- All'inizio di questo "Giorno di
Manifestazione, Dio differenziò in Se-stesso un grande numero di intelligenze
spirituali in potenza, come le scintille emesse dal fuoco. Queste
intelligenze spirituali erano dunque delle fiamme potenziali, senza essere dei
veri fuochi. Anche se dotate dell’onniscienza divina non avevano ancora preso
coscienza di se stesse e, sebbene partecipassero in potenza dell'onniscienza di
Dio, mancavano di un potere dinamico utilizzabile a volontà. Ora, per acquisire
e sviluppare queste facoltà, era loro necessario passare attraverso il crogiolo
della materia. Durante l’involuzione ogni scintilla divina è stata
racchiusa in un certo numero di veicoli sufficientemente densi per sbarrare alla
sua coscienza l'accesso ai mondi superiori. Avendo quindi perso la capacità di
mettersi in contatto con l'esterno, lo spirito si rivolse verso l'interno
scoprendo se stesso. Via via che l'auto-coscienza si risveglia, lo spirito lotta
per liberarsi dalla prigione. Durante il processo dell'evoluzione, i
diversi veicoli dello spirito si spiritualizzarono in anima, in modo che alla
fine di questo "Giorno di Manifestazione" lo spirito acquisisca, non
solo l'auto-coscienza, ma anche certi poteri spirituali.
La maggior parte delle persone sono indotte a credere che
tutto ciò che esiste abbia avuto necessariamente una causa che l'ha generato.
Non lasciano posto a creazioni spontanee. Chi studia la vita parla generalmente
di involuzione ed evoluzione. Coloro, invece, che studiano le forme,
cioè i sapienti moderni, non si interessano che dell’evoluzione sebbene i
più avanzati fra loro comincino a scoprire un altro fattore, al quale hanno
dato il nome di epigenesi.
Sin dal 1757 Gaspare Federico Wolff, nella sua celebre tesi
intitolata "Theoria Generationìs" dimostrava che lo sviluppo dell’ovulo
comporta una serie di operazioni che nulla, nella sua evoluzione precedente,
poteva far prevedere. Haeckel, citando quest'opera, dice che oggi non possiamo
più dichiarare che l’epigenesi sia una teoria perché è un fatto reale,
suscettibile di essere controllato al microscopio, specie nel caso di forme
inferiori ove i mutamenti avvengono rapidamente. Dopo che l'uomo è stato dotato
dell'intelletto, è l'epigenesi, impulso creatore iniziale, che è stata alla
base di ogni nostro sviluppo. Certamente noi costruiamo su ciò che è già
stato creato, ma bisogna tenere conto di un nuovo elemento, dovuto all'attività
dello spirito. È in tal modo che diventiamo creatori perché se ci
limitassimo, infatti, a imitare ciò che è stato tracciato da Dio e dai suoi
Angeli, ci sarebbe impossibile diventare delle intelligenze creatrici : non
saremmo che dei semplici imitatori. Possiamo commettere degli errori, è
vero, ma non impariamo forse più sovente con i nostri errori che con i nostri
successi? Ora, il peccato e la sofferenza di cui si parla, sono precisamente il
risultato dei nostri errori e l'impressione che ne riceve la nostra coscienza ci
incita a esercitare la nostra attività in altre direzioni, che siano buone,
in altre parole, in armonia con la natura. Questo mondo è dunque una scuola in
cui siamo formati dall'esperienza e non una valle di lacrime dove ci avrebbe
situato un Dio capriccioso. (vedi domanda n° 9).
Domanda n° 2 
Se "Dio ha fatto l'uomo un po’ al di sotto degli Angeli", come è
possibile che l'uomo debba alla fine esser loro superiore nel mondo spirituale ?
Risposta - L'autore della domanda si sbaglia. Mai
nulla di simile è stato esposto negli insegnamenti Rosacroce; abbiamo solo
detto, a tale riguardo, una cosa che forse è stata falsamente interpretata.
Occorre notare che l’evoluzione avviene a spirale, sebbene non vi si trovino
mai delle condizioni identiche. Gli Angeli appartengono a un'onda di vita
precedente alla nostra. Sono passati dallo stato umano nel corso dì una
incarnazione precedente della Terra, incarnazione che la filosofia Rosacroce
nomina "Periodo della Luna". Gli Arcangeli sono stati l'umanità del
Periodo Solare. I Signori dell’Intelletto, che S. Paolo chiama "Potenza
delle Tenebre", hanno formato l’umanità dell'oscuro Periodo di Saturno.
Quanto a noi, siamo l'umanità del quarto periodo dell'attuale Piano di
Manifestazione o Periodo della Terra. Poiché nell'Universo ogni essere è in
via di progresso, l'umanità dei periodi precedenti si è pure evoluta,
cosicché si trova ora a uno stadio più avanzato del momento in cui è passata
dall'esperienza umana. Queste onde di vita hanno oggi raggiunto lo stadio
sovrumano.
Dovrebbe essere esatto considerare che se Dio ha creato
l'uomo di poco inferiore agli Angeli, progredendo tutti gli esseri a spirale, la
nostra onda di vita costituisce un’umanità più alta ed evoluta di quella
attraverso la quale sono passati gli Angeli. E se questi hanno costituito un’umanità
più elevata di quella degli Arcangeli nel momento in cui questi ultimi erano
allo stadio umano, noi nel nostro futuro stadio di sviluppo raggiungeremo
un'evoluzione analoga a quella degli Angeli attuali, divenendo in seguito ad
essi superiori.
Domanda n° 3 
Perché siamo stati costretti a vivere quest’esistenza fisica ? Non saremmo
stati capaci di imparare le stesse lezioni senza essere imprigionati e limitati
dalle condizioni dense del mondo materiale ?
Risposta - In origine, il Nuovo Testamento è stato
redatto in greco. La parola greca "Logos" significa sia il Verbo,
sia il Pensiero che precede il Verbo, cosicché, quando leggiamo in
principio del Vangelo di S.Giovanni : "All'inizio era il Verbo, e il Verbo
era con Dio, e il Verbo era Dio", possiamo interpretare questo versetto
come segue : "All'inizio era il Pensiero, e il Verbo era con Dio e Dio era
il Verbo". Tutto esiste in virtù di questo fatto : il Verbo, è la
Vita.
Tutto ciò che esiste nell'universo è stato inizialmente un
pensiero. Questo pensiero sì è manifestato tramite parole e suoni, i
quali hanno costruito tutte le forme cui hanno comunicato la vita. In
ciò sta l'intero processo della Creazione. L'uomo, fatto a immagine di Dio,
crea, in una certa misura, nel medesimo modo. Infatti, ha facoltà di pensare e
di esprimere i suoi pensieri ad alta voce, ciò che gli permette, quando non
può attuare da solo i suoi progetti, di assicurarsi il concorso di altri per
realizzarli. Ma verrà giorno in cui sarà capace di creare puramente con le
parole della sua bocca. Se ora deve creare con altri mezzi, è solo perché
impari a fare attualmente uso del suo Verbo per creare poi direttamente. Il
tirocinio attraverso il quale sta passando è di assoluta necessità. Altrimenti
commetterebbe molti errori, in quanto, non essendo sufficientemente esperto,
darebbe vita a creazioni demoniache.
All'alba della sua creazione, nel corso dei primi tentativi,
l'uomo ha utilizzato delle sostanze solide. Avendo come sola energia motrice a
sua disposizione la sua forza muscolare, ha abbozzato, in pietre e ossami, i
primi utensili ch’egli maneggiava con la forza del pugno e delle braccia. Più
tardi, sì è affidato all'elemento liquido, e la ruota idraulica è stata la
sua prima macchina. Il liquido è dotato di una forza molto maggiore di quella
dei solidi. Un'ondata può radere a terra i ponti di una nave, sradicare gli
alberi, piegare la più robusta barra di metallo come un filo di ferro sottile.
Per contro, la potenza motrice dell'acqua è stazionaria, cosicché essa non
può essere utilizzata che nella sua vicinanza immediata. L’uomo dopo aver
appreso a servirsi di una forza ancora più sottile - quella dell'aria - ha
potuto costruire i mulini a vento ovunque si siano resi necessari e i battelli a
vela per avvicinare fra loro parti del mondo in precedenza reciprocamente
sconosciute. Ma il vento è una cosa capricciosa della quale non ci si può
fidare; i progressi ottenuti grazie a questa forza, poi, non sono nulla a
paragone di quelli derivati dalla scoperta del vapore, forza ancora più tenue
dell'aria e che ha su di essa la superiorità di poter essere prodotta ovunque e
in ogni momento. Dopo questa scoperta, i progressi della civilizzazione
materiale sono stati enormi. Tuttavia, il vapore ha l'inconveniente di
richiedere un complicato apparecchio di trasmissione: questo è stato
praticamente eliminato dall'impiego di una forza facilmente trasmissibile, che
è contemporaneamente invisibile e intangibile: l'elettricità.
Possiamo quindi constatare che il progresso umano è sempre
andato di pari passo con l'uso di forze sempre più sottili e di trasporti
sempre più agevoli; i futuri progressi dell'uomo si faranno ancora per questa
stessa via. Sappiamo che le onde della telegrafia senza fili si trasmettono
senza conduttore, ma questo sistema non è l'ideale, perché richiede la
costruzione di una centrale di energia munita di un impianto fisso e troppo
costoso per essere alla portata della massa. La forza ideale sarebbe un’energia
che l'uomo fosse in grado di produrre da se stesso, in qualsiasi momento, e
senza l'ausilio di apparecchi.
Alcune decine di anni fa, Giulio Verne entusiasmava la
gioventù; ma oggi "Ventimila leghe sotto i mari" e "Il giro del
mondo in ottanta giorni" sono stati superati dalle realizzazioni che hanno
fatto seguito. Verrà giorno in cui disporremo della forza motrice ideale alla
quale abbiamo fatto allusione. Nel suo libro intitolato "La razza
futura", Bulwer Lytton descrive una forza chiamata "Vril" che
sarebbe in possesso di esseri immaginari, abitanti di un mondo sotterraneo e
servirebbe loro quale mezzo propulsore sulla terra, nell'aria e altrove. Ora,
questa forza è latente in ciascuno di noi. Le diamo generalmente il nome di
emozione. Quando essa si libera, ne risentiamo i potenti effetti : allora si usa
dire che qualcuno è scattato in un eccesso di collera perdendo il controllo di
sé. Nessuna mole di lavoro può stancare e rovinare il corpo fisico come un
eccesso di collera, durante il quale si consuma una considerevole massa di
energia del corpo del desiderio. Questa forza potente è spesso assopita in noi,
ed è bene che sia così fino a quando non avremo imparato a servircene per
mezzo del pensiero. Il mondo è una scuola dove impariamo a pensare e agire
correttamente fino a che non si sia in grado di utilizzare queste due forze
considerevoli : il potere del pensiero e il potere dell'emozione.
Il seguente esempio farà capire come il nostro mondo
terrestre ci permetta di raggiungere questo scopo. Un inventore ha un'idea,
dapprima molto vaga. Anzi, non si tratta propriamente di un’idea, ma di un
barlume che non ha ancora preso forma. A poco a poco, questo barlume si
concretizza in sostanza mentale e diventa, nello Spirito del suo autore,
l'immagine di una macchina che gli appare con i suoi ingranaggi i quali girano
in questo o quel modo, compiendo il lavoro voluto. In seguito l'inventore si
applicherà a tracciare uno schizzo di tale macchina e già in questo stadio di
concretizzazione gli si presenteranno delle modifiche.
Vediamo sin d'ora come le condizioni fisiche facciano capire
che qualche particolare era sbagliato. Quando, con gli appropriati materiali, la
macchina sarà in costruzione, si potrà accertare quali successive modifiche si
renderanno necessarie. Forse la primitiva idea verrà abbandonata, i concetti
primitivi completamente modificati e, come risultato, si avrà una macchina del
tutto nuova. Ma proprio le condizioni fisiche avranno permesso all’inventore
di scoprire l'inesattezza dei suoi primi concetti e lo costringeranno a
modificarli per arrivare a costruire una macchina che funzioni. Se il mondo del
pensiero fosse l'unico esistente, l'inventore della macchina non si sarebbe reso
conto di alcuni errori che solo le condizioni concrete del mondo fisico gli
hanno poi consentito di rettificare.
Per concludere, il mondo fisico ci insegna a pensare in modo
corretto. Le invenzioni umane, sempre più perfezionate, sono l'espressione
concreta di un pensiero sempre più giusto. Il medesimo principio si applica a
ogni impresa, sia essa commerciale, sociale o filantropica. Le nostre idee
riguardanti i diversi regni di vita, quando sono sbagliate, vengono corrette
dalla pratica : ecco per qual motivo il nostro mondo materiale è necessario
per imparare a esercitare sia il potere del pensiero, sia il potere del mondo
delle emozioni e ad orientare queste forze nella direzione giusta. Col tempo
impareremo quindi a pensare con sempre maggiore vigore e giustizia. Arriveremo a
una potenza di pensiero tale per cui diverremo capaci, in ogni occasione e senza
che sia necessario sperimentarli, di avere concetti esatti. Avremo allora
acquisito la facoltà di esprimere il nostro pensiero tramite il Verbo,
creatore di oggetti tangibili.
In un passato assai remoto, quando l'uomo era ancora un
essere spirituale e lo stato della Terra era assai più plastico di quello che
è oggi, gli dei insegnavano direttamente agli umani il modo di utilizzare il
Verbo per creare. A quel tempo l'uomo lavorava per la formazione degli animali e
delle piante. La Bibbia ci insegna che Dio portò degli animali davanti agli
uomini e li chiamò col loro nome. Questo non consisteva semplicemente
nel chiamare "leone" il leone, era un processo creativo, che dava all’uomo
un potere sulla cosa da lui nominata. Solo dopo che l’egoismo, la crudeltà e
la collera ebbero reso l'uomo non idoneo a questa funzione, essa gli fu tolta e
il potere del Verbo di cui parlano i Massoni andò perduto. Quando in un lontano
futuro la santità avrà di nuovo sostituito l’empietà, il Verbo sarà
ritrovato e ridato all'uomo, divenuto divino.
Domanda n° 4 
Se questa vita sulla Terra è cosi importante e se
costituisce veramente la base di ogni sviluppo dell'anima, sviluppo che risulta
dalle nostre esperienze quaggiù, perché è tanto breve in confronto
all'esistenza nei mondi superiori, la quale dura approssimativamente un migliaio
di anni ?
Risposta. - Tutto quello che è stato fatto in questo
mondo da mano d'uomo è la cristallizzazione del suo pensiero. Le sedie
sulle quali siamo seduti, le case in cui abitiamo, le diverse comodità della
vita ( telefono, navi, auto, ecc. ), tutto ciò è stato dapprima un pensiero
concepito dall’uomo. Senza questo pensiero, gli oggetti non sarebbero apparsi.
Altrettanto vale per gli alberi, i fiori, le montagne, i mari, che sono le
forme-pensiero cristallizzate dalle forze della natura. Quando, nel corso della
sua esistenza postuma, l'uomo arriva nel Secondo Cielo, si unifica con le forze
della natura e lavora sotto la direzione delle gerarchie creatrici per formare
l'ambiente che gli sarà necessario nella successiva tappa del suo sviluppo. Su
questo piano egli costruisce in sostanza-pensiero gli archetipi della terra e
dei mari; ne modifica la flora e la fauna; crea in anticipo, con l'elaborazione
di forme-pensiero che si materializzeranno al momento della sua reincarnazione,
tutto ciò che lo circonderà al momento in cui tornerà sulla Terra.
Vi è una grandissima differenza fra il lavoro compiuto sul
piano celeste, con la sostanza mentale, e il lavoro svolto sulla Terra in modo
concreto. Attualmente noi non abbiano che una debolissima forza di pensiero e ci
occorre un considerevole tempo per modellare le forme-pensiero nel Secondo
Cielo. Dovremo attendere a lungo prima di vedere queste forme-pensiero
cristallizzarsi per formare l'ambiente dove si svolgerà la nostra prossima
vita. E' dunque indispensabile che restiamo nei mondi celesti assai più a lungo
che sulla Terra. Quando avremo imparato a pensare in modo corretto, potremo
creare assai rapidamente in questo mondo fisico le cose che fabbrichiamo adesso
con lentezza e difficoltà. Non sarà allora più necessario passare tanto tempo
nei mondi celesti fra le nostre reincarnazioni.
Domanda n° 5 
In quanto tempo potremo liberarci di questo corpo fisico e vivere di nuovo
soltanto sui piani spirituali ?
Risposta.
- La condizione spirituale rivelata da
questa domanda è disgraziatamente assai diffusa fra coloro cui è noto che
l'uomo possiede dei corpi spirituali, i quali gli consentono di evolversi nello
spazio con la rapidità del lampo, possono fare a meno di abiti e non hanno
bisogno di alcun nutrimento. Queste persone sospirano il giorno in cui si
vedranno spuntare in qualche modo le ali e saranno liberati da "questa
spoglia mortale".
Tale stato d'animo è estremamente deplorevole. Dovremmo
compiacerci di possedere un così buon veicolo fisico, inferiore sì, ma
tuttavia press’a poco perfetto. Senza di esso, al nostro attuale stato
evolutivo, gli altri non ci servirebbero che relativamente. Grazie alla sua
meravigliosa costituzione, il nostro corpo fisico ci permette di affrontare le
diverse condizioni che affrontiamo quaggiù, mentre gli altri nostri corpi non
sono praticamente organizzati. Il corpo vitale è formato punto per punto, sul
modello del nostro corpo fisico, ma fino a quando non sarà perfezionato tramite
esercizi esoterici, non costituirà uno strumento capace di funzionare da solo.
Il corpo del desiderio non possiede che un certo numero di centri di perfezione
che, nella maggior parte degli umani, non sono attivi, mentre la loro mente non
è che una nube informe. Dobbiamo dunque cercare di perfezionare il nostro
strumento fisico spiritualizzandolo ed esercitare i nostri veicoli superiori per
aumentarne l'effìcacia. Per la grande massa dell’umanità sarà un compito
lungo da raggiungere. Bisogna quindi, cercare di compiere i doveri più urgenti
che ci incombono nella nostra vita quotidiana. Affretteremo così il momento in
cui potremo servirci dei nostri veicoli superiori. Ciò dipende solo da noi.
Domanda n° 6 
Lo Spirito entra nel seno della madre nel momento del concepimento o in
quello della nascita ?
Risposta. - Alcuni chiaroveggenti hanno osservato
che, al momento della morte, lo spirito porta con sé le forze di un piccolo
atomo situato nel ventricolo sinistro del cuore; è l'atomo-germe, così
nominato perché forma il nucleo, o germe, attorno al quale si adunano tutti i
materiali di cui è composto il corpo. Tali materiali devono vibrare all'unisono
con il germe che, depositato nel liquido seminale del padre poco prima del
concepimento, viene trasferito in seguito, nel corpo della madre. Conviene
tuttavia precisare che il concepimento non coincide con l'istante della unione
dei genitori, in quanto lo spermatozoo penetra talvolta nell’ovulo anche una
quindicina di giorni dopo questa unione. Questa fecondazione dell’ovulo è
propriamente detta il concepimento, in quanto, nell'istante in cui l'ovulo
fecondato lascia la tromba dì Falloppio, ha inizio il periodo di gestazione.
Durante i primi diciotto/venti giorni, tutto il lavoro viene svolto dalla madre.
E’ dopo questo tempo che l'Ego, rivestito di una nube di sostanza-desiderio e
di sostanza-intelletto, penetra nel seno materno per reincarnarsi. La nube, che
assume forma di campana, si chiude in basso, prendendo una forma ovoidale. D'ora
in poi, lo Spirito si trova chiuso nella carne e non può più liberarsi: esso
resterà con la madre, fino a che non verrà liberato alla nascita.
Allo stadio attuale dell'evoluzione, lo Spirito non esercita
sul suo veicolo in formazione che uno sforzo assai poco cosciente. Tuttavia, è
sempre presente a questo lavoro al quale collabora in modo inconscio. Questo
fenomeno non è più straordinario di quello che consiste nel compiere,
inconsciamente, le funzioni digestive e respiratorie.
Domanda n° 7 
Qual è lo scopo della separazione dei sessi ?
Risposta.
- I sessi vennero separati all'inizio della
formazione quando l'uomo non aveva ancora né cervello né laringe. Metà della
sua forza creatrice fu diretta verso l’alto, per costruire due organi : da una
parte, il cervello, che doveva servire all'evoluzione del pensiero tramite il
quale l'uomo crea nel mondo fisico (perché tutto ciò che è fatto dalle mani
d'uomo è pensiero umano cristallizzato); dall'altra parte, la laringe, che
serve all'espressione del pensiero. Che esista un rapporto assai stretto fra
questi due organi e quelli della procreazione è un fatto certo, confermato da
diversi fenomeni : la voce dei ragazzi, i quali possiedono la forza creatrice
positiva, muta al momento della pubertà, quando diventano idonei a procreare.
Colui che abusa della sua forza sessuale cade nell'idiozia, mentre il pensatore
profondo, utilizzando la quasi totalità della sua forza creatrice per
riflettere e meditare, non prova che scarsa inclinazione per le relazioni
sessuali.
Prima che si compisse questa separazione, l'uomo era come le
piante monoiche: un’entità creatrice completa, capace di perpetuare la specie
da sé. Fu a spese di questa forza creatrice che vennero acquisite le facoltà
del pensiero e della parola. La parte di questa forza che si esprime così dal
cervello e dalla laringe, dà origine, nel nostro mondo fisico, a invenzioni
molteplici.
Domanda n° 8 
L'anima della donna è maschile e quella dell'uomo femminile ?
Risposta. - Risponderemo a questa domanda
affermativamente in quanto il corpo vitale che, alla fine, si trasforma in
anima, è di sesso opposto al corpo fisico. Ciò spiega molte cose diversamente
incomprensibili.
Le facoltà relative al corpo vitale sono : la crescita, la
generazione, l’assimilazione e la memoria. Possedendo un corpo vitale
positivo, la donna arriva alla maturità più rapidamente dell'uomo. Certe parti
del suo corpo il cui sviluppo non si ferma (i capelli, per esempio), crescono
più lunghi e più abbondanti. Il corpo vitale positivo della donna produce più
sangue del corpo vitale negativo dell'uomo Per questa ragione la pressione
sanguigna, più forte presso la donna, subisce una diminuzione, grazie ai flussi
periodici la cui cessazione, durante la menopausa, crea in essa una seconda
crescita, altrimenti detta "crescita senile".
Gli impulsi del corpo del desiderio fanno circolare il sangue
attraverso l'organismo a un'andatura più o meno rapida, secondo l'intensità
delle emozioni. La donna, malgrado le mestruazioni che abbassano la pressione
sanguigna ha bisogno, in certi momenti, di un altro sfogo capace di sollevarla.
E' allora che le lacrime - sangue bianco - servono da valvola di sicurezza.
Sebbene siano capaci come le donne di provare forti emozioni, gli uomini non
sono portati alle lacrime perché non hanno più sangue del necessario.
È nel ceppo familiare e in Chiesa, ove essa è attorniata
d'amore e di pace, che la donna positivamente polarizzata nella regione eterica
del mondo fisico, trova in genere la sua sfera d'attività. D'altra parte data
la sua polarità, l'uomo si rivolge al mondo fisico denso, impegnandosi in una
lotta senza mercé per il predominio del più forte e la sopravvivenza del più
adatto.
Domanda n° 9 
Conserviamo il medesimo temperamento in tutte le nostre vite ?
Risposta. - L’Ego può essere paragonato a una
pietra preziosa racchiusa nel suo alveo, a un diamante grezzo. Questo diamante,
estratto dalla terra, non ha alcuna bellezza. Lo strato greggio che lo circonda
ne maschera lo splendore interno. Per divenire gioiello, deve essere pulito alla
mola. Ogni sfregamento gli toglie una parte della sua corteccia; poi il
tagliatore lo sfaccetta e la luce lo può attraversare per rifrangersi sotto un
nuovo angolo.
Altrettanto è dell'Ego : diamante grezzo nel momento in cui
entra alla scuola della vita per compiervi il suo pellegrinaggio attraverso la
materia, egli subisce, in ogni passaggio sulla Terra, una pulitura alla mola .
Questa operazione gli toglie ogni volta un poco della sua rudezza iniziale e
permette alla luce dell’intelligenza di riflettersi sotto un angolo sempre
nuovo, arricchendolo di nuova esperienza. Come gli angoli di rifrazione
differiscono da una faccetta all'altra del diamante, così il temperamento
dell'Ego si modifica da una vita all'altra. In ciascuna nostra vita noi non
possiamo esprimere che una piccola parte della nostra natura spirituale, non
possiamo realizzare che una minima porzione delle nostre magnifiche possibilità
divine, ma ogni incarnazione tende a smussare gli angoli, ad addolcire il nostro
carattere. Infatti, quest'azione modificatrice costituisce l'essenziale della
lezione che dobbiamo imparare sulla Terra, ove lo scopo precipuo è di arrivare
alla padronanza di noi stessi.
Come disse Goethe :
"Da ogni potere che incatena il mondo,
l'uomo si libera quando ha raggiunto il controllo di se
stesso".
Domanda n° 10 
Il corpo del desiderio è soggetto a malattia ? Ha bisogno di nutrimento e di
cure ?
Risposta. - In una certa misura, sì, ma solo durante
la vita terrestre. Ogni malattia si fa sentire prima nel corpo del desiderio e
nel corpo vitale la cui consistenza si assottiglia in modo tale da non
permettere loro di assimilare il fluido vitale, come d’abitudine. È allora
che il corpo fisico si ammala. Quando avviene la guarigione, lo stato dei
veicoli superiori migliora prima che la convalescenza si manifesti sul piano
fisico.
Tuttavia, se il nostro interlocutore si riferisce alle
condizioni dopo la morte, la cosa è completamente diversa. Anche una persona
che sia rimasta per lungo tempo ammalata e costretta a letto, o magari
immobilizzata per anni, quando avrà superato la morte si sentirà alleggerita
del suo corpo fisico dolorante, proverà un'impressione di sollievo, una
sensazione insolita di gioia e liberazione. Essa capirà che ogni sofferenza è
scomparsa e che può spostarsi a suo agio; si renderà conto, anche, che nelle
nuove condizioni in cui si trova non le è più necessario assorbire cibo in
quanto il corpo del desiderio non ha bisogno di nutrimento. Molte persone
ignorano tali fatti e, pertanto, mettono molto tempo ad accorgersi di essere
passate all’al di là. Ciò spiega perché il chiaroveggente può seguire, nel
Mondo del Desiderio, persone che si occupano ancora della casa, persino della
cucina. L'ignoranza nella quale molte persone rimangono circa le nuove
condizioni che le attendono dopo la morte spiega la maggior parte dei racconti
di George Du Maurier, riguardanti la vita di Peter Ibbetson e della contessa di
Towers, personaggi principali del suo romanzo del quale raccomandiamo la
lettura, in quanto tale opera espone con chiarezza il modo in cui agisce la
coscienza subconscia. L'eroe racconta dei fatti della sua infanzia e le
circostanze della sua esistenza vicino alla contessa, nelle regioni inferiori
del Mondo del Desiderio, raffigurate con molta esattezza.
Continua