- Associazione ACRO - Insegnamenti Rosacrociani - Title animato
logo.gif
   SOMMARIO PAGINE ESOTERICHE |   HOME  |   ASSOCIAZIONE  |  SITI AFFINI  

L’Elisir dei Rosa+Croce (3/4)

 

 

Il matrimonio:

Non è la sessualità che degrada l'uomo dal suo rango, ma è l'uomo che fa di se un animale e che al posto di condurre una vita sessuale sana e riposante, impostata sull'amore e sull'affinità, concretizza la sessualità in un traguardo animalesco e malsano, addirittura perverso. Disonora ed avvilisce sé stesso e la sua sessualità. Colui che si è avviato sulla via dello Spirito e che vuole progredire sulla strada interiore, non farà certo della sessualità uno scopo animale; nel matrimonio, nell'unità fisica, ricercherà la manifestazione di una relazione spirituale superiore. Il legame carnale non è degradato né sporcato da costui, perché l'acte sessuale è motivato da un profondo desiderio spirituale, di unità e di amore benefico. Perché dovrebbe imbarcarsi sulla via dello Spirito, tramite la porta dell'astinenza, se non può ancora trasformare la propria energia sessuale? Da questa castità forzata, né ricaverebbe solo un grave nervosismo, del disaccordo, della discordia ed anche la rovina del suo matrimonio, poiché la sua energia sessuale non ha ancora trovato la strada dei suoi centri nervosi superiori. I coniugi devono riflettere, che non è per caso che si sono incontrati, né che il loro matrimonio è così, solo per come è. Il loro karma ha deciso questa relazione ed è proprio questo matrimonio che accelererà il ritmo del loro sviluppo. Il karma, mostrerà a loro, quando la maturità ed il tempo saranno venuti, come vivere castamente e continuare la strada, mano nella mano, supportati da un amore elevato ed una comprensione reciproca, perfetta.

Il matrimonio non diventa così un fardello inammissibile, ma piuttosto un aiuto importante e soddisfacente. Se il matrimonio è diventato una pesante croce, una schiavitù ed una difficoltà al progresso, questo andrà a sciogliersi naturalmente; l'uomo sarà rilasciato dunque, nel momento in cui il termine karmico sarà colmato, quando avrà pagato il suo conto. Il destino ed il mondo esterno cambieranno e, improvvisamente, si troverà aperta davanti a sé, la porta della libertà. Il matrimonio non è un ostacolo sulla strada dello Spirito. Molti Santi occidentali ed orientali, raggiunsero lo scopo supremo, mentre erano sposati. Uno dei grandi Maestri dell'India, Impalò Krishna, visse fino alla morte con la sua donna e tutti due, divennero dei grandi Iniziati.  Qui, in Occidente, possiamo pensare agli innumerevoli uomini e donne che, nel matrimonio, giunsero in cima alla santità, all'omni-coscienza divina, come ad esempio Santa Monica, madre di Sant’Agostino, oltre ad altri Santi o ai tanti Iniziati Rosa+Croce.

Il desiderio fisico si distacca appena l'uomo è arrivato a maturità. Egli conosce l'opera magica della sessualità. Questa energia, nella sua espressione inferiore, la forza sessuale, l'interessa ancora nella sua qualità di forza, di catalizzatore tra lo Spirito ed il corpo ed è ciò che lo aiuta a progredire. Non dice più, dunque, che per arrivare a Dio, deve rinunciare a "tutto". Non è necessario sacrificare qualche cosa. Appena l'uomo si rende idoneo a sublimare la forza sessuale, la custodisce dentro di sé, in una forma più preziosa; non perde niente, ma guadagna in tutto. Perché la felicità che l'uomo vive nella sessualità o spera di vivere, resta con lui e per sempre, ad un livello molto più elevato. Non spende più la sua energia, la custodisce, resta in lui, è per lui! Non perde niente, non la vive più come una felicità sessuale effimera, ma nella sua manifestazione superiore, come felicità psichica e spirituale che è custodita in lui per sempre, che non può perdere mai, perché: Io Sono questo. Tat tvam asi. Ognuno di noi è questo! Come dice la filosofia del Vedanta.

Non viviamo dunque, la forza divina creatrice riposta nel nostro corpo, come forma d’energia sessuale istintiva, di desiderio fisico che, appena soddisfatto, sparisce, ma conserviamola ed innalziamola, in questo modo essa diverrà una gioia creatrice, che ci condurrà direttamente ad un livello di coscienza sempre più alto, in uno stato d’eterno essere che si eleva senza tregua. L’uomo che ha raggiunto questo stadio, non ha più bisogno di felicità, né d’essere felice, perché la felicità è in sé! Come potrebbe perdere la felicità se egli stesso è la felicità? Poniamoci una semplice domanda, in piena coscienza: finché non si è ancora coscienti, il Logos, la vita stessa, vive il suo stato sotto forma d’energia sessuale, di desiderio sessuale, che agisce tramite il corpo, trasmettendo la vita. Quando l’uomo è ad un gradino poco superiore, il Logos, la vita stessa, vive in lui come amore, che si manifesta nella sua anima tramite un sentimento elevato e quando diviene cosciente del Logos, della vita, lo vive nel suo Spirito, nel suo Io superiore, come stato di consapevolezza del proprio Sé, come se stesso: Io Sono questo! Quando saremo diventati il Logos, la vita, verremo inondati da un sentimento di felicità indescrivibile, che non si attenuerà mai, non si perderà mai! Avremo trovato infine, ciò che dal primo risveglio della nostra coscienza è stato ricercato con tanto ardore. Si vive il proprio Sé, il compimento finale, la liberazione, la risurrezione! Diverremo sicuri di noi, otterremo la consapevolezza del nostro Sé, chiara e precisa e non si conoscerà paura, né timore, né insicurezza!

La forma, l'avvenimento, lo stato interiore, cambia secondo il livello di coscienza, ma il carburante di quest’energia resta quello che è sempre stato in realtà, il Logos, la nostra propria vita, il nostro proprio Sé, questo qualcosa in noi che da quando è diventato cosciente vive come noi stessi, come Io Sono. Quale potere potrebbe avere su di noi la morte, poiché saremo la vita stessa? Come potrebbe morire la vita?  Ottenendo la facoltà, di risvegliare dal loro stato latente i centri nervosi e cervicali che, come resistenza, portano le vibrazioni superiori, perché più lo stato di coscienza è alto e più alte sono le frequenze e vibrazioni che agiscono nel corpo, potremo dirigere a nostra volontà la forza creatrice, su tutta la scala di Giacobbe e possiamo adoperarla, a nostro uso e piacere. Più la manifestazione, le frequenze e la tensione si innalzano, più grande è la felicità. L'alta tensione conduce sempre di più la nostra coscienza verso le alte sfere, sempre più vicino a Dio. Non possiamo vivere Dio, se non nello stato, d’essere: "nell’Io Sono", come scrisse Mose, grande Iniziato, l’unico che parlò faccia a faccia con Dio: "Io Sono Colui che E’...". Gli uomini non compresero il senso di queste parole.

Coloro che prendiamo a modello, i grandi santi dell'Occidente e quelli dell'Oriente, non avrebbero sacrificato e rinunciato alle gioie sessuali, se queste fossero state reali e costanti. Hanno raggiunto lo scopo, la coscienza divina, trovando così mille volte una serenità divina, superiore. La domanda è, chiederci se cerchiamo una felicità passeggera o eterna? I piaceri della carne sono limitati, condizionatamente, nel tempo. Sappiamo che prima o poi termineranno, inevitabilmente, più o meno a breve termine, che ciò ci piaccia o No. Ora, più queste gioie sono grandi, più la loro perdita è dolorosa. Invece, se non si spende quest’energia tramite il canale del corpo, ma si diviene cosciente di lei, poiché noi stessi siamo lei, se raggiungiamo lo stato in cui possiamo essere di nuovo, noi stessi questa forza, non perderemo mai più questa felicità! Perché "l’Io" è eterno e non sparisce con il corpo, è solo proiettato e manifestato nel corpo come scherzo sessuale, per ritirarsi poi nel Sé. Nella nostra coscienza, non c’identifichiamo più con la proiezione e manifestazione, ma progettiamo di rivelare il nostro essere reale, portando consapevolmente in noi, la vita, l’Io sono. E l'Io è eterno. Questo è così, come eterne sono le gioie dell'Io.

Colui che non può vivere in Sé la vita, il Logos, perché i suoi nervi non possono ancora sopportare le alte frequenze superiori, colui che si trova in uno stato transitorio della sua evoluzione, dunque, deve condurre una vita sessuale sana, che risponda ad una unità spirituale. Due esseri possono darsi molto amore e felicità nell'unità sessuale, anche se questa felicità è passeggera. Ciò non li degrada, ma l'aiuta a tessere un legame interiore ed a vivere insieme, degli stati nobili. Il creato utilizza questo desiderio di amore e di compimento magico, che promette la felicità suprema tramite la sessualità, per assicurarsi la continuità delle generazioni. Quando due esseri hanno cercato e vissuto un'unità carnale che corrisponde ad un amore vero e ad un legame spirituale interiore, alla fine, resterà loro, in consolazione ed in condivisione della loro vita sessuale, l'amore e l'affinità. Per quanto tempo? Questa è un’altra domanda. Perché se hanno saziato i loro desideri fisici, credendo che la felicità sopraggiungesse nel momento stesso della soddisfazione "carnale", allora è la delusione: in quanto avranno speso tutte le loro forze per quest’inganno. La maggior parte degli uomini, ricerca dei contatti sessuali per ragioni di ordine erotico, per soddisfare l'appetito del corpo e non di certo, per un desiderio di unità interiore. A loro, non resterà poi che un vuoto ed una noia immensa, come si può troppo spesso osservare in molte coppie, giovani e vecchie. Ma la natura ha bisogno di progenie per assicurarsi la continuità della vita e l'uomo, nel suo abbandono e solitudine, ricerca comprensione ed amore nella sessualità. Cade e ricada tante volte, che non è cosciente della trappola della natura, del fatto, che non è ciò che realmente ricerca, la sessualità non può dargli ciò di cui necessita. Forse e solamente in questo momento e con sempre più interesse, che egli dirige il proprio sguardo verso la strada spirituale, mano nella mano con la sua compagna.

Tutto ciò è compreso consapevolmente dagli spiriti illuminati. Essi hanno abbandonato consapevolmente le gioie illusorie della sessualità, comprendendo che l'uomo può portare in sé stesso, come costante stato d’essere, il proprio Sé, la gioia suprema, la felicità che anima e rende attivi i suoi centri nervosi e cervicali ancora latenti. Questo da all'uomo la facoltà di diventare cosciente del suo reale, essere in Dio e raggiungere così, l'omni-coscienza divina. Le gocce d’acqua che formano l’oceano, sono l’oceano. L'uomo può riposare in Dio, diventare cosciente di Dio, essere Dio. Come dice il Cristo,  Non è scritto nella vostra legge: "Ho detto: siete dei?" Giovanni 10: 34 e Salmi 82: 6.

Maghi bianchi, maghi neri:

Come abbiamo appena visto, l'astinenza non ha senso se non si ricava un vero profitto ma porta solo svantaggi. Solo colui che ha potuto aprire la porta ai suoi centri nervosi, in cui la forza sessuale può innalzarsi è capace di vivere sanamente e con felicità un'esistenza casta, senza rischio di danni ed oppressioni, godendo dei risultati straordinari e dei valori considerevoli di questo stile di vita. Perché non respinge, ma utilizza la sua forza sessuale, sotto una forma spirituale superiore, che gli dà una gioia infinitamente più grande, rispetto a sé l’avesse adoperata nella sua qualità di energia sessuale.

Un essere tanto avanzato può manifestare anche un amore fisico passionale. Egli può vivere le frequenze superiori riposte nel proprio Sé, nella loro qualità di alte frequenze spirituali, utilizzando i suoi centri nervosi rianimati, ma può farlo, anche tramite i suoi centri inferiori nella loro qualità di alta tensione, come forza sessuale e spenderli con passione, per il canale del corpo. La tensione sessuale di un gallo, non può essere di certo paragonata, alla tensione elevata di uno stallone purosangue! Ma solo un essere tanto avanzato può cadere nella trappola di una vita sregolata. Il pericolo dello scibile e del potere acquisito, risiede sempre nel fatto, che le facoltà, consapevolmente evolute, possono essere utilizzate in due modi: o verso il lato buono delle cose o, viceversa, in quello cattivo. L'uomo di sapere o colui che sta ricercando, porta sempre in sé la possibilità di sbagliare. Al posto di trasformare la forza sessuale nella sua forma superiore, in energia spirituale creatrice, può adoperarla come un mago nero, questo significa cambiare le forze spirituali in energia sessuale, attirandole dall'alto verso il basso ed identificandole con il corpo. E importante dunque risvegliare ed attivare progressivamente i centri superiori, permettendo alla forza morale dell'uomo, di svilupparsi parallelamente, di restare in equilibrio con le sue energie spirituali creatrici e di guardarsi da ogni aberrazione!

Certi sistemi Orientali, nascondono questo pericolo, come per esempio il Kundalini o il Tantra-yoga; che risvegliano bruscamente i centri nervosi e cervicali superiori, senza tener conto dell'importanza di un sviluppo progressivo, metodico, spirituale, psichico e fisico, che sebbene più lento, è molto più sicuro. Questo è il perché, un vero maestro spirituale, è sempre estremamente "attento" con i suoi allievi. Solo un ciarlatano può giocare inconsapevolmente con queste forze creatrici superiori, magiche e penetranti del tutto. Un "mago bianco", un "uomo-dio", è colui che è diventato cosciente tramite la via dello Spirito, che si è risvegliato, fino al livello divino, che ha raggiunto l'ultimo gradino della scala di Giacobbe, che dispone di tutto il potere delle manifestazioni della forza creatrice e che l'utilizza, secondo la legge morale divina, come strumento di Dio ed in modo perfettamente impersonale e disinteressato. Le sue alte energie irraggiano anche il suo corpo, poiché vive in questo corpo, ma nella sua coscienza non lascia mai la sua sorgente, Dio. La sua coscienza si è unita a Dio e non si identifica più al corpo. Resta cosciente di ciò che è in realtà, della sua energia, che è la vita, il Logos, Dio stesso. Invece il mago nero, che ha alzato il suo livello di coscienza artificialmente, egoista e moralmente poco sviluppato, fa esattamente il contrario: utilizza le forze divine per soddisfare i suoi bisogni e desideri personali. La sua coscienza non s’identifica con Dio, ma al corpo; attira verso il basso le forze divine racchiuse nei centri spirituali, verso i suoi organi sessuali. Appena l'uomo degrada, per fini personali la sua forza creatrice spirituale, che con l'aiuto dei centri nervosi e cervicali ha rianimato e la utilizza per i suoi desideri egoistici, diventa un mago nero.

La differenza essenziale tra un mago "nero" ed uno "bianco", è che il mago nero utilizza le forze divine, mentre il mago bianco, si mette al loro servizio, si rende il loro strumento. Il mago bianco è diventato perfettamente impersonale, non può agire come persona individuale, questa non esiste più. Perché la sua coscienza è identica a Dio ed è la volontà divina che lo fa agire.

Il mago nero, per il suo stile di vita personale ed egoista, si mette al servizio delle brame e dei godimenti fisici. In conseguenza, compromette, tradisce ed uccide, la forza divina, il Logos, il suo Io divino. Potrebbe anche compiere dei miracoli con le sue potenti forze, al posto di tradirle, di uccidere il suo Io reale e finalmente autodistruggersi. La morte dei maghi neri è sempre atroce! La storia di Giuda è la versione biblica di questo tradimento.

Per comprendere correttamente la storia di Giuda, abbiamo il dovere di sapere, come prima cosa, che la Bibbia fa numerose allusioni alle relazioni cosmiche, dunque, alle verità astrologiche. Nel vecchio Testamento, troviamo già dei riferimenti astrologici, come la visione di Ezechiele, in uno dei passaggi più importanti della Bibbia. Ezechiele, vede l'universo come un immenso lenzuolo spiegato ai quattro angoli, nel quale appaiono quattro "figure": il leone, il bue, l'angelo e l'aquila. I quattro angoli dell'universo, sono i quattro volti di Dio, i quattro segni maggiori dello zodiaco: il Leone, il Toro, l'Acquario e l'aquila, di cui l'espressione inferiore è lo Scorpione.

Ritroviamo questi quattro segni zodiacali nella rappresentazione simbolica dei quattro evangelisti: Marco-leone, Luca-Toro, Matteo-Acquario e Giovanni-aquila che, sotto il suo aspetto inferiore, diventa Giuda-scorpione. Anche l'apostolo Paolo, parla degli effetti delle varie suddivisioni cosmiche, nella sua prima epistola ai corinzi (15: 41): "Altro è lo splendore del sole, altro è lo splendore della luna ed altro ancora è lo splendore delle stelle; anche una stella, differisce in splendore da un'altra stella. "

La frequenza del segno zodiacale dello Scorpione, corrisponde a quella della forza creatrice che, alla sua ottava superiore, nella sua forma spirituale, è rappresentata da un'aquila che vola in alto, questa simboleggia l'apostolo Giovanni, colui che pose la sua testa sul cuore del Cristo. Nella sua forma inferiore corporale, si manifesta nell'energia sessuale, lo Scorpione, che uccide se stesso, questo rappresenta Giuda. Cristo, il Logos, dice di Giuda: "Colui a cui darò un pezzo del mio pane, ha sollevato il suo piede contro me…" e continua dicendo: "Uno di voi mi consegnerà". La forza sessuale che porta in se la vita è Giuda, è colui che possiede la borsa ed è nutrito dal principio creatore, il Cristo, è l’apostolo a cui è stato dato un pezzo di pane ed è quello, che lo tradirà con un bacio: Gesù gli disse: "Giuda, è con un bacio che consegni il Figlio dell'uomo!" - "Il Bacio" è un atto erotico, dunque sensuale. Il mago nero, che dispone delle sue forze creatrici - la borsa - che identifica con il corpo, con la materia, degrada la sua forza spirituale, trasformandola in energia sessuale e la spreca, solo per i suoi godimenti fisici; tradisce il Cristo, le forze del Logos, creatrici e magiche. Giuda vende il Cristo per trenta denari. Sono i trenta gradi del segno zodiacale dello Scorpione, che ha la stessa vibrazione degli organi genitali e simboleggia, l'energia sessuale. Nel momento in cui il divino, tradito e consegnato da Giuda, muore sulla croce (simbolo del mondo materiale), Giuda anche deve chiaramente morire, ma per suicidio. La Bibbia dice che nell'istante in cui il Cristo spirò sulla croce, Giuda si appese ad un albero e morì. Anche il potere creatore si può uccidere, perché la forza creatrice divina e l'energia sessuale sono due Logos, dunque identici. Quando la forza creatrice dell'uomo è tradita da una vita di dissolutezza e di sessualità esagerata, che serve solamente al godimento fisico personale, essa muore. L'uomo perde la sua virilità, il suo potere centrale suggestivo, diventa un carattere molle senza resistenza, la preda di tutte le influenze del mondo esterno e del suo più grande nemico, la paura.

Giuda uccise il principio creatore, il Cristo, così come se stesso ed a tutt’oggi, allo stesso modo di Giuda, questo accade ancora, in ogni uomo che abusa delle sue qualità superiori, che usa la ragione per dirigere i propri pensieri verso gli organi genitali, che eccita i sensi e le sue ghiandole sessuali, alimentandosi con pietanze e bevande stimolanti, che eccita la sua sensualità tramite la visione di riviste o film pornografici, che spreca in questo modo anomalo ed esagerato, la sua energia sessuale. Ciò, chiaramente, va di pari passo con l'alcolismo ed altri vizi. L'esperienza mostra che quelli che sciupano la loro forza creatrice, che vivono in modo sregolato ed abusando della masturbazione, s’incamminano molto velocemente, nella debolezza di carattere, verso la distruzione, l'oscurità e la paura. La masturbazione giovanile è temporanea e certo non trascina necessariamente a tali conseguenze. Chiaramente, qui stiamo trattando della masturbazione patologica ed esagerata.

L'uomo semplice, che possiede un livello di coscienza media, non è certo un Giuda, non può esserlo. Non possiede la capacità di trasformare le energie. Non può dirigere le sue forze verso l'alto o verso il basso, né tanto meno, può cambiarle. Se un tale essere cede ai suoi desideri fisici, conducendo una vita sessuale sana e normale, non pecca contro il principio creatore che dimora nel suo inconscio, perché una vita sessuale sana non è proprio un peccato! Non attira le forze divine nel corpo, non identifica il suo Io supremo - di cui non è del tutto cosciente - con il corpo; di fatto, non avvicinandosi al suo Io, non può neanche abusarne. Spende di conseguenza, solamente le sue forze fisiche sessuali, in modo normale e non le forze creatrici spirituali.

I centri nervosi e cervicali dell'uomo, sono fatti in modo che manifestino, progressivamente e sistematicamente, le forze del Logos, ad ogni piano dello sviluppo della coscienza.  La vita terrestre, spesso impedisce il risveglio e l'animazione progressiva, dal basso verso l’alto, di questi centri a molte persone e la civiltà moderna, aumenta sempre di più il loro numero; certi focolari superiori escono dal loro stato latente rapidamente, mentre altri centri inferiori, sonnecchiano ancora. Queste irregolarità, causano ogni tipo di malattia e di anomalia, tanto nella psiche quanto nel fisico, conducendo molti, purtroppo, a gravi sdoppiamenti di personalità. Le ripercussioni delle due guerre mondiali ed alcune tecniche moderne, dimostrano che l'umanità è ancora molto lontana dall’essere matura e la grande scissione intervenuta tra la natura e gli uomini, ha per conseguenza, oggi, come momento di declino di una grande cultura, l'animazione irregolare dei centri nervosi di molti e numerosi esseri, minaccia che pesa sempre, oltre che sulla razza bianca, anche sui popoli asiatici ed africani. Colui che ha gli occhi aperti, si rende conto di ciò che accade sulla Terra. Degli esseri psichicamente malati, sofferenti di complessi di inferiorità ed assetati di potere, non avendo superato mai lo stadio della pubertà e non essendo mai divenuti adulti in realtà, pur trovandosi ancora ad un livello inferiore di coscienza, dispongono tuttavia di forze ipnotiche altamente magiche, che gli consentono di prendere delle alte posizioni nella società umana, trascinando con se, nel baratro, le folle, per mezzo di un'energia convincente e ad alta frequenza. Si collocano nella vita politica ed economica dei loro paesi, provocando abbondanti danni, finché un altro uomo, non del tutto sottosviluppato ma ancor più primitivo, utilizza le sue forze magiche per disarcionarli, al fine di prendere il loro posto ed infliggere ancora di più, ulteriori mali alla comunità. Non è stupefacente che su questa Terra, il caos regni una volta qui ed un'altra volta là, che degli uomini si massacrino senza ragione, come dei pazzi, rendendosi quasi impossibile una vita tranquilla e naturalmente felice? Eppure Dio ce ne ha data piena facoltà. Dovunque oggi regna la paura, l'agitazione, l'incapacità e la disgrazia. Per questo l'uomo, che come Giuda utilizza le forze creatrici altamente spirituali al servizio dei suoi istinti più bassi, si è già quasi irrimediabilmente perso.

Sono i pericoli dell'albero della conoscenza del bene e del male! Un ricercatore, in cui la forza morale non si è evoluta parallelamente con le sue conoscenze, che non può allargare la coscienza del suo Io all’intera comunità, che non può trasformare il suo egoismo in amore universale, dunque, porta in se il rischio di adoperare senza discernimento la sua conoscenza, dirigendo verso il basso, le sue forze superiori, operando in tal modo della magia nera, che causerà, irreparabili danni a tutta l'umanità. Degli esseri, dal "preteso sapere", non avendo ancora del tutto sviluppato i loro centri nervosi e cervicali in modo equilibrato, hanno potuto mettere le loro più alte manifestazioni spirituali dell'Io, come la letteratura, il teatro, il cinema, la musica, al servizio di forze inferiori, come la demagogia senza scrupoli, l'erotismo, l’oscenità e la pornografia. Gli animali non possono peccare di sessualità. Secondo le leggi della natura, essi la vivono con una naturalezza rifinita, assicurandosi la loro discendenza e godendo sanamente dei suoi piaceri. E questo è tutto. L'uomo sottosviluppato, dal mezzo-sapere, utilizza la sua ragione per immaginare ogni tipo di metodo, utile a stimolare i suoi organi sessuali, con l’unico scopo di ottenere un godimento fisico e una sensualità perversa.

Tali atteggiamenti indeboliscono gli organi più sani, forzati a compiere azioni al di sotto delle funzioni delle loro forze. Gli uomini più meschini sfruttano le debolezze umane, dedicandosi agli affari degradanti come la droga ed altre manifestazioni inferiori. L'uomo che dirige esageratamente la sua energia di vita verso gli organi sessuali, sia per disgrazia o per sete di piacere - che prende le sue radici anche nella disgrazia - in modo che questi, in costante stato di eccitazione, esigono delle soddisfazioni sempre più rinnovate, ha sempre meno energia per rianimare gli organi superiori, che dovrà utilizzare per lo sviluppo della sua spiritualità.  Le conseguenze di una tale attività sessuale, sono l'indebolimento della forza di volontà, la paura costante, la debolezza psichica e fisica, la passività, l'inattività e l'incapacità di vivere.  Questo è così, perché l'uomo perde, poco a poco, le sue facoltà spirituali elevate.

 

CONTINUA

 

SOMMARIO PAGINE ESOTERICHE  |   HOME  |   ASSOCIAZIONE  |   SITI AFFINI  

A.C.R.O. - Gruppo Studi Rosacrociani di Roma - 
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
Centro promotore della
Comunità Rosa+Croce Internazionale
.