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DOMANDE DIVERSE
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Domanda n° 171 Qual è l'origine della vita ? Risposta. - Se si pone questa domanda a uno scienziato, comincia a parlarci di protoplasma, di protile o di altra sostanza della stessa natura, ma questo riguarda solo la forma. Per quanto sviluppata sia questa forma, non è che una forma. Dunque, dal punto di vista occulto, la domanda è posta male, perché lo spirito è, fu e sarà sempre. Come disse Sir Edwin Arnold nel suo poema "Il Canto Celeste" :
È la vita che costruisce le forme e che le usa per un certo tempo, in modo da progredire. Quando esse non sono più utili, la vita che continua prosegue la sua strada, abbandonandole morte. Pertanto, sarebbe meglio porre la domanda in questo modo : " Quale è l'origine e la morte ?" Perché la vita È e non ha inizio né fine. Che cosa è la materia ? Non è irreale ? Risposta. - Vi sono diverse teorie concernenti la materia. Il materialista sostiene che la materia è la sola realtà, che tutto è materia, e che nulla esiste oltre la materia. Il Cristiano scientifico è di opinione diametralmente opposta; per lui la materia è inesistente, illusoria, perché tutto ciò che esiste è spirito. Queste due teorie sono l'antitesi l'una dell'altra. La verità sta nel mezzo. Quando Dio desidera manifestarsi, emana in Sé le forme pensiero dell'Universo che Egli vuole creare e queste idee archetipiche, nel momento in cui vengono proiettate da questa sorgente centrale, sono puro spirito. Ma, sotto l'influenza del tempo e dello spazio, esse si concretizzano lentamente e diventano ciò che noi conosciamo con l'aspetto della materia. È un procedimento analogo a quello che osserviamo nella lumaca. Certe secrezioni del suo corpo molle e flessibile si concretizzano gradualmente in una conchiglia dura e silicea, incapace di muoversi se non viene messa in moto dall'animale stesso. Come la casa della lumaca è una parte dell'animale concretizzato, così la materia è spirito concretizzato. La conchiglia della lumaca resta immobile quando essa non la muove, così la materia è immobile, salvo sia mossa dallo spirito. Col tempo la conchiglia della lumaca si disgrega; la materia di cui essa era formata si rompe in minuscole particelle, diventa utilizzabile per la formazione di altre forme flessibili e può ridiventare un corpo di lumaca. Nello stesso modo lo spirito cristallizzato, che chiamiamo materia, ridiventa etere e spirito. La materia si evolve come pure lo spirito perché si eterizza, si ammorbidisce, si adatta meglio agli impulsi dello spirito quando si costruisce, forma dopo forma, periodicamente. Possiamo dunque dire con la Christian-Science che tutto è spirito; ciò che appare come materia non è, in realtà, che lo spirito in uno stato di cristallizzazione. È errore considerare qualsiasi cosa nell'Universo di Dio come irreale. Materia e spirito sono entrambi reali. Sono i poli positivo e negativo di Dio. Avete detto in una delle vostre conferenze precedenti che la Terra è il corpo di uno Spirito che dà vita ai suoi abitanti. Perché dà fiori e frutti agli uni, fame e terremoti agli altri ? Risposta. - Durante l'intervallo di tempo compreso fra una morte e una rinascita, gli spiriti disincarnati che hanno raggiunto il Secondo Cielo, ove risiedono gli archetipi di tutto quanto esiste, organizzano l'ambiente nel quale raccoglieranno ciò che hanno seminato. Se, in alcune incarnazioni precedenti, sono stati diligenti, se hanno coltivato il suolo e fatto germogliare due pianticelle di grano dove non ve n'era che una, si costruiranno una terra più fertile ancora, capace di produrre con maggiore abbondanza e con minore fatica. Se hanno passato la loro vita sognando il Nirvana, luogo di riposo e di indolenza, se hanno preferito discutere di metafisica piuttosto che occuparsi effettivamente delle cose cui necessitavano maggiori cure, continueranno a fare lo stesso nel Secondo Cielo. Perciò il loro campo sarà arido quando ritorneranno sul nostro pianeta e soffriranno la fame, le inondazioni, i terremoti fino a quando abbiano imparato a rendersi conto delle necessità di provvedere alle condizioni materiali della propria esistenza. In tal modo, finiranno con imparare la lezione e faranno lo sforzo necessario per conquistare questo mondo, come abbiamo fatto noi in Occidente (perché è evidente infatti, che il nostro corrispondente allude ai popoli orientali che soffrono la carestia e le inondazioni). Sono dei fratelli giovani, in ritardo rispetto a noi; devono camminare sulle nostre tracce e perciò dimenticare temporaneamente i mondi spirituali, per arrivare allo sviluppo che solo il mondo materiale può dar loro. Vi è dunque una profonda ragione alla fame che è attualmente il loro assillo, come pure vi è una profonda ragione nella nostra prosperità. La fame li porterà ad aggrapparsi a considerazioni più pratiche. D'altra parte noi, che possediamo una terra fertile dove abbondano tutti i beni di questo mondo, dove ingegnose invenzioni rendono la vita più facile, un bel giorno, trovandoci sazi di tutto questo benessere, finiremo per dirci : "A cosa vale tutto questo se non possediamo tesori più durevoli ?" Conosceremo allora uno sviluppo spirituale ben più elevato di quello dei popoli di Cristo. Quale è il senso della massima : "Uomo, conosci te stesso" ? Risposta. - Questa massima era scritta sul frontone del Tempio di Delfi, per indicare che era necessario che l'uomo conoscesse il mistero della propria natura, mistero assai più profondo di quanto apparisse. Secondo l'assioma ermetico : "Ciò che è in alto è come quello che è in basso", soltanto conoscendosi l'uomo diviene capace, per analogia, di sapere che cosa sia Dio. Perché è vero che "l'uomo è fatto a immagine di Dio". Per conoscersi, è necessario che l'uomo conosca non solo il suo corpo fisico visibile, ma anche i suoi corpi invisibili, che sono alla base dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni. Era questo l'insegnamento dato nei Templi dei Misteri. Ma la massima ha un altro significato, più profondo ancora : quando cerchiamo la ragione di tutti i dolori, di tutte le miserie di questo mondo, dobbiamo risalire alle prime epoche dell'esistenza della Terra. Nelle due prime epoche, l'Epoca Polare e l'Epoca Iperborea, l'uomo era un'unità creatrice completa, capace di emettere da se stesso le forze necessarie per la formazione di un corpo destinato a servire da abitazione ad un altro Ego. Nell'Epoca Lemuriana, quando fu necessario creargli un cervello e una laringe, la forza sessuale fu divisa : una metà fu impiegata a creare questi organi, l'altra fu utilizzata per la generazione. L'uomo cessò allora di conoscere se stesso, ma "Adamo conobbe sua moglie" e di conseguenza, ella gli diede dei figli. Lo Spirito ha la conoscenza innata della propria natura divina creatrice, e si ribella segretamente contro la necessità di dover cercare la cooperazione di un altro essere per procreare. Ne derivano dispiaceri, dolori e sofferenza che perdureranno fino a quando il sistema attuale di procreazione renderà necessaria la cooperazione di due esseri. Questo magnifico compito, assegnato all'umanità - la fusione di due poli dell'energia creatrice che può rendere creatore individuale l'uomo, completo in sé - è racchiuso nelle parole misteriose : "Uomo, conosci te stesso".. L'apostolo S. Giovanni, nella sua Prima Epistola, cap. III, vers. 8, ci indica il mezzo di arrivarci quando dice :"Colui che commette peccato è del diavolo… È per distruggere le opere del diavolo che il Figlio di Dio è apparso. Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il suo seme dimora in Lui". Quando l'uomo si abbandona alle tendenze più infime della sua natura e fa un uso anormale della sua forza sessuale, ne può derivare l'idiozia, mentre i pensieri di un uomo spirituale sono puri, casti e pervasi da saggezza. Attualmente la cooperazione dei due sessi è necessaria alla procreazione di veicoli per gli Ego in via di reincarnazione; ma verrà tempo in cui l'uomo cesserà di creare in questo modo: conoscerà se stesso. Il pensiero concentrato, come il seme, sarà in lui ed egli lo manifesterà per mezzo della laringe in un Verbo Creatore che costruirà forme nel Mondo Fisico. Non sarà più indispensabile la cooperazione di due esseri per la formazione di nuovi veicoli. Questo era insegnato nelle Scuole di Misteri - bastoni messi sul sentiero della perfezione. Ecco perché la massima "Uomo, conosci te stesso" era scritta sul Tempio dagli Oracoli di Delfi. Cos’è il Santo Graal ? Risposta. - La storia del Santo Graal è uno dei numerosi miti usati dai grandi capi che hanno guidato l'umanità presentando, sotto forma di simboli, delle verità spirituali, altrimenti incomprensibili al nostro intelletto ancora infantile. La storia del Graal, diversamente raccontata, si ritrova in tutte le civilizzazioni primitive e risale all'origine stessa delle religioni. I libri scritti su questa meravigliosa panacea, che guarisce tutti i mali, riempirebbe delle biblioteche. Nel Medio Evo, numerosissime versioni di questa leggenda sono state diffuse dai menestrelli, i maestri-cantori e trovatori. Forse la più bella è la semplice versione di Wolfram di Eschembach che è stata interpretata dal grande compositore Riccardo Wagner nel suo dramma musicale "Parsifal", Vuole la leggenda che, nell'Ultima Cena, nostro Signore Gesù Cristo abbia bevuto in una certa coppa o calice; sul Calvario, poi, quando il sangue colava dal Suo fianco trafitto, Giuseppe di Arimatea lo avrebbe raccolto in questo stesso calice, Egli si impossessò anche della lancia con la quale era stata praticata la ferita e la conservò per parecchi anni. Il potere delle reliquie era tale, che lo protessero in tutte le tribolazioni : privazioni, prigione, lungo errare. Alla fine, queste reliquie furono trasportate in cielo e affidate alla guardia degli Angeli. Una notte, un messaggero mistico apparve a San Titurel, gli comandò di costruire un castello, in alto nell'aria, sulla cima di una montagna per riunirvi un'assemblea di cavalieri che avrebbero dovuto rimanere casti e puri. I cavalieri del Graal erano autorizzati a contemplare le sacre reliquie in certe epoche dell'anno, cosa che ispirò loro il desiderio e fornì loro il potere di andare per il mondo per compiervi delle grandi prodezze d'ordine spirituale. Più tardi, Titurel affidò la guardia del Santo Graal a suo figlio Amfortas . Sotto il regno di quest'ultimo una terribile calamità doveva colpire i cavalieri del Graal. Al di sopra del castello, in una "valle pagana", dimorava un mago nero a nome Klingsor che avrebbe voluto diventare cavaliere del Graal : non essendo casto, per rispondere alle condizioni richieste, si praticò una mutilazione, in modo da non poter più soddisfare i suoi desideri. Ma quando rivolse la richiesta a San Titurel, questi gli lesse nel cuore e gli rifiutò l'ammissione. Klingsor giurò allora che, se non poteva servire il Graal, il Graal avrebbe dovuto servire lui. Popolò il giardino del suo castello magico di fantasmagoriche fanciulle-fiore che aspettavano al varco i cavalieri del Graal al passaggio, li seducevano e li distoglievano così per sempre dal loro servizio presso il Graal. Temendo che tutti i cavalieri divenissero prigionieri di Klingsor, Amfortas decise di combattere il mago nero. Egli portò con sé la sacra lancia per compiere il suo disegno; ma Klingsor evocò Kundry, creatura dalla duplice esistenza : talvolta suo involontario strumento, talvolta serva fedele e zelante del Graal. Quando essa serve il Graal è umile, docile, modestamente vestita. Sotto il dominio di Klingsor diventa una donna di meravigliosa bellezza, dotata di fascino seducente di cui è obbligata a servirsi secondo l'ordine del suo padrone. Egli, in effetti, esercita su di essa un pieno potere, in quanto rimane insensibile al suo fascino per effetto della mutilazione che si è inflitto. Kundry conforta Amfortas che, vinto, si addormenta nelle sue braccia. La lancia gli cade; Klingsor se ne impossessa rapidamente, e gli infligge una ferita che non può guarire. Da lunghi anni il re patisce il martirio. Particolarmente quando toglie il velo al Santo Graal per il servizio dei suoi cavalieri, la ferita riprende a sanguinare, causandogli le più atroci sofferenze. Al mattino del venerdì santo dell'anno 1857 Riccardo Wagner, nella sua villa Wisendonck sulle rive del lago di Zurigo, contemplava l'amena natura che lo circondava; il sole brillava in tutto il suo splendore e miriadi di semi caduti nella terra avevano germinato piante e fiori innumerevoli. Un pensiero gli passò per la mente : "Quale rapporto vi è fra la morte del Salvatore a quest'epoca dell'anno e questa germinazione multipla della vita ?" Gli fu facile, allora, avere la chiave del mistero del Graal, in quanto esso rappresentava una delle numerose Scuole di Misteri esistenti nel Medio Evo. La leggenda del Ciclo di Artù e della Tavola Rotonda non è favola, ma il resoconto di fatti veri. Una Scuola di Misteri del genere si è perpetuata nel paese del Galles, fino al tempo della Regina Elisabetta. Molte Scuole dei Misteri esistono ancora oggi, sebbene non siano pubblicamente conosciute come lo erano ai tempi più spirituali del Medio Evo. Il ciclo di Artù mirava di più al lato materiale e temporale della vita, il mistero del Graal era, invece, assolutamente puro e spirituale. Ivi l'insegnamento dato all'adepto non era fatto di parole, ma di un sentimento intimo; inculcato come segue. Voi vedete attorno a voi i diversi regni della natura rappresentati dal minerale, il vegetale, l'animale e l'uomo. In ciascuno di questi regni è la vita universale di Dio che si manifesta con forme multiple, variate all'infinito. Quando tali forme si disgregano si rende necessario rimpiazzarle con altre : l'attività generatrice assolve questo compito. Nel regno vegetale, che è inferiore, si tratta di un'attività casta, immacolata, senza alcuna passionalità. Nel regno degli Dei, che ci sono superiori, essa viene utilizzata come mezzo di generazione, anch'esso puro e casto. Nei regni intermedi fra gli Dei e le piante, l'atto generativo non è casto in quanto tanto l'uomo quanto l'animale, sono preda della passionalità. L'uomo infatti, è la pianta invertita. Questa dirige senza vergogna verso il Sole il suo organo generatore, il fiore, oggetto di fascino e di bellezza pura : l'uomo ha gli organi genitali rivolti verso la terra e li nasconde con vergogna, perché è pieno di passionalità. Ma l'uomo è però chiamato a diventare Dio. Dovrà, quindi, usare la sua potenza creatrice non per il piacere dei sensi, ma a vantaggio dei suoi fratelli. Ne consegue che l'uomo diventerà, col tempo, simile alla pianta, ma ad un livello più elevato. Considerate questo simbolo : il calice del fiore che racchiude il seme è la coppa del Graal e la lancia che fa uscire il seme dal fiore è il raggio di sole. Anche voi dovete imparare a usare la forza solare, costruttrice di tutte le forme, senza passionalità, in modo da concepire senza macchia e non più nel peccato. La linfa della pianta scorre incolore, pura, casta, attraverso i gambi e le foglie verdi. Il vostro sangue è rosso e pieno di passionalità, ma la rigenerazione deve purificare questo sangue tramite la forza spirituale che vi giungerà dal sole spirituale, come le forze del sole fisico producono la linfa delle piante. Così rigenerato, morrete uomo per risuscitare divino. Quale rapporto c’è fra i costruttori delle piramidi d'Egitto e quelli delle piramidi dell'America Centrale ? Quale è fra le due generazioni la più antica ? Risposta. - Delle ricerche antropologiche hanno dimostrato che gli individui di razza nera hanno la testa lunga e stretta, l'orbita diritta, il capello piatto. I Mongoli, gli Indiani, ecc. hanno la testa rotonda, l'orbita rotonda, il capello rotondo. Anche la razza bianca ha la testa ovale, l'orbita e il capello ovali. Gli abitanti del nostro globo sono classificati in tre specie : la prima discende dai Lemuriani della terza Epoca della nostra Terra; la seconda dagli Atlantidei; la terza, dalla Razza Ariana attuale. All'esame si trova che gli Egiziani appartengono alla Razza Ariana, mentre gli Atzechi accusano la particolarità di cranio, di orbita e di capello della razza atlantidea. Concludiamo che la civilizzazione degli Atzechi è precedente a quella degli Egiziani. Si sono scritte poche cose circa le piramidi egiziane e dell'America Centrale; di conseguenza Piazzi-Smith e Richard Proctor, astronomi di professione, hanno fatto le piramidi di Egitto oggetto di profondo studio e si sono sforzati di scoprire la loro ragione d'essere. Secondo le dimensioni di dette piramidi, Piazzi Smith ha concepito una teoria secondo la quale sarebbero state costruite da architetti divini, teoria che Richard Proctor considera ridicola, sebbene riconosca che esse sono basate su divine dimensioni, le attribuisce a una coincidenza. Il fatto che la base delle piramidi abbia una misura corrispondente ai giorni dell'anno e che le diagonali della base abbiano esse pure un rapporto con il grande anno siderale del mondo è, agli occhi del professor Proctor, un semplice caso. Tuttavia, queste coincidenze sono così numerose che per un osservatore imparziale possono apparire soltanto come espressione di un disegno ben definito. IL professor Proctor, pur non accettando l'opinione che le piramidi siano state costruite con uno scopo astrologico, dà però un valore aggiuntivo alla sua testimonianza quando ammette che, fra tutte le teorie avanzate riguardanti la ragione d'essere di queste piramidi, quella di Piazzi-Smith è la sola atta a sostenere la prova di contraddittorio, la sola accettabile. In realtà, le piramidi erano dei templi di iniziazione costruiti dagli Ierofanti dei Misteri Minori. Siccome l'iniziazione dei candidati si basa sul passaggio dei corpi celesti nei dodici segni dello Zodiaco, è naturale che i templi di iniziazione contengano tutte le misure cosmiche. Solo la piramide di Cheope era adibita a questo uso. Le altre non sono che semplici imitazioni, costruite in epoche più recenti da altri faraoni. I Misteri Minori sono esistiti in diverse parti del mondo e in epoche diverse, in Egitto, in Grecia, in India, nell'America Centrale. Una cosa è certa : i costruttori delle piramidi dell'una e dell'altra parte del mondo erano tutti Ierofanti dei Misteri Minori e i loro templi servivano ai fini dell'iniziazione. Quale è la differenza essenziale fra gli insegnamenti della filosofia Rosacroce e quelli della Chiesa ortodossa ? Risposta. - Vi sono parecchie differenze, ma la principale riguarda forse un punto importante di questo insegnamento ortodosso, secondo il quale, a ogni nascita, una nuova anima creata da Dio entra nell'esistenza materiale, in un corpo fisico. Qui vi resta per un tempo più o meno lungo, fino a quando passa dalla morte, nell'invisibile al di là per restarvi per tutta l'eternità in uno stato di beatitudine o di dolore dipendente dalla vita che avrà condotto sulla Terra. La filosofia Rosacroce insegna che ogni anima è una particella integrale di Dio, particella che, nel corso di esistenze ripetute, cerca di acquisire esperienza, in corpi materiali sempre più perfetti; per questo, l'anima entra nell'esistenza fisica e ne esce un gran numero di volte, a ogni esistenza raccogliendo un poco di esperienza. Col tempo, la somma totale delle sue esperienze la conduce dall'incoscienza alla onniscienza e dall'impotenza all'onnipotenza. Il nostro senso di giustizia si ribella davanti a una dottrina la quale sostiene che un'anima sia inviata in un ambiente colto, una famiglia nobile, ove avrà il vantaggio della ricchezza o di insegnamenti morali che le vengono inculcati dall'infanzia, mentre un'altra verrà condannata ad entrare in un ambiente inferiore, presso un genitore ladro, una madre immorale, che le insegneranno a mentire, a rubare ecc.. Se dobbiamo ammettere una sola apparizione sulla Terra ed essere giudicati tutti secondo le medesime leggi, è giusto che le medesime prerogative ci siano concesse all'inizio. Ora, sappiamo che non vi sono due persone che abbiano le medesime esperienze nella vita; una di esse incontra numerose tentazioni, mentre l'altra è relativamente esente da tribolazioni. Se l'una viene posta in un ambiente morale e l'altra in un ambiente immorale, è giusto inviare la prima in un cielo di gioia, di fortuna divina, per avere fatto il bene che le era naturale di fare ? Mandare invece la seconda in un inferno perenne, per aver mentito, rubato, quando l'ambiente nel quale era situata era tale da non poterlo evitare ? Per questa ragione, la filosofia rosacrociana sostiene che noi nasciamo nell'ambiente più adatto alle esperienze delle nostre vite precedenti e che riceviamo esattamente quello che ci siamo meritati; che tutte le esperienze attraverso le quali passiamo, sono esattamente quelle di cui abbiamo bisogno, per dare l'impulso necessario al nostro sviluppo in una nuova incarnazione. In cosa differisce la filosofia rosacrociana dalla teosofia ? Risposta. - Ci interessa meno cercare le differenze che ci separano da queste due filosofie che i punti di contatto da cui sono collegate. Si può dire che la filosofia rosacrociana è la dottrina data oggi ai popoli occidentali per servire al loro progresso. Se prendiamo la parola teosofia (teo=dio, sofia=sapienza), come significante la saggezza divina, la filosofia Rosacroce non è, evidentemente, come tutti gli altri sistemi religiosi, che una parte della sapienza divina. Il sistema della Società Teosofica ha per scopo :
I Fratelli della Rosa+Croce sostengono che la maggioranza delle persone progredite simpatizzano col concetto di fratellanza universale e non vi è più bisogno di essere teosofo per accettare questa idea. Altre associazioni hanno concetti altruistici secondo i principi della fratellanza. Molti sapienti studiano le religioni comparate con vantaggio : non è dunque necessario essere teosofi per raggiungere questo obiettivo. D'altra parte, bisogna essere occultista per adempiere il terzo scopo della Società Teosofica, cioè lo studio delle leggi inspiegabili della natura e dei poteri latenti nell'uomo. Per questo, la filosofia Rosacroce raccomanda che tutti i pensieri dell'aspirante siano compenetrati sul modo di vivere la vita giusta, e preconizza la pratica di esercizi appropriati per sviluppare i poteri latenti in lui, affinché egli possa imparare a vedere e a conoscere i mondi invisibili, da dove provengono le cause, di cui vediamo manifestarsi quaggiù gli effetti. Solo dopo aver raggiunto tale obiettivo l'aspirante sarà in grado di fare delle investigazioni sulle leggi inspiegabili della natura. Egli si troverà allora in una ben migliore posizione di chiunque; meglio ancora dei sapienti, per studiare le religioni comparate, poiché potrà vedere la sorgente da cui escono tutte le religioni, ciascuna di esse essendo adatta al popolo al quale è stata data. Vedrà pure come queste religioni si inquadrano nel grande piano dell'evoluzione. Quando avrà consapevolezza dei mondi superfisici, l'unità della vita sarà per lui così evidente che non avrà più motivo di apprensione circa il primo obiettivo della Società Teosofica : l'universalità della Vita Unica che fa della fratellanza una realtà innegabile. Per arrivare a quest'ultimo grado, bisogna possedere un'idea esatta del soggetto. Avremo un bel predicare ad un fornello che è suo dovere scaldarci; finché non avremo soddisfatto le leggi della natura mettendovi il combustibile, noi pregheremo a vuoto. Secondo il medesimo principio, fino a quando non avremo raggiunto quel grado di esaltazione in cui i nostri cuori saranno pervasi dall'amore divino, avremo un bel discorrere a proposito della fratellanza universale; questo non ci aiuterà certo a progredire. Se noi riempiamo il fornello di combustibile, ci scalderà; se riempiamo i nostri cuori di amore, essi lo irradieranno attorno, senza che sia necessario fissarsi su un obiettivo come quello citato più sopra. La principale differenza fra la Società Teosofica e l'Associazione Rosacroce consiste dunque nella diversità dei loro sistemi : mentre la Società Teosofica mira a formare un nucleo di fratellanza universale, tramite lo studio delle religioni comparate e considera solo in ultimo luogo lo sviluppo del lato nascosto della natura umana (alcuni anche lo screditano), la Filosofia Rosacroce esorta innanzi tutto l'aspirante a vivere una vita santa e a concentrare ogni energia del suo essere, in modo da ottenere i poteri animici indispensabili per le ricerche che persegue. La Loggia Bianca della Società Teosofica e il Tempio dei Rosacroce sono identici ? Risposta. - No, la Società Teosofica è un'organizzazione che si propone di diffondere una certa filosofia derivata, in gran parte, dalle religioni orientali. L'Associazione Rosacrociana, invece, ha lo scopo di promulgare gli insegnamenti della Scuola Occidentale di Misteri : l'Ordine della Rosa+Croce, che è segreto, non è accessibile a nessuno senza invito diretto. Per quanto riguarda le relazioni fra l'Ordine della Rosa+Croce, altri Ordini di Misteri del medesimo genere e la Loggia Bianca, noi possiamo dire che esiste, in diversi luoghi della Terra, un certo numero di queste Scuole di Misteri Minori; ciascuna di esse, composta da dodici fratelli e da un tredicesimo membro che li guida. Questi ultimi membri compongono a loro volta, la così detta Loggia Bianca, conclave supremo dei nostri Fratelli Maggiori che si incaricano ora completamente dell'evoluzione umana e ci preparano il cammino da seguire. Cosa intendete con la parola "Maestro" ? L'Associazione Rosacroce è ispirata da uno di essi ? Risposta. - Nell'estremo Oriente l'allievo che aspira alla vita superiore cerca un "Maestro" al quale è unito anima e corpo, di cui segue ciecamente le istruzioni, senza la minima esitazione o senza manifestare la minima curiosità riguardo le direttive che gli sono imposte. Egli deve rendere al Maestro tutti i servigi personali che gli sono chiesti, qualunque sia il costo e il disagio che gliene possa derivare. In una parola, diventa virtualmente lo schiavo di un Maestro, che si tramuta assai spesso in un vero oppressore. Questo sistema può sembrare barbaro, ma è, indubbiamente, l'unico capace di vincere l'indolenza degli Orientali. Appartenendo a una classe di Ego arretrati, si sono abituati alla servilità e all'obbedienza, cosicché i sentimenti più intimi non ne vengono colpiti. In Occidente, al contrario, un tale sistema sarebbe avvilente; noi, infatti, siamo arrivati ad un grado di individualizzazione tale per cui non possiamo più progredire che per atto interiore. Se facciamo dei voti e delle promesse, non dobbiamo impegnarci con nessuno, tranne con noi stessi, perché anche se è possibile mancare alle promesse fatte ad altri, facendo credere di averle mantenute, non possiamo mentire a noi stessi e mancare alla fede giurata senza averne immediatamente piena coscienza. Per questo, in Occidente è prescritto all'aspirante di prendere degli impegni verso se stesso; impegni più saldi di quelli che possono venire assunti di fronte ad uno straniero. L'Istruttore, in Occidente, è l'amico e il consigliere più intimo del suo allievo, poiché segue l'esempio di Cristo, il quale disse ai suoi discepoli : "Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni e gli altri come io vi ho amato…Voi siete miei amici, se fate quanto vi ordino; per conseguenza non vi chiamerò servitori, perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici perché vi ho fatto conoscere tutto quello che ho appreso da mio Padre" (S. Giovanni, Cap. 15, vers. 12-14-15). L'Associazione Rosacroce non è né diretta da istruttori, né ispirata ad essi; ci vengono date alcune istruzioni a condizione che le diffondiamo come meglio possiamo; inoltre, essi dichiarano di essere pronti ad illuminare tutti coloro che si dimostreranno qualificati a ricevere questi insegnamenti. Gli studiosi della filosofia Rosacroce si sono raggruppati per beneficiare di uno studio in associazione, ma non vi è un'organizzazione vera e propria e non si prevede di crearne una; si preferirà lasciare ciascuno libero di istruirsi nel modo che più gli conviene. La persona che, credendo sinceramente negli insegnamenti avanzati dai Rosa+Croce, affermi con tutta certezza che sono veri, non rischia forse di diventare dogmatica e intollerante ? Quale dovrebbe essere il suo atteggiamento verso chi rifiuta di ammettere questi insegnamenti ? Risposta. - È della massima importanza riconoscere il fatto che noi non possiamo, per lo meno nella nostra attuale esistenza, arrivare a conoscere tutta l'intera verità. Di conseguenza, ciò che ci sembra "la Verità, con la V (maiuscola)", probabilmente non è che un aspetto della verità. Via via che ci evolviamo e che diventiamo capaci di capire meglio, cambia il nostro concetto della vita, del mondo di Dio. Così , dobbiamo avere sempre lo spirito aperto per ricevere una nuova parte della verità. Sebbene si raccomandi di non essere mai tiepidi, ma zelantissimi in ciò che crediamo essere la verità, non dovremmo mai dimenticare che abbiamo sempre altre e più grandi verità da imparare. In tal modo ci dimostreremo larghi di spirito e non correremo il rischio di diventare fanatici e ostinati nelle nostre opinioni. Vi sono delle persone che dopo aver scoperto quanto ritengono parte di verità, si lasciano trasportare con entusiasmo talmente frenetico da intraprendere una vera crociata per comunicare agli altri il loro entusiasmo. È un grave errore. Supponiamo che, entrando in una chiesa dove pregano dei fedeli, ci si metta a porre tutte le domande volte ad indebolire la loro fede. Ci sarà facile creare in essi un deplorevole scompiglio. Se quello che dobbiamo insegnare trova un'eco nel loro cuore, se questo è per essi un'ancora di salvezza alla quale possono aggrapparsi, una fede che li esalti, tanto meglio. Ma se quello che dobbiamo recare è per essi inaccessibile, rischiamo di farli deviare verso il materialismo, l'ateismo o qualsiasi altra dottrina suscettibile di renderli scettici e saremo responsabili di questo stato di cose. Dobbiamo dunque darci la regola di essere sempre discreti riguardo le nostre convinzioni, senza tuttavia trascurare di mettere una parola giusta quando l'occasione si presenti. Se questa parola risveglia una curiosità, suscita una domanda, rispondiamo senza esitare; istruiremo così un'anima ricercatrice, dandole a poco a poco le direttive e le informazioni che le occorrevano, ma (non lo ripeteremo mai abbastanza) grande è la nostra responsabilità quando cerchiamo di esporre le nostre opinioni davanti a coloro che sono, o non disposti, o non preparati ad intenderle, Come mai fra coloro che studiano l'alta filosofia, soltanto pochi si occupano di migliorare le condizioni sociali, come l'abolizione della schiavitù dei salariati, brutale e degradante quanto la schiavitù dei negri? Risposta. - Tutti gli occultisti riconoscono i bisogni pressanti del loro tempo; nessuno attende con maggiore impazienza il giorno della liberazione in cui l'amore fraterno sarà effettivo, in cui tutte le nazioni "trasformeranno le loro spade in aratri e ricaveranno falci dalle lance". Ma essi lavorano per realizzare questo progresso in modo diverso da quello impiegato dai sindacati dei lavoratori o da altri organismi che cercano di migliorare le condizioni presenti. Come l'occultista osserva, i loro metodi sono inoperanti e falliscono nella realizzazione permanente del loro scopo, perché non vi è dubbio che sono gli uomini che creano le condizioni e non le condizioni che fanno gli uomini. Cosicché, se cerchiamo di perfezionare gli umani elevando il loro concetto del bene e del male e i loro ideali, una volta divenuti migliori gli uomini, anche le condizioni miglioreranno pacificamente. Nelle attuali circostanze, appena i sindacati dei lavoratori, con gli scioperi o con la minaccia di uno sciopero, sono riusciti ad ottenere condizioni migliori, il padrone comincia a pensare come potrebbe sconfiggerli e frustrare il loro obiettivo. Per proteggersi, si associa con altri padroni, sebbene i sindacati dei padroni e degli operai siano sempre in lotta, le migliori condizioni ottenute dagli uni sono continuamente combattute dagli altri. Ma quando padroni e lavoratori saranno diventati dei veri cristiani e avranno imparato a trattare gli altri come vorrebbero essere trattati, non sarà più necessario avere sindacati, in quanto i padroni veglieranno sul benessere dei loro dipendenti, provvedendo ai loro bisogni. L'occultista sa che questo stato di cose può essere realizzato a forza di riflessione e di volontà, perché tutto ciò che esiste, tutto ciò che accade, è il frutto di pensieri precedenti. Preghiamo quindi ardentemente che gli uomini aprano il loro spirito alla fratellanza universale e il loro cuore all'amore di Dio; si uniscano nella ricerca del bene comune invece di cospirare separatamente per l'oppressione e l'intimidazione reciproca Si può studiare l'occultismo, vivere la vita superiore ed essere miliardari ? Risposta. - Cristo disse al giovane ricco: "Va, vendi tutto ciò che hai", ma il giovane ricco era molto attaccato alle belle cose della vita e malinconicamente si allontanò. Cristo fece allora notare come era forse difficile per i ricchi entrare nel Regno dei Cieli. Non disse che la cosa era impossibile, ma sapeva benissimo che le ricchezze racchiudono insidie e tentazioni. Tuttavia, un uomo può essere miliardario e sforzarsi di vivere la vita superiore. Anche se le ricchezze sono una catena e un ostacolo, sarebbe del tutto sbagliato dedurre che impediscano ogni sviluppo occulto. Tutto dipende dall'uso che l'uomo si propone di fare della sua fortuna. Se egli la impiega per opprimere il prossimo e per prestigio personale, non può evidentemente trovarvi occasioni di perfezionamento spirituale. D'altra parte, se si considera come l'amministratore della propria fortuna e costruisca grazie ad essa, abitazioni modello oppure fabbriche e officine attrezzate modernamente, se lavora con ardore alla realizzazione del suo ideale filantropico per migliorare le condizioni umane e dare agli altri tutte le possibilità di svilupparsi spiritualmente allora le sue ricchezze sono potenti fattori per il bene. Quando un uomo si consacra interamente al compito di migliorare la sorte dei suoi simili, non ha tempo per riflettere alla sua elevazione personale sul piano dell'evoluzione e pertanto questa elevazione avverrà, a sua insaputa forse, ma in modo certo. Le occasioni di fare meglio e di più si moltiplicheranno nella sua vita presente e nelle sue vite future. È il vero senso della parabola del Vangelo a proposito dei talenti : coloro che avevano fatto buon uso dei loro talenti furono nominati governatori di un certo numero di città, affinché potessero svolgere funzioni conformi ai loro meriti sul piano dell'evoluzione spirituale. D'altra parte se un uomo, possessore di un'officina, si lascia dominare dal desiderio di svilupparsi spiritualmente e, non pensando che a quello, la vende e priva così i suoi operai del lavoro per vivere una propria vita superiore e lavorare al proprio avanzamento occulto, simile uomo si sottrae al suo dovere. Senza dubbio sarà biasimato dal suo Istruttore, perché avrà interrato il talento che gli era stato affidato. In una incarnazione successiva sarà privato dell'occasione che ha volontariamente trascurato Cosa ne pensate della pena capitale ? Non è preferibile ad una carcerazione a vita ? Non è più clemente ? Risposta. - Presso i selvaggi la forza premia il diritto : "la ragione del più forte è sempre la migliore". Non inorgogliamoci dei progressi della nostra civilizzazione, dell'altruismo ostentato dai nostri governi, in ogni direzione. Anche se non andiamo con un proposito deliberato, l'arma in pugno, ad assassinare presunti avversari - salvo in caso di guerra - li uccidiamo in maniera raffinata, applicando ciò che chiamiamo la "Legge". Vi fu un tempo in cui il ladro veniva impiccato. Oggi, qualifichiamo barbarie simile castigo. Tuttavia, la pena capitale è ancora un ingranaggio della nostra civilizzazione, tanto più che con crudeltà dimostriamo una raffinatezza ignota ai popoli appartenenti a civilizzazioni più antiche: esse impiccavano o decapitavano in breve tempo, mentre noi teniamo i colpevoli imprigionati per degli anni, li sottoponiamo alla tortura di un lungo giudizio, fissiamo molto tempo prima il giorno della loro esecuzione, obbligandoli così a soffrire mille morti in anticipo per tutto il tempo interposto. In molti Paesi civili si proclama che non facciamo rappresaglie; tuttavia, sotto pretesto di salvaguardare la società e di impedire che i medesimi delitti si rinnovino, applichiamo la pena capitale, la quale non fa che incitare al delitto. Le tendenze omicide di un uomo dovrebbero essere represse in modo che egli non possa nuocere ai suoi simili; ma la morte non reprime le tendenze delittuose; in questo modo egli diviene libero nel Mondo del Desiderio di seminare attorno a sé sentimenti di odio e di vendetta contro la società. In tal modo l'assassinio si moltiplica. Inoltre, la follia omicida è coadiuvata dal cinema, dalla radio e dalla stampa; le testate dei giornali e il racconto del delitto in tutti i suoi orribili particolari incitano al delitto. Se la stampa passasse sotto silenzio gli assassini e i suicidi, avremmo meno delitti. È perciò con soddisfazione che constatiamo come vi sia qualche pubblicazione, come quella della "Scienza-Cristiana", per esempio, che si rifiuta di pubblicare qualsiasi cosa non improntata al bene. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda : "La morte non è preferibile alla carcerazione a vita ?" risponderemo : forse lo è, nelle attuali condizioni di regime nelle prigioni. Perché questo settore delle nostre istituzioni reclama delle riforme, e noi abbiamo molto da fare per migliorare il trattamento di coloro che chiamiamo criminali. Sono nostri fratelli, proprio come certi cosiddetti membri rispettabili della società, che non hanno ancora commesso l'imperdonabile crimine di venire smascherati. È vero che abbiamo reso meno barbare le condizioni di vita dei prigionieri in confronto a quello che erano prima, che abbiamo dei prigionieri in libertà provvisoria e che i condannati possono ricorrere fino alla corte di cassazione; tuttavia siamo ancora lungi dal trattare convenientemente questi fratelli deboli e decaduti. Se potessimo capire che sono veramente nostri fratelli e li trattassimo come tratteremmo un fratello più debole, figlio della nostra propria madre, agiremmo ben più giustamente. In effetti, chi mai vorrebbe disprezzare il proprio fratello, mandarlo in prigione, chiamarlo avanzo di galera, o esiliarlo fino alla fine dei suoi giorni, per un momento di aberrazione ? Quando una persona è malata di febbre tifoidea, non ci incolleriamo, la mandiamo all'ospedale fino a quando sia guarita, facciamo ogni sforzo per riportarla in salute e siamo lieti quando guarisce. Il criminale è un debole, malato mentalmente : non dovrebbe essere imprigionato, ma portato in un'istituzione dove potesse imparare a vincere la sua debolezza. Solo quando tratteremo i nostri fratelli più deboli con cura affettuosa, potremo dire che ci siamo innalzati al di sopra della barbara massima : "Occhio per occhio, dente per dente". Come osiamo pregare d'essere perdonati "come noi perdoniamo a coloro che ci hanno offeso", quando trattiamo questi poveri fratelli come facciamo ora ? Qual è il punto di vista Rosacroce sul suffragio delle donne ? Risposta. - Lo Spirito non è né maschio né femmina e si manifesta alternativamente nel corpo di un uomo e in quello di una donna, sebbene, considerando il suffragio delle donne dal punto di vista più ampio, sarebbe proficuo accordare alle donne ciò che è realmente loro diritto. Il lavoro della donna dovrebbe essere pagato come quello dell'uomo. Sarebbe bene seguire, almeno nelle grandi linee, i concetti così mirabilmente esposti da Edward Bellamy nel suo romanzo : "Looking Backwards" (Guardando indietro). La giusta sistemazione sociale che vi è esposta è piena di saggezza : bisogna considerare che l'esistenza terrestre non è che una vita tra le molte, e che noi nasciamo alternativamente uomo e donna. Ma vi sono altre ragioni per le quali la donna dovrebbe godere di questo diritto. Presso l'uomo il corpo denso è positivo; ne deriva che le sue forze positive sono particolarmente accentrate nella regione chimica del Mondo Fisico. L'uomo si interessa soprattutto a ciò che può pesare, misurare, analizzare, a ciò con cui può lavorare nella vita quotidiana, il suo sviluppo avviene particolarmente in questa direzione; egli lavora la terra e tutto ciò che la ricopre, secondo la sua fantasia, prendendo poco o nessun interesse al lato spirituale della vita. La donna, al contrario, che possiede un corpo vitale positivo, è intuitivamente a contatto con le vibrazioni spirituali dell'universo. Essa è più realista, ha più immaginazione. Si interessa di più alle cose che tendono all'elevazione morale della razza umana. Siccome solo elevandosi moralmente e spiritualmente l'umanità può progredire sul sentiero dell'evoluzione, sarebbe un beneficio immenso per l'intera razza umana se si accordassero alla donna, in ogni cosa, diritti uguali a quelli dell'uomo. Fino a quando ciò non avverrà, non potremo sperare di vedere realizzate delle riforme che unirebbero veramente tutti gli uomini fra loro. Consideriamo il focolare di cui la donna costituisce il pilastro centrale, attorno al quale si raggruppano marito e figli. Secondo i suoi mezzi; essa lo costruisce questo focolare; lo cementa, lo consolida, lo pacifica. Il padre può morire o abbandonare la casa, i figli possono allontanarsi, ma finché quando resta la madre, il focolare rimane. Se la madre è portata via dalla morte, allora il focolare crolla. Certi diranno : "D’accordo, ma se la donna si consacra alla politica il suo focolare crollerà lo stesso." Risponderemo : "No". La cosa è fuori dubbio. Potrà succedere che, durante il periodo di transizione in cui la donna dovrà lottare per acquisire i suoi diritti, essa trascuri più o meno la casa finché non si sia adattata alle nuove condizioni. Nei paesi in cui queste condizioni sono stabilite, nessun focolare è stato distrutto e ne è venuto del bene perché le donne sono sempre in testa al progresso morale. Le leggi sono gli espedienti necessari che servono ad elevare l'umanità su un piano superiore. Fino a quando non avremo la legge in noi stessi, fino a quando faremo il bene per obbligo e non per amore, sarà necessario promulgare legalmente queste riforme. Se gli occultisti si astengono dal mangiare carne causa la tragedia provocata dalla morte degli animali, tragedia alla quale non vogliono per nessuna ragione prendere parte, direttamente o indirettamente, mangiare delle uova, dei legumi, non è in qualche modo "sottrarre la vita"? Risposta. - No. Il caso è ben diverso, perché quando è necessario uccidere un animale per ottenerne la carne, bisogna farlo soffrire, mentre invece portiamo assistenza all'albero del quale cogliamo i frutti : è facile rendersene conto studiando il processo della germinazione. Quando un animale nasce, lo Spirito-gruppo, aiutato dagli spiriti della natura e dagli angeli, modella il suo corpo vitale, che viene poi deposto nella matrice della madre, mentre gli atomi-seme sono messi nel fluido germinale del padre. La gestazione ha luogo, poi, alla nascita. Senza la presenza dell'atomo-germe e della matrice del corpo vitale, nessun corpo fisico animale può formarsi. Le medesime condizioni governano la fecondazione dell'uovo, quella del grano e degli ovuli della femmina. Sia che l'uovo venga messo in un'incubatrice o che venga covato dalla gallina, lo Spirito-gruppo, cogliendo l'occasione offertagli, esaudirà la sua richiesta. Allo stesso modo il chicco di grano viene fertilizzato quando le condizioni che richiedono il suo sviluppo sono riunite, e non prima. Quando l'uovo viene rotto, cotto o trasformato in qualche altro modo, cosa che lo scarta dalla sua prima destinazione, oppure il chicco di grano viene immagazzinato, forse per anni, non vi è più vita; di conseguenza non vi è alcun male ad utilizzarli nel nostro nutrimento. È anche bene per la pianta sbarazzarla dei frutti, perché questi cessino di assorbire inutilmente la sua linfa vitale. La terribile entità che vide Glyndon in "Zanoni" di Bulwer Lytton è la medesima di quella di cui parla Robert Stevenson nella storia del Signor Hyde ? Risposta. - No. Sebbene vi sia qualche rassomiglianza fra le due entità, vi è una grande differenza fra esse in qualche punto. La terribile entità, vista da Glyndon, è conosciuta in occultismo sotto il nome di "Guardiano della Soglia". Quando il neofita entra coscientemente nel Mondo del Desiderio, dopo aver lasciato il suo corpo fisico riposare nel sonno, deve passare davanti a una entità simile a quella che è stata descritta nella nostra Cosmogonia. Questa entità rappresenta tutte le azioni cattive del passato, azioni che non sono ancora state espiate e che aspettano di essere cancellate nelle esistenze future. Il neofita deve riconoscere tale entità come facente parte di se stesso, promettere di liquidare al più presto possibile tutti i debiti raffigurati nell'odiosa forma. Quest'entità non appare all'uomo comune, sebbene sia sempre presente. È un demone che assume un'altra forma, rappresentante tutto il bene che un uomo ha fatto nel suo passato, e che si può chiamare angelo custode; ma queste forme gemelle sono, come abbiamo detto, sempre invisibili all'uomo comune, sebbene onnipossenti nella sua vita. Succede talvolta che un individuo passi da questa vita nell'altra con una natura-desiderio talmente ostinata che essa, dopo aver espiato nel Purgatorio le cattive azioni ed essere entrata nel Secondo Cielo continua a conservare tale involucro che dura fino a che l’individuo rinasce Questo involucro è allora attirato verso di lui come da una forza magnetica e il reincarnato possiede, per così dire, due corpi del desiderio. Il vecchio corpo del desiderio può, a un certo momento, imporsi e fargli condurre una vita duplice come quella del "Dottor Jeckyll", dove l'altra sua parte, "Signor Hyde" - come ha raccontato R.L.Stevenson - viene spinta a delle azioni che aborrisce, perché le sofferenze subite nel Purgatorio gli sono servite da lezione e gli hanno reso odioso e ripugnante il male che è costretto a fare sotto l'azione del suo vecchio corpo del desiderio. Simili casi fortunatamente sono rari, oggi. Se il braccio di una persona viene amputato, un ramo d'albero tagliato, una parte di costa dinamitata, la controparte eterica di queste diverse cose sarà pure divelta ? Risposta. - Nel caso di un braccio amputato, la controparte eterica di questo braccio resterà col corpo vitale, sebbene esista un certo legame magnetico fra il braccio fisico interrato e quello eterico. Si cita il caso di un uomo che si lamentava di forti dolori come se qualche oggetto avesse perforato la carne del suo braccio amputato. Questi dolori persistettero per parecchie settimane fino a che alla fine il braccio fu esumato : si scoprì che chiudendo la cassa uno dei chiodi era stato conficcato nella carne, nel posto in cui l'uomo sentiva sì atroci dolori, i quali cessarono allorché il chiodo fu rimosso. Talvolta per parecchi anni dopo l'operazione le persone che hanno avuto un braccio amputato lamentano dolori nell'arto stesso; poi i dolori cessano, perché il braccio eterico si è disgregato nel medesimo tempo del membro fisico interrato. Il corpo vitale della pianta non si compone che di due eteri inferiori - l'etere chimico e l'etere vitale - che rendono la pianta capace di crescere e di propagarsi. I due eteri superiori : l'etere luminoso e l'etere riflettente, le mancano. La pianta non ha dunque né la sensazione né la memoria di quello che avviene attorno ad essa; di conseguenza l'albero stesso non soffre della potatura di uno dei suoi rami. Nel caso di una scogliera dinamitata, solo l'etere chimico è presente, cosicché i cristalli non provano dolore. Si avrebbe tuttavia torto a concludere che nessuna impressione venga sentita nell'uno o nell'altro di questi casi. Sebbene le piante e i minerali non abbiano alcun mezzo individuale di sentire, sono avviluppati e interpenetrati dagli eteri e dal corpo del desiderio del nostro pianeta. Ora, lo Spirito Planetario sente tutto, secondo il medesimo principio che un dito non avendo ancora il corpo del desiderio individuale, è incapace di sensazione, mentre noi, che siamo gli spiriti viventi nel corpo fisico, sentiamo la ferita fatta al dito. Conoscete un luogo, una casa, un pensionato dove una persona possa vivere questa vita bella, semplice e benefica che voi preconizzate ? Risposta. - No, non ne conosciamo e qualora un simile focolare fosse fondato a tale scopo, ne saremmo ben contrariati per gli abitanti. Se, avendo un carattere collerico, ci ritiriamo su una montagna per vivere da recluso, laddove non v'è nessuno che metta alla prova i nostri nervi, avremmo poco merito di restare calmi e tranquilli. Se, trovando difficile vincere i nostri difetti e i nostri vizi in mezzo alle città, cerchiamo rifugio in un luogo deserto, possiamo considerare virtù quella di non soccombere alla tentazione ? Siamo stati messi nelle città e tra i nostri simili affinché vengano smussate le angolosità del nostro carattere, affinché impariamo ad essere tolleranti, concilianti verso tutti, e conservare il nostro sangue freddo nonostante le vessazioni e le provocazioni d'ogni genere e a vincere le tentazioni che incontriamo. Possiamo andare nel deserto e lasciare il nostro cuore in città, chiuderci entro le mura di un monastero e sospirare ancora i piaceri del mondo. Il nostro posto è quello che gli Angeli si Giustizia ci hanno designato, è là e non altrove che troveremo le nostre migliori occasioni di sviluppare le qualità che faranno di noi degli uomini migliori, delle donne migliori. Vi è molto lavoro da fare attorno a noi. Se fuggissimo il mondo, come adempiremmo il nostro compito ? Tutti abbiamo una certa responsabilità verso i nostri simili; se ci sottraiamo a questa responsabilità manchiamo al nostro dovere e il destino ci ricondurrà nel luogo dal quale abbiamo voluto fuggire. È dunque meglio imparare le lezioni alla nostra portata, piuttosto che tentare di eluderle. |
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A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma -
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship Centro promotore della Comunità Rosa+Croce Internazionale. |