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 TEMI DIVERSI (1/4)

 

L’AMORE MATERNO, AGENTE DI MATERIALIZZAZIONE

 

Domanda n. 317

Una madre passata nei mondi invisibili ha la possibilità di aiutare i suoi figli direttamente o indirettamente? Può crearsi mani di carne per compiere il loro lavoro o soccorrerli in altro modo?

Risposta – La Società di Ricerche Psichiche ha fatto investigazioni a proposito di vari casi in cui una madre morta si è materializzata per salvare i suoi bambini da una disgrazia o da un infortunio. Senza dubbio le giovani madri restano lungo tempo attaccate alla Terra per l’amore che portano ai loro piccini abbandonati. Noi siamo certi che, se lo potessero, si materializzerebbero spesso per aiutarli e confortarli, ma essendosi l’atomo-germe rotto alla morte, non possono attirare verso di sé quella sostanza gassosa che le renderebbe visibili, salvo in qualche raro caso. La necessità davvero grande suscita nella madre un desiderio così intenso che, per un momento, costringe gli atomi fisici a raggrupparsi nel suo corpo consentendole di soddisfare i loro fini. Essa compie così un’operazione di magia, senza sapere come e, naturalmente, non la potrà rinnovare senza il ripetersi di circostanze del genere.

A questo riguardo vi è una gran differenza fra i trapassati e gli Ausiliari Invisibili che lasciano il loro corpo a volontà. Il cordone d’argento, in questi ultimi, rimane intatto ed essi conservano sempre un legame con l’atomo-germe fisico. Poiché il magnetismo di quest'atomo-germe rimane attivo, l’Ausiliario Invisibile deve fare uno sforzo subconscio per impedire alle particelle fisiche di affluire verso il veicolo eterico nel quale viaggia. D’altra parte, se vuole aiutare una persona debole o compiere qualche lavoro, può materializzare una mano o un braccio con grande facilità, semplicemente consentendo agli atomi fisici che lo circondano di collocarsi nel modello eterico. Quando ha finito il suo compito, un altro sforzo di pensiero respinge gli atomi e smaterializza la mano o il braccio. Così, per esempio, dovendo operare all’interno del corpo di un paziente per manipolare un organo malato oppure per arrestare un’emorragia in un’arteria, può formare provvisoriamente delle dita con la carne del paziente stesso senza che egli ne senta il minimo disturbo a cura terminata.

GLI ATLANTICI CHE NON AVEVANO SVILUPPATO I POLMONI

Domanda n. 318 

Quale fine hanno fatto al momento del Diluvio coloro che non avevano sviluppato i polmoni? Hanno potuto costruirli più tardi?

Risposta – Questa domanda ci riporta alla fine del Periodo Atlantico, quando la nebbia cominciava a condensarsi e gli esseri umani vivevano nelle brumose valli della Terra. Erano i Nibelunghi o figli della nebbia e respiravano per mezzo di branchie. Questa condizione la possiamo ritrovare nella Memoria della Natura e anche nello sviluppo prenatale del bambino, il quale respira a mezzo di branchie. Per raggiungere le alture e vivere nell’atmosfera purificata attuale occorreva che gli uomini costruissero dei polmoni, altrimenti sarebbero asfissiati. Alcuni di essi hanno lavorato con la legge di evoluzione e formato i polmoni occorrenti, mentre altri non l’hanno fatto.

Mentre attraversavamo questi diversi stadi, il nostro triplice corpo si sviluppava.

Tale lavoro è avvenuto durante l’involuzione e fino all’Epoca Atlantica. In quel tempo non potevamo vedere esternamente come oggi, perché la nostra vista era interiore. Tutte le nostre forze erano rivolte all’interno e utilizzate per la formazione dei nostri organi. Era il nostro mezzo di evoluzione. Ora noi rivolgiamo questa forza creatrice verso l’esterno per costruire navi, edifici, macchine e altri oggetti, in quanto siamo giunti a questo nuovo stadio della nostra evoluzione. A quell’epoca invece, dovevamo costruire degli organi e coloro che non l’hanno fatto sono rimasti indietro.

Ci chiedete che cosa sia avvenuto di loro. Devono semplicemente aspettare di raggiungerci in seguito, poiché per adesso formano le razze inferiori. Non sappiamo se riusciranno a raggiungerci e se saranno idonei ad entrare nella prossima fase durante la quale costruiremo il corpo vitale. Tramite l’Epigenesi si trasforma il mondo. Noi seguiamo il sentiero dell’evoluzione elevandoci oltre la materia e spiritualizzando il nostro corpo in anima. Ci costruiamo un corpo spirituale tramite il servizio volontario che adempiamo: chi non l’avrà sviluppato sarà lasciato indietro. Come dice la Bibbia coloro che non hanno intessuto "l’abito nuziale d’oro" non possono assistere al festino. Questi esseri sono dunque rimasti in una posizione arretrata: alcuni di loro sono gli Spiriti di cui parla S. Pietro e per il quale Cristo ha pregato durante il tempo che è intercorso fra la morte fisica di Gesù e la Resurrezione. Resta a vedersi se recupereranno il tempo perso; non lo sappiamo con certezza, possiamo soltanto sperarlo.

IL SONNAMBULISMO

Domanda n. 319 

Vi prego di spiegare che cosa esattamente è il sonnambulismo e se esiste un mezzo per aiutare quelli che ne sono soggetti.

Risposta – Il capitolo IV del "Cristianesimo dei Rosacroce" tratta dei sogni, del sonno ipnotico, della medianità e della demenza. Vi troverete profondamente spiegate queste condizioni anormali di coscienza, eccezione fatta per il sonnambulismo che, tuttavia, somiglia molto al sonno. Non possiamo darne qui una spiegazione esauriente; basterà dire però, che durante il giorno il corpo fisico da noi detto "essere umano" è circondato da un’aura composta dei suoi veicoli sottili, come il tuorlo d’uovo è avviluppato dall’albume. Questi veicoli che si compenetrano con il corpo fisico, sono gli agenti delle nostre facoltà di percezione sensoria. La loro attività affatica il corpo fisico e, venuta la sera, questo in qualche modo s’indebolisce, i veicoli sottili lo abbandonano per lasciarlo riposare. Quando questa separazione è completa, il sonno è senza sogni.

L’Ego è spesso preoccupato dai problemi del mondo fisico, ragione per cui si libera del corpo con grande difficoltà, tanto da trovarsi talora metà all’interno e metà all’esterno del corpo. Il legame normale fra l’Ego e il cervello è rilassato, ma non completamente rotto. In queste circostanze l’Ego vede le cose del mondo fisico: ciò spiega i nostri sogni, sovente assurdi e fantastici. Il corpo si agita nel letto, a volte gesticoliamo e parliamo: da questo stato al sonnambulismo non vi è che un passo.

Quando l’Ego si trova fuori del corpo fisico mentre questo si riposa, lo Spirito passa con altrettanta facilità sia attraverso una finestra o un muro, sia attraverso una porta aperta. A contatto col fuoco non brucia, allo stesso modo non può annegare o cadere dall’alto di una casa, così si spiega come, non avendo coscienza della presenza del corpo fisico, possa cercare di uscire dalla finestra. Se la finestra è aperta, naturalmente il corpo cadrà e si ferirà a seconda del salto. Siamo tutti capaci di camminare su una stretta asse diritta appoggiata al suolo; se la stessa passerella è posta ad un metro o due d’altezza, ci pervade una sensazione di paura. La caduta sarebbe probabile se camminassimo su un ponticello d'assi posto a grandissima distanza da terra, ma quando lo Spirito dirige il corpo dall’esterno quest’ultimo, essendo incosciente, non prova nessun timore. Cammina impunemente ovunque possa posare i piedi: il solo inconveniente è che, se il dormiente si sveglia, l’Ego rientra nel suo veicolo e nella sua normale posizione. In tal caso la paura lo farà cadere dalla posizione pericolosa nella quale si trovava e, il corpo ne subirà più o meno le conseguenze.

Per rimediare a questo stato di cose, consigliamo la pratica del rilassamento o cosciente distensione del corpo. Durante il rilassamento il corpo del desiderio, che di solito si aggrappa al corpo denso, deve allontanarsene e lasciarlo, al punto che, se si solleva un braccio o una gamba, esso inerme ricadrà immediatamente sul letto. Grazie a questo metodo si giungerà alla soppressione completa del sonnambulismo: nel frattempo è consigliabile mettere sul pavimento dei panni umidi che sveglieranno il dormiente nel momento in cui lascia il letto. I veicoli superiori sono di natura simile all’elettricità e noi sappiamo che l’acqua ha affinità con la corrente elettrica. Quando i piedi si troveranno a contatto con i panni bagnati, i veicoli superiori saranno ricondotti alla loro posizione normale relativamente al corpo e il sonnambulo ridiverrà cosciente. I pericoli del sonnambulismo saranno momentaneamente evitati.

LA PROVA DELL’ESISTENZA DEL CORPO VITALE

Domanda n. 320 

Mi pare perfettamente logico che possa esistere un veicolo sottile come quello da voi chiamato corpo vitale; ma quale prova potrei dare ad un amico scettico e polemico?

Risposta"Chi è convinto contro la propria volontà, resterà sempre dell’opinione originale" dice un proverbio. Ciò è esatto. Fin che codesto amico rimarrà allo stadio della controversia, senza acconsentire ad esaminare le prove con ampiezza di vedute, perderete tempo cercando di fargli mutare pensiero. Vi suggeriamo di cessare ogni discussione: allora forse, potrà desiderare di saperne di più. Vi sono diversi modi di provare l’esistenza e la realtà del corpo vitale e ne citeremo qualcuno.

Primo, vi è l’apparecchio fotografico. Forse troverete nella vostra città fra gli spiritisti qualcuno capace di fotografare Spiriti. Sebbene per produrre tali immagini esistano trucchi ben noti ai fotografi, è certo che anche in condizioni nelle quali nessuna frode poteva inserirsi, si è riusciti a fotografare persone passate nell’al di là. Esse si sono rivestite di etere, la sostanza componente il corpo vitale che però impressiona la pellicola fotografica. L’autore stesso è stato fotografato un giorno mentre viaggiava nel suo corpo vitale, fra Los Angeles e San Pedro, per vedere un amico su un battello. Nel momento stesso in cui un altro amico faceva una foto all’imbarcazione, è stato ritratto e l’immagine risulta così nitida da poter essere riconosciuta da molte persone. D’altra parte abbiamo l’esempio dei cani, che seguono i loro padroni, grazie all’odore emanato dagli abiti da cui si diffonde l’etere del corpo vitale.

Ad ogni passo che facciamo, inoltre, la terra stessa s’impregna di questo fluido raggiante ed invisibile. Un giorno i segugi che seguivano un delinquente in fuga ne persero le tracce, perché il fuggiasco, munito di pattini, era scappato sul ghiaccio, mantenendosi perciò al disopra del suolo: il suo corpo vitale non poteva impregnare il ghiaccio e nessun odore consentiva ai cani di scoprirlo. Risultati del genere sono stati ottenuti anche da un delinquente che si allontanava dal luogo del delitto su trampoli.

Citeremo inoltre, il caso di un guaritore magnetico che estrae dal corpo del suo paziente le parti malate, sostituendovi etere nuovo: ciò consente alla forza vitale di penetrare nell’organo fisico malato e di guarirlo. Ma il guaritore, se non ha cura di eliminare il fluido eterico viscoso e infetto che ha attirato nel proprio corpo, cadrà a sua volta ammalato. Se questo fluido invisibile non esistesse, il fenomeno non potrebbe prodursi.

Infine, per chi voglia andare a fondo delle cose e abbia la possibilità di viaggiare, diremo che in talune condizioni un gran numero di persone può vedere il corpo vitale, soprattutto nei paesi ove i morti vengono sotterrati subito dopo il decesso. Scegliete un giorno vicino alla Luna Piena. Consultate su un giornale la rubrica mortuaria e recatevi al cimitero la notte successiva al funerale di una persona deceduta da non più di ventiquattro ore. Al di sopra della fossa, appena ricoperta, vedrete probabilmente delinearsi la forma del corpo vitale la cui disgregazione accompagna quella del corpo entro la tomba. Il veggente può scorgere questo spettacolo in ogni momento, ma solo la prima notte dopo l’interramento il corpo vitale è abbastanza denso per essere visto dalle persone comuni. Se non lo vedete immediatamente, girate attorno la tomba e guardate attentamente sotto diversi angoli. Otterrete allora la prova più convincente.

LA FELICITÀ NELLA VITA SUPERIORE

Domanda n. 321 

Perché nei vostri scritti vi è sempre una nota mesta e così poca gioia e felicità? Possiamo trovare la felicità nella vita superiore? La contentezza, la soddisfazione, la pace ….. sì, ma non vi è la gioia?

Risposta – "Oh, se il Cielo ci accordasse il dono di vederci come gli altri ci vedono !" Così si esprime il poeta Robert Burns e con ragione, perché siamo incapaci di vederci quali siamo. L’autore non pensava che i suoi scritti potessero contenere una nota mesta. Eppure l’osservazione è forse giusta. Non bisognerebbe trarre la conclusione che non ci sia né gioia né felicità nella vita superiore. Vi sono una gioia e una felicità inesprimibili nel privilegio di aiutare tutti coloro che vengono a noi per cercare conforto e consiglio spirituale.

Sebbene non si capisca la necessità e il beneficio finale che risulteranno dalle gravi prove cui il mondo è assoggettato in questo momento, bisognerebbe essere superuomini per non lasciarsi abbattere alla vista di milioni di esseri umani percossi quotidianamente dalla sofferenza. Durante l’ultima grande guerra, tre anni e mezzo di lavoro fra feriti, moribondi e i così detti morti non sono bastati a renderci meno insensibili di quanto lo eravamo la prima notte, quando fummo sul punto di perdere la ragione alla vista di così spaventosa carneficina. Ci sforziamo di non rivivere durante il giorno le esperienze della notte, perché ci renderebbero incapaci d’effettuare il lavoro che quaggiù dobbiamo compiere, tuttavia non si può pretendere che la nostra vita diurna non ne sia in qualche modo impressionata.

Questa è forse un’eccellente lezione per gli studiosi il cui desiderio di coscienza nei mondi spirituali supera ogni misura. Possono essere certi che li invidiavamo e che avremmo scambiato con gioia il nostro posto con il loro per sbarazzarci del penoso spettacolo che il dovere e l’amore per i nostri figli ci costrinsero a contemplare ogni notte, ma nessuna forza fu capace di strapparci alla nostra attività presso i soldati feriti e, oggi, presso gli esseri cari angosciati e tormentati torneremmo a svolgerla.

Per nulla al mondo rinunceremmo al privilegio di portare soccorso, ma vorremmo non avere più il ricordo di questo lavoro quando ritorniamo alla vita normale. Saremmo più felici e più liberi di infondere serenità nei nostri scritti.

È sempre preferibile che la nostra personalità rimanga in secondo piano, ma se gli studiosi volessero imparare a memoria la nostra risposta, questa digressione non sarà stata inutile.

L’ABITO NUZIALE

Domanda n. 322 

Quale sarà la condizione di coloro che non avranno preparato "l’abito nuziale" quando il Cristo ritornerà? Resteranno sulla Terra e continueranno ad evolversi?

Risposta – È molto difficile dirlo. Un grande numero di coloro che sono stati lasciati indietro nell’Atlantide per non aver sviluppato i polmoni necessari a vivere nella nostra atmosfera, non sono stati capaci fino ad oggi di raggiungerci. Gli esseri umani che non avranno costruito "l’abito nuziale" e acquisito un certo sviluppo spirituale saranno in grado di vivere durante la nuova era ? È lecito dubitarne. Forse dovranno vivere in un altro tempo, separati da noi.

I FRATELLI MAGGIORI

Domanda n. 323 

Vi preghiamo di darci una descrizione chiara dei Fratelli Maggiori e dire se funzionano sul piano fisico in un corpo materiale. E i Fratelli Laici?

Risposta – I Fratelli Maggiori hanno un corpo materiale come voi e me e abitano in case comode, agiate, ma senza ricercatezza. Sembra occupino posti elevati nella società in cui vivono, ma la loro posizione non è che un pretesto per giustificare la loro presenza e per evitare commenti a proposito di ciò che sono e di ciò che di straordinario potrebbe avere il loro comportamento. All’interno e all’esterno della casa vi è quello che si potrebbe chiamare il Tempio. Esso è eterico e differisce dalle nostre costruzioni comuni. Potrebbe essere paragonato all’aura che presso la Sede Centrale circonda la nostra cappella, che è eterica e assai più grande dell’edificio stesso. Per averne un’idea, bisognerebbe riportarsi alla descrizione che ne dà Manson nel lavoro di Kennedy: "La serva in casa". Questa specie di atmosfera spirituale circonda le case e le chiese ove le persone sono molto spirituali e i loro colori sono naturalmente diversi. Un Tempio Rosacroce di questo genere è grandioso e non può essere paragonato a null’altro; circonda e compenetra la casa ove vive il Fratello Maggiore, ed è impregnata di spiritualità a tal punto che la maggior parte delle persone non vi si sentirebbe a suo agio.

I Fratelli Laici hanno un corpo fisico ? Certamente. L’autore, che esteriormente non ha nulla di eterico, può servire da esempio.

PREGHIERA, CONCENTRAZIONE E MEDITAZIONE

Domanda n. 324  

Cos’è la preghiera? Equivale alla concentrazione e alla meditazione, oppure è solo una supplica rivolta a Dio?

RispostaPurtroppo la preghiera è impiegata troppo spesso, come una richiesta fatta a Dio, perché Egli intervenga in favore del richiedente, consentendogli di conseguire il suo scopo egoistico. È certo deplorevole, ad esempio, che gli uomini si lascino andare a violare il comandamento di Dio: "Non uccidere" e preghino per la vittoria sui nemici. Se noi giudichiamo secondo il modello istituito da Cristo, nella preghiera domenicale, la maggior parte delle preghiere recitate giornalmente nel mondo dalla maggior parte della gente, non merita certamente il nome di preghiera. Sono vere bestemmie e sarebbe mille volte preferibile che non fossero mai proferite.

Il Pater Noster ci è stato dato a modello: faremo bene, quindi, ad analizzarle per arrivare a una conclusione positiva. Tre delle sette preghiere che lo compongono riguardano l’adorazione del Divino: "Sia santificato il tuo nome. Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà". Viene poi la preghiera per il pane quotidiano necessario per conservare in vita il nostro organismo; nelle altre tre invocazioni chiediamo l’allontanamento del male e il perdono dei nostri peccati. Da ciò risulta che ogni preghiera degna di questo nome deve contenere l’espressione dell’adorazione, della lode, dell’ammissione della nostra indegnità, come pure la ferma risoluzione di divenire più graditi al nostro Padre Celeste. Oggetto principale della preghiera quindi, è di metterci in comunicazione stretta con Dio, affinché la Luce e la Vita divine possano inondarci, illuminarci, permetterci di trasformarci a Sua immagine e Sua somiglianza:

È punto di vista diametralmente opposto all’idea che ci si fa comunemente della preghiera; di solito, infatti, si ritiene che, essendo Dio nostro Padre, si possa andare verso di Lui con la preghiera, ottenendo tutto quello che il nostro cuore chiede. Qualora non lo ottenessimo la prima volta, dovremmo solo continuare a pregare e, in base alla nostra insistenza, il nostro voto sarebbe esaudito. Simile concetto riesce addirittura ripugnante al mistico ispirato: inoltre portando l’argomento sul terreno pratico, apparirà evidente che un padre sensato si sdegnerebbe qualora il figlio, capace di guadagnarsi da vivere, lo importunasse ripetutamente ogni giorno, per chiedergli denaro per questo o per quello, mentre potrebbe facilmente ottenere quanto desidera con i propri sforzi.

Anche se è sincera e ardente, la preghiera non può mai sostituire il lavoro. Se lavoriamo con un nobile scopo, con tutto il cuore, l’anima e il corpo, pregando nel medesimo tempo Dio affinché benedica la nostra opera, non v’è dubbio che queste preghiere saranno esaudite. Se invece, non diamo la nostra partecipazione, non abbiamo neanche il diritto di chiedere l’appoggio della Divinità. Come abbiamo detto precedentemente, le nostre preghiere dovrebbero essere intessute di lodi a Dio "da cui scendono tutte le benedizioni", perché il nostro corpo del desiderio è composto con le sostanze delle sette regioni del Mondo del Desiderio, in rapporto con le nostre necessità, che sono determinate dalla natura dei nostri pensieri. Ogni pensiero anche se formato ed espresso nella preghiera, si avvolge di sostanza-desiderio, cosa conforme alla sua natura. Le preghiere a sfondo egoistico attirano a sé la sostanza delle regioni inferiori del Mondo del Desiderio; ma se sono nobili, disinteressate e altruistiche, vibrano ad un tasso elevato nelle regioni della Luce Animica, della Vita Animica, del Potere Animico. Rivestono questa sostanza, aggiungendo vita e luce alla nostra natura spirituale. Anche quando preghiamo per gli altri, è pregiudizievole chiedere qualcosa di materiale o di mondano. È consentito pregare per la salute, ma non per la prosperità finanziaria. "Istituite dapprima il Regno di Dio e la sua giustizia", dice il comandamento. Conformandoci a loro possiamo essere certi che "le altre cose ci saranno date in soprappiù". Quando preghiamo quindi, per un amico, mettiamo tutto il cuore e tutta l’anima nella nostra richiesta affinché egli trovi costantemente il Cammino della Verità e della Vita: una volta trovato questo massimo tesoro, nessuna necessità reale vi sarà rifiutata.

Non è una teoria. Migliaia di persone, fra cui l’autore, hanno constatato che "Il nostro Padre dei Cieli" si prende cura dei nostri bisogni materiali quando ci sforziamo di vivere la vita spirituale. In ultima analisi, però, l’aiuto non è dato tramite la preghiera parlata. Alcuni possono attirare dei fedeli in una preghiera la cui perfezione linguistica non ha che il sentimento poetico; possono anche conformare la loro supplica ai principi esposti dal Signore, come abbiamo spiegato, e pertanto la loro preghiera potrà risultare abominevole, non essendo stata assolta la condizione essenziale. Tutta la nostra vita deve essere una preghiera, altrimenti non piaceremo a Dio, qualunque sia la perfezione delle nostre richieste. D’altra parte, se ci sforzeremo di vivere secondo la Sua volontà di giorno in giorno, di anno in anno, anche sapendo di essere lungi dal nostro ideale e avendo, come il pubblicano del Tempio, un linguaggio esitante, tanto da poter dire solamente: "Dio mio, abbi pietà di me, povero peccatore", lo Spirito stesso intercederà per noi con parole inesprimibili e la nostra modesta supplica, davanti al Trono della Grazia, avrà maggior peso di tutti i discorsi fioriti che potremmo pronunciare.

Ci viene anche domandato: la Preghiera equivale alla concentrazione e alla meditazione?

La concentrazione consiste nel fissare il pensiero su un solo punto, così come i raggi del Sole si concentrano tramite una lente. Il Sole diffuso su tutta la superficie terrestre non dà che un calore moderato, ma alcuni raggi accentrati mediante una lente comune incendiano la materia infiammabile sulla quale sono diretti. Così il pensiero, quando passa attraverso il cervello come l’acqua attraverso un setaccio, è senza valore; ma quando è concentrato su un certo oggetto, aumenta d’intensità e raggiunge lo scopo, sia per il bene, sia per il male. I membri di un certo ordine hanno praticato nei secoli la concentrazione sui loro nemici: disgrazia o morte hanno sempre raggiunto chi riusciva loro sgradito. Ora alcuni gruppi di studiosi accennano al "magnetismo malevolo" applicato tramite la concentrazione di pensiero. D’altra parte tale concentrazione può anche essere utilizzata per scopi altruistici e non mancano esempi atti a convalidare tale verità. La concentrazione è dunque, l’applicazione diretta del potere del pensiero al fine di raggiungere uno scopo definito, il quale potrà essere o buono o cattivo, secondo la natura della persona e l’intenzione che la guida.

La preghiera è in alcuni punti simile alla concentrazione, ma differisce radicalmente sotto altri rapporti. L’efficacia della preghiera dipende bensì dall’intensità di concentrazione di colui che prega, ma è accompagnata da un sentimento di amore e di devozione, tanto intenso quanto la profondità di concentrazione. Solo questa può rendere la preghiera efficace, mentre risulterebbe vana la fredda concentrazione. Inoltre, per la maggioranza delle persone, è estremamente difficile concentrare i loro pensieri freddamente, con calma e senza emozioni, escludendo ogni altra considerazione dalla loro coscienza. L’atteggiamento devoto è più facile da coltivare, perché lo Spirito è allora concentrato sulla Divinità.

La meditazione costituisce l’utilizzazione del potere spirituale, teso ad acquisire la conoscenza di cose che, in genere, non ci sono familiari. Per altri particolari sull’argomento rimandiamo il lettore al capitolo XVII della "Cosmogonia".

IL CORDONE ARGENTEO

Domanda n. 325  

Se il cordone argenteo è attaccato al cuore per un’estremità e al vertice centrale del corpo del desiderio per l’altra estremità, a quale organo del corpo fisico questo vertice centrale corrisponde? Cuore, testa o fronte?

Risposta – L’estremità del cordone argenteo attaccata all’atomo-germe nel cuore vi resta fino alla morte, l’altra estremità invece, come pure il punto ove le due metà s’incontrano (vedi Cosmogonia dei Rosacroce, pag. 106) sono mobili.

Durante il giorno, il vortice centrale dove la corda d’argento è attaccata al corpo del desiderio, si trova nel fegato (cercando la parola "fegato" nell’indice della Cosmogonia troverete un’infinità d’informazioni al riguardo), mentre, sempre durante il giorno, il punto in cui le due parti del cordone argenteo si uniscono è situato nel plesso solare. Questo punto costituisce uno spazio vitale e l’atomo-germe del corpo vitale si situa proprio là dove s’incontrano le due metà del cordone argenteo. Quando questo punto è nel plesso solare, il fluido proveniente dal Sole attraversa la milza, raggiunge l’atomo-germe del corpo vitale e si riflette nel fluido roseo di cui parliamo nelle nostre opere. Perciò i tre grandi centri del nostro corpo legati alla corda d’argento sono: il vortice centrale, sito nel fegato (punto principale del corpo del desiderio); il plesso solare (centro del corpo vitale), e il cuore, punto di congiunzione del corpo fisico.

LE TRE PARTI DEL CORDONE ARGENTEO

Domanda n. 326  

Vi preghiamo di descrivere il cordone argenteo e di spiegare la sua funzione sia nell’uomo, sia nell’animale.

Risposta – Per rispondere in modo esauriente bisogna risalire alle prime fasi dell’evoluzione.

Tre periodi di evoluzione hanno preceduto l’attuale Periodo della Terra. Durante il Periodo di Saturno avevamo una costituzione vegetale; durante il Periodo della Luna, poi, abbiamo sviluppato veicoli simili a quelli degli animali d’oggi. Diciamo "simili" in quanto la costituzione del mondo era così diversa che sarebbe stato impossibile una formazione identica.

Figuratevi un immenso globo che gira nello spazio come un satellite attorno al suo Sole: è il corpo del Grande Spirito Jèhova. Come noi abbiamo una carne flessibile e delle ossa dure, così la parte centrale del corpo di Jèhova è più densa di quella esterna, che è brumosa e nebbiosa. Sebbene la sua coscienza penetrasse l’insieme di questo globo, Jèhova appariva principalmente fra le nubi, circondato dagli Angeli e dalla altre Gerarchie creatrici.

Milioni di cordoni sono legati al firmamento delle nubi, ciascuno con il suo sacco fetale che plana vicino alla parte centrale densa: come la corrente vitale della madre circola attraverso il cordone ombelicale, portando il nutrimento all’embrione onde sviluppare il veicolo in cui lo Spirito Umano potrà abitare indipendentemente alla fine del periodo di gestazione, così la vita divina di Jehovah ci avviluppava a partire dalle nubi, circolando lungo la famiglia umana durante lo stadio embrionale della sua evoluzione. Allora eravamo incapaci d’iniziativa, come il feto.

Poi "Manna" (Manas, Mens, Mensch o Man – l’uomo) è disceso dal cielo, dal seno del Padre: esso è ora legato mediante il cordone argenteo al suo corpo fisico durante le ore di veglia e di sonno. Questo cordone d’argento forma il legame che unisce i veicoli superiori a quelli inferiori e che si spezza solo alla morte.

La sua costruzione è molto complessa. Un'estremità, fatta di etere, prende radici nell’atomo-germe situato nel cuore; una seconda parte costituita di sostanza-desiderio, ha origine nel grande vortice del corpo del desiderio che è sito nel fegato: quando queste due parti del cordone si congiungono all’atomo-germe del corpo vitale, nel plesso solare, l’unione dei tre atomi-germe segna la vivificazione dell’embrione umano.

Ma vi è un’altra parte del cordone argenteo, che è fatta di sostanza mentale e proviene dall’atomo-germe della mente. Possiamo approssimativamente situarla nel seno frontale ove ha sede lo Spirito Umano. Questa parte del cordone argenteo passa dentro la ghiandola pineale e il corpo pituitario, poi dalla tiroide e dalla ghiandola timo scende verso la milza, le ghiandole surrenali per raggiungere, alla fine, la seconda parte del cordone argenteo nell’atomo-germe del corpo del desiderio. Il grande vortice di questo veicolo si trova nel fegato. Il cammino destinato ad essere percorso da questa parte del cordone argenteo è indicato dall’archetipo: occorrono però, circa ventun anni per operare la congiunzione. L’unione della prima con la seconda parte del cordone argenteo segna la vivificazione fisica dipendente dalla distruzione completa dei globuli sanguigni nucleari apportatori di vita, trasmessi dalla madre e, dipendente anche, dalla liberazione di ogni interferenza nella gassificazione del sangue, il quale diventa così il veicolo diretto dell’Ego. La congiunzione della seconda e della terza parte del cordone argenteo apporta una vivificazione mentale; di conseguenza, a questo punto, Madre Natura ha terminato il lavoro di gestazione necessario per la costruzione del tempio della Spirito. Quest’ultimo potrà ormai costruirselo a sua guisa, non essendo più limitato dalle azioni passate.

Durante il giorno, quando siamo svegli nel mondo fisico, il cordone argenteo triplo rimane arrotolato a spirale dentro il corpo fisico, specie vicino al plesso solare (epigastro); ma di notte, quando l’Ego si ritira, lasciando il corpo denso vitale sul letto affinché recuperi le forze dopo il lavoro quotidiano, il cordone argenteo esce dal cranio. Il corpo del desiderio ovoidale fluttua al disopra del corpo addormentato o nelle vicinanze, come un pallone frenato. Nei bambini, come pure nelle persone non progredite intellettualmente, l’Ego rimane là, a meditare sugli avvenimenti della giornata, fino a che qualche fattore fisico (come la suoneria di una sveglia, una voce che chiama, ecc.), fanno vibrare il cordone argenteo. Questi richiami attirano l’attenzione dell’Ego sul suo veicolo, obbligandolo a rientrarvi.

Nessun sviluppo occulto è possibile fintanto che la terza parte del cordone argenteo non è stata sviluppata; in seguito, l’Ego può lasciare il corpo fisico e viaggiare nel mondo intero, sia coscientemente dopo adeguato allenamento e iniziazione; sia inconsciamente, con l’aiuto di altri; sia anche incidentalmente, come il sonnambulo, che esce dal letto e vi ritorna senza sapere dove sia stato e cosa abbia fatto. In ogni caso la terza parte del cordone argenteo, costituito da sostanza-mentale morbida ed elastica, serve come legame con i veicoli inferiori. Il grado di coscienza dell’Ego, quando si trova fuori del corpo fisico, dipende dalla formazione del corpo spirituale (fatto di Etere luminoso e di Etere riflettore), che è il veicolo della percezione sensoria e della memoria. Se l’Ego ha sviluppato questo corpo in misura sufficiente, l’iniziazione gli avrà insegnato come prenderlo con sé e conserverà sia la totale coscienza anche fuori del corpo, sia il ricordo preciso delle escursioni al suo ritorno. Senza questo scopo, la coscienza e il ricordo degli spostamenti saranno irregolari o mancheranno di esattezza.

Ora, conoscendo la costruzione e la funzione del cordone argenteo quale legame fra l’Ego e i suoi veicoli, ne studieremo le funzioni in rapporto all’animale e al suo Spirito-gruppo. La "Cosmogonia" insegna che le abitudini, i gusti e le avversioni di una specie animale sono dovuti alla direzione esercitata da uno Spirito-gruppo comune. Tutti gli scoiattoli ammassano una provvista di frutti oleosi per il periodo di ibernazione; tutti i leoni sono attirati dalla carne; tutti i cavalli, senza eccezione, mangiano il fieno: l’alimento ottimo per un uomo, invece, può essere velenoso per un altro.

Conoscere le abitudini di un animale significa conoscere quelle di tutti gli esseri della medesima specie, ma sarebbe inutile cercare negli ascendenti di Edison la sorgente del suo genio. Un trattato sulle abitudini del cavallo si applicherà a tutti i cavalli; la biografia di un uomo invece, differisce completamente da quella di ogni altro essere umano perché ciascuno agisce sotto gli ordini di uno Spirito individuale interno.

Gli animali di un certo gruppo sono diretti da un’intelligenza comune, lo Spirito-gruppo, tramite il cordone argenteo. Ogni animale ha il proprio cordone argenteo, di cui la parte unita al vortice centrale, nel corpo del desiderio situato dentro il fegato, è il cordone argenteo dello Spirito-gruppo. Tramite questo elastico legame egli governa gli animali della sua specie, ovunque si trovino nel mondo e senza difficoltà. Nei mondi invisibili la distanza non esiste e gli animali, non avendo mente propria, obbediscono ciecamente ai suggerimenti dello Spirito-gruppo.

A questo riguardo, i bambini costituiscono un’anomalia, perché in loro non sono sviluppate che due parti del cordone argenteo. Però essi hanno un intelletto, nel quale si forma la terza parte. L’Ego quindi, non ha comunicazione diretta con i suoi veicoli e per questa ragione il piccolo essere umano, pur avendo le massime possibilità, è anche il più debole fra tutte le creature terrestri, in quanto è sottoposto all’autorità dei suoi custodi fisici.

Sebbene l’uomo sia ora individualizzato ed emancipato, grazie all’intervento diretto di quei fili conduttori per cui tramite gli Spiriti-gruppo forzano (nessun’altra parola sarebbe più adatta) gli animali a sottomettersi ai loro ordini, esso non è ugualmente adatto a governarsi da solo. Come il fanciullo, fino ad una certa età è soggetto all’autorità degli adulti, l’uomo non è capace di assumere la responsabilità dei propri affari e gli Spiriti di Razza continuano a dirigere le nazioni.

Ogni nazione, salvo l’America, ha il proprio Spirito di Razza che, sotto forma di nube, ricopre il Paese dove vive il suo popolo, come al tempo del Dio degli Israeliti: in lui, il popolo ha "vita, essenza e movimento". Si tratta di un Dio geloso, il quale possiede un suo particolare popolo. Ogni volta che respira, l’essere umano assorbe questo Spirito e, se si allontana dal suo paese natale, sospira di nostalgia, perché, ovunque si trovi, l’aria essendo diversa, gli apporta la vibrazione di un altro Arcangelo direttore. Via via che il tempo passa e che avanziamo, ci emancipiamo dallo Spirito di Razza che è vissuto nel nostro alito da quando l’Elohim Jehovah ha soffiato "nephesh" – l’aria vitale – nelle nostre narici. Questi Spiriti lavorano sia nel corpo del desiderio, sia nello Spirito umano e suscitano l’egocentrismo e l’egoismo. Quando avremo imparato a costruire il glorioso abito nuziale il "corpo-anima" (tessuto dall’altruismo, dall’abnegazione), quando il matrimonio mistico sarà stato consumato, quando sarà nato il Cristo immacolato interiore, allora, l’Amore Universale ci emanciperà per sempre dalla Legge Universale e saremo perfetti come il nostro Padre Celeste è perfetto.

"D’ogni potere che incatena il mondo si affranca l’uomo con l’autodominio".

 

EFFETTI DELL’ALCOOL E DEL TABACCO

Domanda n. 327 

Perché è male per un candidato fumare e bere alcolici?

Risposta – Questa domanda si applica non solo ai candidati, ma a tutti coloro che si sforzano di vivere la vita in modo superiore. Rispondiamo in questa rubrica affinché gli studiosi sappiano che il nostro consiglio di non bere alcolici e di non prendere droghe che alterino il cervello non si basa su considerazioni sentimentali. Il nostro cervello è un organo di primaria importanza, essenziale agli effetti del lavoro che dobbiamo svolgere nel mondo fisico. Se non è in buone condizioni non possiamo sperare di fare progressi.

L’uso di carne e di alcool predispone l’uomo ad una certa bestialità e distoglie la sua vista spirituale dai mondi superiori, per concentrarla sull’attuale piano materiale. Come dice la Bibbia, all’inizio dell’Età dell’Arcobaleno, in cui noi ora viviamo, in un’atmosfera chiara e pura, differente dalle brume dell’Atlantide di cui parla il secondo capitolo della Genesi. Noè fece fermentare il vino e lo sviluppo materiale avvenne in funzione della concentrazione attuale delle nostre energie sul mondo fisico, grazie al consumo di carne e di vino. Il primo miracolo operato da Cristo consistette nel trasformare l’acqua in vino: avendo ricevuto lo Spirito Universale al Battesimo, Egli aveva bisogno di stimolanti artificiali; se cambiò l’acqua in vino, fu per farne parte a individui meno progrediti. Ma nessun bevitore può ereditare il Regno di Dio. La ragione esoterica è che gli eteri inferiori vibrano con gli atomi-germe del plesso solare e del cuore, conservando in tal modo la vita del corpo fisico, mentre gli eteri superiori vibrano in rapporto con l’ipofisi e la ghiandola pineale. Quando si assimilano gli spiriti adulterati e ribelli, fermentati fuori dal corpo e ben differenti dallo spirito ottenuto mediante la fermentazione dello zucchero all’interno del corpo, questi organi restano temporaneamente alterati, incapaci di vibrare nei mondi superiori. Se l’essere umano assorbe una quantità esagerata di alcool, gli organi predetti vengono eccitati in modo da percepire le regioni inferiori del Mondo del Desiderio e tutto quello che esse possono contenere di cattivo e si può arrivare al delirium tremens. Per riassumere, poiché l’evoluzione dell’anima dipende dall’acquisizione dei due eteri superiori che tessono il meraviglioso "abito nuziale" e che questi eteri sono sincronizzati sulle due ghiandole sopra menzionate, così gli eteri inferiori vibrano all’unisono con gli atomi-germe posti nel cuore e nel plesso solare, È facile capire gli effetti mortali dell’alcool e delle droghe nell’uomo spirituale. Per illustrare il concetto, ecco un esempio:

Esiste un vecchio detto: "Una volta Massone, sempre Massone", per significare che chi sia diventato Massone grazie all’iniziazione nell’Ordine Massonico, si troverà nell’impossibilità di uscirne, non essendo in grado di rinunciare alle conoscenze segrete cui ha avuto accesso. Allo stesso modo, un allievo non può dimenticare gli insegnamenti ricevuti. Per conseguenza e per analogia, chi è stato allievo e Fratello Laico in una Scuola di Misteri, non cesserà mai di esserlo.

Ma, pur restando, vita dopo vita, sempre vincolati allo stesso Ordine presso il quale eravamo affiliati precedentemente, possiamo anche nel corso di un’esistenza dimenticare tale appartenenza con il nostro cervello fisico. A beneficio dei nostri allievi, ecco dunque, un caso esemplificativo dell’influenza dell’alcool.

Quando fui introdotto nel Tempio dell’Ordine Rosacroce, in Germania, fui sorpreso di trovarvi un uomo che avevo già incontrato sulla Costa del Pacifico, vedendolo diverse volte, pur senza mai rivolgergli la parola. Nel mio ambiente d’allora, mi era parso che avesse una posizione superiore alla mia, e fra noi non c’erano mai stati rapporti personali. Tuttavia mi accolse molto gentilmente e mi diede l’impressione d’essere ben informato per quanto concerneva detta Società. Al ritorno negli Stati Uniti, ritenni di poter ricevere da questo fratello molte preziose informazioni e, infatti, quando arrivai nella città ove abitava, alcuni comuni amici mi dissero che mi attendeva, desideroso di incontrarmi. Appena lo vidi mi diressi subito verso di lui per stringergli la mano; anch’egli parve riconoscermi, tanto che mi chiamò per nome. Si sarebbe detto che sapesse quanto era avvenuto mentre eravamo fuori dal corpo fisico, inoltre, al Tempio, aveva affermato di ricordare tutto quello che avveniva quando non era nel corpo e gli avevo creduto sulla parola, perché apparteneva ad un grado superiore al primo grado cui io ero stato ammesso.

Il giorno del nostro incontro fisico, dopo qualche istante di conversazione, dissi qualcosa che lo indusse a fissarmi, palesemente perplesso. Avevo citato un particolare del nostro incontro nel Tempio, ma era evidente che al riguardo non sapeva nulla. Tuttavia avevo già parlato troppo, per non essere costretto a parlare di più e precisai dunque che mi aveva assicurato di ricordare tutto. Egli lo smentì, ma alla fine della conversazione mi pregò insistentemente di cercare di scoprire perché, pur essendo Fratello Laico dell’Ordine Rosacroce, dimenticava quanto gli era avvenuto fuori del corpo fisico. Sapevo che assisteva a diversi servizi nel Tempio, tuttavia il suo cervello fisico ne era del tutto ignaro. Il problema fu risolto un poco più tardi quando, fuori del corpo, mi confessò che si drogava e che fumava sigarette. Ciò gli ottenebrava il cervello al punto da cancellare la memoria delle sue esperienze psichiche. Quando glielo spiegai in condizioni normali, cominciò a sforzarsi di abbandonare la cattiva abitudine della quale adesso era cosciente. Dopo qualche tempo di astinenza, però, capì di non poter abbandonare sigarette e droghe. Ecco la ragione per la quale fino ad oggi non ha ottenuto la consapevolezza della vita superiore. È un caso veramente pietoso, ma ve ne sono senza dubbio molti. Essi provano che dobbiamo essere prudenti e conservare abitudini di purezza per tutelare questo Tempio di Dio che è il nostro corpo.

Dobbiamo astenerci dal profanarlo come se fosse un Tempio di Dio eretto con pietre e calce, ma mille volte meno santo del corpo che ci è stato affidato.

COS’È L’IDOLATRIA?

Domanda n. 328 

È stato detto che la definizione "figlio dell’uomo" nel Nuovo Testamento si riferisce allo Spirito Solare. Ma gli adoratori del Sole sono considerati idolatri. Anche noi, appartenenti alla razza bianca, saremo considerati tali?

Risposta – Ogni uomo che non abbia potuto elevarsi rimane un idolatra. Quando, per precessione , il Sole abbandonò la costellazione del Toro ed entrò in quella dell’Ariete, fu pronunciato il comandamento: "Non si adori il Vitello d’Oro per non cadere nell’idolatria". Più tardi, all’inizio dell’Era Cristiana, vi fu una nuova alleanza; gli olocausti furono banditi, insieme con il Giudaismo, essendosi il Cristo sacrificato una volta per tutte. Allora, era idolatria sacrificare secondo gli antichi riti. Oggi, sotto il cielo, non vi è nome che possa recarci la salvezza, eccetto quello di Gesù Cristo.

Più tardi, quando egli avrà riconsegnato tutto nelle mani del Padre, comincerà una nuova era e sarà idolatria ritornare agli ideali attuali.

Continua

 

 

 

 

 

 


 

 

A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma - 
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
Centro promotore della Comunità Rosa+Croce Internazionale
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