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Riflessioni sul Maremoto del 26 dicembre 2004

di Franca RAIMONDO

 

Le catastrofi si ripetono, ma l’uomo continua a non comprendere le lezioni che c’insegnano.

Il 26 dicembre, si è consumata una nuova tragedia collettiva. L’orrore, il male, la sofferenza che continuamente le televisioni ci propinano, sono immensi focolai di pensieri negativi, una fucina d’ombre e nuvole nere che come pece si attaccano e oscurano quei luoghi paradisiaci. Cerchiamo di vedere i sorrisi di coloro che pur avendo perso tutto il loro avere: una baracca e due vestiti, si aiutano a vicenda sorridendo ai fotografi perché nella loro povertà hanno compreso che la vita continua e che occorre continuare ad affrontarla col sorriso e con un canto.

Dobbiamo però comprendere che il Male non viene mai per nuocere. Dio o le Gerarchie Celesti, "da ogni male che incatena il mondo", traggono sempre un Bene maggiore. L’uomo, abbiamo studiato, deve scontare il proprio debito di destino e gli Angeli di giustizia che sono al di sopra dell’errore, ci mettono nei luoghi e nelle condizioni che ci servono per progredire e pagare i debiti. Oltre al destino individuale esiste anche un destino collettivo e questo si nota nei disastri, negli attentati…Spesso si dice:" Ma cosa è andato a fare lì, non doveva partire, poi all’ultimo momento…" Mentre altri scampati raccontano che per una casualità sono rimasti a casa o non sono potuti partire.

Perché viene da domandarci è avvenuto proprio nel periodo natalizio? Molte persone abitanti a miglia di distanza sono giunte lì perché questo è un periodo di vacanza, convocati quasi dagli Angeli del destino. Sembra la rappresentazione di una tragedia teatrale. Immaginiamo l’angelo della Svezia che convoca alcuni attori per l’ultima rappresentazione terrestre, poi l’angelo dei tedeschi, degli italiani, dei francesi, degli americani…tutti riuniti insieme, anche se sconosciuti, per l’incontro finale, il "consummatum est "a salpare per altri lidi dove l’illusione, la materia, non esiste più. Il periodo natalizio è un periodo di vacanza uguale per tutta l’umanità, mentre le ferie estive o le settimane di vacanza variano per ognuno, quindi era il periodo giusto per riunire tanti esseri, geograficamente distanti…

La casualità non esiste, esiste il destino individuale che non ti fa essere o essere, nel luogo sbagliato. Perciò dobbiamo domandarci: "Quale errore o quale debito dovevano saldare queste persone?" Occorre non lasciarci prendere dallo scoramento o dai pensieri pessimistici e inutili perché in questo modo ampliamo la nuvola di sofferenza e di orrore che rimane sui luoghi del disastro. Preghiamo in modo costruttivo inviando pensieri positivi, riconosciamo la grande catena di fratellanza, di generosità che ha coinvolto tutti i popoli della Terra e uniamoci ad essi secondo le nostre possibilità.

Si legge che agli Atlantidei furono dati numerosi segni dello sprofondamento del loro continente. "Cominciò a rischiararsi l’atmosfera... numerosi furono i terremoti che precedettero lo sprofondamento….Molti uomini, quelli pronti, furono portati in salvo dagli iniziati di quel periodo nelle nuove terre emerse sia ad Oriente sia ad Occidente...". Anche a noi giungono molti segni, sappiamo che non ci sarà più un diluvio, che l’uomo per vivere nella prossima terra eterica dovrà possedere un corpo eterico, dovrà possedere il "dorato abito nuziale".

Per la precessione degli equinozi e non solo, ci spiegano gli scienziati riuniti nella ricerca del perché e di come mai, i Poli si sposteranno, ma ciò dovrà avvenire lentamente perché l’umanità è ancora molto indietro nell’evoluzione spirituale. L’abuso della forza creatrice è un male che deve essere scontato, le ferite che procuriamo alla Madre Terra con disboscamenti, incendi, guerre, accelerano questo processo di distruzione. Ma se la sofferenza per i nostri simili ci conduce alla fratellanza, alla comprensione ed al rispetto reciproco, forse ci sarà dato un tempo maggiore per progredire nell’ordine attuale delle cose. La terra non è una cosa inerte, è viva.

La Madre Terra è un essere vivente e come noi si evolve, cresce, compie dei movimenti che a poco a poco la modificano e ne cambiano gli aspetti visibili. Nel testo: "Terra essere vivente" edito dalla casa editrice Jupiter, leggiamo:" Può capitare che l’umanità, totalmente attratta dalla materia, dimentichi il vero senso dell’evoluzione e perda tempo in piaceri troppo materiali. Spesso, da uno squilibrio, nasce una reazione violenta: drammi collettivi, gravi epidemie, terremoti e altre calamità hanno lo scopo di ricondurci lentamente verso il vero significato del nostro passaggio sulla Terra… l’umanità è posta sulla Terra per evolvere insieme ad essa: Terra-Umanità sono legate e collegate per salire, spesso faticosamente, i gradini spirituali che condurranno noi a purificare la carne ed il pensiero e la Terra ad evolvere se stessa, man mano che le tappe verranno superate."

Per raggiungere questo scopo di vera e propria armonia occorre conservare un equilibrio costante evitando di procurare alla nostra madre terra continui soprusi.

"Ci sentiamo inutili... piccole banderuole… Che cosa possiamo fare?

Alcuni scienziati parlando in televisione hanno ribadito che dobbiamo renderci conto che il terremoto che ha colpito l’Asia ha colpito anche noi europei e tutti gli altri cittadini della Terra, le conseguenze della salute e della sopravvivenza riguardano tutti, dobbiamo incominciare a pensare che gli uomini non sono tanti popoli divisi e diversi, ma una popolazione unica e uguale. Forse questo è il primo obiettivo che dobbiamo porci, forse è veramente l’inizio di una comprensione di fratellanza universale. E allora cosa dobbiamo fare?

Coltivare la nascita di questo sublime ideale e tentare di farlo fiorire.

L’Amore che sa superare tutte le barriere, tutti i mali, possa aiutarci a conoscerci meglio e a rispettare maggiormente la "Madre Terra".

FRANCA

 

 


 

 

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