PACE E LUCE
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PER CONOSCERE
La Corona Francescana
e la preghiera di intercessione

La Pietra

La pietra, riposa sulla terra;

Il pesce nell'acqua;

Io, nelle mani di Dio.
(Silesio).

Sommario

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LA CORONA FRANCESCANA up.jpg

Secondo quanto ricavasi dalle cronache francescane, questo pio esercizio venne insegnato da Maria Santissima ad un giovane suo devoto entrato nell'Ordine dei frati Minori. La famiglia serafica l'ha sempre praticato e custodito come un dono della gran Madre di Dio.

Fu approvato da Leone X il 14 settembre 1517 e arricchito di indulgenza plenaria, che fu anche confermata da Paolo V nel giugno 1608, e da Pio IX il 29 agosto 1864. Indulgenza però da lucrarsi dai soli frati Minori e dalle Clarisse. Leone XII il 7 settembre 1901 ha esteso l'indulgenza anche al Terzo Ordine, applicabile a modo di suffragio ai fedeli defunti.

Recita della Corona francescana up.jpg

Al Gloria dopo ogni decina, si ripeta:

Lodata e ringraziata sempre sia la SS.Trinità per tutte le grazie e privilegi concessi a Maria.
V. Deus in adiutoriom meum intende.
R. Domine, ad adiuvandum me festina.
Gloria Patri...

PRIMO GAUDIO

Vi benedico e ringrazio SS.Trinità, da parte di Maria Santissima in memoria di quel gaudio che essa provò quando concepì il Divin Verbo, fatto suo Figlio, e del gran benefizio impartito al genere umano.
(un Pater e 10 Ave).

SECONDO GAUDIO

Vi benedico e ringrazio SS.Trinità, da parte di Maria Santissima in memoria di quel gaudio che essa provò quando nella visita a Santa Elisabetta fu a questa rivelato l'incarnazione del Verbo Divino.
(un Pater e 10 Ave).

TERZO GAUDIO

Vi benedico e ringrazio SS.Trinità, da parte di Maria Santissima in memoria di quel gaudio che essa provò quando senza dolore partorì il Salvatore del mondo.
(un Pater e 10 Ave).

QUARTO GAUDIO

Vi benedico e ringrazio SS.Trinità, da parte di Maria Santissima in memoria di quel gaudio che essa provò quando I santi Magi si portarono alla grotta di Betlemme per adorare il nato Messia.
(un Pater e 10 Ave).

QUINTO GAUDIO

Vi benedico e ringrazio SS.Trinità, da parte di Maria Santissima in memoria di quel gaudio che essa provò, dopo tre giorni ritrovò il suo adorato Figliolo che stava disputando nel tempio in mezzo ai dottori.
(un Pater e 10 Ave).

SESTO GAUDIO

Vi benedico e ringrazio SS.Trinità, da parte di Maria Santissima in memoria di quel gaudio che essa provò, quando fu visitata personalmente da suo Figlio Gesù, dopo la sua preziosa morate e resurrezione.
(un Pater e 10 Ave).

SETTIMO GAUDIO

Vi benedico e ringrazio SS.Trinità, da parte di Maria Santissima in memoria di quel gaudio che essa provò, quando fu assunta in cielo e con maestosa gloria portata dagli Angeli in Paradiso ome Figlia dell'Eterno Padre, Madre del Verbo Incarnato, Sposa purissima dello Spirito Santo, Regina del cielo e della terra, Signora e Madre nostra amorosissima.
(un Pater e 10 Ave).

si aggiungano altre due Ave per compiere il numero di 72 anni che Maria SS. visse sulla terra; e un Pater, Ave, Gloria per i bisogni della Santa Chiesa, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, onde acquistare le sante indulgenze.

Giubileo e Porziuncola (2) up.jpg

Il Giubileo è una totale remissione di pena, dovuta per i peccati, ossia è una indulgenza plenaria con privilegi ammessi sotto certe condizioni.

Il Giubileo è di due sorta: Maggiore e Straordinario.

Il Giubileo maggiore, o come altri lo chiamano "Anno Santo" dapprima si concedeva ogni cento anni, però siccome un periodo di tempo così lungo faceva si che la maggior parte dei Cristiani ne restasse priva, così i Sommi Pontefici decisero di ridurlo a cinquant'anni, indi a trentatré e quindi a soli venticinque.

Oltre questo Giubileo ordinario il Papa, in alcune speciali condizioni, suole concederne degli altri, che perciò si chiamano straordinari o minori.

E qui si noti che lo scopo principale di tutti questi Giubilei non è tanto per conseguire l'indulgenza plenaria, quanto per indurre, generalmente parlando, il popolo fedele a far penitenza delle proprie colpe e così attirare con pubbliche preci sulla terra la divina misericordia.

L'indulgenza poi detta Porziuncola o del Perdono di Assisi, consiste in un privilegio specialissimo per cui tutti i fedeli che, confessati e comunicati, visitino una delle chiese dei tre Ordini Francescani dai primi vesperi del 1° agosto al tramonto del sole del giorno seguente (in cui cade la dedicazione della chiesa di S. Maria degli Angeli) guadagnano ogni volta l'indulgenza plenaria, applicabile alle Anime Sante del Purgatorio.

Questa stessa indulgenza toties quoties, è annessa alla chiese o pubblici oratori dell'Ordine Carmelitano, per tutti i fedeli che confessati e comunicati le visiteranno dai primi vesperi (giorno 15 luglio) fino al cader del sole del giorno 16 luglio, festa di Maria Santissima del Carmine.

Vi sono anche altre chiese che hanno questo privilegio; chiese che il fedele può conoscere informandosi presso le locali autorità religiose.

Il perdono di Assisi (2 agosto) (2)
(ricavato dal cerimoniale del Terz'Ordine Francescano)
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Poco fuori di Assisi trovavasi una piccola Cappella dedicata a Santa Maria degli Angeli, detta della porziuncola. Una notte, mentre il Serafico San francesco, scosso da zelo ardentissimo per la salute ed il ravvedimento di peccatori, offriva per essi alla divina Giustizia il sacrificio della stessa sua vita, una luce soave lo circonda, ed un Angelo lo invita a discendere nella Cappella dove lo attendono una miriade di Angeli, Maria Santissima e Gesù.

Si prostra Francesco appena è in Chiesa, ad adorare Gesù, a riverire quel celeste consesso; e mentre si umilia nella viltà del suo nulla Gesù gli fa animo a dimandare quella delle grazie che più gli piace.
Francesco, dimentico di sé, non si cura qual novello Mosè, che dei suoi fratelli e: "Signore, gli risponde, domando che tutti quelli che entreranno in questa Chiesa abbiano Plenaria indulgenza a remissione di tutti i peccati, se contriti e confessati ad un sacerdote."

Gesù a lui: "Grande è la grazia che mi domandi, tuttavia te la concedo se mia madre me ne prega." Francesco interpone la mediazione di Maria la quale con lui supplica il divin Figlio: e Gesù concede la grazia. Vuole però che si presenti al suo Vicario, il Sommo Pontefice, e ne ottenga la conferma. Ciò detto cessa la visione.

Francesco è tosto dal papa Onorio III, e da lui, dopo varie difficoltà, gli è confermata la grazia, ma per un giorno solo all'anno. E questo venne determinato con un nuovo prodigio.
Una notte, mentre a dissipare certe illusioni del demonio, Francesco avvolgevasi in uno spineto, sentesi come accarezzare da soave auretta; un'olezzante fragranza si spande all'intorno, un coro di Angeli aleggiano intorno a lui e l'avvertono di recarsi alla Chiesa. In quel punto il prunajo si converte in bellissimo roseto, quantunque fosse rigido l'inverno.

Il sentiero che Francesco percorre per recarsi alla amata Chiesuola si smalta di fiori. Ivi giunto, dopo profonda adorazione, prega Gesù perché si degni stabilire il giorno della grande indulgenza. Gesù lo fissa dai secondi vespri della Festa di San Pietro in Vincoli a tutto il giorno seguente ordinandogli di nuovo di recarsi dal Papa. Gli Angeli allora cantarono inni di laude e di ringraziamento, e tutto sparve.

Francesco è di nuovo dal Papa a domandargli che gli ratifichi la grazia fatta da Gesù: in prova gli presenta dodici rose di colore bianco e rosso che aveva spiccato da quel roseto miracoloso. Il Papa, al prodigio, conferma la grazia e l'incomparabile tesoro del Perdono di Assisi è aperto in perpetuo agli uomini.

Acquisto dell'indulgenza per il Perdono d'Assisi up.jpg

Per ottenere nel Perdono d'Assisi tante indulgenze (una per se stessi le altre per le anime del Purgatorio) quante sono le visite che si fanno in chiesa, è necessario:

1. fare la Confessione sacramentale con assoluzione;
2. fare la Comunione;
3. avere un distacco totale da qualunque colpa;
4. fare le visite presso la chiesa parrocchiale oppure, meglio ancora, presso una chiesa dell'Ordine Francescano o Carmelitano o che abbia il privilegio;
5. recitare un Padrenostro e un Credo;
6. recitare un Padrenostro e un'Ave Maria per il Papa.

Note: qualche decennio fa veniva pure utilizzata la seguente preghiera che proponiamo per i fedeli che volessero utilizzarla.

Preghiera per il Perdono d'Assisi (2) up.jpg

Signor mio Gesù Cristo, prostrato innanzi alla vostra reale presenza nel Santissimo Sacramento, io vi adoro con tutta la sommissione dell'anima mia, e pentito delle mie colpe, vi prego di concedermi la grazia dell'acquisto della Santa indulgenza del Sacro Perdono di Assisi che voi medesimo accordaste al gran Patriarca San Francesco.

Intendo poi di pregare secondo l'intenzione della Santa Chiesa per la conversione degli eretici, degli infedeli e di tutti i peccatori, ma in modo speciale per coloro che combattono e perseguitano la vostra Santa Chiesa.

(Cinque Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
Tre Ave Maria alla Madonna, un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre a San Francesco).

Conservate il vostro Vicario, il Sommo Pontefice N... (dicasi il nome del Papa) e conservatelo con il pieno trionfo su tutti i suoi nemici. Da ultimo vi raccomando di proteggere e conservare i Vescovi, i Sacerdoti, gli Ordini Religiosi, e tutte le Società cattoliche che con tanto zelo si prestano alla difesa della Santa Fede e della Religione cattolica. E Voi, o Maria santissima Vergine e Madre Immacolata, confortate di vostra protezione la mia preghiera e rendetela accetta al vostro divin Figliolo.

San Francesco, mio glorioso Padre e Protettore, voi sì caro a Gesù ed a Maria, presentate loro la mia preghiera; ditegli che io sono vostro figlio e Gesù e Maria mi esaudiranno.

(Cinque Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
Tre Ave Maria alla Madonna, un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre a San Francesco).

LA PREGHIERA DI INTERCESSIONE (25) up.jpg

"La nostra fede è in Uno che non cambia nel tempo, Uno il cui amore e potere sono ancora in grado di assolvere i peccatori e guarire gli ammalati, e di dar vita dall'alto a tutti coloro che lo seguono: Uno in cui possiamo riporre tutta la nostra fiducia in questa vita e per tutta l'eternità: il Signore Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e domani".
(Arcivescovo Manning di New York.)

Ciò che è in accordo con la mente divina è sempre positivo e affermativo. È soltanto ciò che è contrario a tale Mente che non è armonico ed è negativo. Dio soltanto è creatore, Satana non può creare nulla, può soltanto distorcere e rovinare ciò che Dio ha creato. Se avete nella vostra mente dei pensieri che non sono in accordo con la divina volontà anche voi create delle disarmonie in voi e nel mondo che vi circonda.

Qualunque malattia deve essere perciò vista come la distorsione dell'armonia originale con cui l'uomo Spirituale è stato creato da Dio, dice infatti Geremia nella Bibbia, "Siete usciti sani dalle mani di Dio".

Questa distorsione è insita nella nostra mente a causa dei concetti sbagliati trattenuti da millenni nella mente umana. Gli uomini, infatti, da tempi assai lontani hanno perso la coscienza di essere delle creature spirituali e si sono identificati con il loro corpo, cosa di cui sono convinti tuttora.

Malattie, sofferenze e problemi nascono a livello mentale; tutti i nostri guai vanno perciò affrontati con un modo di pensare costruttivo e positivo.

Non si deve dimenticare che Dio è Tutto Bene. Quindi tutto ciò che non è l'espressione di Dio, ovvero il bene, ha soltanto una realtà illusoria. Il dolore e la malattia vanno perciò curati sovrapponendo alle limitate idee umane, che li hanno creati, delle idee divine di amore, salute e armonia.

Dio va considerato come Luce Infinita, Mente Illimitata, Sorgente di tutta la Vera Coscienza. La luce della Verità e dell'Amore è ciò che distrugge l'oscurità della paura e della sofferenza.

In altre parole la guarigione spirituale non fa altro che riconoscere la Presenza Divina in noi ed in coloro che desideriamo aiutare; il riconoscimento della Sua Bontà e della Sua sconfinata Potenza e Autorità proprio là dove sembra che vi siano discordia e malattia.

Gesù Cristo ci mostrò questo metodo dicendo: "Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli, e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi".

Come fare una intercessione up.jpg

La preghiera di intercessione è una forma avanzata di preghiera che può aiutare gli altri e perciò dovrebbe essere praticata da ogni discepolo di Gesù. Qualcuno potrebbe dirvi: "Vuoi pregare per Enrico? Sta attraversando un momento molto difficile".
Oppure una vostra amica, Paola, ha avuto un incidente ed abbisogna molte cure e supporto.
Può anche accadere che un vostro parente, Alberto, stia bevendo un po' troppo, e fatti del genere.

Ora fermatevi un momento e chiedetevi che cosa andrete a dire al buon Dio.
Avete forse l'intenzione di dirgli che Enrico sta attraversando un momento difficile? Dio conosce molte più cose su Enrico di quante ne conoscete voi; non è perciò il caso che voi lo informiate.
Intendete raccontare a Dio i dettagli dell'incidente capitato a Paola?
Dio conosce già il fatto, non vi compete di andare a fargliene il resoconto.

Come potete portare le virtù, le Risorse di Dio, l'Amore del Cristo, il Potere Guaritore dello Spirito Santo a Enrico o alla vittima dell'incidente? Oppure alla persona che beve un po' troppo?

Non è certo raccontando a Dio come stanno i fatti, e chiedendogli di cambiarli, che potrete fare una buona preghiera di intercessione.

Ora considereremo un modo di aiutare gli altri che ha dato ottimi risultati.

Prima di tutto mettetevi tranquilli per due o tre minuti, aver premura di porsi nella Presenza di Dio non è di certo un traguardo ideale.
Quindi parlate a Dio con cuore umile e ditegli qualcosa del genere: "Dio mio, prendi questi pochi minuti della mia vita ed accetta il mio desiderio di aiutare questi tuoi Figli".

Offrite il vostro amore, la vostra volontà, il vostro tempo (forse 15 minuti o più), e la vostra immaginazione a Dio in favore di coloro che desiderate aiutare, ponete un poco di sacrificio personale in questo lavoro.

La seconda cosa da fare consiste nel riuscire a percepire Dio come luce. Se vi trovate in una chiesa, o in una cappella, guardate verso l'altare o alla croce sull'altare. Questo vi aiuterà a focalizzare l'attenzione verso Dio.
Se vi trovate in qualche altro posto chiudete gli occhi e pensate a Dio come se fosse una grande luce che tutto avvolge con amore; gli scopi di Dio sono infatti sempre pieni di luce e di amore, Dio è luce e in Lui non vi è ombra alcuna.

Ora portate Enrico in questa luce; non chiedete nulla, non implorate nessuna grazia. Nella vostra immaginazione portate la persona nella luce che rappresenta la Presenza di Dio.
Allontanate dalla vostra mente gli altri pensieri e rimanete in pace nella presenza di Dio.

Uno dei peggiori pericoli nella preghiera di intercessione consiste nel concentrarsi sulla malattia o sui problemi delle persone per la quale si stà pregando. Pregando per il benessere non dovremmo mai porre la nostra attenzione sui vari problemi ma guardare fiduciosi verso Dio e pronunciare con umile abbandono "Sia fatta Padre la tua Volontà in terra, qui e ora, come è fatta in cielo da sempre e per sempre".

Se sarete capaci di tenere questo atteggiamento vedrete che qualcosa cambierà nella situazione di coloro per cui state pregando.
Facendo questa preghiera utilizzate la vostra volontà per mantenere la persona afflitta nella PRESENZA DI DIO, o, se preferite, nella Presenza di Gesù in modo che Dio possa prendersi cura di lei.

Alleluia, per il Signore che regna onnipotente"
(Apocalisse 19:16).

Una volta sentii una persona descrivere questa preghiera paragonando i suoi effetti a quelli ottenuti rimovendo una pianta da una cantina fredda e buia per porla nella piena luce del sole. È facile immaginare quale differenza questo significhi per la pianta; essa potrà ora vivere, crescere e fiorire.

Non tenete perciò i vostri amici in una cantina fredda e buia creata con i vostri pensieri negativi. Non pensateli mai ammalati, infermi o carichi di problemi; pensateli invece come voi li vorreste vedere: sani, felici, e senza problemi. D'altronde questo è anche il desiderio di Dio, che essendo tutto amore, non può desiderare che il benessere di tutti i suoi figlioli.

Questo sarà un efficace esercizio per la vostra facoltà immaginativa, offritela a Dio in modo che, con il suo aiuto, possa diventare uno strumento della sua Pace.
Proseguendo con l'intercessione portate tutte le persone, una per una, nella luce di Dio, e quando vi sono, immaginatele come le vorreste vedere: immaginate Enrico sereno perchè i suoi problemi si sono risolti; Paola che si rimette con le amorevoli attenzioni di chi si prende cura di lei; Alberto che non beve più e vive felice con la sua famiglia.

Immagina Dio al lavoro mentre trasforma in ordine i disordini, in perfezione le imperfezioni, in sani gli ammalati, in pace le agitazioni.

Per terminare identificate il vostro desiderio riguardo a queste persone con il desiderio di Dio.

Per Enrico direte: "Mio Dio, io desidero di vedere Enrico sereno e guarito così come Tu lo desideri sereno e guarito".

Per Paola: "Mio Dio, io desidero di vedere Paola guarita come Tu desideri di vederla sana e guarita.".

Per Alberto: "Mio Dio, io desidero di vedere Alberto in controllo sul vizio del bere come Tu lo desideri sobrio e ristabilito".

Alla fine di ogni intercessione terminate con questo atto di ringraziamento e fiducia: "Nelle tue mani, o Signore, metto questi tuoi figli, li lascio nella tua Presenza e Ti ringrazio per Il Potere Guaritore della luce che splende sopra di lui in questo momento".

La preghiera di intercessione è così terminata. Nei giorni seguenti è però buona cosa continuare a ravvivare il vostro atto di amore mandando un pensiero ai vostri amici in necessità. È sufficiente a tal scopo immaginarli nella luce di Dio e dire al Signore:

"O Signore, io lascio Enrico nella Tua Presenza e Ti ringrazio per i benefici che egli ha ricevuto in questa giornata e nella notte trascorsa".

È anche utile avere qualche contatto con le persone per cui state pregando. Portatele un piccolo dono, offritele qualche parola di incoraggiamento in modo da sollevarle un poco il morale. A volte basta una fotocopia di una pagina interessante per far sentire che qualcuno ci ricorda e ci ama.

Non includete molte persone nelle vostre intercessioni, almeno per i primi tempi è molto meglio partire con poche, due o tre al massimo, così come abbiamo fatto nel nostro esempio. Quando acquisterete la necessaria esperienza sarà Dio stesso ad indirizzare a voi coloro che potrete aiutare. Non rifiutate mai i casi disperati, guardate a Dio e rimettete tutto nelle Sue mani.

Perchè a volte non si guarisce? up.jpg

Capita a volte, che la guarigione non arrivi e le preghiere di intercessione debbano essere protratte per lungo tempo. Per comprendere la ragione di questo fatto bisogna tener presente che Dio "Non rispetta le persone ma le loro opere" (Atti 10:34), ciò significa che se l'ammalato continua a pensare negativamente, mangiare in modo errato, frequentare persone sbagliate e fare quello che non dovrebbe fare, la sua guarigione non potrà arrivare.

Se le condizioni sono sbagliate dobbiamo pregare Dio che ci mostri gli errori e darci il coraggio e la perseveranza necessari per correggerli, in modo che Egli ci possa guarire. A volte è pure necessario molto tempo prima che nel corpo, e nel cuore (sentimenti) possano avvenire i cambiamenti necessari affinché si instauri la guarigione.

Non abbiate premura, e mentre aspettate cercate di creare le giuste condizioni. Migliaia di sofferenti per artrite, reumatismi, diabete e altro non guariscono perchè continuano a mangiare ciò che appaga alla loro gola e non ciò che farebbe bene alla loro salute.

La guarigione dipende da Dio? up.jpg

Quando una persona è ammalata è un suo fatto personale, significa che in qualche modo non è in armonia con le leggi divine, se essa ripristina l'armonia originale Dio sarà ben felice di aiutare la sua guarigione. I malanni lasciano sempre il passo al divino volere di Dio.

I malanni sono dei nemici. Gesù considerava le malattie come opera del maligno, disse San Paolo: "Avete udito parlare di Gesù di Nazareth, che Dio ha consacrato con lo Spirito Santo e con la sua potenza. Egli poi è passato dovunque facendo del bene e guarendo quelli che il demonio teneva in suo potere perchè Dio era con lui. Del resto noi siamo testimoni di tutto quello che ha fatto..." (Atti 10:38-39)

Voi potete anche dire che la sofferenza è utile, che da essa avete ricevuto delle lezioni importanti, potete affermare che nelle difficoltà il carattere si rinforza, sono tutti argomenti validi però non dovete mai pensare che la sofferenza sia qualcosa che Dio vuole per il genere umano. Da tempi immemorabili i dottori hanno infatti considerato le malattie come una cosa malvagia.

Malgrado tutto questo vi è ancora qualcuno che ha il coraggio di andare a confortare un infermo dicendogli: "Coraggio, senza dubbio questa è la volontà di Dio, sii paziente e aspetta, sia fatta la sua Volontà!". Se voi aveste la necessità di punire un figlio lo fareste ammalare? Gli dareste una malattia per punirlo? Se lo faceste sareste un demonio in forma umana, eppure qualcuno dei nostri teologi ha attribuito la malattia a Dio. Essi assumono che la malattia sia inevitabile e pertanto debba essere accettata con serena rassegnazione.

La preghiera di rassegnazione dovrebbe invece essere sostituita con quella di entusiastica collaborazione. Questa può essere la differenza di quando rivolgendovi al Padre dite "Sia fatta la tua Volontà!".
Che cosa pensate mentre pronunciate tali parole? Intendete dire "Torni la tua Armonia nel mio corpo" oppure "Io accetto questa malattia, queste miserie, queste paure come punizione per i miei peccati".
Fate la vostra scelta, vi sono forse della malattie nel Regno di Dio? Si fanno delle operazioni chirurgiche? Vi sono degli schizofrenici? Vi sono complessi di inferiorità? Voi sapete bene che non vi sono, e allora pregate Dio che sia "fatta la sua Volontà, come in Cielo così in terra" ed aiuterete non soltanto i vostri amici ma il mondo intero.

Salmo 34 (4-8) up.jpg

Io ho cercato l'Eterno ed Egli mi ha risposto, e mi ha liberato da tutti i miei spaventi.

Quelli che si rivolgono a Lui sono illuminati e le loro facce non sono svergognate.

Quest'afflitto ha gridato e l'Eterno lo ha esaudito, lo ha liberato da tutte le sue sofferenze.

L'Angelo dell'Eterno si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera.

Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono! Beato l'uomo che confida in lui.

Salmo 103 (1-5) up.jpg

Benedici l'Eterno, o anima mia e tutto quello che è in me benedica il Suo Santo Nome.

Benedici l'Eterno, o anima mia e non dimenticare alcuno dei suoi benefici.

Egli è colui che ti perdona tutte le tue iniquità e che sana tutte le tue infermità, che redime la tua vita dalla fossa, che ti corona di compassione e misericordia, che sazia di beni la tua bocca, che ti fa ringiovanire come l'aquila.

Salmo 138 up.jpg

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli Angeli, mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.

Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto, hai accresciuto in me la forza.

Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra quando udranno le parole della tua bocca.

Canteranno le vie del Signore, perché grande è la gloria del Signore;
eccelso è il Signore e guarda verso l'umile ma al superbo volge lo sguardo da lontano.

Se cammino in mezzo alla sventura tu mi ridoni vita;
contro l'ira dei miei nemici stendi la mano e la tua destra mi salva.

Il Signore completerà per me l'opera sua.

Signore, la tua bontà dura per sempre: non abbandonare l'opera delle tue mani.

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"La pazienza fa le cose perfette e comincia col saper tacere."
(S.Ambrogio).

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A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma