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IL NUCLEO CENTRALE

Dal sito: http://www.zen-it.com/symbol/mylius/Mylstructura.htm 

 


 

 

Il diagramma centrale a cerchi concentrici, rappresenta secondo la visione neoplatonica, la gerarchia celeste e l’organizzazione degli elementi cosmici che influenzano il percorso dell’alchimia. Dal sesto secolo dopo Cristo al Rinascimento, tale concezione ebbe una considerevole influenza nella schematizzazione cristiana del Cosmo e delle relazioni, tra il superiore e il «mundus elementaris». Nel concetto cabalistico, esoterico e alchemico, la struttura è l’albero della pansofia, in cui nasce l’unione tra il macrocosmo e il microcosmo: «omnia ab uno» e «omnia ad unum». Il modello è l’immagine della coppia attiva cielo-natura i cui principi elementari si trovano nell’Ouroboros, il serpente che si morde la coda, nella ruota della vita, nello Zodiaco (1).

Il primo anello è, infatti, occupato dalla cintura dello Zodiaco, sintesi del Cosmo, delle stelle fisse e delle dodici costellazioni in cui si muovono gli astri erranti, ovvero i Pianeti. Nella parte inferiore del medesimo anello sono riprodotti i simboli dei Pianeti-metalli, stabilendo che tra Astrologia e Alchimia, esiste una relazione, come esiste la connessione tra Cielo e Terra. L’inferiore somiglia al superiore. Ai cinque Pianeti che si possono vedere ad occhio nudo, gli alchimisti unirono il Sole e la Luna, nel tentativo di porre, per l’ennesima volta, in risalto il dualismo tra Oro e Argento, tra spirito ed anima.

Alcune pagine della Basilica Philosophica, sono dedicate alla relazione tra i Pianeti ed i metalli, che maturavano sotto il loro influsso, celati in seno alla Terra. L’elemento grafico per la dimostrazione, è la stella a sei punte inscritta in un cerchio, in cui sono riportati dei numeri, ai quali Mylius (Johann Daniel Mylius, medico alchimista del 1600), fa corrispondere un Arcangelo. La correlazione è ordinata, secondo un metodo arcano, dal quale nasce poi l’abbinamento finale tra Angeli, Pianeti e metalli. Una successiva immagine, riproduce le orbite dei Pianeti in maniera concentrica, tenendo conto della distanza dalla Terra del corpo celeste, delle affinità con il metallo corrispondente e delle analogie con gli altri corpi astrali.

La prima, la più ampia, è quella di Saturno, a cui fa riferimento il piombo, padre di tutti i metalli e da cui l’opera dei filosofi partiva per la preparazione dell’oro e, della Luna, che è il corpo celeste più vicino alla Terra. L’associazione Saturno-Luna, trae origine dalla concezione cabalistica per cui Saturno, il pianeta più lontano dalla Terra e quindi dal Microcosmo, simboleggia la ragione, l’intelletto in antitesi allo spirito vitale, anello di congiunzione tra anima e corpo, associato alla Luna, più vicina alla Terra, ovvero al Microcosmo. Tra i due poli, tutte le altre orbite planetarie simulano la graduatoria delle molteplici distanze dalla Terra e delle conseguenti facoltà umane.

Il punto di origine è il Sole-Oro, il cui simbolo è il cerchio con un punto nel mezzo. Il disegno di Mylius, è pure un tentativo di rendere evidente la gerachizzazione dei pianeti e dei correlati metalli, ponendo alcuni pianeti-metalli in posizione attiva ed altri in posizione passiva. L’illustrazione intende ritrarre il Cosmo nell’Unità essenziale e in quella materiale, così come solo nell’uomo perfetto, l’immagine e la somiglianza con Dio, si manifestano in un unico spirituale.

Il concatenamento tra Astrologia e Alchimia, fu di grande importanza nell’apprendimento della convinzione che esisteva un’influenza delle costellazioni e delle congiunzioni planetarie sulla natura terrestre. Ogni regno, animale, vegetale, minerale, godeva di tale effetto, che poteva essere benigno o maligno a secondo delle posizioni e delle combinazioni degli astri. Quest’opinione fu molto diffusa e venne applicata in numerosi campi. Per esempio nella preparazione dei farmaci (2).

La Grande Opera, non poté esimersi da questo convincimento e ogni operazione, doveva essere quindi avviata, soltanto in un preciso momento dell’anno, del mese, del giorno, poiché solo in quell’istante il flusso planetario e delle stelle, avrebbe garantito il successo. Il movimento dei Pianeti attraverso le costellazioni, contenute nelle dodici Case celesti del Sole, che dividono lo Zodiaco, è altrettanto una visione mediata dell’opus circolatorium alchemicum, tentativo della riproduzione microcosmica delle strutture dell’Universo, con il loro formarsi e riformarsi a partire dal Tetragramma divino. Le dodici divisioni, sono i dodici «stadi», in cui era previsto che la materia dovesse passare, prima di raggiungere la consistenza adeguata dell’ultima fase ed è pure il numero perfetto, risultante dal prodotto di quattro per tre, cioè dei quattro elementi per i tre principi.

 

(1) Zodiaco deriva dal Greco Zoe (vita) e Diakos (ruota).

(2) La Teriaca, antichissimo farmaco usato nella cura delle patologie umane sin dai tempi romani, era preparato solo nel periodo astrologico più propizio al fine di conferirle caratteristiche eccellenti scaturenti dagl’influssi astrali.

 

 

 

 


 

 

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