefazione.
Il
sangue, a sua volta, avvelenerà il cervello ed il sistema nervoso, creando
delle condizioni di depressione mentale ed irritabilità; avvelenerà il cuore
rendendoci deboli e disattenti, avvelenerà i polmoni dando all'alito un cattivo
odore; avvelenerà gli organi digestivi creando pesantezze e gonfiori; avvelenerà
il sangue dando alla pelle un colorito giallastro ed un'apparenza poco sana.
In
breve, ogni organo del corpo ne sarà avvelenato e noi invecchieremo
prematuramente, sembreremo e ci sentiremo vecchi, le nostre giunture saranno
rigide e dolorose; ci ritroviamo con neuriti, vista indebolita ed un cervello
offuscato ed il piacere di vivere non esisterà più.
LO
STRESS ED OGNI ALIMENTO O MEDICINALE CHE AUMENTA L'ACIDITÀ' DELL'ORGANISMO
RAPPRESENTANO UN VELENO PER LA NOSTRA SALUTE!
Questo
la medicina ufficiale lo conosce molto bene ma non lo tiene nella benché minima
considerazione. Volete verificarlo? Provate a chiedere al vostro medico quanto
un alimento od un medicinale modifica il pH del vostro organismo!
Tutti
oramai si accorgono (avete mai provato a parlare con gli
infermieri e i medici degli ospedali quando sono in vena di
sincerità?) delle conseguenze delle cure massicce a base di
chemioterapia e terapia radiante. Non si contesta che, in alcuni casi ben
determinati queste cure siano utili, ma quello che indigna è il fatto che
vengano usate massicciamente sempre, anche quando tutti vedono che non servono a
nulla se non a distruggere la qualità della vita dell'ammalato e a fargli
trascorrere gli ultimi mesi in condizioni terribili.
Non
sarebbe meglio invece usare metodi meno cruenti che, invece di distruggere le
residue possibilità di difesa dell'organismo, le esaltino in modo da prolungare
la vita in condizioni più accettabili, proprio come propongono Di Bella e altre
metodologie dello stesso filone?
La
chemioterapia in alcuni casi di tumore è indubbiamente utile, come già detto.
In altri è del tutto inutile e non si capisce perché venga usata. Si direbbe
che l'unica ragione sia quella di consumare grandi quantità di farmaci
costosissimi, che rendono così tanto alle industrie farmaceutiche (si parla di
20.000 miliardi all'anno solo in Italia!) e quindi di riflesso a tutto
l'establishment sanitario, che dalle industrie viene continuamente blandito e
omaggiato nei modi più diversi.
Adottare
le conquiste della biologia il premio Nobel, prof. Pauling, diceva di essere in
grado di ridurre il livello delle malattie ad un quarto e prolungare la vita
media di una ventina di anni - è una prospettiva osteggiata con la più grande
determinazione dall'establishment sanitario, quasi si trattasse di una proposta
turpe o dannosa.
Cerchiamo
di fare un discorso franco anche se un po' cinico: le industrie farmaceutiche
non sono degli enti di beneficenza. Perseguono legittimamente, come tutte le
imprese di questo mondo, un profitto che consenta loro di remunerare i capitali,
di crescere, di pagare gli stipendi di milioni di dipendenti.
Sentirsi
dire che adottando metodiche più dolci delle attuali si potrebbe ridurre il
livello delle malattie a un quarto, equivale per loro a ipotizzare la riduzione
degli introiti a un quarto, e quindi a un disastro economico. Ma questa
illazione è profondamente sbagliata: i dirigenti delle industrie farmaceutiche,
che tutti pensano siano dei manager super intelligenti, in questo caso
dimostrano di avere la vista molto corta.
E'
vero che adottare in grande, a scapito di una parte della medicina
farmacologica, le conquiste della biologia moderna in fatto di sostanze
alimentari (come vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi, e ora anche
ormoni), porta le persone a un maggior livello di salute, a una vita più lunga
e quindi a un minor bisogno di ricorrere ai farmaci.
Ma
è anche vero che per mantenere questo superiore stato di salute, occorre
adottare vita natural durante una superalimentazione composta da una settantina
di microalimenti, in dosi massicce, dal costo tutt'altro che indifferente. Se,
cioè, le industrie farmaceutiche e le farmacie adottassero questa politica,
vedrebbero crescere i loro introiti in modo considerevole. L'establishment
sanitario da anni sta lottando con tutte le sue forze per uccidere la gallina
dalle uova d'oro, che gli porterebbe una prosperità sinora mai sognata!
Qualche
ingenuo si scandalizzerà a sentir parlare di profitti di industrie, di
farmacie, di case di cura, di medici ecc., quando si parla di salute. Ma c'è
poco da dire: tutto si muove, da che mondo è mondo sulla prospettiva dl
ottenere un profitto. Questo nuovo modo di curare rappresenterebbe una
catastrofe economica per i governi?
Neppure
questo è vero: se da un lato lo Stato spenderebbe di più per la spesa
farmaceutica, dall'altro lato vedrebbe ridursi enormemente la spesa ospedaliera,
che rappresenta la più gran parte della spesa sanitaria.
Se
si mette poi in conto una popolazione più sana, più giovane, in grado di
rendersi utile per un periodo più lungo dell'attuale, si può ben arguire che
la bilancia delle spese sanitarie sarebbe per molti lati in attivo.
1)
Viktoras Kulvinskas, Survival into the 21th century, pag. 218
Omangod Press, Connecticut, U.S.A., 1975.
2)
Le Formulazioni Cosmochemia, pag. 7,
Pubblicazione riservata ai Sigg. Medici,
Distribuita dalla GUNA, via Palmanova, 71, 20132 Milano.
3)
Hogle di C. di Mary, Food that alkalinize and heal (Cibi che alcalinizzano e e guariscono),
pag. 8,
Healt Research, P.O. Box 850, Pomeroy, WA 99347, U.S.A.
4)
Viktoras Kulvinskas, Survival in the 21th century (Sopravvivere
nel 21° secolo), pag. 23,
Omangod Press, Connecticut, U.S.A., 1975.
5)
Articolo proposto da Optimal Living Associates,
http://www.healtmap.com/catalog/acid.html
6) Dr. A. George
Wilson, A New Slant to Diet,
Standard Research Laboratories, 10th, Ave. and Jersey St., Dencver,
Colorado, U.S.A., 1960.
7)
G.R.M.N. (Gruppo Ricerche Medicina Naturale), appunti
dalle sperimentazioni con la Radiestesia Medica (grmn@esonet.org).
8)
Articolo proposto da Optimal Living Associates,
http://www.healtmap.com/catalog/acid.html
9)
Viktoras Kulvinskas, Survival in the 21th century (Sopravvivere
nel 21° secolo), pag. 101,
Omangod Press, Connecticut, U.S.A., 1975.
10)
Houle di C. di Mary, Food that alkalinize and heal (Cibi che alcalinizzano e e guariscono),
pag. 8,
Healt Research, P.O. Box 850, Pomeroy, WA 99347, U.S.A.
11)
Viktoras Kulvinskas, Survival in the 21th century (Sopravvivere
nel 21° secolo),, pag. 60,
Omangod Press, Connecticut, U.S.A., 1975.
12)
Articolo del Dr. Sergio Martinat (www.cresnatura.com), apparso
sul Giornale della Natura n. 113 (mese di maggio 1998).
Dott.
Adolfo Panfili, La Dieta pH,
Edizioni Tecniche Nuove.