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La Parola

di Anna Maria Piantanida

 

Non ho mai dato troppa importanza, al fatto che come ogni essere umano sono dotata del dono della parola, sino a quando, durante il mio percorso spirituale ho iniziato a meditare sulle oscure e, al tempo stesso, illuminate parole che aprono il Vangelo secondo Giovanni, ritenuto dagli occultisti, esoteristi, il più ermetico, profondo e ricco di doppi sensi dei quattro Vangeli detti "canonici".

Nel Kybalion, testo sacro dell’occultismo, (secondo la tradizione dell’occultismo occidentale, la scienza misterica egiziana ha avuto il suo iniziatore-profeta in Ermete Trismegisto), nel secondo capitolo entra in argomento con l’enunciazione dei sette principi ermetici, che sono il substrato della filosofia stessa:

  • Mentalismo,

  • Corrispondenza,

  • Vibrazione,

  • Polarità,

  • Causa ed Effetto,

  • Genere.

I paragrafi di detto libro costituiscono il commento ai Principi sopra enunciati e sono, perciò, un’esposizione precisa e circostanziata delle teorie ermetiche. "Tutto è mente. L’Universo è mentale" e secondo il Kybalion, Mente, equivale a Spirito che, in se stesso, inconoscibile ed indefinibile, pervade di sé il Tutto l’Universale. Dai neutroni agli elettroni, dagli atomi alle molecole, per giungere fino ai mondi e agli universi, tutto vibra. Lo stesso discorso si può fare per l’energia e la forza, che assumono la loro denominazione proprio dai diversi gradi di vibrazione, come anche per i piani mentali e per quelli spirituali. Noi manifestiamo in forma visibile e creativa i nostri pensieri con il Verbo, la Parola, quindi il suono, la vibrazione, la frequenza, il movimento. Nel gran vuoto Cosmico primordiale della Notte dei Tempi questo Verbo inizia ad agitarsi, a modularsi sulle onde dell’universo e, quindi, da questo suo stesso rivolversi, creare. Ecco come d’incanto, nel silenzio, nell’immobilismo, un’onda di suono, una vibrazione profonda uscire dal pensiero di Dio, farsi concreta, plasmarsi sulle forme energetiche, materiche, che prendono ad agitarsi e a dare origine al Creato.

Un’immagine similare la ritroviamo in Genesi 2: 19, quando:

"Allora il Signor Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come gli avrebbe chiamati; in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome".

Ancora una volta il nome, la parola, la frequenza modulata da un pensiero e da una voce, ha il grandioso potere di creare. Gli animali, sono anch’essi nati dalla mano di Dio, ma sono come senza vita, amorfi; solo quando Adamo attribuisce loro il nome incominciano veramente a vivere, solo quando imprime a ciascuno, con il nome che decide loro assegnare, il marchio dell’energia che nella parola si racchiude e che da essa sprigiona, il mondo animale inizia, in senso pieno a vivere, per la potenza della Parola.

Il pensiero Orientale riconosce che la Parola, il suono candido e pronunciato con intenzione, è uno strumento di potere e di rara efficacia e trova nella parola "AUM" il tremito, l’increspatura, la vibrazione che fu capace di dare vita al manifestarsi della realtà, forza cosmica profonda, cuore del mondo e dell’energia creata. In Magia viene riconosciuta la "potenza della parola" poiché il vero Mago agisce con la parola, con il suono, con il ritmo e la vibrazione dell’energia sonora, ecco il perché dell’importanza delle cosiddette formule magiche, degli scongiuri, delle preghiere. Un simbolo se non è "risvegliato" dal suo mantra, dal suo nome o parola, è inefficace, il detto che la parola è "magica", perché è un condensatore incredibile di energia universale e vitale. Ecco perché dovremmo essere attenti a non lasciarci scappare neppure un semplice "accidenti" nei confronti di qualcuno che ci ha fatto un torto, che ha urtato la nostra sensibilità, che ha creato disturbo nella nostra vita. Perché anche se in superficie, la cosa finisce lì dove è nata, in realtà, a livello più profondo, se la nostra imprecazione è caricata dal più profondo inizia ad agire nel momento stesso in cui fattasi parola, in apparenza sembra abbia esaurito il suo compito. Ed ecco il valore della preghiera, il vero significato della voce del cuore che umile e serena si eleva dai tanti monasteri, dagli eremiti da uomini e donne di buona volontà e vola verso l’alto a chiedere intercessione per il mondo intero. La parola è una forza sconosciuta difficile da approfondire. Nella Cabala ebraica, dove si unisce al suono il valore numerico, viene attribuito al ritmo ed allo scandire del suono un senso trascendentale. In tutte le religioni, le invocazioni alle divinità si pongono in effetto con ardente desiderio, accompagnato da speciali segni della mano (quello della croce), dell’attitudine e orientamento del corpo (l’inginocchiarsi, il congiungere le mani, il volgersi verso un punto cardinale), dobbiamo essere ben consapevoli dell’immensa forza della Parola, quella Parola che come precedentemente scritto, apre quindi il Vangelo secondo Giovanni:

" Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio".

Le preghiere od invocazioni perfette, che ancora oggi possiamo impiegare, sono indubbiamente i Salmi di Davide. Essi non sono altro che delle preghiere-formule segrete, fondate su tradizioni ed insegnamenti esoterici antichissimi, che ci permettono di far vibrare su un "altro piano", in ogni momento e circostanza della vita, l’archetipo al quale sono connesse; il principio di una preghiera è sempre quello di una zelante supplica che sale verso il Cielo; la sua consapevole proiezione potrebbe dare un nuovo e migliore orientamento agli avvenimenti ed di questi tempi, dove spirano dappertutto orribili venti di guerra, ce ne sarebbe veramente bisogno. Chiedete e vi sarà dato disse Gesù, basta chiedere con la dovuta fede, un appello ardentemente proferito con l’aiuto del Verbo in un profondo raccoglimento, non manca mai di produrre una reazione positiva da parte del piano invisibile.

I Cristiani amavano le invocazioni liturgiche, si servivano di queste formule (Amen, alleluia, Pax Vobis, Dominus Vobiscum) come segno di riconoscimento o di adunata o ancora come vera e propria parola d’ordine. Il tempo ed il materialismo le hanno rese un poco desuete, al di fuori dell’ambiente liturgico e dello spirito monastico, ma la loro potenza su altre dimensioni, come sempre fondata su misteriosi e antichissimi archetipi, è rimasta immutata. Vale dunque la pena di pronunciarle in tutti i momenti difficili nella vita quotidiana, ma soprattutto, dovremmo conoscerne il significato. Trascrivo di seguito il significato di Amen e di Kyrie Eleison.

Amen: è un’antica parola ebraica. Quando i leviti, su ordine di Mosè, pronunciarono le maledizioni contro l’idolatria, l’adulterio ed il furto, ad esse il popolo rispose AMEN, affermazione che significa IN VERITA’ o E’ COSI’. Gli evangelisti se ne servono sovente come conclusione di formule deprecatorie:

"… a lui siano la gloria e l’impero dei secoli dei secoli. Amen".(Apocalisse di Giovanni, 1,6). Dunque l’Amen è impiegato come una forma di risposta ad una preghiera, ad una benedizione o ad una legittima richiesta che s’indirizza a Dio. Non resta altro da fare che impiegarlo il più possibile, con estrema convinzione nella sua efficacia.

Kyrie Eleison, la traduzione è Signore, Abbi Pietà di Noi. Tradotta dalla lingua greca nel latino Miserere nobis, questa antica e popolare invocazione conserva l’esatto senso delle suppliche e delle litanie dei primi cristiani, specialmente volte ad alleviare le malattie e le disgrazie dell’esistenza e ad ottenere misericordia da Dio, nei difficili momenti in cui si scatenava la collera del Cielo. Continuiamo a recitarla, quando il nostro spirito lo ritiene necessario.

Termino, con la vera preghiera di San Cipriano, tratta dall’Epistola VIII di questo santo e scrittore latino, che nacque verso l’anno 200 a Cartagine. In essa si riconoscono gli accennati rapporti archetipi. E’ sempre un efficacissimo strumento di protezione in molte difficoltà della vita, leggiamola in latino, una delle "lingue magiche" per eccellenza e portiamone sempre una copia con noi.

"Rogemus pacem maturius reddi, cito latebris nostris et pericoli subveniri, impleri quae famulis suis dominus dignatur ostendere, redintegrationem ecclesiae, securitatem salutis nostrae, post pluvias serenitatem, post tenebras lucem, post procellas et turbines placidam lenitatem, pia paternae dilectionis auxilia, divinae majestatis solita magnalia, quibus et persequentium blasphemia retundatur et lapsorum potentia reformentur, et fortis et stabilis perseverantium fiducia glorietur".

 

"Le labbra della saggezza sono aperte solo alle orecchie della comprensione".

- Kybalion -

 

Bibliografia:

"I sette principi ermetici", ed. Roberto Napoleone

"Preghiere, Scongiuri, Esorcismi, Maledizioni e Incantesimi nella Magia Operativa " di Alex Berwin, Ed. ECO

 

 

 

 


 

 
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