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L'ARCA DELL'ALLEANZA
DAL SITO
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L'Arca perduta L 'uomo paludato come un antico sacerdote
ebraico solleva lentamente il coperchio di una piccola cassa dorata. Trepidante,
scruta nel suo interno polveroso. Per qualche istante il sacerdote appare
deluso, poi qualcosa sembra prendere vita: dapprima sono scintille, lampi di
luce accompagnati da un suono sinistro che aumenta di intensità. Quindi una
sorta di nebbia, che presto assume i connotati di uno spettro mostruoso, e gli
si avventa addosso con una violenza che nessun essere umano è in grado di
sopportare. La testa del sacerdote esplode; una colonna di luce si sprigiona
dall'antico contenitore e raggiunge le nubi. (...) di legno d'acacia, lunga due cubiti e
mezzo, larga e alta un cubito e mezzo (circa cm. 125 x 75 x 75). La
ricoprì d'oro puro di dentro e di fuori, e le fece intorno una corona d' oro. Le
fece quattro anelli di oro fuso ai quattro suoi piedi (...); prese poi due
stanghe di legno e le fece passare negli anelli ai lati dell'Arca per poterla
portare. L' Arca aveva davvero poteri soprannaturali,
come nel film? La Bibbia parla di uomini fulminati dal Signore per averla
toccata, e le attribuisce altri sinistri prodigi. Si tratta, probabilmente, di
invenzioni letterarie atte a dimostrare la potenza di Dio, ma qualche accanito
seguace dell' ipotesi extraterrestre sostiene che l'Arca dell'Alleanza era in
realtà un potente accumulatore elettrico, costruito in base a certe conoscenze
segrete, il quale emetteva scariche mortali. L'Arca si trova in Egitto. Nel Secondo Libro delle Cronache si legge testualmente: L' anno quinto del regno di Roboamo (925 a.C.) Sesac, Re d'Egitto (Soshenq I, della XIII Dinastia) marciò contro Gerusalemme (...) e portò via i tesori del tempio del Signore. Portò via ogni cosa, anche gli scudi d'oro lasciati da Salomone. In quell' "ogni cosa" poteva esserci dunque
anche l'Arca dell'Alleanza. L'allora capitale d'Egitto era Bubasti, sul delta
del Nilo, accanto a cui sorgeva Tanis, ove Lucas ha ambientato il ritrovamento
dell'Arca. Questa volta è Gioas, Re d'Israele, a distruggere nuovamente il Tempio di Gerusalemme, tra il 797 e il 767 a.C. Il Secondo libro dei Re dice: Prese tutto l' oro, l' argento e tutti gli oggetti che si trovavano nel tempio del Signore e se ne tornò a Samaria (nell'odierna Palestina).
Se, per caso il faraone Soshenq non fosse riuscito a trovare l'
Arca, potrebbe averlo fatto successivamente Re Gioas. A detta del Secondo Libro delle Cronache , nel 621 a.C. l'Arca (o una sua esatta copia) esisteva ancora: vi sta infatti scritto: Poi Giosia disse ai Leviti: "Collocate l'Arca Santa nel Tempio del Signore che edificò Salomone". Quando, tra il 587 e il 585 a.C.,
Nabucodonosor, re dei Caldei e dei Babilonesi, conquistò Gerusalemme dopo un
assedio durato 18 mesi, egli portò a Babilonia tutti gli oggetti del tempio del
Signore .
È un'ipotesi degli archeologi Emmanuel Anati e Flavio
Barbero, secondo i quali Mosé (un iniziato del culto di Akhnaton,
perseguitato dai sacerdoti di Amon) avrebbe prelevato l'Arca - un potente
oggetto magico custodito in Egitto fin dalla notte dei tempi - da un tempio
egizio, e l'avrebbe portata con sé durante l'Esodo. Per proteggerla, l'avrebbe
sostituita con una copia e avrebbe nascosto l originale, insieme ad altri tesori
del popolo ebraico, nelle viscere del monte Har Karkom, ove si troverebbe
tuttora.
Le sue collocazioni probabili sono due: da qualche parte nei
pressi dei Pirenei, dove sarebbe stata portata dai Visigoti insieme ad altri
tesori catturati durante il sacco di Roma (i romani l'avrebbero infatti a loro
volta prelevata durante il sacco del tempio di Gerusalemme), oppure nella
cattedrale gotica di Chartres. Ve l'avrebbero portata i templari dopo averla
recuperata nei sotterranei del tempio di Gerusalemme e ora sarebbe murata in una
cripta segreta; quando qualcuno la scoprirà - racconta la leggenda - l'edificio
crollerà come un castello di carte.
Il defunto Hailè Selassié, ex Negus di Etiopia, affermava di essere
discendente della regina di Saba, un regno nei dintorni dell'attuale Yemen. La
famosa regina (di cui sono noti i rapporti con Salomone, l'edificatore del
tempio di Gerusalemme) avrebbe avuto in dono l'Arca dell'Alleanza, che, sempre
secondo Hailè Selassié , faceva parte del suo tesoro imperiale. In tal caso il
luogo più probabile ove ora potrebbe trovarsi sono i capaci forzieri di una
banca svizzera, ove l'ex Negus ha nascosto le sue ricchezze prima di lasciare il
paese. Nel marzo 1992 la stampa ha dato ampio risalto alla notizia del ritrovamento dell'Arca. Nel volume The Sign and the Seal ("Il segno e il sigillo"), l'inglese Graham Hancock sostiene che l'Arca - già parte del tesoro di Hailè Selassié - si trova ora in una cripta sotterranea custodita da una misteriosa confraternita. Dobbiamo fidarci ciecamente della sua parola: infatti i custodi non permettono a nessuno di vederla.
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A.C.R.O.
- Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma -
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