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Cristianesimo e storicità: Resurrezione di Gesù

Il preludio

 

tratto da: Antonio PERSILI, Sulle tracce del Cristo Risorto. Con Pietro e Giovanni testimoni oculari, Edizioni Centro Poligrafico Romano, Tivoli 1988.

 


Finalmente siamo giunti ad esaminare il brano in cui sono descritte le tracce della risurrezione.

Ci siamo preparati seriamente ad affrontare tutte le difficoltà di interpretazione e di traduzione con le ricerche sulle tradizioni funerarie ebraiche, quali risultano dalla Bibbia, dalla Mishna e dall'archeologia e con l'analisi accurata dei racconti evangelici della sepoltura e della risurrezione.

Non abbiamo pregiudizi di nessun genere, idee preconcette, soluzioni già preparate; siamo pronti a cercare solo la verità, che consiste nel capire cosa esattamente ha visto Giovanni nel sepolcro.

Benché il brano sia composto di soli nove versetti, assomiglia ad un breve ma intenso poema sinfonico.

I primi tre versetti, che descrivono la corsa della Maddalena dal sepolcro a Gerusalemme e dei due apostoli da Gerusalemme al sepolcro, costituiscono il preludio, veloce e concitato, carico di ansie e di timori, generati dalla paura, dall'ignoranza e dall'incredulità.

I tre versetti centrali, che descrivono la posizione delle "othónia" e del sudario, sviluppano il tema della conoscenza della verità, che placa le ansie e dissolve le paure, illuminando la mente e rassicurando il cuore sulla sorte dell'amato Maestro.

Gli ultimi tre versetti costituiscono l'epilogo, nel quale si afferma che la fede nella risurrezione nasce nel sepolcro, e cantano la gioia di chi si sente liberato per sempre dal male dell'ignoranza e del dubbio ed entra nella felicità perfetta del credente, che, sotto l'azione dello Spirito Santo, comprende il significato della Scrittura, che Gesù cioè doveva risuscitare dai morti.

Dopo l'analisi dei nove versetti sulla testimonianza della risurrezione, per approfondire ulteriormente l'argomento, prenderemo in esame prima i tre verbi, usati da Giovanni in questa pericope, per indicare l'azione del vedere e poi, alla luce di quanto abbiamo detto, criticheremo il modo con cui viene trattato l'evento della risurrezione in libri, scritti da esegeti di tendenze diverse.


5.A. IL PRELUDIO


Giovanni 20, 2-4:


Maria di Magdala) corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

La Maddalena, vista la pietra rimossa dall'apertura del sepolcro, affrettatamente aveva concluso che il corpo di Gesù era stato rubato e, senza frapporre indugi, corse verso Gerusalemme per portare la notizia ai due apostoli, che avevano una posizione preminente nel collegio apostolico: a Simon Pietro, che da tutti i seguaci di Gesù era riconosciuto come il capo, ed a Giovanni, che era il prediletto da Gesù, forse per la sua giovane età e per la sua intelligenza.

La notizia sconvolse i due apostoli. Pietro, che si trovava ancora in uno stato di prostrazione per aver rinnegato Gesù, sentì rinascere in sé una forza nuova che lo spingeva a muoversi e ad agire.

I due apostoli non camminarono, ma corsero con tutte le loro forze; Giovanni, che era più giovane, corse più veloce e giunse per primo al sepolcro.

 
 

 


 

 

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