logo.gif
   SOMMARIO TESTI  |   HOME  |   ASSOCIAZIONE  |   FOGLIETTI  |   SITI AFFINI  

 

"Giuda"

di Franca RAIMONDO

 

"Ma Giuda, che fine ha fatto? E’ nell’inferno da dove non uscirà più? Per sempre? Per l’eternità?

Questo era il dialogo che spesso avveniva tra me e la presidente dell’azione cattolica, che veniva a parlare con noi bambini alle scuole elementari di Gesù o tra me e le suore, che a scuola, c’insegnavano il catechismo. Ero bambina e non potevo credere che Dio, che c’insegnavano onnipotente, buono ed eterno, non potesse perdonare Giuda.

Dopo la morte, Gesù era tornato a vivere e allora perché Giuda doveva restare nell’inferno: "Tra urla e digrignar di denti?".

Da bambina mi chiedevo: "Se Dio è la bontà, come fa a non amare Giuda? Se Lui che è Dio non perdona, anche noi possiamo non perdonare, ma allora Dio non è Dio". Era un tormento. Ma poiché la risposta era sempre uguale, smisi di domandare di Giuda e lo lasciai nell’inferno.

Quel Giuda però mi ha sempre attratto e quando ho conosciuto l’opera di Heindel, mi sono consolata e ho smesso di soffrire per lui. Infatti, tramite la legge della reincarnazione, ognuno di noi espia le cause negative del proprio karma, mettendo in moto nello stesso, tempo nuove esperienze. Così Giuda, Nerone, Hitler… possono, dopo tanta sofferenza, tramutarsi in santi e non essere confinati nell’inferno eterno.

Heindel afferma, che i Vangeli non sono la narrazione della vita di un personaggio chiamato Cristo Gesù, personaggio unico fra gli uomini. Sebbene il Gesù dei Vangeli sia realmente esistito, i Vangeli stessi, sono dei formulari di iniziazione e poiché la morte in croce era una pena capitale molto frequente, è stato facile nascondere le verità esoteriche, sotto una storia, che poteva essere quasi normale a quei tempi e nella storia ebraica, che annovera molti profeti. Quindi ogni discepolo in quest’ottica diviene un simbolo.

Corinne Heline, nel testo: "I dodici santi giorni dell’anno", afferma che Giuda è il Discepolo corrispondente alla Gerarchia del Leone. Questa Gerarchia rappresenta la trasformazione che opera l’energia dell’amore, tutto sotto questa Gerarchia deve irradiare amore. Giuda simbolizza la personalità, Giovanni lo Spirito. Poiché lo Spirito deve crescere, la personalità deve decrescere. Ecco che Giuda deve morire, perché Giovanni, possa vivere per sempre. La natura inferiore(Giuda) rappresentata dalla personalità, deve essere vinta da quella superiore, lo Spirito (Giovanni). Ora se riflettiamo, Giuda tradì il Cristo. San Paolo esorta a sbarazzarci dell’uomo vecchio, per far nascere il "Dio che è in voi"

Dopo queste riflessioni ci viene spontaneo chiederci:

"Quante volte ho tradito Dio?"

"Quante volte sono stato Giuda?"

La natura inferiore è sempre molto forte, la personalità vuole vincere. Sottomettersi allo Spirito, significa passare per impediti agli occhi del mondo attuale, dove vige la legge del più prepotente e del più furbo. E noi non vogliamo tacere o accettare le critiche, anche se giuste, che figura faremmo?

Occorre zittire quello che si permette di contraddirci e dirgli: "Pensa ai fatti tuoi".

Il nostro Dio interno, ha bisogno a volte, anche di silenzio, ma noi sappiamo tacere?

Lo flagelliamo con discorsi continui, pronunciamo parole parole e degradiamo la funzione del vero pensiero. Lo incoroniamo con le nostre cattive azioni, con l’astuzia, l’egoismo e queste forze deleterie e distruttive, apportano dolore e sofferenza, non solo al nostro piccolo io, ma specialmente, allo Spirito della Terra.

Lo facciamo camminare tra ali d’illusioni e tra persone cieche e sorde, preferendo la loro compagnia al silenzio del cuore, perché egli potrebbe farci conoscere noi stessi.

Lo inchiodiamo alla croce della materia, nascondendogli la vista e l’accesso ai regni della spiritualità.

Lo tradiamo con una sfrenata sensualità, privandolo della forza vitale creatrice.

Lo uccidiamo e siamo contenti, abbiamo salvato Giuda ed ucciso Giovanni.

Quante volte continueremo ancora ad essere Giuda?

Quante volte tradiremo il nostro "Io" superiore?

Occorrono fatica, abnegazione, servizio, in parole povere occorre conoscere l’Amore senza confini.

Se consideriamo Giuda come persona fisica, realmente esistita, constatiamo che egli è vissuto al fianco di Cristo per tre anni,come gli altri discepoli. Nulla dicono i Vangeli circa la loro vita privata. Possiamo, però immaginare la meraviglia nel vedere i miracoli delle guarigioni, lo stupore nell’apprendere conoscenze mai immaginabili per uomini normali come loro che a poco a poco, li portavano a divenire "dei", lo sgomento nel sentirsi tanto piccoli e tanto lontani dalla loro Guida. Come dovevano sentirsi "completi" vicini ad un "Essere" tanto potente, che la sola sua aura era in grado di guarire (vedi l’emorroissa).

Ed allora, perché tradire la felicità?

Chi erano i dodici?

Erano e sono secondo me, anime incarnatisi quali aiutanti di Gesù, per portare avanti ed instaurare sulla Terra, la nuova religione del Cristo. Povero Giuda, come poteva pensare che il Figlio di Dio, osannato dalla folla con rami d’ulivo, potesse essere condannato a morte dalla stessa folla?

Come poteva pensare che il "Dio" suo Maestro e Amico, non avrebbe alzato un dito o detto una parola per discolparsi?

Trenta denari, tre volte Pietro lo tradì, tre anni di ministero di Cristo, trentatré, tre volte tre, gli anni di Gesù, c’è sempre il tre quando si compie un destino. E’ il numero perfetto che racchiude in sé la triade, la triplice natura dell’uomo-dio. Allora con trenta denari Giuda distruggeva la sua triplice anima?

Perché quando il Cristo comunica ai suoi discepoli nell’ultima cena "Uno di voi mi tradirà", sia  Matteo che Marco, gli stessi discepoli si chiedono: "Son forse io?" 

Ognuno temeva di tradire? 

Avevano poca fiducia in se stessi o erano consci delle loro debolezze. Sapevano che era molto facile tradire lo Spirito, per accontentare i desideri e soddisfare l’orgoglio?

In Luca, "I discepoli cominciarono a domandarsi a vicenda chi fra di loro poteva essere colui che avrebbe fatto questo" e in Giovanni troviamo, "Allora i discepoli si guardarono l'un l’altro non sapendo a chi alludesse". 

Se nessuno poteva immaginare chi tra loro fosse un traditore, è perché Giuda, non aveva mai dimostrato un comportamento diverso dal loro, tutti potevano essere dei probabili "traditori". Tutti i discepoli erano stati studenti di lezioni particolari e avevano appreso conoscenze esoteriche, avevano partecipato alle nozze di Cana. 

Il matrimonio di Cana, nel corso del quale il Cristo compì il primo grande miracolo, fu il matrimonio mistico dell’Io superiore con l’Io inferiore sotto il nuovo ordine del Servizio del Tempio, instaurato dal Cristo, poiché nell’era Ariana, era essenziale il vino per dimenticare la conoscenza dei mondi invisibili e concentrarsi nel mondo materiale.

Ma toccò a Giuda, l’uomo del segno del Leone, nel segno dove il Sole, il Cristo, ha il suo domicilio e di cui è Maestro. L’orgoglio, l’importanza della propria immagine, il desiderio di dominio ed autoaffermazione, portarono Giuda a voler essere un uomo-dio, indipendente dal proprio Maestro, per affermare la propria libertà.

"Con un bacio mi tradisci?"

Perché Giuda usò il soffio vitale dell’amore, il segno dell’amicizia per tradire?

Il bacio è l’inizio della passione, dell’uso smodato del sesso, dello sperpero della forza creatrice di cui è detentore Jehovah. Ricordiamo che i Vangeli sono scuole iniziatiche e per chi non è ancora salito abbastanza, il sesso rappresenta sempre una valvola di sfogo, necessaria ad evitare disturbi della personalità. Solo quando avremo salito faticosamente determinati scalini, allora sarà naturale e non costrittivo, abbracciare la Vergine Immacolata.

Giuda quando comprende di aver sbagliato e, non c’è tormento maggiore nel capire di aver deliberatamente deviato dal percorso scelto, getta i denari nel tempio ai grandi sacerdoti e agli anziani, perché anche loro si sentano colpevoli. Poi decide di morire alla vita d’errore, per riprendere, un nuovo cammino senza macchia. Ma come muore? Si mette una corda al collo e s’impicca: in quanto la testa è sempre considerata la sede della conoscenza.

Se osserviamo nel collo e nella testa, ci sono i chakra superiori, lo sviluppo dei quali ci fa conoscere la "Verità". I tre chakra, situati nell’area della testa e della gola, presiedono al raziocinio, mentre quelli situati nella parte anteriore del corpo, presiedono alle emozioni e quelli posteriori, al volere. Ma Giuda soddisfacendo i desideri dell’io inferiore, aveva ripudiato quelli superiori, che in questo modo, non si sarebbero più sviluppati. Ecco allora, che la corda chiude l’accesso ai mondi superiori, dove se si entra con l’animo traditore si prostituisce la divinità che è in noi. 

Molto meglio, per non peccare ulteriormente, bloccarne l’accesso. 

Heindel c’insegna, che l’uomo ha nel suo cervello due minuscole coppe, formate dalle ghiandole pituitaria e pineale, che gli danno l’elisir di vita se è disposto a pagarne il giusto prezzo: "Vivere una vita casta e pura". Infatti, la conservazione dei fluidi vitali, fortifica il cervello e queste due ghiandole si ingrandiscono, mentre nella persona sensuale si atrofizzano.

Giuda muore, "Era meglio per lui che non fosse mai nato". Cristo disse ciò per affliggergli una pena eterna? No, Giuda stesso si era creato un destino di sofferenza e di tradimento, che avrebbe dovuto espiare fino in fondo.

Secondo la legge di conseguenza e di causa effetto, quante volte sarà stato tradito dalle persone più care, quanta sofferenza avrà subito. Ma la sofferenza purifica e anche lui avrà trovato la giusta strada per redimersi e avviarsi verso l’Amore, che non conosce frammenti né di amore né di confini.

Sarà riuscito a congiungersi nuovamente in cielo tra gli altri discepoli del Cristo che, con a capo Gesù, guidano e sostengono la Chiesa?

Glielo auguro con tutto il cuore.

 

Franca

 

 

 


 


|   SOMMARIO TESTI  |   HOME  |   ASSOCIAZIONE  |   FOGLIETTI  |   SITI AFFINI  | 
A.C.R.O. - Gruppo di Studi Rosacrociani di Roma - 
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
Centro promotore della Comunità Rosa+Croce Internazionale
.