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LA PREGHIERA DEL PADRE NOSTRO

a cura di Anna Maria PIANTANIDA

 


«Padre nostro che sei nei cieli» 

(Mt 6,9).

È un’espressione di libertà, colma di fiducia.

Dunque, dovete avere questa condotta di vita, per poter essere figli di Dio e fratelli di Cristo. Infatti, chi oserà chiamare temerariamente Dio suo Padre, se trasgredisce la sua volontà?

Di conseguenza, carissimi, mostratevi degni dell’adozione divina, poiché sta scritto: « A quanti hanno creduto in lui, ha dato il potere di diventare figli di Dio»
(Gv 1,12).

«Sia santificato il tuo nome» 

(Mt 6,9):

non perché Dio venga santificato con le nostre preghiere, lui che è sempre santo, bensì chiediamo che il suo nome sia santificato in noi, affinché mentre veniamo santificati nel suo battesimo, siamo perseveranti in ciò che abbiamo iniziato a essere.

« E rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori »

Il significato di questo insegnamento è che noi non possiamo ottenere il perdono dei peccati se prima non perdoniamo coloro che hanno commesso una colpa contro di noi, in conformità a quanto il Signore dice nel Vangelo: « Se non perdonerete agli uomini le loro colpe, neppure il Padre vostro perdonerà agli uomini le vostre colpe». (Mt 6,15).

«E non indurci in tentazione»:

non permettere che siamo ingannati da colui che ci tenta, dall’autore della perversità. Dice, infatti, la Scrittura: «Dio non può essere tentato dal male» (Gc 1,13). Il diavolo, invece, è il tentatore; e per poterlo sconfiggere il Signore dice: «Vigilate e pregate per non cadere in tentazione » (Mt 26,41).


Cromazio di Aquileia, 

Sermone 40,2

 

 

 

per ascoltare e leggere il "Padre Nostro" in aramaico, cliccare qui

 


 

 

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