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"Il
corpo non è che il viaggio dell'anima. Si cambia d'abito nella tomba, il
sepolcro è l'anticamera del cielo".
Victor Hugo
Quando arriva il momento
di lasciare questo mondo terreno il corpo fisico non serve più, allora il
doppio eterico e gli altri corpi sottili si ritirano dalla testa e lasciano le
spoglie inanimate. I corpi sottili escono dal corpo fisico con un movimento a
spirale, recando con loro le informazioni raccolte da un atomo speciale che
risiedeva nel cuore.
Tutti gli eventi vissuti
dall'individuo durante la vita ora finita,
sono stati registrati in questo speciale atomo, detto "atomo
permanente". E' un atomo che l'individuo ha portato con sé da millenni,
esso, infatti, ha preso parte alla formazione di tutti i corpi fisici usati nel
corso della sua evoluzione. Siccome tale atomo serve come nucleo attorno al
quale si costruirà il nuovo corpo fisico ad ogni incarnazione viene anche
definito "atomo-seme".
Durante la vita terrena
l'atomo-seme è localizzato nel ventricolo sinistro del cuore, vicino all'apice.
Al momento della morte sale al cervello seguendo il nervo pneumogastrico e
abbandona il corpo fisico insieme ai veicoli sottili, passando tra le suture
delle ossa parietali ed occipitali del cranio.
Anche se i corpi sottili
hanno lasciato il corpo fisico, vi restano
ancora collegati mediante un sottile cordone risplendente detto
"funicella d'argento". Questa funicella resiste fintanto che viene
raccolto tutto il panorama della vita trascorsa (circa tre giorni) e, solo nel
preciso momento in cui si spezza, il corpo denso può veramente considerarsi un
cadavere.
Per questo motivo si deve
aver somma cura di non cremare o ferire il corpo del defunto, almeno fintanto
che siano trascorsi tre giorni dalla morte. Siccome il doppio eterico ed i
veicoli superiori sono ancora uniti al corpo fisico per mezzo della funicella
d'argento, qualunque autopsia od altra lesione al corpo fisico, sarebbe in
qualche modo risentita dal defunto.
Si dovrebbe assolutamente
evitare la cremazione nei tre giorni successivi alla morte, perché tende a
disintegrare il doppio eterico che dovrebbe mantenersi integro fintanto che il
panorama della vita passata è stato registrato nel corpo astrale.
Quando il defunto si
libera dal corpo fisico, giunge per lui un momento della massima importanza. Non
si insisterà mai troppo, facendo presente ai parenti di chi sta per morire che
è una colpa grave, nei confronti del moribondo, il prorompere in rumorose
espressioni di dolore. Infatti durante i tre giorni che seguono la morte il
defunto è impegnato in una questione di suprema importanza: "la raccolta
del filmino della sua vita", e l'accuratezza con cui può fare questo
lavoro dipende dall'attenzione che vi può dedicare.
Un altra azione colpevole
verso il morente è, inoltre, quella di somministrargli stimolanti che abbiano
per effetto la forzatura del rientro dei corpi sottili nel corpo denso, fatto
che provocherebbe un penoso choc.
Un trapasso naturale non
crea sofferenza mentre è assai penoso l'essere trascinato indietro per
sopportare nuovi dolori. Alcuni trapassati, hanno detto agli investigatori nei
mondi invisibili, che in tal modo essi erano stati trattenuti in vita per delle
inutile ore e sarebbero stati assai lieti se i parenti (e i medici, n.d.r.), li
avessero lasciati morire in pace.
Sembra accertato che la
grande massa di coloro che muoiono non sapendo nulla dello stato post-mortem,
credono di essere ancora vivi e, per qualche tempo restano piuttosto perplessi
per il pianto e le forti vibrazioni emotive da cui sono circondati.
Questo accade perché,
durante il sonno, ognuno di noi lascia temporaneamente il corpo fisico (vedi
lettera "La Luce dell'Anima" n. 14), pertanto il defunto si ritrova in
una condizione conosciuta, con la sola differenza che alla fine del sonno, la
funicella d'argento gli permetteva di rientrare nel corpo e ora, essendosi
spezzata, il rientro non è più possibile.
La letteratura esoterica,
pullula di esempi e di testimonianze di persone che si sono trovate fuori dal
loro corpo fisico. Vi è, per esempio, il caso di un medico che dovette
sottoporsi ad un intervento chirurgico ad opera di suoi colleghi; pochi secondi
dopo l'anestesia, si è trovato improvvisamente in un angolo della sala
operatoria da dove ha potuto seguire l'operazione.
Senza dubbio
l'anestetico, iniettato, era troppo forte e quel medico ha corso il rischio di
non poter più rientrare nel suo corpo fisico, per ringraziare e per
congratularsi con i suoi amici, perché il distacco totale del doppio eterico
significa la morte del corpo fisico.
Il corpo eterico,
generalmente, si disintegra dopo poche settimane o pochi mesi, nel frattempo
aleggia sulle tombe ove i corpi fisici densi sono sepolti e le persone sensitive
lo possono vedere.
Quando il corpo eterico
si disintegra il defunto inizia a vivere nel Mondo astrale, utilizzando gli
altri corpi sottili. Mentre permane nel Mondo astrale si dedica ad osservare il
panorama della vita appena terminata e soffre per ogni sofferenza che gli altri
hanno subito a causa sua.
Questa fase dura
all'incirca un terzo degli anni vissuti nel corpo fisico e viene fatta a
ritroso, ovvero dalla morte alla nascita; in questo modo si vede per primo il
dolore arrecato e poi l'azione che lo causò. Questo esame è assai importante
perché permette al defunto di rendersi conto di quanto male ha causato e,
questa consapevolezza, sensibilizza la sua coscienza.
Va notato che quando uno
spirito entra nel purgatorio, è esattamente lo stesso personaggio che era prima
di morire; ha gli stessi gusti, gli stessi desideri, le stesse avversioni di
prima. Non ha però il corpo fisico per soddisfare i suoi desideri; il beone, ad
esempio, desidererà ardentemente bere, ancor più di quando era in vita. Egli,
non avendo lo stomaco, potrebbe entrare in un bar, penetrare nel corpo fisico di
un beone e soddisfare, suo tramite, il suo pressante desiderio.
Il supplizio di Tantalo,
intende appunto mostrare la situazione dei viziosi durante il purgatorio. Il
supplizio termina quando il defunto comprende che non ha più alcuna possibilità
di soddisfare i desideri carnali e supera i suoi vizi avanzando così nel
cammino spirituale.
Se i suoi desideri
fossero insaziabili, al punto da non poter resistere senza essere appagati, la
sofferenza sarebbe davvero "infernale" anche se non vi fossero fiamme
di sorta. Se la vita terrena è stata vissuta sobriamente il processo di
purificazione viene terminato in breve tempo, sarà invece assai lungo se le
brame ed i desideri sono stati forti ed incontrollati.
Il purgatorio occupa le
tre regioni inferiori del Mondo astrale. Il Primo Cielo si trova nelle tre
regioni superiori. La regione centrale è una specie di territorio di confine in
cui si trovano coloro che sono stati onesti ed integri; che non hanno recato
danno ad alcuno, ma che, durante la vita terrena, furono completamente presi
dagli affari mondani e non si curarono affatto della vita superiore.
Per loro la vita nel
Mondo astrale è una condizione di opprimente monotonia; in quel Mondo, infatti,
non esistono gli "affari" e neppure qualcosa con la quale sostituirli.
Fino a che non impara ad occuparsi di cose superiori agli affari mondani, il
defunto vive un'esistenza molto dura. Qui si trovano coloro che quando rivolsero
il pensiero al problema della vita conclusero che "con la morte finisce
tutto", e quelli che negarono l'esistenza dei mondi sottili.
Terminato il purgatorio,
il defunto passa nelle tre regioni superiori del Mondo astrale, dette anche
"primo cielo". Qui egli ha il modo di osservare nuovamente il panorama
della vita trascorsa, lo scopo è però diverso, si tratta ora di vedere il bene
compiuto e di rallegrarsene. La Chiesa Cattolica definisce il tempo impiegato
per svolgere questo lavoro di retrospezione come "paradiso". Il
risultato che segue a tale lavoro è l'aver imparato ciò che si deve fare per
alleggerire le miserie dei nostri simili.
Dopo il paradiso, detto
anche "secondo cielo", lo spirito è pronto per entrare nel
"terzo cielo". Qui le esperienze fatte nel purgatorio e nel paradiso
vengono incorporate nel corpo causale che ne risulta arricchito e diventa più
luminoso (vedi la lettera "La Luce dell'Anima" n. 17). Nel terzo cielo
il defunto può concedersi un periodo
di riposo, certamente meritato, ma che a lungo andare diventa monotono, egli
inizierà perciò a desiderare di rinascere in un nuovo corpo con cui fare nuove
esperienze.
I libri dicono bene, la
vita di ciascuno è il risultato del suo vivere passato; gli errori compiuti
portano tristezza e sventura le buone azioni generano felicità.
Budda, poema tradizionale.
Quando il defunto decide
di incarnarsi nuovamente subentrano degli esseri spirituali di altissima
intelligenza (gli Angeli del Destino o Rettori del Karma) che l'aiutano a creare
la trama della sua nuova esistenza. Con Essi egli esamina i vari atti negativi e
positivi compiuti in tutte le precedenti esistenze, e pianifica una vita dove
poter incontrare le persone che ha danneggiato e compensare il male fatto nel
migliore dei modi.
Anche il bene fatto non
va perduto perché le persone beneficiate, saranno coloro che gli offriranno
amore, aiuto e simpatia nella vita che si sta preparando.
Dopo questa laboriosa
preparazione lo spirito inizia la sua discesa verso i mondi più densi. Con la
materia del Mondo Mentale si crea il corpo mentale e con quella dei Mondi
inferiori si crea il corpo astrale ed il doppio eterico. Quest'ultimo viene
posto nel grembo materno ed agisce come una matrice energetica per dare la forma
dovuta al feto in gestazione.
Max Heindel, esperto
ricercatore nei mondi sottili, ha tentato numerosi esperimenti con certi spiriti
dei regni superfisici: taluni avevano appena lasciato la vita terrestre, altri
erano rimasti un tempo più o meno lungo nel Mondo astrale, altri ancora erano
quasi pronti per entrare nel primo cielo. Molti di questi spiriti sono stati
compiacenti e si sono prestati per una serie di prove il cui risultato ha
fornito delle informazioni sorprendenti.
Lo scopo di questi
esperimenti, era dimostrare in quale misura sarebbe stato loro possibile di
rivestirsi dei materiali che costituiscono i due eteri più grossolani e di
quelli che formano le regioni gassose del nostro pianeta. Si è così
riscontrato che coloro che erano trapassati da poco tempo potevano sopportare
facilmente le basse vibrazioni dell'etere, benché le loro aspirazioni superiori
gli impedissero di sentirsi a loro agio o di restarvi per un tempo più lungo di
quello necessario.
Gli spiriti che si
trovavano nel Mondo astrale avevano invece più difficoltà e le medesime
aumentavano in proporzione a quanto lo spirito, nel suo purgatorio, si era
sbarazzato delle sostanze dense del Mondo astrale. Per gli spiriti prossimi ad
entrare nel primo cielo tali difficoltà diventavano notevoli. Essi spiegavano
che pareva loro di dover entrare in un pozzo molto profondo e di soffocare.
E' stato inoltre
constatato che era assolutamente impossibile che una persona vivente riuscisse a
scorgere gli spiriti più o meno rivestiti di materia eterica. Sono stati
provati diversi stratagemmi per indurre i viventi a guardare nella direzione in
cui si trovavano gli spiriti ma nessuno di essi diede dei risultati positivi.
Quando un individuo ha
raggiunto un notevole grado di perfezione non ha più bisogno di rinascere e
continua a vivere nei mondi sottili aiutando l'umanità insieme ai Maestri della
Gerarchia Planetaria. Egli, in effetti, ha ottenuto ciò che viene chiamata la
"resurrezione della carne", che andrebbe meglio definita come "la
resurrezione dalla carne".
Leggiamo al proposito
nello Zohar (libro della Cabala):
"Le
anime devono ritornare all'Assoluto da cui sono emerse. Per raggiungere questo
fine, però, devono sviluppare le perfezioni il cui seme è già insito in loro.
E se non avranno sviluppato tali caratteristiche in questa vita, allora dovranno
cominciarne un'altra, una terza, e così via. Dovranno continuare così finché
non avranno acquisito la condizione che permette loro di tornare in compagnia di
Dio".
"Se
si può dimostrare che un essere incorporeo e dotato di ragione ha vita
indipendente dal corpo e sta peggio all'interno del corpo che fuori da esso,
allora indubbiamente i corpi hanno solo un'importanza secondaria e appaiono di
quando in quando per soddisfare le diverse necessità delle creature razionali.
Chi ha bisogno di un corpo ne viene rivestito; quando invece le anime cadute si
elevano a un destino migliore, i loro corpi vengono nuovamente distrutti. Così
essi appaiono e scompaiono perennemente".
*
* *
Vediamo ora, utilizzando
fonti alquanto diverse, di arrivare ad una interpretazione sufficientemente
valida della "resurrezione della carne", questa importantissima fase
dell'evoluzione umana.
Seguono alcuni brani
tratti dal nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica.
Pag.
265, versetto 997.
Che
cosa significa "risuscitare"?
Con la morte, separazione dell'anima e del corpo, il corpo dell'uomo cade nella
corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa di
essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua onnipotenza restituirà
definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre
anime, in forza della Risurrezione di Gesù.
Pag.
266, versetto 998.
Chi
risusciterà? Tutti gli uomini che sono morti:
"quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male
per una risurrezione di condanna" (Gv. 5,29).
Pag.
266, versetto 999.
Come?
Cristo è risorto con il suo proprio corpo: "Guardate le mie mani e i miei
piedi: sono proprio io!" (Lc 24,39); ma egli non è ritornato ad una vita
terrena. Allo stesso modo, in lui, "tutti risorgeranno coi corpi di cui ora
sono rivestiti" (Concilio Lateranense) ma questo corpo sarà trasfigurato
in corpo glorioso (Fil 3,1), in "corpo spirituale" (1 Cor 15,44):
Ma
qualcuno dirà: "Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?".
Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore, e quello che
semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco... Si semina
corruttibile e risorge incorruttibile... E' necessario infatti che questo corpo
corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di
immortalità (1 Cor 15,35‑37.42.53).
Pag.
266, versetto 1000.
Il "come"
supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro intelletto; è
accessibile solo nella fede. Ma la nostra partecipazione all'Eucaristia ci fa già
pregustare la trasfigurazione del nostro corpo per opera di Cristo:
Come
il pane che è frutto della terra, dopo che è stata invocata su di esso la
benedizione divina, non è più pane comune, ma Eucaristia, composta di due
realtà, una terrena, l'altra celeste, così i nostri corpi che ricevono
l'Eucaristia non sono più corruttibili, dal momento che portano in sé il germe
della risurrezione (S. Ireneo di Lione, Adversus
haereses, 4, 18, 4-5).
Pag.
266, versetto 1001.
Quando?
Definitivamente "nell'ultimo giorno" (Gv 6,39‑40.44.54; 11,24);
"alla fine del mondo" (Concilio Ecumenico Vat. II,
Lumen gentium, 48). Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente
associata alla Parusia di Cristo (venuta del Cristo negli ultimi tempi, n.d.r.):
Perché
il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'Arcangelo e al suono della tromba
di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo (1 Ts 4,
16).
Come avremo modo di
vedere l'interpretazione data dall'esoterismo è ben diversa da quella data
dalla Chiesa Cattolica e, ciò che più conta, utilizza come convalida anche
alcuni brani della Bibbia.
Seguono le differenze
fondamentali tra le due interpretazioni:
Chiesa:
considera la risurrezione un fenomeno a cui parteciperanno i corpi fisici di
coloro che sono defunti e che ora stanno nella tomba. Si leggano al proposito i
brani seguenti:
"Tutti risorgeranno
coi corpi di cui ora sono rivestiti" (Concilio Lateranense).
"Vidi poi un grande
trono bianco e Colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza erano scomparsi
la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé. Poi vidi i morti, grandi e
piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un
altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era
scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere. Il mare restituì i morti
che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e
ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la morte e gli inferi furono
gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E
chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco"
(Apo 20, 11-15).
Esoterismo: vede la risurrezione come il momento in cui una persona, dopo molte
vite di giusto operato, è riuscita a far sviluppare il seme del suo "corpo
spirituale" o "corpo causale" (che tutti abbiamo allo stato
germinale) e può vivere nei regni invisibili senza aver bisogno di un corpo
fisico.
San Paolo, se letto con
una visione esoterica delle cose, è molto esplicito nel sottolineare che la
risurrezione non avviene con il corpo fisico, afferma infatti che "la carne
e il sangue non possono ereditare il regno di Dio" (I Cor 15,50).
Egli ben sapeva
dell'esistenza del corpo spirituale che tutti noi abbiamo e dovremmo coltivare
con cura come si coltivano i semi, lo sottolinea dicendo:
"se c'è un corpo animale, c'è anche un corpo spirituale" (1
Cor 15, 44). E' notevole come nelle edizioni vecchie della Bibbia il corpo
spirituale veniva chiamato "soma psuchicon" o corpo-anima.
Nei versetti precedenti,
egli ci spiega il cammino che l'uomo "seminato sulla terra" dovrebbe
seguire per poter vivere nei mondi spirituali, ecco le sue parole: "si
semina corruttibile e risorge incorruttibile; 43 si semina ignobile e risorge
glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; 44 si semina un corpo
animale, risorge un corpo spirituale" (1 Cor 15, 43-44).
Nella prima lettera ai
Tessalonicesi egli spiega anche come al ritorno del Cristo coloro che avranno
sviluppato il corpo spirituale risorgeranno
per andare con Lui tra le nuvole e lì restare per sempre. "E prima
risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti
insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così
saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste
parole" (1 Tess 4, 17-18).
Max Heindel, fondatore di
una scuola che fa capo ai Rosacroce, riprende le parole di S. Paolo e precisa
che effettivamente gli uomini della nuova era abiteranno nell'aria. Ma siccome
sappiamo che i nostri corpi fisici gravitano verso il centro della terra, deve
necessariamente avvenire una trasformazione che ci permetta di equipaggiarci con
un corpo spirituale costruito di etere e, di conseguenza, più leggero dell'aria
e capace di levitazione.
Questo corpo è il
"dorato manto nuziale", la pietra filosofale o pietra viva, che alcune
antiche filosofie chiamano "anima diamantina" perché è luminoso,
splendente e scintillante come un gioiello inestimabile. Gli alchimisti
medioevali lo designarono col nome di "corpo astrale" per la facoltà
che conferisce a colui che lo possiede di attraversare le regioni stellari. Però
non lo dobbiamo confondere con il corpo astrale che abbiamo studiato in
precedenza, con cui sperimentiamo passioni, desideri, emozioni e sentimenti.
Il corpo spirituale è un
veicolo che, col tempo, tutta l'umanità svilupperà, ma durante il transito
dall'Era Ariana alle condizioni eteriche della Nuova Galilea, vi saranno dei
precursori che precederanno i propri fratelli, come fecero i primitivi Semiti
nel cambiamento dall'Epoca Atlantidea a quella Ariana...
Infatti vi è già chi, in virtù di una vita santa e pura, è capace di
staccarsi temporaneamente dal proprio corpo di carne per volare nell'aria e
occuparsi delle cose del Signore rivestito dell'abito nuziale etereo della Nuova
Era. Questa trasformazione può essere ottenuta tramite una vita di preghiera e
di servizio.
Nel seguente brano del
Vangelo, viene illustrato il ritorno del Cristo (il Re), e come coloro che non
avranno ancora sviluppato il corpo spirituale o, manto nuziale, non potranno
partecipare alla vita celeste.
"Poi il Re disse ai
suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni;
andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli
alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono,
buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali.
Il Re entrò per vedere i
commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse:
Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora
il Re ordinò ai servi: 'Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre;
là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi gli eletti"
(Mt 22, 8-12).
Riferimenti
bibliografici
1) Liberamente
tratto dalla Cosmogonia dei Rosacroce,
di Max Heindel,
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
2)
Catechismo della Chiesa Cattolica,
Libreria Editrice Vaticana.
3) Max Heindel, Massoneria
e cattolicesimo, pag, 82,
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
Letture per approfondire
Max Heindel, La
Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
Charles Rafael
Payeur, La luce oltre la soglia, come
addomesticare la morte,
Brewsci Editore, Edizioni L'Età dell'Acquario, Grignasco (NO).
Omraam Mikhael
Aivanhov, La morte e la vita nell'aldilà,
Edizioni Prosveta..
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