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KABBALAH
L'antica Via ascetica e mistica dell'Occidente
tratto da: http://www.antiguatau.it/htlm/cos'è%20la%20cabala.htm
La Cabbalah, situata idealmente nel cuore
della tradizione misterica occidentale, è un metodo di sviluppo personale e
realizzazione del sé che si basa su una " mappa " della coscienza chiamata l’
Albero della Vita. Questa schema, o diagramma, può essere usato per esprimere l’
autorealizzazione attraverso una visione d’ amore e di armonia. La Cabbalah riveste una particolare importanza
nel mondo moderno perché pone l’ enfasi sul fatto che la nostra vita quotidiana,
ordinaria, è un’ espressione della spiritualità. La Cabbalah, che include sia
gli aspetti chiari che quelli più oscuri della nostra psiche, ci offre una
visione globale dettagliata e coerente, sia della natura dell’ esistenza umana,
sia della relazione tra noi stessi, gli altri esseri e il nostro mondo. La Cabbalah, tuttavia, non rappresenta un
cammino di trascendenza. Utilizzarla non equivale a dire: " Non mi piace qui,
c’è qualcosa di sbagliato in questo pianeta; farò qualsiasi cosa per volare via
da qualche altra parte. Voglio salire in alto". La Cabbalah dice: " Se vuoi fare
così fallo, ma poi riporta quell’ energia sulla terra, per metterla in pratica.
Trova un modo per manifestare le tue connessioni sul pianeta, altrimenti non
avrà senso viverci". La Cabbalah è decisamente un cammino del
cuore, al cui centro si trova un diagramma, o mappa, chiamato l’ Albero
della Vita. Lo scopo della mappa è di aiutarci a individuare i diversi aspetti
della nostra psiche e di imparare a lavorare con l’ energia del cuore piuttosto
che solamente con il sapere intellettuale. Abbiamo una mente, un corpo e delle
sensazioni per incarnarci qui, sul pianeta Terra, per fare il nostro lavoro,
qualunque esso sia. La Cabbalah dice che se separiamo, dipaniamo, i pensieri, i
sentimenti e le sensazioni e iniziamo a considerare quello che ciascuno di essi
significa in relazione al nostro essere, sarà più semplice trovare l’ energia
che si nasconde dietro di essi e identificare ciò che veramente ci spinge ad
agire. Secondo la Cabbalah, che, come abbiamo detto,
è un cammino del cuore, è sempre l’ amore a cercare di emergere in superficie e
ciò non significa negare l’ importanza del potere o di qualsiasi altra qualità o
altri aspetti della vita, ma quando ci muoviamo nella direzione del cuore e ci
chiediamo sinceramente qual’ è il nostro scopo nella vita, in un modo o nell’
altro scopriamo che ha qualcosa a che fare con l’ espressione dell’ amore.
Quando siamo collegati all’ energia dell’ amore, riusciamo a percepire l’
armonia che pervade tutto il creato. Questa armonia, che include tutte le
differenze, anche quelle che possono condurre alla violenza e alle guerre, è la
più profonda espressione dell’ amore. Si potrebbe pensare che questa comprensione, o
visione o, anche, intuizione, possa essere il risultato di qualcosa di
estremamente complicato, un sistema inevitabilmente difficile da comprendere e
utilizzare. In realtà ciò che la Cabbalah rappresenta è facile da imparare e
continua a svilupparsi e a cambiare come noi ci sviluppiamo e cambiamo. La
Cabbalah è preziosa per chiunque stia percorrendo il cammino dello sviluppo
personale e spirituale, a prescindere dal tragitto scelto. Utilizzando la Cabbalah si impara a percepire
e ad esprimere tutte le diverse energie del corpo e si può giungere a
comprendere meglio la relazione tra le energie fisiche, emotive, mentali e
spirituali del nostro essere, fino a trasformare la frammentazione in unità.
Impariamo così ad agire con il cuore, acquistando la capacità di migliorare noi
stessi, altre persone e la nostra relazione con l’ ambiente; possiamo così
crescere ed imparare a collegarci con lo scopo unico e prezioso della nostra
attuale incarnazione. Uno dei metodi per usare la Cabbalah è quello
di creare connessioni tra tutti i diversi aspetti della nostra vita: eventi,
esperienze, idee, immagini e relazioni in cui ci imbattiamo. Queste connessioni,
che nella Cabbalah si chiamano corrispondenze, ci aiutano a dare un nuovo
senso alla vita e a viverla nella sua pienezza. A noi tutti piace mettere un pizzico di
mistero nella vita, avere qualche matassa da dipanare, qualche enigma che ci
faccia esulare quando ne scopriamo la soluzione. L’ uso della Cabbalah offre una
miriade di queste opportunità, perché attraverso le corrispondenze possiamo
riuscire a comprendere simboli, miti e sogni, non solo della nostra psiche, ma
anche della psiche di altre persone. Giungendo a conoscere noi stessi, possiamo
conoscere e rispettare gli altri per le loro somiglianze e anche per le loro
differenze. Che cos’è la Cabbalah La Cabbalah è la pietra miliare della
tradizione esoterica occidentale. È stata definita il misticismo dell’
Occidente ed è un grandioso corpus di elementi pratici e teorici di
filosofia e psicologia intrecciati ai testi religiosi ebraici e ad un vasto
complesso di simbolismi alchemici, astrologici, occulti, rosacrociani e
massonici, inclusi i tarocchi. Tuttavia, dovendo documentare questi insegnamenti
esoterici di carattere pratico, l’ Occidente esce sconfitto dal confronto con l’
Oriente, a causa dell’ origine e della tradizione orale degli insegnamenti,
delle campagne di persecuzione a cui vennero sottoposti nel Medioevo e del
disinteresse generale nel mondo moderno. La prima chiave di comprensione ci è fornita
dal fatto che il termine ebraico qabalah significa sia " ricevere " che "
rivelare ", cioè rappresenta un elemento di rivelazione ( del "
significato " dell’ universo ) e al contempo il mezzo di ricezione
della sua stessa saggezza. Questa affermazione non rappresenta un paradosso se
applichiamo la massima occulta del " come in alto così in basso "; nella
Cabbalah il rivelatore e il ricevente sono ( almeno potenzialmente ) uno e
indivisibile. La Cabbalah si suddivide in genere in cinque parti: 1. La Cabbalah orale,
cioè gli elementi che si apprendono oralmente da un insegnante o da un maestro,
da qualcuno che percorre il percorso magiko, da accenni casuali, o da se stessi. 2. La Cabbalah scritta,
che tradizionalmente mira a descrivere la natura e la struttura essenziale dell’
universo e del suo destino. La Cabbalah scritta include tutti i testi concepiti
da un punto di vista cabalistico, non necessariamente sulla Cabbalah stessa. 3. La Cabbalah letteraria,
cioè una " sezione " della Cabbalah che tratta le informazioni contenute negli
insegnamenti cabalistici, in particolare quelli che si trovano nella Bibbia.
Include Gematria
( pronuncia: Ghemàtria ), cioè la scienza e l’ arte della manipolazione di
lettere e numeri e tutte le forme di lettura evocativa di libri sacri, che
utilizzano i codici e le corrispondenze cabalistiche adeguate. 4. La Cabbalah simbolica,
cioè la comprensione, l’ utilizzo e la relazione dei simboli alla propria
esperienza. Si basa principalmente sul diagramma dell’ Albero della Vita. 5. La Cabbalah pratica,
cioè l’ utilizzo di tutti i vari aspetti della Cabbalah con il fine di creare un
cambiamento ( dal punto di vista personale, interpersonale e trans-personale ). Quindi la Cabbalah è: Una mappa di livelli di consapevolezza
fisici, eterici, astrali, ecc. Un modo di correlare le esperienze
interiori ed esteriori e di esprimerle a se stessi e agli altri. Un modo di rapportarsi e comunicare. Un modo di collegare la consapevolezza
interiore con quella esteriore, creando così un " ponte " attivo e creativo
tra le due sfere, contribuendo ad espandere la coscienza. Un modo per rapportarsi ai processi di
persone che sono apparentemente diverse – al di là delle scelte religiose o
delle peculiarità dell’ espressione individuale o culturale. Un modo di formulare idee con maggiore
chiarezza e di trovare espressioni semplici per pensieri complessi. Un modo di rapportarsi a simboli il cui
significato è divenuto oscuro, è stato dimenticato o frainteso, stabilendo
un collegamento tra l’ essenza di forme, suoni, colori, semplici idee, ecc.
e i loro equivalenti spirituali, intellettuali, emotivi e fisici. Un modo per mettere alla prova la
veridicità delle corrispondenze e delle idee, paragonandole a ciò che già si
conosce e si comprende. La programmazione della vittima La figura della vittima è nata da un’ azione
precisa durata per oltre sei secoli ad opera dell’ Inquisizione che ha
introdotto su scala quasi mondiale condizionamenti stabili, paure e tabù,
creando una nuova programmazione, quella della vittima. La vittima non può
reagire ed è strutturata sulla regola del buonismo e della rassegnazione all’
insegna di una impossibilità a decidere e ad agire. Questi condizionamenti sono
diventati genetici e vengono tramandati attraverso le generazioni. La Cabbalah, di per sé, ha rappresentato da
sempre il fulcro della persecuzione inquisitoria, da un lato perché facente
parte della mistica ebraica e dall’ altro perché rappresenta il linguaggio
alchemico e occultistico universale. Tutto questo ha quindi dato origine ad una
serie infinita di leggende, false interpretazioni e superstizioni riguardo a
quella che rimane comunque una delle vie di realizzazione più antiche, semplici
e complete nella storia dell’ umanità. La Cabbalah rappresenta una via importante
nella deprogrammazione della vittima, che può, attraverso l’ applicazione
costante della volontà, tornare in possesso del piacere di vivere. L’ Albero della Vita Tutto il sapere della Cabbalah può riassumersi
in un diagramma semplice e tuttavia unico, l’ Albero della Vita, che in ebraico
è chiamato Otz Chiim. Nonostante la sua estrema semplicità, l’
Albero della Vita è stato descritto come rappresentazione potente e
onnicomprensiva dell’ anima umana e dell’ Universo; inoltre, grazie alla sua
schematicità, può essere velocemente memorizzato ed è facile da visualizzare.
Dalla sua struttura si può trarre una conoscenza completa della struttura della
vita in tutti i suoi aspetti, anzi, l’ Albero è una mappa orientativa per tutti
i livelli di esperienza, perché comprende il mondo esterno, quello interno e la
relazione tra i due. Esso include: Il corpo
La personalità L’ anima Lo spirito Essendo una mappa di tutto il vostro essere,
vi aiuterà ad orientarvi durante il vostro cammino attraverso la vita. La Cabbalah è un sistema occulto, che
significa semplicemente " nascosto " rispetto alla normale percezione quotidiana
del mondo. L’ Albero della Vita è formato da 10 sfere o
sefirot ( singola sephira
), che significa " numero " o " emanazione " o anche " sfera ". 1.
Questo cerchio rappresenta la " fonte interiore ", la " divinità "
da cui ha origine la vita. E’ il Sé dell’ essere umano, che è
individuale in ognuno di noi e tuttavia comune a tutti. Questa
sephira è chiamata Kether ( corona ). 2.
La sfera in alto a destra è la " volontà universale " o " scopo ".
Rappresenta lo scopo del Sé ( il compito ). È detta Chockmah
( saggezza ). 3.
La sfera in alto a sinistra rappresenta l’ " amore universale " o "
consapevolezza ". E’ la consapevolezza del Sé ( accettazione del
compito ). Si chiama Binah
( comprensione ). Daath,
la sephira senza
numero. Rappresenta la conoscenza. 4.
La sfera intermedia del pilastro di destra è Chesed (
pietà ). Rappresenta l’ Archetipo dell’ Amore ( Amore personale ). 5.
La sfera intermedia del pilastro di sinistra è Geburah
( forza ), che rappresenta l’ Archetipo della Volontà ( volontà
personale ). 6.
Al centro dell’ Albero si
trova la sephira
Tipharet ( bellezza ) che rappresenta il " centro ", o " io
reale ". 7.
Il cerchio in basso a
destra rappresenta i " sentimenti " e si chiama Netzach
( vittoria ). 8.
Il cerchio in basso a
sinistra rappresenta i " pensieri " e si chiama Hod (
splendore ). 9.
La penultima sfera al
centro in basso si chiama Yesod ( fondazione ) e
rappresenta l’ " energia sessuale ". Rappresenta la parte
subconscia del nostro essere. 10. La
decima sfera rappresenta sia il mondo esterno che il corpo. Viene
detta Malkuth ( regno ). Partendo dal basso, dalla base dell’ esistenza
fisica, il fulcro naturale della nostra consapevolezza quotidiana, comprendiamo
che, proprio come il corpo è un mezzo per la nostra esperienza di vita, così lo
sono anche i nostri pensieri e i nostri sentimenti. Idealmente, il potere di
analisi della mente e la funzione trascinante dei sentimenti dovrebbero agire
come forze complementari dentro di noi, così potremmo considerarle come se
occupassero lo stesso piano di esistenza. Le sfere 7, 8 e 10 rappresentano la
personalità cosciente. La sfera 9 rappresenta la parte subconscia
del nostro essere; questa è la sede degli istinti e del sistema nervoso
autonomo, ma rappresenta anche il " deposito" dove si accumulano i sentimenti
repressi, che chiameremo " emozioni " per distinguerli da quelli " espressi ".
E’ importante notare la relazione tra l’ energia sessuale e l’ energia emotiva
repressa. Le sfere dal 7 al 10 rappresentano quindi l’
intera personalità. La sfera 6 rappresenta l’ io reale. Tutto quello che abbiamo detto finora è la
rappresentazione di tutto quello di cui siamo solitamente consapevoli. La nostra
coscienza è come un’ ameba che si muove in questa parte bassa dell’ Albero .
Talvolta è completamente concentrata su di una sfera ed esclude le altre,
talvolta stende degli " pseudopodi ", cioè dei prolungamenti di coscienza, da
una sfera all’ altra. Tutto ciò di cui l’ ameba è consapevole, è che esiste da
qualche parte una " fonte ", al di sopra o all’ interno, e attraverso la
personalità essa fa esperienza del mondo. Il resto dell’ Albero rappresenta il
collegamento con la " fonte ", " Dio " o come deciderete di chiamarla. Il piano che unisce le sfere 4 e 5 corrisponde
all’ " anima " ( volontà e amore ). Queste due sfere si integrano a vicenda ed è
la loro interazione che rappresenta l’ " opera dell’ anima individuale. Sono
simili ai pensieri e sentimenti della personalità, ma si trovano a un livello "
superiore " o più profondo. La " grande opera " può essere descritta, in un
certo senso, come la totale identificazione delle due sfere inferiori 7 e 8 con
la 4 e la 5. Al di sopra della linea dell’ anima si trova
il piano che rappresenta l’ Abisso. Definisce un cambiamento di dimensione
totale, la demarcazione tra l’ individuo, al di sotto della linea e l’ universo
al di sopra. Al centro di questa linea c’è Daath, la sephira che non è una
sephira e non ha numero. È di vitale importanza nello schema dell’ Albero perché
è il " ponte " tra l’ anima individuale e lo spirito universale. Rappresenta il
" passaggio " senza il quale è impossibile compiere la trasmutazione necessaria
alla manifestazione del miracolo o potere magiko che dir si voglia. Al di sopra dell’ Abisso abbiamo la trinità di
sfere, tre in una, che rappresentano lo spirito, cioè il canale con l’ universo. Notate che ci sono 3 pilastri nell’ albero, il
pilastro di destra ( Chockmah
in alto ), il pilastro di sinistra ( Binah in alto ) e il pilastro medio
( Kether in alto ). Il pilastro di sinistra corrisponde alla parte destra
del corpo ( maschile ) ed è chiamato pilastro della severità, mentre
quello di destra corrisponde alla parte sinistra del corpo ( femminile ) e viene
detto pilastro della pietà. Ogni sephira è positiva e maschile nel dare
energia alla sfera che la segue e al contempo è negativa e femminile nel
ricevere energia dalla sfera precedente. Quindi si può dire che ciascuna sephira
è bisessuale, come un magnete, dotato di un polo positivo e uno negativo. Nel suo insieme, dunque, l’ Albero della Vita
rappresenta l’ intera mappa dell’ esistenza di un essere umano, suddivisa nelle
sue due parti essenziali( sopravvivenza e sessualità ) che scandiscono i ritmi
della vita di ognuno di noi. Attraverso la mappa kabbalistica possiamo quindi
scoprire, riconoscere ed affrontare qualunque problema ci si presenti, trovando
la sua origine, la sequenza di eventi e le motivazioni che l’ hanno generato e
la sua giusta soluzione. (Tratto da "Cabbalah" – Will Parfitt –
Edizioni Piemme) Letture consigliate: " La cabala" – Will Parfitt –
Edizioni Oscar Mondatori

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