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I Catari
Dal sito: http://www.bethelux.it
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Il catarismo è considerato un movimento cristiano con certe particolarità che lo distinguono dal cattolicesimo. Vediamole in sintesi. Per i Catari esistono due Divinità, uno malvagio (Satana), falso, crudele, l'altro Buono, Santo, Giusto. Il mondo materiale è opera del Dio malvagio, mentre il creatore di ciò che rimane in eterno, della Gerusalemme Celeste, è il Dio Buono. I Catari erano convinti che Satana avesse scritto, o avesse influenzato a scrivere il Vecchio Testamento; per loro Abramo, come tanti, non era altro che una figura diabolica. Tutte le cose materiali che si vedono sulla terra sono vane e vengono da Satana. La terra è un luogo malvagio e tornerà nel nulla da dove è venuta. La terra è l'inferno. Satana ha modellato tutto dalla materia preesistente, il Dio Buono crea dal nulla. L'uomo è fatto di corpo, anima e spirito; il corpo è stato modellato dal Dio malvagio, mentre l'anima e lo spirito sono create dal Dio Buono. L'anima si trova nel corpo, mentre lo spirito è al di fuori e sorveglia l'anima. Il corpo è una prigione che tiene prigioniero l'angelo messo lì da Satana. Gesù Cristo è la salvezza. Egli rivela la verità, libera gli spiriti imprigionati ed indica la via che porta al Dio Buono. E' sceso sulla terra attraversando 7 cieli inferiori, prendendo le sembianze degli angeli di ogni cielo, finché non è giunto sulla terra apparendo come uomo. Gesù ha istituito il battesimo. Per i Catari il battesimo non è quello d'acqua, ma è un battesimo spirituale, che gli uomini ricevono da adulti (consolament). Con il battesimo l'anima si riunisce con lo spirito. Solo chi ha ricevuto il consolament faceva parte della Chiesa di Dio. Questi erano chiamati Parfaits (Perfetti), mentre gli altri erano i Credenti. L'unione per eccellenza di anima e spirito è quella di Maria Maddalena con il Cristo.Per i Catari esisteva la reincarnazione. Le persone che non avevano ricevuto il battesimo spirituale si sarebbero reincarnate da una a 9 volte. Poi basta. Non avrebbe potuto fare più penitenza e sarebbero stati perduti per sempre. Esiste, però, un documento da cui si evince che tutte le anime si sarebbero salvate. Giacomo Antier e Guglielmo Balbaria dicevano: "Ogni creatura fatta dal Padre celeste, cioè gli spiriti e le anime, sarà salvata, e nessuno di loro perirà...Essi andranno di corpo in corpo, finché non giungano in un corpo nel quale pervengano allo stato di verità e di giustizia e vi diventino buoni cristiani". I Catari criticavano la Chiesa Cattolica. A questa contrapponevano la loro Chiesa, che è la Chiesa di Dio, una Chiesa interiore. Non ammettevano il battesimo d'acqua, l'eucaristia, non esisteva alcun edificio sacro; la loro Chiesa erano i fedeli in mezzo ai quali stava Gesù e vi sarebbe rimasto fino alla fine del mondo. Per i Catari la morte del Cristo era una manifestazione satanica; la Croce era semplicemente uno strumento di tortura, la Crocifissione non aveva nulla a che fare con il divino. Una loro preghiera recita: Padre santo, Dio legittimo degli
spiriti buoni, che non hai mai ingannato né mentito né errato, né esitato per
paura della morte a discendere nel mondo del Dio straniero - perché noi non
siamo del mondo né il mondo è nostro - concedi a noi di conoscere ciò che tu
conosci - e di amare ciò che tu ami. Concezioni identiche già si erano riscontrate con i Paluciani e i Bogomili. I Catari, come detto all'inizio, erano cristiani; non sono da considerare eretici, tanto che San Bernardo diceva di loro: "Nessun sermone è più cristiano dei loro e la loro morale è pura". I Catari erano in possesso di qualcosa che poteva mettere in discussione il cattolicesimo; come poteva la Chiesa Cattolica rimanere insensibile? Anzi doveva fare di tutto per impossessarsene. Bisognava prendere una decisione, l'unica possibile era il loro sterminio. C'è da aggiungere che in quel periodo il movimento cataro era molto radicato nella Linguadoca ed era diventato ormai alternativo al cattolicesimo. Nel 1208 in Linguadoca venne assassinato uno dei legati pontifici. Papa Innocenzo III bandì allora una Crociata contro l'eresia. Nel 1244 cadde l'ultima fortezza, Montségur. Montségur si trova a 40 Km da Rennes-le-Château. I Catari si erano stabili nella fortezza nel 1208, dopo due anni che Raymond de Perelha, signore di Montségur, la aveva ristrutturata. L'architettura della Fortezza di Montségur ha una particolarità: durante il solstizio d'estate, i primi raggi del sole attraversano il loggione da parte a parte. Per alcuni è un caso, per altri è la prova di un culto solare. Forse altro non è che il desiderio di essere in armonia con la natura. Comandante della difesa era Pierre-Roger Mirepoix, ed il Conte di Tolosa Raymond VII li aiutava inviando loro viveri ed acqua. Nel mese di gennaio del 1244 due catari, Mattheus e Pierre Bonnet, lasciarono la fortezza per nascondere in una grotta il loro tesoro. Il 13 marzo dello stesso anno 3 "parfaits" Amiel Aicard, Hugo e Poiterin ed un "credente", lasciarono la fortezza, durante una tregua, mettendo in pericolo la vita di tutti gli altri, portando via qualcosa di molto prezioso per loro e legato alla "loro religione", un tesoro spirituale. Fernand Niel si chiede: "...manoscritti o il segreto di un nascondiglio di un tesoro più che materiale?" Pierre-Roger Mirepoix, dichiarerà agli Inquisitori che i tre "Parfaits" erano fuggiti, affinché la Chiesa degli eretici non perdesse il suo tesoro e non perdesse neanche il tesoro nascosto nella foresta, di cui i tre "parfaits" conoscevano il nascondiglio. Ricordo che i "Parfaits" erano quelli che avevano ricevuto il "consolament" e che appartenevano alla Chiesa di Dio. Essi si erano congiunti con il loro spirito celeste. Pierre-Roger Mirepoix, era discendente di Mérovèee Levi, signore di Mirepoix, il quale, su ordine di Bera II, aveva salvato Sigebert IV, portandolo a Rennes-le-Château, quando Pépin II, fece assassinare Dagobert II. Pierre-Roger Mirepoix, era molto legato alla sovranità merovingia. I Crociati dovevano recuperare qualcosa a Montségur, ma non la trovarono mai, perché era stata portata via quel famoso 13 marzo 1244. Ma il loro segreto lo conoscevano anche i Templari.
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- Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma -
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