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VISIONE ORIENTALE DELLO SVILUPPO SPIRITUALE E PARALLELO CON LE OPERE DI MAX HEINDEL (3/4)
Il risveglio delle note chiavi delle ghiandole endocrine, è strettamente vincolato all’Iniziazione ed è uno dei più validi aiuti per lo Spirito, nella sua preparazione per ricevere il lavoro iniziatico. Gli Ausiliari Invisibili, che hanno imparato a trasformare entro il corpo pituitario la loro forza sessuale in potere animico, abbandonano ed entrano nel corpo dalla testa: il pentagramma con la punta rivolta in alto, simbolizza appunto l’aspirante che opera in armonia con la natura. “Lavora per perfezionare i tuoi veicoli e impiegali costantemente per il servizio all’umanità”, dice il Maestro. Ricordiamo che lo sviluppo esoterico inizia sempre dal corpo vitale e che la sua parola chiave è ripetizione. Il lavoro di maggiore importanza per conseguire l’iniziazione e lo sviluppo eterico, si realizza sul corpo vitale che è il veicolo dell’Amore. Le ghiandole endocrine si collegano al corpo vitale, la cui attività spirituale è un validissimo ausilio per l’individuo, nella sua preparazione ai vari gradi di iniziazione. Secondo Mahatma Guru Sri Paramahansa Shivaji Aha: "Sette sono le chiavi della grande porta. Essendo otto in una e una in otto". I flussi di energia che compongono i nostri corpi, creano, incrociandosi, dei veri e propri centri energetici, chiamati comunemente chakras, questa parola deriva da un vocabolo sanscrito, che significa "ruota" e che indica il continuo ruotare di questi centri di energia nei nostri corpi sottili. Il numero dei nostri centri energetici è altissimo, noi prendiamo in considerazione soltanto i sette chakras maggiori, i quali sono situati lungo l'asse del corpo umano, nella parte che va dalla base della spina dorsale, fino a poco oltre la testa. Da un punto di vista fisico, si noti come questi centri di energia, corrispondano in modo abbastanza preciso, a importanti ghiandole endocrine del corpo fisico. E' interessante notare, come gli studi al riguardo (studi molto recenti), abbiano indicato importanti corrispondenze tra le funzioni svolte da queste ghiandole e le funzioni che tradizionalmente, i grandi maestri di Yoga hanno attribuito ai chakras. Per esempio, nell'area cardiaca del corpo umano, troviamo il timo e le ghiandole mammarie; la prolattina è un ormone connesso, tra l'altro, con la produzione del latte, questo concorda con le tradizionali attribuzioni del chakra Anahata, o chakra cardiaco: l'amore per gli altri, il senso di responsabilità verso la vita altrui, il superamento di una prospettiva individuale ed egoistica, in favore di un approccio di "dono" di sé agli altri. In corrispondenza del plesso solare, ad esempio, abbiamo le ghiandole surrenali, che producono ormoni utili, tra le altre cose, nei processi digestivi, quegli stessi processi che, secondo lo Yoga, sono facilitati da un buon funzionamento del chakra Manipura, situato appunto all'altezza del plesso solare. Prima di analizzare ogni chakra e fattori associati a ciascuno di essi, vediamo perché è pericoloso, forzare, anzitempo, la rotazione di alcuni chakra. Nella Cosmogonia, Heindel spiega come nel corpo del desiderio non esiste alcun organo di senso, come nel corpo fisico o nel corpo vitale, ma essendo un corpo vibrante di punti‑energetici in movimento incessante, ci sono dei centri di percezione, i quali, quando sono attivi, appaiono come dei vortici. Essi sono, tuttavia, suscettibili di essere risvegliati in ciascuno, ma secondo i diversi metodi usati per il loro risveglio, si hanno risultati differenti. Nel chiaroveggente involontario, sviluppato con metodi negativi, questi vortici (i chakras) girano da destra a sinistra. Nel corpo del desiderio del chiaroveggente volontario, sviluppato in modo corretto, i vortici girano da sinistra a destra, rilucendo di uno straordinario splendore. In ogni uomo giace latente l'energia cosmica. La corrente dell'essere scorre a livello di energia vitale nelle Nadi, innumerevoli ed impercettibili canali. Tra le Nadi, tre sono le più importanti: Ida, Pingala e Sushumna. La loro è una disposizione a Caduceo in quanto Sushumna è il canale mediano, costituito da tre guaine, l’una dentro l'altra, in occidente è equiparato al midollo spinale. Ida e Pingala scorrono rispettivamente a sinistra ed a destra della Sushumna, incrociandosi a determinate altezze di questa. Ida, è connessa con la polarità femminile e la luna, la nadi ove prana e citta (l'energia vitale e quella coscienziale), scorrono in una corrente rinfrescante. Pingala, connessa con la polarità maschile e il sole, è. la nadi ove prana e citta scorrono in una corrente ardente. Quando l'adepto, ritirando l'attenzione da quanto lo circonda, si ripiega su se stesso, adoperandosi con pratiche sia fisiche che psichiche a recuperare il mistero che sta dentro di lui ‑ la Kundalini (potenza cosmica) addormentata, nell'uomo che ha dimenticato la sua vera essenza, si risveglia. Questo risveglio è accompagnato da una sferzata di calore energetico.
A varie altezze della colonna vertebrale, si aprono i chakras, definiti anche "Padma" (loto) che sovrintendono alle attività corporali, sfere psichiche e processi universali, nell'ottica di quella identità esistente tra il microcosmo/uomo e macrocosmo/universo. Ottenere la coscienza espansa, cioè il risveglio di Kundalini, è molto pericoloso, questa forza cosmica latente, infatti, se è bene incanalata, vivifica e trasforma, ma se l'uomo non è pronto a reggerne l'impatto può bruciare, sconvolgere e addirittura condurre alla pazzia ed alla morte: Se correttamente controllata, dunque Kundalini trasforma il corpo umano in corpo divino. Quali tangibili manifestazioni, appaiono le "Siddhi", le perfezioni, quei poteri soprannaturali propri dell'uomo realizzato, l'uomo che ha pieno controllo delle sue pulsioni inferiori, soprattutto quelle sessuali. Genitali ed encefalo, sono entrambi centri creativi, di vita fisica i primi e di vita psichica il secondo. Se la loro attività è disgiunta o addirittura divergente, il processo creativo si limita alla sfera biologica umana; se invece la loro attività e' congiunta, allora il processo creativo si fa cosmico, transumano. La Sushumna unisce i due centri, il Muladhara chakra sede della Kundalini e il Sahasrara chakra sede del Dio Shiva (il dissolutore del cosmo, colui che scandisce passato, presente, futuro), per noi è la terza persona della Trinità, lo Spirito Santo, ovvero la volontà divina in manifestazione. Kundalini si unisce a Shiva (i due chakra opposti), significa il raggiungimento del superamento degli opposti, il riassorbimento del mondo fenomenico e la dissoluzione del cosmo nell'unione di statico e cinetico, centripeto e centrifugo e da quest’unione, oltre ogni dimensione spazio‑temporale, nasce l'infante divino, l'uomo‑dio. Nel Sahagsrara dunque, Kundalini si unisce a Shiva reintegrandosi nell'unità trascendentale: il principio individuale esce dalla sutura sagittale (fra le ossa parietali), il Brahmarandhra e si riassorbe nel principio assoluto. Il superamento dei contrari e l'esperienza dell'unità, si attua attraverso una serie di stati di coscienza sempre più espansi: i chakras sono centri energetici conduttori, è da loro, infatti, che s’irradia la potenza transustanziatrice di Kundalini. Interessano e governano precise zone e funzioni corporee, stati psichici a queste collegati nonché elementi e attività cosmiche. Per questo l'attività dei chakras, determina il nostro modo di essere, possiamo identificare quali sono i chakras dominanti nel nostro organismo e possiamo anche determinare quale direzione di sviluppo, potrebbe essere più efficace per permettere una maggiore espressione delle nostre qualità latenti. I tre chakras inferiori sono caratterizzati da energie di tipo abbastanza grezzo ed incontrollato e regolano, funzioni "egoistiche". La sopravvivenza e la conservazione, la sessualità (che comunque è anche altruismo nel suo aspetto di: "Dare la vita"), il potere psichico personale, la capacità di influenzare il mondo della materia; i tre chakras superiori sono invece caratterizzati dall'apertura della coscienza verso nuove prospettive, dalla considerazione degli altri, dalla spinta verso la saggezza e la comprensione della vita e dell'universo, in mezzo c'è il chakra Anahata, il centro dell'amore, del donarsi in modo equilibrato e costruttivo. Sono tematiche che affascinano le persone e che le aiutano ad elevarsi al di sopra dell’esistenza puramente materiale. Di fronte a tutti questi nuovi impulsi di risveglio pratico, che subito danno dei riscontri, la filosofia di Heindel sembra arretrata, teorica e soprattutto si dimostra una strada molto lunga e faticosa. Nel testo sopra citato, il Maestro spiega: ”Venne prima il simbolo che conteneva la verità, poi la spiegazione del simbolo, più tardi si riconoscerà e accetterà la verità. L’albero lo si può vedere solo dopo che il seme sia germogliato. Nostro dovere è aiutare la nascita della verità e aprire l’involucro che la contiene, ravvivando i morti geroglifici dei quali riveleremo il significato,non per potere nostro, ma per quello della Luce della quale siamo strumento”.
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