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DALLA COLLERA ALL’AMORE

di Nunzio BARONE

 

La felicita dell’uomo ha le sue profonde radici nell’amore per tutti e per tutto, nell’autocontrollo delle proprie emozioni, nel sapere padroneggiare le situazioni spiacevoli che gli sono proposte durante la sua esistenza, nel cercare il bene sempre e ovunque.

Purtroppo un’emozione molto distruttiva che lede il nostro Corpo del Desiderio e per riflesso il Corpo Vitale e il Corpo Fisico, non permettendoci così, di ricevere l’aiuto che vorremmo è l’esplosione irrazionale della collera.

Uomini e donne adirate si sentono scoppiare, hanno bisogno di liberare tal eccesso d’energia con grida, imprecazioni, gesti inconsulti, hanno il desiderio di avventarsi sugli altri, fare del male fisico e psichico del quale più tardi si pentiranno amaramente.

Ormai è quasi impossibile riparare i danni irrimediabili provocati.

E’ molto meglio controllarsi prima, fermarsi in tempo, non liberare l’istintività che annulla l’effetto della riflessione e della volontà che ci rende simili ai nostri fratelli inferiori.

Con la perdita del controllo, delle azioni e dimentichiamo che abbiamo la facoltà del discernimento, del libero arbitrio che ci permette di stabilire i dettagli della nostra vita terrena, mettendo in atto l’Epigenesi.

La necessità di scaricare, liberare tal eccesso d’energia distruttiva, pone la persona incollerita in uno stato d’inferiorità, di debolezza perché non riesce a controllare le emozioni, ad imbrigliare il proprio corpo del desiderio.

La persona tranquilla riesce a dominare sempre sul prepotente perché è stimata, ha fiducia in sé, usa la ponderatezza che gli permette d’avere una maggiore obiettività di giudizio in ogni situazione che gli accada.

Coloro che sono facili ad andare in escandescenza, dovrebbero allenarsi ad arrestarsi in tempo, prima di liberare i meccanismi istintivi inferiori che annullano l’individualità.

Se l’offensore non fa nulla per rimediare al male da egli causato, sia la persona che si ritiene offesa, dimostrando amore e discernimento a cercare un accordo, a vincere tutte le emozioni distruttive quali l’orgoglio, la superbia, le questioni di principio, a tendere la mano.

Le persone colleriche spesso sono dei bambinoni, degli insicuri, che mascherano la loro debolezza dietro l’aggressività verbale e fisica.

Una reazione calma e riflessiva, otterrà il risultato insperato di dirimere le controversie in armonia.

La parola, il sorriso ed il gesto amichevole, l’amore universale, abbattono ogni barriera, sormontano ogni ostacolo.

Bisogna perdonare coloro, che a nostro giudizio, possibilmente errato, sembrano offese, mancanza di rispetto, errori voluti e farne tesoro per spronarci a fare meglio noi, per comprendere il prossimo, per scoprirne i lati positivi, le virtù ed aver maggiore rispetto dei nostri simili.

L’Amore teso sempre alla ricerca del bene, non tenta di sopraffare gli altri ma opera per raggiungere la giustizia universale, senza egoismo alcuno, con il desiderio di dare, di aiutare.

Quale migliore occasione abbiamo per saggiare il nostro autocontrollo e il nostro desiderio di prestare Servizio, se non quello di dimostrare ai collerici e ai violenti che la calma è una prerogativa dei forti, che è un’abitudine dannosa a noi stessi e a coloro che ci stanno accanto, "perdere la testa".

La collera è un’evasione, l’individuo incollerito è in uno stato d’inferiorità, annaspa, si pone in un livello basso, ha dei notevoli conflitti interiori che vorrebbe scaricare sugli altri ed ha l’innata abitudine di trovare le soluzioni brusche ad ogni situazione che gli viene proposta.

In famiglia si va in collera con la moglie ed in particolare con i figli che non sono o non si comportano come si desidera, cercando d’imporre loro le nostre idee, violentandoli con parole e punizioni irrazionali, in un attimo di non padronanza di sé stessi, mettendo in pericolo l’armonia in alcuni secondi d’esplosione di collera.

Dopo, magari ci si pente perché si riconosce l’errato modo d’agire, ormai è troppo tardi per ritornare un attimo prima dell’esplosione ed allora cominciano le inquietudini, le riflessioni, i pentimenti, i nervosismi.

Gli stessi eventi possono accadere in ufficio, per strada, ovunque; verificatosi l’evento spiacevole, occorre mettere da parte l’orgoglio che spesso non consente di raggiungere un accordo equo e chiedere scusa, proponendosi di controllare le reazioni della vita futura.

Occorre sovvertire il concetto radicato e comune d’imporre a tutti i costi le proprie opinioni, la propria personalità, che poi non è altro che una maschera che serve a celare i veri problemi esistenziali, di lavoro, di salute, le frustrazioni sessuali.

Si è troppo presi di sé stessi, tronfi del proprio ego e dell’egotismo, non si cede il passo e in auto, guai a dare la precedenza a chi non spetta mentre al semaforo l’automobilista che ci sta dietro è sempre sincronizzato un millesimo di secondo prima che scatta il verde del semaforo al clacson della propria auto.

Si ha premura di sopraffare, di vincere, di arrivare, magari perdendo di vista altri valori e panorami della vita più importanti degli obiettivi presi di mira.

Bisogna trovare sempre uno stato di pace con gli eventi, gli uomini e le cose, per realizzare la vera natura dell’anima, eliminando lo spirito d’avversione, motivo di contrasto e di contraddizione interiore, altrimenti non si potrà mai raggiungere la calma reale e conseguire quindi la libertà per aspirare al discepolato. Senza la calma interiore non può esserci esperienza spirituale, né possibilità d‘avere il giusto discernimento e l’amorevole disponibilità a porgere sempre la mano con un sorriso.

La comprensione dei nostri errori e delle nostre debolezze è il primo passo verso la conoscenza, per accettare e sopportare delle apparenti situazioni d’ingiustizia, per trasmutare lo spirito d’avversione in forza risolutiva, per attingere alle energie dell’immenso deposito cosmico che sono a disposizione di coloro che hanno compreso come fare ad utilizzarle; ciò permette di trovare sempre le giuste soluzioni con penetrazione cognitiva, riparatrice ed eliminatorie anche degli errori altrui.

La conoscenza della filosofia e gli esercizi esoterici gradualmente ma con grand’efficacia, permettono di raccogliersi nel silenzio interiore, d’ascoltare la parte migliore di noi stessi, d’essere in pace con tutti, di ricercare il bene in ogni evento anche spiacevole e di non opporsi testardamente ed in maniera scomposta alle avversità ma cercare di comprenderne le cause per trovare la chiave che gli permetta di rimuoverle e sapere così in ogni occasione "dove mettere le mani ".

I metodi rosacrociani raccomandano la sostituzione di pensiero e di non contrastare mai un pensiero negativo contrapponendogli la forza di repulsione che opera nelle regioni inferiori del mondo del desiderio, altrimenti tale forma di pensiero negativo è sempre alimentata; adottare l’indifferenza che immediatamente fa venire meno tale ossessione.

L’esperto d’arti marziali, applicando la legge d’analogia, conosce perfettamente tale meccanismo sul piano fisico e non contrasta mai la forza devastante dell’attacco dell’avversario in quanto resistere sarebbe un grave errore perché si avrebbero due forze contrarie che si scontrano e si realizzerebbe una situazione esplosiva.

Il lottatore sa invece utilizzare la stessa forza dell’attacco dell’avversario per dimostrare la sua supremazia, ed ottenere la vittoria, anzi più irruente ed irriflessivo è l'avversario e più efficace è il contrattacco sferrato.

Applicando la Legge d’Analogia, dobbiamo usare lo stesso concetto interiormente per affrontare il disordinato ed impulsivo attacco dell’evento avversario, utilizzando le tecniche di judò mentale che potremo acquisire perseverando nel duro e lungo tirocinio probatorio.

Importanza fondamentale acquisisce sopra ogni cosa l’Amore costruttivo che eleva colui che lo ha sempre con sé e lo dona agli altri.

L’Amore unisce i membri della famiglia con un legame terreno e spirituale; è un potere attivo che supera le barriere che separano l’uomo dai suoi simili, che lo rende capace di perdonare (per donare) gli errori degli altri, di scoprire le loro virtù, di comprendere il prossimo.

L’Amore permette di elevarsi al di sopra della propria fallace personalità superando i tratti individuali negativi del carattere e di esercitare l’autocontrollo per il bene proprio e degli altri nell’abnegazione di se stessi.

Il vero significato dell’Amore consiste nel concentrare la cura e la devozione alle persone care in particolare e in tutti in generale, nel preoccuparsi del benessere degli altri e nel promuovere i loro interessi non cercando la propria convenienza, la propria felicità a spese del prossimo, ma anzi mettendosi da parte e soddisfare i bisogni degli altri.

Il comandamento Divino per eccellenza "Amerai il prossimo tuo come te stesso", c’esorta all’Amore che, per quanto frequentemente unito e confuso con il sesso non ha la sua medesima natura perché il sesso e un impulso biologico mentre l’Amore con la A maiuscola è una necessità emotiva, una ragione di vita, ricerca della felicità degli altri.

Per vincere i lati negativi del nostro carattere dobbiamo quindi avere gran fede in noi stessi e nelle nostre Guide Spirituali ed amare con il cuore, la mente, le parole e le azioni e in tal modo potremo accedere a ricchezze nascoste dall'orgoglio dalla superbia, dall’egoismo e forse potremo cominciare a comprendere i disegni del Grande Architetto del mondo, Dio.

 

 

 


 


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A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma - 
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