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LA VITA TERRESTRE (1/2) 

 

Domanda n. 1   

Se siamo degli spiriti puri, particelle di un Dio Onnisciente, perché siamo obbligati a questo lungo pellegrinaggio di peccati e di sofferenze attraverso la materia ?

Risposta - All'inizio di questo "Giorno di Manifestazione, Dio differenziò in Se-stesso un grande numero di intelligenze spirituali in potenza, come le scintille emesse dal fuoco. Queste intelligenze spirituali erano dunque delle fiamme potenziali, senza essere dei veri fuochi. Anche se dotate dell’onniscienza divina non avevano ancora preso coscienza di se stesse e, sebbene partecipassero in potenza dell'onniscienza di Dio, mancavano di un potere dinamico utilizzabile a volontà. Ora, per acquisire e sviluppare queste facoltà, era loro necessario passare attraverso il crogiolo della materia. Durante l’involuzione ogni scintilla divina è stata racchiusa in un certo numero di veicoli sufficientemente densi per sbarrare alla sua coscienza l'accesso ai mondi superiori. Avendo quindi perso la capacità di mettersi in contatto con l'esterno, lo spirito si rivolse verso l'interno scoprendo se stesso. Via via che l'auto-coscienza si risveglia, lo spirito lotta per liberarsi dalla prigione. Durante il processo dell'evoluzione, i diversi veicoli dello spirito si spiritualizzarono in anima, in modo che alla fine di questo "Giorno di Manifestazione" lo spirito acquisisca, non solo l'auto-coscienza, ma anche certi poteri spirituali.

La maggior parte delle persone sono indotte a credere che tutto ciò che esiste abbia avuto necessariamente una causa che l'ha generato. Non lasciano posto a creazioni spontanee. Chi studia la vita parla generalmente di involuzione ed evoluzione. Coloro, invece, che studiano le forme, cioè i sapienti moderni, non si interessano che dell’evoluzione sebbene i più avanzati fra loro comincino a scoprire un altro fattore, al quale hanno dato il nome di epigenesi.

Sin dal 1757 Gaspare Federico Wolff, nella sua celebre tesi intitolata "Theoria Generationìs" dimostrava che lo sviluppo dell’ovulo comporta una serie di operazioni che nulla, nella sua evoluzione precedente, poteva far prevedere. Haeckel, citando quest'opera, dice che oggi non possiamo più dichiarare che l’epigenesi sia una teoria perché è un fatto reale, suscettibile di essere controllato al microscopio, specie nel caso di forme inferiori ove i mutamenti avvengono rapidamente. Dopo che l'uomo è stato dotato dell'intelletto, è l'epigenesi, impulso creatore iniziale, che è stata alla base di ogni nostro sviluppo. Certamente noi costruiamo su ciò che è già stato creato, ma bisogna tenere conto di un nuovo elemento, dovuto all'attività dello spirito. È in tal modo che diventiamo creatori perché se ci limitassimo, infatti, a imitare ciò che è stato tracciato da Dio e dai suoi Angeli, ci sarebbe impossibile diventare delle intelligenze creatrici : non saremmo che dei semplici imitatori. Possiamo commettere degli errori, è vero, ma non impariamo forse più sovente con i nostri errori che con i nostri successi? Ora, il peccato e la sofferenza di cui si parla, sono precisamente il risultato dei nostri errori e l'impressione che ne riceve la nostra coscienza ci incita a esercitare la nostra attività in altre direzioni, che siano buone, in altre parole, in armonia con la natura. Questo mondo è dunque una scuola in cui siamo formati dall'esperienza e non una valle di lacrime dove ci avrebbe situato un Dio capriccioso. (vedi domanda n° 9).

Domanda n° 2 

Se "Dio ha fatto l'uomo un po’ al di sotto degli Angeli", come è possibile che l'uomo debba alla fine esser loro superiore nel mondo spirituale ?

Risposta - L'autore della domanda si sbaglia. Mai nulla di simile è stato esposto negli insegnamenti Rosacroce; abbiamo solo detto, a tale riguardo, una cosa che forse è stata falsamente interpretata. Occorre notare che l’evoluzione avviene a spirale, sebbene non vi si trovino mai delle condizioni identiche. Gli Angeli appartengono a un'onda di vita precedente alla nostra. Sono passati dallo stato umano nel corso dì una incarnazione precedente della Terra, incarnazione che la filosofia Rosacroce nomina "Periodo della Luna". Gli Arcangeli sono stati l'umanità del Periodo Solare. I Signori dell’Intelletto, che S. Paolo chiama "Potenza delle Tenebre", hanno formato l’umanità dell'oscuro Periodo di Saturno. Quanto a noi, siamo l'umanità del quarto periodo dell'attuale Piano di Manifestazione o Periodo della Terra. Poiché nell'Universo ogni essere è in via di progresso, l'umanità dei periodi precedenti si è pure evoluta, cosicché si trova ora a uno stadio più avanzato del momento in cui è passata dall'esperienza umana. Queste onde di vita hanno oggi raggiunto lo stadio sovrumano.

Dovrebbe essere esatto considerare che se Dio ha creato l'uomo di poco inferiore agli Angeli, progredendo tutti gli esseri a spirale, la nostra onda di vita costituisce un’umanità più alta ed evoluta di quella attraverso la quale sono passati gli Angeli. E se questi hanno costituito un’umanità più elevata di quella degli Arcangeli nel momento in cui questi ultimi erano allo stadio umano, noi nel nostro futuro stadio di sviluppo raggiungeremo un'evoluzione analoga a quella degli Angeli attuali, divenendo in seguito ad essi superiori.

Domanda n° 3 

Perché siamo stati costretti a vivere quest’esistenza fisica ? Non saremmo stati capaci di imparare le stesse lezioni senza essere imprigionati e limitati dalle condizioni dense del mondo materiale ?

Risposta - In origine, il Nuovo Testamento è stato redatto in greco. La parola greca "Logos" significa sia il Verbo, sia il Pensiero che precede il Verbo, cosicché, quando leggiamo in principio del Vangelo di S.Giovanni : "All'inizio era il Verbo, e il Verbo era con Dio, e il Verbo era Dio", possiamo interpretare questo versetto come segue : "All'inizio era il Pensiero, e il Verbo era con Dio e Dio era il Verbo". Tutto esiste in virtù di questo fatto : il Verbo, è la Vita.

Tutto ciò che esiste nell'universo è stato inizialmente un pensiero. Questo pensiero sì è manifestato tramite parole e suoni, i quali hanno costruito tutte le forme cui hanno comunicato la vita. In ciò sta l'intero processo della Creazione. L'uomo, fatto a immagine di Dio, crea, in una certa misura, nel medesimo modo. Infatti, ha facoltà di pensare e di esprimere i suoi pensieri ad alta voce, ciò che gli permette, quando non può attuare da solo i suoi progetti, di assicurarsi il concorso di altri per realizzarli. Ma verrà giorno in cui sarà capace di creare puramente con le parole della sua bocca. Se ora deve creare con altri mezzi, è solo perché impari a fare attualmente uso del suo Verbo per creare poi direttamente. Il tirocinio attraverso il quale sta passando è di assoluta necessità. Altrimenti commetterebbe molti errori, in quanto, non essendo sufficientemente esperto, darebbe vita a creazioni demoniache.

All'alba della sua creazione, nel corso dei primi tentativi, l'uomo ha utilizzato delle sostanze solide. Avendo come sola energia motrice a sua disposizione la sua forza muscolare, ha abbozzato, in pietre e ossami, i primi utensili ch’egli maneggiava con la forza del pugno e delle braccia. Più tardi, sì è affidato all'elemento liquido, e la ruota idraulica è stata la sua prima macchina. Il liquido è dotato di una forza molto maggiore di quella dei solidi. Un'ondata può radere a terra i ponti di una nave, sradicare gli alberi, piegare la più robusta barra di metallo come un filo di ferro sottile. Per contro, la potenza motrice dell'acqua è stazionaria, cosicché essa non può essere utilizzata che nella sua vicinanza immediata. L’uomo dopo aver appreso a servirsi di una forza ancora più sottile - quella dell'aria - ha potuto costruire i mulini a vento ovunque si siano resi necessari e i battelli a vela per avvicinare fra loro parti del mondo in precedenza reciprocamente sconosciute. Ma il vento è una cosa capricciosa della quale non ci si può fidare; i progressi ottenuti grazie a questa forza, poi, non sono nulla a paragone di quelli derivati dalla scoperta del vapore, forza ancora più tenue dell'aria e che ha su di essa la superiorità di poter essere prodotta ovunque e in ogni momento. Dopo questa scoperta, i progressi della civilizzazione materiale sono stati enormi. Tuttavia, il vapore ha l'inconveniente di richiedere un complicato apparecchio di trasmissione: questo è stato praticamente eliminato dall'impiego di una forza facilmente trasmissibile, che è contemporaneamente invisibile e intangibile: l'elettricità.

Possiamo quindi constatare che il progresso umano è sempre andato di pari passo con l'uso di forze sempre più sottili e di trasporti sempre più agevoli; i futuri progressi dell'uomo si faranno ancora per questa stessa via. Sappiamo che le onde della telegrafia senza fili si trasmettono senza conduttore, ma questo sistema non è l'ideale, perché richiede la costruzione di una centrale di energia munita di un impianto fisso e troppo costoso per essere alla portata della massa. La forza ideale sarebbe un’energia che l'uomo fosse in grado di produrre da se stesso, in qualsiasi momento, e senza l'ausilio di apparecchi.

Alcune decine di anni fa, Giulio Verne entusiasmava la gioventù; ma oggi "Ventimila leghe sotto i mari" e "Il giro del mondo in ottanta giorni" sono stati superati dalle realizzazioni che hanno fatto seguito. Verrà giorno in cui disporremo della forza motrice ideale alla quale abbiamo fatto allusione. Nel suo libro intitolato "La razza futura", Bulwer Lytton descrive una forza chiamata "Vril" che sarebbe in possesso di esseri immaginari, abitanti di un mondo sotterraneo e servirebbe loro quale mezzo propulsore sulla terra, nell'aria e altrove. Ora, questa forza è latente in ciascuno di noi. Le diamo generalmente il nome di emozione. Quando essa si libera, ne risentiamo i potenti effetti : allora si usa dire che qualcuno è scattato in un eccesso di collera perdendo il controllo di sé. Nessuna mole di lavoro può stancare e rovinare il corpo fisico come un eccesso di collera, durante il quale si consuma una considerevole massa di energia del corpo del desiderio. Questa forza potente è spesso assopita in noi, ed è bene che sia così fino a quando non avremo imparato a servircene per mezzo del pensiero. Il mondo è una scuola dove impariamo a pensare e agire correttamente fino a che non si sia in grado di utilizzare queste due forze considerevoli : il potere del pensiero e il potere dell'emozione.

Il seguente esempio farà capire come il nostro mondo terrestre ci permetta di raggiungere questo scopo. Un inventore ha un'idea, dapprima molto vaga. Anzi, non si tratta propriamente di un’idea, ma di un barlume che non ha ancora preso forma. A poco a poco, questo barlume si concretizza in sostanza mentale e diventa, nello Spirito del suo autore, l'immagine di una macchina che gli appare con i suoi ingranaggi i quali girano in questo o quel modo, compiendo il lavoro voluto. In seguito l'inventore si applicherà a tracciare uno schizzo di tale macchina e già in questo stadio di concretizzazione gli si presenteranno delle modifiche.

Vediamo sin d'ora come le condizioni fisiche facciano capire che qualche particolare era sbagliato. Quando, con gli appropriati materiali, la macchina sarà in costruzione, si potrà accertare quali successive modifiche si renderanno necessarie. Forse la primitiva idea verrà abbandonata, i concetti primitivi completamente modificati e, come risultato, si avrà una macchina del tutto nuova. Ma proprio le condizioni fisiche avranno permesso all’inventore di scoprire l'inesattezza dei suoi primi concetti e lo costringeranno a modificarli per arrivare a costruire una macchina che funzioni. Se il mondo del pensiero fosse l'unico esistente, l'inventore della macchina non si sarebbe reso conto di alcuni errori che solo le condizioni concrete del mondo fisico gli hanno poi consentito di rettificare.

Per concludere, il mondo fisico ci insegna a pensare in modo corretto. Le invenzioni umane, sempre più perfezionate, sono l'espressione concreta di un pensiero sempre più giusto. Il medesimo principio si applica a ogni impresa, sia essa commerciale, sociale o filantropica. Le nostre idee riguardanti i diversi regni di vita, quando sono sbagliate, vengono corrette dalla pratica : ecco per qual motivo il nostro mondo materiale è necessario per imparare a esercitare sia il potere del pensiero, sia il potere del mondo delle emozioni e ad orientare queste forze nella direzione giusta. Col tempo impareremo quindi a pensare con sempre maggiore vigore e giustizia. Arriveremo a una potenza di pensiero tale per cui diverremo capaci, in ogni occasione e senza che sia necessario sperimentarli, di avere concetti esatti. Avremo allora acquisito la facoltà di esprimere il nostro pensiero tramite il Verbo, creatore di oggetti tangibili.

In un passato assai remoto, quando l'uomo era ancora un essere spirituale e lo stato della Terra era assai più plastico di quello che è oggi, gli dei insegnavano direttamente agli umani il modo di utilizzare il Verbo per creare. A quel tempo l'uomo lavorava per la formazione degli animali e delle piante. La Bibbia ci insegna che Dio portò degli animali davanti agli uomini e li chiamò col loro nome. Questo non consisteva semplicemente nel chiamare "leone" il leone, era un processo creativo, che dava all’uomo un potere sulla cosa da lui nominata. Solo dopo che l’egoismo, la crudeltà e la collera ebbero reso l'uomo non idoneo a questa funzione, essa gli fu tolta e il potere del Verbo di cui parlano i Massoni andò perduto. Quando in un lontano futuro la santità avrà di nuovo sostituito l’empietà, il Verbo sarà ritrovato e ridato all'uomo, divenuto divino.

Domanda n° 4 

Se questa vita sulla Terra è cosi importante e se costituisce veramente la base di ogni sviluppo dell'anima, sviluppo che risulta dalle nostre esperienze quaggiù, perché è tanto breve in confronto all'esistenza nei mondi superiori, la quale dura approssimativamente un migliaio di anni ?

Risposta. - Tutto quello che è stato fatto in questo mondo da mano d'uomo è la cristallizzazione del suo pensiero. Le sedie sulle quali siamo seduti, le case in cui abitiamo, le diverse comodità della vita ( telefono, navi, auto, ecc. ), tutto ciò è stato dapprima un pensiero concepito dall’uomo. Senza questo pensiero, gli oggetti non sarebbero apparsi. Altrettanto vale per gli alberi, i fiori, le montagne, i mari, che sono le forme-pensiero cristallizzate dalle forze della natura. Quando, nel corso della sua esistenza postuma, l'uomo arriva nel Secondo Cielo, si unifica con le forze della natura e lavora sotto la direzione delle gerarchie creatrici per formare l'ambiente che gli sarà necessario nella successiva tappa del suo sviluppo. Su questo piano egli costruisce in sostanza-pensiero gli archetipi della terra e dei mari; ne modifica la flora e la fauna; crea in anticipo, con l'elaborazione di forme-pensiero che si materializzeranno al momento della sua reincarnazione, tutto ciò che lo circonderà al momento in cui tornerà sulla Terra.

Vi è una grandissima differenza fra il lavoro compiuto sul piano celeste, con la sostanza mentale, e il lavoro svolto sulla Terra in modo concreto. Attualmente noi non abbiano che una debolissima forza di pensiero e ci occorre un considerevole tempo per modellare le forme-pensiero nel Secondo Cielo. Dovremo attendere a lungo prima di vedere queste forme-pensiero cristallizzarsi per formare l'ambiente dove si svolgerà la nostra prossima vita. E' dunque indispensabile che restiamo nei mondi celesti assai più a lungo che sulla Terra. Quando avremo imparato a pensare in modo corretto, potremo creare assai rapidamente in questo mondo fisico le cose che fabbrichiamo adesso con lentezza e difficoltà. Non sarà allora più necessario passare tanto tempo nei mondi celesti fra le nostre reincarnazioni.

Domanda n° 5 

In quanto tempo potremo liberarci di questo corpo fisico e vivere di nuovo soltanto sui piani spirituali ?

Risposta. - La condizione spirituale rivelata da questa domanda è disgraziatamente assai diffusa fra coloro cui è noto che l'uomo possiede dei corpi spirituali, i quali gli consentono di evolversi nello spazio con la rapidità del lampo, possono fare a meno di abiti e non hanno bisogno di alcun nutrimento. Queste persone sospirano il giorno in cui si vedranno spuntare in qualche modo le ali e saranno liberati da "questa spoglia mortale".

Tale stato d'animo è estremamente deplorevole. Dovremmo compiacerci di possedere un così buon veicolo fisico, inferiore sì, ma tuttavia press’a poco perfetto. Senza di esso, al nostro attuale stato evolutivo, gli altri non ci servirebbero che relativamente. Grazie alla sua meravigliosa costituzione, il nostro corpo fisico ci permette di affrontare le diverse condizioni che affrontiamo quaggiù, mentre gli altri nostri corpi non sono praticamente organizzati. Il corpo vitale è formato punto per punto, sul modello del nostro corpo fisico, ma fino a quando non sarà perfezionato tramite esercizi esoterici, non costituirà uno strumento capace di funzionare da solo. Il corpo del desiderio non possiede che un certo numero di centri di perfezione che, nella maggior parte degli umani, non sono attivi, mentre la loro mente non è che una nube informe. Dobbiamo dunque cercare di perfezionare il nostro strumento fisico spiritualizzandolo ed esercitare i nostri veicoli superiori per aumentarne l'effìcacia. Per la grande massa dell’umanità sarà un compito lungo da raggiungere. Bisogna quindi, cercare di compiere i doveri più urgenti che ci incombono nella nostra vita quotidiana. Affretteremo così il momento in cui potremo servirci dei nostri veicoli superiori. Ciò dipende solo da noi.

Domanda n° 6 

Lo Spirito entra nel seno della madre nel momento del concepimento o in quello della nascita ?

Risposta. - Alcuni chiaroveggenti hanno osservato che, al momento della morte, lo spirito porta con sé le forze di un piccolo atomo situato nel ventricolo sinistro del cuore; è l'atomo-germe, così nominato perché forma il nucleo, o germe, attorno al quale si adunano tutti i materiali di cui è composto il corpo. Tali materiali devono vibrare all'unisono con il germe che, depositato nel liquido seminale del padre poco prima del concepimento, viene trasferito in seguito, nel corpo della madre. Conviene tuttavia precisare che il concepimento non coincide con l'istante della unione dei genitori, in quanto lo spermatozoo penetra talvolta nell’ovulo anche una quindicina di giorni dopo questa unione. Questa fecondazione dell’ovulo è propriamente detta il concepimento, in quanto, nell'istante in cui l'ovulo fecondato lascia la tromba dì Falloppio, ha inizio il periodo di gestazione. Durante i primi diciotto/venti giorni, tutto il lavoro viene svolto dalla madre. E’ dopo questo tempo che l'Ego, rivestito di una nube di sostanza-desiderio e di sostanza-intelletto, penetra nel seno materno per reincarnarsi. La nube, che assume forma di campana, si chiude in basso, prendendo una forma ovoidale. D'ora in poi, lo Spirito si trova chiuso nella carne e non può più liberarsi: esso resterà con la madre, fino a che non verrà liberato alla nascita.

Allo stadio attuale dell'evoluzione, lo Spirito non esercita sul suo veicolo in formazione che uno sforzo assai poco cosciente. Tuttavia, è sempre presente a questo lavoro al quale collabora in modo inconscio. Questo fenomeno non è più straordinario di quello che consiste nel compiere, inconsciamente, le funzioni digestive e respiratorie.

Domanda n° 7 

Qual è lo scopo della separazione dei sessi ?

Risposta. - I sessi vennero separati all'inizio della formazione quando l'uomo non aveva ancora né cervello né laringe. Metà della sua forza creatrice fu diretta verso l’alto, per costruire due organi : da una parte, il cervello, che doveva servire all'evoluzione del pensiero tramite il quale l'uomo crea nel mondo fisico (perché tutto ciò che è fatto dalle mani d'uomo è pensiero umano cristallizzato); dall'altra parte, la laringe, che serve all'espressione del pensiero. Che esista un rapporto assai stretto fra questi due organi e quelli della procreazione è un fatto certo, confermato da diversi fenomeni : la voce dei ragazzi, i quali possiedono la forza creatrice positiva, muta al momento della pubertà, quando diventano idonei a procreare. Colui che abusa della sua forza sessuale cade nell'idiozia, mentre il pensatore profondo, utilizzando la quasi totalità della sua forza creatrice per riflettere e meditare, non prova che scarsa inclinazione per le relazioni sessuali.

Prima che si compisse questa separazione, l'uomo era come le piante monoiche: un’entità creatrice completa, capace di perpetuare la specie da sé. Fu a spese di questa forza creatrice che vennero acquisite le facoltà del pensiero e della parola. La parte di questa forza che si esprime così dal cervello e dalla laringe, dà origine, nel nostro mondo fisico, a invenzioni molteplici.

Domanda n° 8 

L'anima della donna è maschile e quella dell'uomo femminile ?

Risposta. - Risponderemo a questa domanda affermativamente in quanto il corpo vitale che, alla fine, si trasforma in anima, è di sesso opposto al corpo fisico. Ciò spiega molte cose diversamente incomprensibili.

Le facoltà relative al corpo vitale sono : la crescita, la generazione, l’assimilazione e la memoria. Possedendo un corpo vitale positivo, la donna arriva alla maturità più rapidamente dell'uomo. Certe parti del suo corpo il cui sviluppo non si ferma (i capelli, per esempio), crescono più lunghi e più abbondanti. Il corpo vitale positivo della donna produce più sangue del corpo vitale negativo dell'uomo Per questa ragione la pressione sanguigna, più forte presso la donna, subisce una diminuzione, grazie ai flussi periodici la cui cessazione, durante la menopausa, crea in essa una seconda crescita, altrimenti detta "crescita senile".

Gli impulsi del corpo del desiderio fanno circolare il sangue attraverso l'organismo a un'andatura più o meno rapida, secondo l'intensità delle emozioni. La donna, malgrado le mestruazioni che abbassano la pressione sanguigna ha bisogno, in certi momenti, di un altro sfogo capace di sollevarla. E' allora che le lacrime - sangue bianco - servono da valvola di sicurezza. Sebbene siano capaci come le donne di provare forti emozioni, gli uomini non sono portati alle lacrime perché non hanno più sangue del necessario.

È nel ceppo familiare e in Chiesa, ove essa è attorniata d'amore e di pace, che la donna positivamente polarizzata nella regione eterica del mondo fisico, trova in genere la sua sfera d'attività. D'altra parte data la sua polarità, l'uomo si rivolge al mondo fisico denso, impegnandosi in una lotta senza mercé per il predominio del più forte e la sopravvivenza del più adatto.

Domanda n° 9 

Conserviamo il medesimo temperamento in tutte le nostre vite ?

Risposta. - L’Ego può essere paragonato a una pietra preziosa racchiusa nel suo alveo, a un diamante grezzo. Questo diamante, estratto dalla terra, non ha alcuna bellezza. Lo strato greggio che lo circonda ne maschera lo splendore interno. Per divenire gioiello, deve essere pulito alla mola. Ogni sfregamento gli toglie una parte della sua corteccia; poi il tagliatore lo sfaccetta e la luce lo può attraversare per rifrangersi sotto un nuovo angolo.

Altrettanto è dell'Ego : diamante grezzo nel momento in cui entra alla scuola della vita per compiervi il suo pellegrinaggio attraverso la materia, egli subisce, in ogni passaggio sulla Terra, una pulitura alla mola . Questa operazione gli toglie ogni volta un poco della sua rudezza iniziale e permette alla luce dell’intelligenza di riflettersi sotto un angolo sempre nuovo, arricchendolo di nuova esperienza. Come gli angoli di rifrazione differiscono da una faccetta all'altra del diamante, così il temperamento dell'Ego si modifica da una vita all'altra. In ciascuna nostra vita noi non possiamo esprimere che una piccola parte della nostra natura spirituale, non possiamo realizzare che una minima porzione delle nostre magnifiche possibilità divine, ma ogni incarnazione tende a smussare gli angoli, ad addolcire il nostro carattere. Infatti, quest'azione modificatrice costituisce l'essenziale della lezione che dobbiamo imparare sulla Terra, ove lo scopo precipuo è di arrivare alla padronanza di noi stessi.

Come disse Goethe : "Da ogni potere che incatena il mondo, l'uomo si libera quando ha raggiunto il controllo di se stesso".

Domanda n° 10 

Il corpo del desiderio è soggetto a malattia ? Ha bisogno di nutrimento e di cure ?

Risposta. - In una certa misura, sì, ma solo durante la vita terrestre. Ogni malattia si fa sentire prima nel corpo del desiderio e nel corpo vitale la cui consistenza si assottiglia in modo tale da non permettere loro di assimilare il fluido vitale, come d’abitudine. È allora che il corpo fisico si ammala. Quando avviene la guarigione, lo stato dei veicoli superiori migliora prima che la convalescenza si manifesti sul piano fisico.

Tuttavia, se il nostro interlocutore si riferisce alle condizioni dopo la morte, la cosa è completamente diversa. Anche una persona che sia rimasta per lungo tempo ammalata e costretta a letto, o magari immobilizzata per anni, quando avrà superato la morte si sentirà alleggerita del suo corpo fisico dolorante, proverà un'impressione di sollievo, una sensazione insolita di gioia e liberazione. Essa capirà che ogni sofferenza è scomparsa e che può spostarsi a suo agio; si renderà conto, anche, che nelle nuove condizioni in cui si trova non le è più necessario assorbire cibo in quanto il corpo del desiderio non ha bisogno di nutrimento. Molte persone ignorano tali fatti e, pertanto, mettono molto tempo ad accorgersi di essere passate all’al di là. Ciò spiega perché il chiaroveggente può seguire, nel Mondo del Desiderio, persone che si occupano ancora della casa, persino della cucina. L'ignoranza nella quale molte persone rimangono circa le nuove condizioni che le attendono dopo la morte spiega la maggior parte dei racconti di George Du Maurier, riguardanti la vita di Peter Ibbetson e della contessa di Towers, personaggi principali del suo romanzo del quale raccomandiamo la lettura, in quanto tale opera espone con chiarezza il modo in cui agisce la coscienza subconscia. L'eroe racconta dei fatti della sua infanzia e le circostanze della sua esistenza vicino alla contessa, nelle regioni inferiori del Mondo del Desiderio, raffigurate con molta esattezza.

Continua 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma - 
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
Centro promotore della Comunità Rosa+Croce Internazionale
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