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LA LUNA

di Anna Maria PIANTANIDA

"Nuovamente, intorno alla Luna, così splendida e piena, celano le stelle il loro volto luminoso,
mentr'essa diffonde la sua argentea luce su tutta la vasta terra".
  (Saffo, Plenilunio)

 

La Luna domina il segno del Cancro ed è convertibile. Il suo domicilio è nel segno del Cancro, Gioia (un pianeta è detto gioia, quando è situato nel suo domicilio preferito) nel segno del Cancro, esaltazione nel segno del Toro, Esilio nel segno dell’Ariete, caduta nel segno dello Scorpione, peregrina( un pianeta è detto peregrino, quando è in un Segno Zodiacale non propizio alla sua espansione magnetica) nei segni del Leone e della Vergine, luminare femminile rappresenta i sentimenti e la psiche.

"Il numero sette, per le sue virtù occulte, tende a realizzare tutte le cose;
è il dispensore di vita e fa parte di tutti i cambiamenti, come la luna che cambia ogni sette giorni".
  Ippocrate

La Luna dista dalla terra mediamente 384.000 km e possiede una massa di circa 7.36 1022 kg?? (circa 1/77 di quella terrestre). Se si escludono strani "effetti magici" non dimostrati, gli unici mezzi che la Luna ha a disposizione per interagire con la Terra sono: la forza gravitazionale e la luce solare che essa riflette.

L’effetto più evidente e maggiormente conosciuto originato dalla forza gravitazionale lunare è costituito dalle maree. Esse sono fenomeni complessi che sono principalmente generati dall’attrazione congiunta della Luna e del Sole sugli oceani. La differente forza gravitazionale agente su punti molto lontani tra loro determina il movimento della massa fluida.

Meno conosciuta è l’esistenza di un fenomeno simile che interessa l’atmosfera. Con un meccanismo analogo a quello che fa muovere l’acqua degli oceani, anche le masse gassose dell’atmosfera possono spostarsi determinando le cosiddette maree atmosferiche. Tali maree possono determinare piccole differenze di pressione dell’ordine di qualche millesimo di millimetro di mercurio (la pressione atmosferica è mediamente di 760 mm di mercurio).

Oltre alle maree atmosferiche, sono state accertate le cosiddette maree terrestri. Il globo terrestre presenta nel suo insieme una certa elasticità (comparabile a quella dell’acciaio). Di conseguenza, sottoposto a tensioni originate dallo stesso meccanismo che origina le maree oceaniche e atmosferiche, può subire piccole deformazioni.

La luce riflessa dalla Luna è molto debole rispetto a quella solare. Pur essendo troppo debole per alimentare la fotosintesi clorofilliana, la luce lunare sembra tuttavia in grado di provocare certi movimenti (tropismi) in certe specie vegetali. Inoltre, alcuni organismi marini sembrano avere un comportamento riproduttivo influenzato dalla luce lunare.

Molti manuali d’orticoltura "fai da te" e i classici calendari lunari per agricoltori raccomandano un rigoroso rispetto delle fasi lunari per lo svolgimento di quasi tutte le pratiche agricole: semina, trapianti, potature, taglio degli alberi, imbottigliamento del vino, ecc. Tutti i consigli forniti possono essere sintetizzati in una regola generale: «Tutto ciò che deve crescere e svilupparsi deve essere fatto in Luna crescente. Tutto ciò che deve arrestarsi e morire deve essere fatto in Luna calante».

Studi statistici miranti a trovare una correlazione tra eventi sismici ed attività lunare hanno fornito risultati dubbi.  Tuttavia non si può escludere che il fenomeno della maree terrestri possa avere una certa influenza sullo scatenarsi di sismi, conseguenti al liberarsi delle enormi quantità d’energia elastica accumulata nel sottosuolo in corrispondenza delle faglie.

Dopo il Sole, la Luna è il corpo celeste che appare con maggiore evidenza ad una semplice osservazione del cielo. Si comprende pertanto come essa, fin dall’antichità, abbia stimolato l’interesse e la fantasia dell’uomo. La Luna è l’astro più vicino a noi, tanto che se fosse possibile costruire un ponte per raggiungerla sarebbero necessarie soltanto ventinove Terre unite. Gli Arcadi facevano risalire le loro origini ad un’epoca in cui la Terra non aveva ancora il suo satellite e per questo, avevano preso il nome di Preseleni. Aristotele narra che prima dei barbari che allora popolavano l’Arcadia, quei territori erano stati occupati da altri popoli ivi residenti da quando in cielo non era ancora comparsa la Luna. Orazio parla degli Arcadi nello steso senso.

Mitologie lunari si ritrovano in tutte le culture: la sua misteriosa luminosità e la mutevolezza periodica del suo aspetto hanno da sempre spinto gli uomini ad immaginare una possibile correlazione tra le vicende terrene e il nostro satellite.

Ancora oggi, ad oltre venticinque anni dalla sua conquista da parte dell’uomo, la Luna continua ad alimentare mitologie, condivise da molte persone. I miti che avvolgono la Luna, tendono a mostrarla bella e femminile, ma anche una crudele seduttrice: ammaliò Ulisse sotto le sembianze della maga Circe; come Ecate, ha ricompensato i suoi favoriti; è stata vista condurre il suo carro attraverso il cielo della notte nelle vesti di Selene. Nel mito e in astrologia è associata al parto ed è strettamente legata alle emozioni e all'apparato digestivo. La sua qualità principale è quella di spingere la personalità ad un comportamento naturale e istintivo; la Luna sa rendere pazienti e pieni d’immaginazione; con aspetti negativi rende mutevoli, di ristrette vedute e inaffidabili.

Nei tempi antichi, non erano rare le culture che pensavano che la Luna morisse ogni notte, scendendo quindi nel mondo delle ombre; altre culture pensavano che la Luna inseguisse il Sole (o viceversa). Durante il Medioevo, alcuni credettero che la Luna fosse una sfera perfettamente liscia, ed altri che vi fossero oceani. Ancora nel 1920, si pensava che la Luna potesse avere un'atmosfera respirabile (o così lasciano intendere i racconti di fantascienza del periodo). Nel 1969, Neil Armostrong e Buzz Aldrin furono i primi esseri umani a camminare sulla Luna.

La Luna è spesso protagonista in molte mitologie e credenze popolari. Le numerose divinità lunari sono spesso femminili, come le dee greche Selene e Artemide e le loro equivalenti romane, Luna e Diana. Si possono trovare anche divinità maschili, come Nanna o Sin dei Mesopotamici, Thoth degli Egiziani e il dio giapponese Susanowo, assieme ad Isil che si trova nella mitologia inventata della Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien.

Quando i nostri più antichi progenitori conquistarono la posizione eretta e più agevolmente poterono volgere lo sguardo al cielo, quale dovette essere il loro stupore misto a timore nel veder galleggiare nel liquido purissimo blu cobalto dell'atmosfera incontaminata che allora avvolgeva la terra il disco argenteo della luna, fra miriadi di piccole luci scintillanti ed ammiccanti. Certo, quest’inaspettata, superba visione (non perché gli animali che li avevano preceduti non l'avessero mai vista, ma perché i loro occhi d’esseri umani la guardavano per la prima volta con sensibilità, affettività e consapevolezza nuova, e con nascente capacità di pensare i pensieri), quest’astro dalla luce purissima dovette riempirli d’inquietudine, di un timore e forse di un'angoscia nuova, trovandosi improvvisamente al cospetto di qualcosa di assolutamente inaspettato, inspiegabile, incontrollabile, troppo grande per essere umano, quindi certo ricolmo d’enorme potenza, ben superiore a quella di qualsiasi individuo sulla faccia della terra. E nello stesso tempo, quel disco d'argento era rasserenante, forava le tenebre inquietanti della notte, consolava dell’improvvisa perdita della luce, fugava ombre che potevano celare insidie improvvise e terrorizzanti, quindi era qualcosa di buono, come la carezza di una donna, madre, sorella, compagna, ma nello stesso tempo, era fredda, non calda come quella del disco rosso-arancio che era improvvisamente sparito, non calda come la carezza calda di una donna, ma fredda come lo sguardo di una donna che ci rifiuta, che si allontana, che si ritrae dal nostro contatto. Ecco, la prima associazione donna-luna potrebbe essere sorta nella mente dell'uomo presso a poco così. Si comprende allora come, nel tempo, la luna sia diventata nell'immaginario umano simbolo dei genitori, ricettacolo dello sperma e delle anime dei trapassati (nel suo aspetto di creatura che periodicamente scompare), quindi simbolo di vita e di morte, come il serpente che spesso la raffigura (la Dea dei Serpenti minoica o, secondo certe interpretazioni, la stessa dea del Nilo): simbolo quindi dei ritmi biologici, in cui la morte è in realtà l'inizio di una nuova rinascita. Quindi la luna è il tempo che passa (come mostrano le tacche nella luna-corno della Venere di Laussel), delle variazioni periodiche, già evidenti ed osservate dall'alba dei tempi. Di lei l'uomo fin dalle origini ha colto soprattutto il cambiare forma, passando attraverso fasi diverse, proprio come la donna-madre, cominciando dalla ritmicità dei cicli mestruali, legati anch'essi alle fasi lunari: simbolo di trasformazione e di crescita .soprattutto ricettacolo dei semi della fecondità ciclica. Le feste della luna non a caso sono feste delle coltivazioni, essendo la luna prototipo di fecondità: essa presiede il rinnovamento periodico nel mondo animale e vegetale e umano. fecondità fusa nel culto della Grande Madre. Si capisce quindi come questo movimento ciclico possa essere stato pure messo in relazione col simbolismo lunare di Giano, dio bifronte per eccellenza: la luna è porta del cielo e porta dell'inferno. La luna è anche simbolo del sogno e dell'inconscio, che fanno parte della vita notturna.

Molti popoli hanno sviluppato fin dai tempi più antichi i propri miti e le proprie leggende riguardo alle eclissi, spesso credendo che esse fossero il presagio di qualche catastrofe naturale o della morte o disfatta di un re.

Un mito molto diffuso è quello che durante un'eclisse un drago divori il Sole. Molte culture hanno inoltre sviluppato i propri metodi per contrastare gli effetti di un'eclisse: per esempio gli antichi Cinesi cercavano di fare molto rumore per spaventare e scacciare il drago, suonando tamburi, scoccando frecce nell'aria e percuotendo delle pentole. Questa tradizione è sopravvissuta in un certo senso fino al secolo scorso, quando la Marina Imperiale Cinese usava sparare con le proprie armi da cerimonia durante l'eclisse, per scacciare simbolicamente il drago invisibile.

In India, la gente si immergeva fino al ginocchio nell'acqua di un fiume, credendo che questo aiutasse la Luna e il Sole a difendersi dal drago. In Giappone si usava invece ricoprire i pozzi durante un'eclisse, per evitare che vi cadesse del veleno proveniente dal cielo oscuro.

Tuttavia ci furono anche credenze più ottimistiche riguardo a questo fenomeno naturale: a Tahiti per esempio, le eclissi erano interpretate come il congiungimento amoroso del Sole e della Luna. Perfino ai giorni nostri, presso certe tribù eschimesi e artiche si crede che le eclissi siano un segno della benevolenza divina: il Sole e la Luna lasciano temporaneamente il proprio posto in cielo per controllare che sulla Terra vada tutto bene.

L'intimità tra uomo e natura ha da sempre impregnato di la vita spirituale ed estetica dell'uomo. Dunque, nulla di sorprendente che le sue prime espressioni artistiche siano un riflesso di ciò. I ritmi della natura, poi, costituendo i suoi aspetti più immediatamente evidenti, hanno da sempre colpito l'immaginazione, oltre che l'attenzione, dell'uomo, fin dai primordi. Ogni essere vivente soggiace ai ritmi della natura, nascita, sviluppo, morte.
Appena l'uomo solleva gli occhi al cielo, nelle buie notti, è la luna, ciclicamente cangiante, ma sempre riapparente, ad apparirgli, e così pure sulla terra, riflessa dalle acque limpide che essa stessa illumina.

 

Mito della Tradizione Ebraica

 

La Luna Punita

All’inizio dei tempi Sole e Luna erano della stessa grandezza e brillavano di identica luce: quando uno dei due tramontava, l’altro sorgeva a illuminare il mondo.

La Luna, però, non sopportava che il Sole fosse grande e bello come lei, e chiese a Dio:

«Ti pare possibile che in cielo ci siano due re di uguale potere? Non sarebbe meglio che uno obbedisse all’altro?»

«Sono d’accordo» disse Dio. «Vuoi dire che tu diventerai più piccola, e rifletterai i raggi dei Sole»

Così la Luna, che era tanto ambiziosa, venne punita, e si lamentò amaramente. «Che altro vuoi?» chiese il Signore.

«Possibile che io debba rimpicciolirmi perché ho detto una cosa giusta?» protestò, allora Dio volle consolarla:

«Ogni volta che apparirai in cielo, una schiera di stelle ti farà compagnia, come se tu fossi una regina con il suo seguito. E, se ancora non ti basta, gli Ebrei conteranno i giorni e gli anni su di te.»

 

E infatti quello ebraico è un calendario lunare.

 

La Luna è graficamente rappresentata, fin dai tempi preistorici, come falce o mezzaluna, glifi che ricorrono ancora oggi nell’araldica e in alcune bandiere di stati islamici, come la Turchia.

Il segno grafico della Luna deriva dal geroglifico usato dagli antichi greci consiste in una falce, un mezzo cerchio, una mezzaluna, simbolo quest'ultimo che esprime passività.
La falce appare spesso, ad esempio negli affreschi rupestri del Paleolitico e nei geroglifici egizi, come una rappresentazione stilizzata delle corna di bue. Il ciclo lunare di nascita e morte, inteso come permanenza dell’essere attraverso le mutevoli vicende del divenire, è universalmente rappresentato dalla spirale e dal cerchio, quest’ultimo usato anche come rappresentazione della Luna piena (se bianco) o nuova (se nero). Lunari sono anche tutti gli oggetti circolari, come coppe, culle, uova, semi ecc.. Altri classici simboli lunari sono la svastica orientata in senso antiorario, spesso associata alla mezzaluna e a divinità lunari, come Artemide, Astarte, Kali, e il sistro, strumento musicale a percussione, attributo di Iside e Artemide, simbolo di movimento ritmico perenne. Tipicamente lunari sono il numero sette (sottomultiplo di
vent’otto, i giorni del mese lunare) e il numero tre, che simboleggia Luna piena, nuova e mezzaluna: spesso infatti le Dee Madri sono adorate in forma trinitaria e tipicamente lunare è il triskel, spirale celtica a tre braccia, presente anche in Sicilia, emblema ufficiale dell’isola di Man, dove un tempo era adorata la dea Luna Ana.

La Luna si limita a riflettere la luce del Sole, quindi simboleggia un carattere di ricezione, di accoglimento femminile, di sottomissione che è tipico dell'astro,esprime al massimo le caratteristiche di maternità e passività.

Gli strumenti della tessitura e della filatura sono ovunque simboli del divenire ciclico, associati alla Luna: la filatura richiede infatti un movimento ritmico, circolare, simile a quello lunare. Per questo in molte tradizioni sono le dee lunari ad aver inventato l’arte della tessitura e il fuso è un loro attributo caratteristico (ad esempio in Ishtar e Persefone). I fili di un tessuto danno continuità, ma costituiscono anche un legame, e dunque diventano spesso simbolo del destino, che limita e vincola l’uomo. In molte culture troviamo perciò divinità lunari che tessono il destino dell’uomo, come le Moire greche, le Parche romane o le Norne germaniche e talvolta la Luna è rappresentata come un ragno gigantesco, intento a tessere la sua tela.

Il sole è vitalità. La luna è il primo distributore dell'energia solare, psicologicamente rappresenta i nostri mezzi di adattamento alle esigenze vitali, l'adattamento alla vita, i nostri bisogni. Simboleggia la nostalgia della prima infanzia e del dono insostituibile dell'amore materno.
Influenza l'immaginazione e la memoria.
Se il Sole rappresenta la maturità la Luna rappresenta l'infanzia. Rappresenta il legame tra l'uomo e le forze misteriose della natura.
Nel tema natale di un uomo, la luna rappresenta la donna e il suo modo di considerare la donna ( madre moglie, amante). Nel tema di una donna rappresenta la sua femminilità, il suo modo di essere femminile. E' regolatrice del sonno e dei sogni. Il numero 2 è governato dalla Luna. La luna governa le persone nate il giorno 2, 11, 20 o 29 di ogni mese. Alla personalità numero due la luna conferisce una natura romantica. Queste persone sono pacifiche e gentili, ma insicure. Hanno bisogno di una guida che le rassicuri. Faticano a tradurre in pratica le loro idee.

La Luna rappresenta i sentimenti e le emozioni di una persona, la sua ricettività, l'immaginazione e il tono della sua vita basato sulle sensazioni primarie. Inoltre la Luna simboleggia il senso del ritmo, del tempo e la sincronia nella vita di una persona, oltre a influenzare la sua adattabilità ai cambiamenti, la sua mobilità e versatilità.
PAROLE CHIAVE: Sensibilità, istinto, intuizione, fluttuazione, emozione

Nella volta celeste la Luna retrograda va sempre verso oriente. Questo movimento è sensibilissimo, tanto che può essere provato con osservazioni semplici ed elementari. Prendendo come punto di riferimento alla Luna una stella di prima grandezza che le sia vicina, si vedrà che notte dopo notte la Luna se ne allontana in direzione sempre contraria al moto diurno. Alla Fine del primo giorno si sarà allontanata di circa 13° e nei giorni successivi di 26°, di 39° e così via, finchè dopo 28 giorni, percorso un arco di 360° circa, sarà ritornata al punto di partenza. Quando la sera esce dai bagliori solari, la Luna ha una falce sottilissima, i cui estremi vengono chiamati corni. Dopo le fasi di Primo quarto, Plenilunio e Ultimo quarto, la Luna che volgeva alla Terra la faccia illuminata dal Sole, va a tuffarsi nei suoi raggi il cui splendore la rende invisibile; ed eccoci alla Luna Nuova, ossia alla congiunzione col Sole. I periodi di Plenilunio e novilunio si dicono egizie e quelle dei quarti quadrature. Con Luna uova inizia il Mese Lunare. Gli inglesi dicono che la Luna vecchia è sempre tra le braccia della Luna Nuova. Le fasi e gli aspetti della Luna hanno dato origine ai giorni della settimana: infatti la Luna ogni sette giorni appare sotto una nuova forma. Quando la Luna Nuova coincideva con l’inizio delle quattro stagioni, l’avvenimento veniva annunciato dal Pontefice Massimo "Quattyor-Yempora". L’Olimpiade cominciava sempre con la Luna Nuova. L’Olimpiade cominciava sempre con la Luna Nuova. Ogni 235 lunazioni che occupano un periodo di 19 anni la Luna ritorna alle stesse fasi: la scoperta di questo principio fu così interessante che il relativo calcolo astronomico fu esposto in lettere d’oro ai Fori e fu dato il nome di numero d’oro all’anno che, concludendo il periodo di 19 anni, riportava la Luna in congiunzione col Sole nello stesso punto di cielo, ossia nello steso segno zodiacale. Questo numero d’oro viene calcolato nel calendario delle cerimonie sacre, comprese quelle Cristiane. Infatti la Pasqua non ha un giorno fisso come il Natale, ma cade nella domenica successiva al Plenilunio corrispondente all’equinozio di primavera.

Gli influssi della luna rafforzano i benefici della meditazione.

Manas ko bulana Chiamare il pensiero.

Meditazione usata dai monaci buddhisti per creare il vuoto mentale richiamando il pensiero, chiamandolo per nome.
Sedetevi, chiudete gli occhi e volgete l'attenzione dentro di voi, controllate che tutto il corpo sia rilassato e non ci siano tensioni muscolari.
Sentite il vostro respiro calmo e regolare.
Nella calma di corpo e mente richiamate il pensiero proprio con il suo nome "pensiero" come se fosse una persona e vedrete come la vostra mente, anche se per poco, sia sgombra da tutti i pensieri.
Osservate i pensieri che passano la vostra mente, ma nel modo più oggettivo possibile, non giudicateli non cercate di attaccarvi a quelli più piacevoli o respingere quelli spiacevoli, osservateli , semplicemente osservateli.
Osservate la natura e il contenuto dei vostri pensieri, come si formi meccanicamente una catena di associazioni e come con facilità ci si possa perdere nei nostri stessi pensieri, quando accade ristabilite dolcemente il controllo su di essi.
E' incredibile, la mente è vuota quando volete un pensiero e lo chiamate, piena di pensieri quando volete mandarli via.

" Come si può trattenere la mente che corre dietro ai piaceri sensuali? Lasciate che la mente corra, ma voi rimanete quieti dove siete. Non lasciate che il corpo corra dietro una mente irrequita. Dite alla mente: Non ti darò il mio corpo come servo. Allora la mente desisetrà e potrà essere sconfitta."
Turakam

Se hai la Luna in un segno di Fuoco, reagisci ai cambiamenti di esperienza con azione diretta e entusiasmo.
Nell'Ariete in un modo aggressivo, impaziente, forte o diretto e competitivo. Dona entusiasmi eccessivi, cambiamenti bruschi. Destino instabile.
Nel Leone con calore generosità ed entusiasmo. La luna in questo segno è indice di fortuna e buona riuscita.
Nel Sagittario in modo entusiastico e idealistico, su una base religiosa o filosofica.
E' indice di natura espansiva socievole

Se hai la Luna nei segni di Terra, reagisci con fermezza e stabilità.
Nel Toro reagisci lentamente a ogni esperienza, mantieni stabilità e ponderatezza. La luna ti dona una forte sensualità.
Con la Luna nella Vergine reagisci con un adattamento pratico a tutti gli stimoli, in modo analitico.
Nel Capricorno reagisci con autocontrollo e determinazione: talvolta in modo negativo e automatico.

Con la Luna nei segni d'Aria, si affrontano i cambiamenti d'esperienza con previdenza e valutazione obiettiva.
Nei Gemelli reagisce in maniera rapida, percettiva mutevole, con infinita curiosità ma anche diplomazia.
Nella Bilancia si reagisce con obiettività, si soppesano tutti i lati di una situazione, il che può contribuire ad una indecisione. Dona allegria.
La luna nell' Acquario reagisce in modo imprevedibile, eccentrico e con distaccata obiettività, a volte con scarsa sensibilità Si sente sicuro se può esercitare una completa libertà di idee.

Con la Luna nei segni d'Acqua reagisce con sensibilità ed emotività.
Nel Cancro reagisce con estrema sensibilità e con senso protettivo nei confronti degli altri ma tende a lasciar correre.
Nello Scorpione con intensità, passionalità. In modo indipendente ed energico.
Nei Pesci reagisce con sensibilità passione, empatia vaghezza, vulnerabilità e idealizzazione.

La settimana ha avuto origine dai sette giorni della fase lunare. Perciò ogni giorno è stato dedicato a un astro protettore:

  • la Domenica è dedicata al Sole
  • Il Lunedì alla Luna
  • Il Martedì a Marte 
  • il Mercoledì a Mercurio
  • Il Giovedì a Giove 
  • il Venerdì a Venere
  • Il Sabato a Saturno

La divisione dei giorni in ore viene attribuita agli Egizi. La prima ora della settimana inizia con l’ora del Sole e finisce con l’ora di Saturno.

L’Astrologia non considera la Luna un astro morto perché non assomiglia alla Terra; anzi, per l’Astrologia, essa è un cristallo vivente ed acquoso e ha un’atmosfera più leggera e rarefatta di quella della Terra. La Luna possiede lo spirito dell’Entità vivente chiamato Spirito della Luna, ed è a questa energia e a questo spirito lunare che dobbiamo molte cose che avvengono sulla Terra.

L’influenza della Luna sull’uomo è molto forte. Il popolo ha dei modi di dire che esprimono delle verità: "ha un viso di luna piena"; "il tale è lunatico"; "avere la luna per traverso"; "hai le lune?"; "la luna è rossa"; "la luna di miele"; "che luna nera!".

Secondo l’Astrologia la Terra, la Luna e il Sole sono uniti nei confronti dell’uomo dai loro nuclei centrali. Ognuno di essi possiede una forza tutta sua particolare che si unisce in un’unica volontà nei confronti dell’uomo. Questi centri sono astralmente in diretto contatto fra loro e per mezzo dei Pianeti e delle Stelle Fisse mettono l’uomo nella condizione di ricever i fluidi astrali che sono differenti da uomo a uomo. Tutti questi centri sono centri di forza e di radiazioni magnetiche che pervadono la personalità umana. Essi sono dei corpi viventi, intelligenti e attivi; e anche se fossero dei gas, dei metalli, dei cristalli, delle gemme o dei vegetali, l’uomo sarebbe costituito della loro stessa natura e del loro stesso spirito. La luna può essere considerata come uno spirito vivente

E il suo nucleo come un enorme cristallo dalle più svariate trasparenze o un magnete intermediario tra il mondo Solare e quello Terrestre, nello spirito della Luna vi è tutto il mistero del concepimento, della nascita e della morte e spesso è racchiuso nel subconscio dell’individuo.

Plutarco scrisse che si muore alla Luna e si vive al Sole e che tutto ciò che è femminile ritorna alla Luna, mentre ciò che è maschile ritorna al Sole. Tutta la psicologia umana è basata sull’Asse Lunare che idealmente attraversa i segni zodiacali da nord a sud. Tutto ciò che è sentimento, attrazione, intuito è sempre nel profondo della psiche dell’uomo e nel suo sistema nervoso, e su ognuno di questi fattori sovrintende in massima parte la Luna. La Luna ha uno Zodiaco Solare in ciò che riguarda i segni e un altro diverso che riguarda la disposizione delle Case o Dimore. Esso è composto di 28 Dimore (quello Solare invece è di dodici, quanti sono i segni zodiacali), e ognuna di queste Dimore ha un suo significato preciso che riguarda soprattutto l’origine dei sentimenti e le differenze psicologiche e genetiche di ciascun uomo. Presso i popoli orientali l’Asse Lunare era chiamato Drago ed anche oggi in astrologia è chiamata così perché si potrebbe paragonare a un guerriero disposto sempre a combattere con l’arma spianata. La qualità del combattimento è data dal Pianeta a lei congiunto o in aspetto negativo.

Il Pianeta rappresenta le prove che il Nativo deve superare con la sua volontà. Nei confronti di questo Drago Lunare l’uomo può avere il cammino libero o pieno d’intoppi; ma l’invito alla lotta tende sempre ad affermare il proprio "IO".

Nelle sue diverse fasi, nei suoi Nodi Lunari e a seconda della sua posizione, la Luna ha diversi influssi benefici o malefici, o meglio positivi o negativi. Essendo dotato di libero arbitrio l’uomo può, se veramente lo vuole, trasformare un fattore negativo in positivo. I Nodi Lunari sono come dei fiumi che un Nativo deve saper superare nuotando con forza e a volte contro corrente. Il libero arbitrio lo spinge ad agire o a non agire; ma se un Nativo resta indifferente interviene il Fato, e alle volte la mancanza di reazione può dare la pazzia, la degenerazione, l’omosessualità ossessiva, la criminalità patologica e la tendenza al suicidio.

Non si può pervenire al mondo Solare se prima non si è passati attraverso il mondo Lunare oltre il quale il Drago non è più appartenente alla Sfera Terra-Luna, ma diventa un Drago Celeste. L’IO dell’uomo ha così superato le prove e si appresta alla vita spirituale. La via di uscita è quella ei nodi lunari.

La Dea della Luna il cui culto era forse il più diffuso durante l’antichità era la babilonese Ishtar. Nei diversi paesi in cui era venerata veniva adorata sotto molti e svaríati nomi. Era Astarte a Canaan; Attar in Mesopotamia; Athtar nell’Arabia Meridionale; Astar in Abissinia; Atargatis in Siria; Astarte in Grecia; mentre Artemide sembra essere il termine generico usato per ognuna delle molte manifestazioni di questa grande e potentissima dea La divinità corrispondente in Egitto era Iside.
Ishtar la Grande Madre è nuda, poiché la Verità non ha bisogno di coprirsi di veli.
Sul suo capo spicca l'emblema lunare. Nella mano destra Ishtar ha una coppa, simbolo di gioia e abbondanza perché contiene il nettare della Vita.
Nella sinistra, un loto, fiore che nasce sott'acqua ma che diventa di purezza ineguagliabile una volta sbocciato alla superficie. Il significato è dunque chiaro e fedele all'assioma del vero magista: "Ex tenebris ad Lucem...".
Secondo la mitologia Maya la Luna ed il Sole, prima di divenire gli astri celesti che noi oggi vediamo, furono creature terrestri, una giovinetta ed un ardito cacciatore.
Fra i due si accese l'amore e, dopo varie vicende, fuggirono insieme.
Il nonno della ragazza, irato, la fece uccidere. Le libellule raccolsero allora il corpo ed il sangue della ragazza in tredici ceppi cavi.
Dopo tredici giorni di ricerche il Sole trovo' i ceppi. Da dodici di essi nacquero insetti nocivi e serpenti che andarono a popolare tutto il mondo, dal tredicesimo uscì la Luna resuscitata.

Secondo la mitologia egiziana, Nut, divinitaà celeste, sposò segretamente Geb, dio della Terra, ma

Ra, dio del Sole, formulò un incantesimo per il quale la dea Nut non avrebbe avuto la possibilità di procreare in nessuno dei dodici mesi dell'anno.
Intervenne allora Thot, potente divinità, che con una partita a dadi riuscì a sottrarre al Sole cinque dei suoi giorni, i quali non appartennero ad alcun mese.

L'incantesimo di Ra era dunque rotto e Nut generò cinque figli.
Uno di questi, Osiride, divinità impersonata nella Luna, sposò poi la sorella Iside insediandosi sul trono terrestre del padre Geb. L'altro fratello, Seth, riuscì con uno stratagemma ad ucciderlo e ne smembrò il corpo in quattordici pezzi. Iside riuscì a recuperare tredici dei quattordici pezzi e ad impietosire Ra affinchè ridesse vita ad Osiride. Il quattordicesimo pezzo rimase però nel Nilo e dette al fiume la sua forza fecondatrice.

Questi due miti, brevemente riassunti, illustrano, con le loro analogie e con le loro differenze, quanta importanza nell'immaginario dell' umanità sia sempre stata data alla Luna, al suo regolare rivolgersi in cielo e al ripetitivo alternarsi delle sue fasi.
In entrambi i miti si ha, infatti, uno smembramento del corpo della Luna (in tredici pezzi nel mito Maya, in quattordici in quello egiziano) con chiara allusione alla progressiva scomparsa della Luna durante la fase calante; in entrambi i miti, poi, è centrale il rapporto tra la Luna e la potenza procreatrice del corpo femminile.

Vi sono nei Musei Capitolini di Roma due statue che meglio di ogni scritto spiegano molto bene il Mondo Lunare.

La prima è la Grande Madre simile a Maria: è Artemide, regina dei cieli che salva dagli inferi.

 

Statua di Artemide (Efeso, Turchia).

 

Se si osserva questa statua vediamo nel pettorale molti seni il cui significato è la donazione del latte, cioè dell’alimentazione essenziale. L’astuccio che racchiude il corpo di questa statua è coperto da figure di animali, simboli della Madre generatrice di ogni seme, mentre il collare con i suoi segni zodiacali raffigura la forza radiante dei cieli. I greci ponevano questa statua a guardia delle loro case ed era per loro una statua ideografica comune come per noi lo è Maria, la cui immagine è frequente sia nelle case dei poveri che nei Santuari famosi. Sulla Madonna miracolosa di Loreto vi è una leggenda jugoslava bellissima: Maria, madre di Gesù, si stabilì ad Efeso nel Santuario di Artemide e lì morì e fu sepolta. Ma un giorno, non contenta di riposare ad Efeso, volò via con tutto il Santuario sostando prima in Jugoslavia e poi a Loreto, dove volle stabilirsi. Tutte queste Madonne sono di pelle bruna come la grande Artemide. Ma, bianca onera, è sempre la Grande Madre, la psiche , il profondo dell’uomo che deve vincere le prove che gli sono state date per superare i Nodi che lo tengono legato alla Terra e salire al Mondo Solare. La dea Artemide è chiamata anche "prothyraia", o meglio colei che sta davanti alla porta e, diventa Guardiana della Soglia, è portatrice di Luce quando ascolta la preghiera, dona la magia alle erbe medicinali ed è guaritrice quando fa cessare le epidemie, le malattie mentali o la febbre da parto. Le offerte che il popolo faceva ad Artemide erano delle più semplici, e cioè focacce e candele.

Un altro aspetto della Luna è quello di Diana quando presiede alla caccia, va nei boschi seguita dal cane o dal cervo, è casta, frigida, non sa amare. E’ solo molto bella. Rappresenta per l’uomo la scoperta di essere immerso in un mondo di materia che deve superare uccidendo la contrarietà. L’uomo deve essere signore delle fiere e le fiere sono i pensieri tortuosi come l’avarizia, l’orgoglio e la lussuria. La statua di Artemide è un invito a superare il Drago Lunare. La nascita, la crescita, la bellezza, la maturità, il rinnovarsi nella morte, il trasmutarsi in una nuova vita: questo è il simbolo costante dello spirito della Luna. La Luna in astrologia più che un corpo fisico è metafisico; e come tale diviene triplice e vigila sui sentimenti dell’uomo. Nelle statue greco-romane la Triplice Luna è rappresentata da uno steso corpo con tre teste sormontate da una corona diversa: di mirto la prima, a cinque punte la seconda, di alloro la terza. Dalle sue mani parte una torcia che rappresenta il fuoco purificatore, un pugnale atto al sacrificio, una fiamma simboleggiante la luce della resurrezione e una chiave per l’apertura dei Mondi Solari della nostra vera personalità e della completezza del nostro "IO".

"Tutto il nettare che fluisce dalla luna dalla divina bellezza è, senza eccezioni, divorato dal sole, ed è per questo che il corpo è soggetto alla vecchiaia e alla morte". Hatha Yoga Pradipika III 77


Le tre notti di Luna nuova, in cui la Luna scompare, simboleggiano la morte: per questo motivo la Luna è ovunque collegata alla morte, valorizzandola come momento di rigenerazione. La mezzaluna, ad esempio, è un simbolo funerario molto frequente sulle tombe, in tutto il mondo, e molte divinità lunari sono anche funebri e sotterranee (come Persefone o Ecate). È molto diffusa la credenza che la Luna sia il luogo dei morti, dove migrano e si riposano le anime defunte. Secondo le Upanishad, sacre scritture indù, le anime sulla Luna si riposano in attesa della prossima reincarnazione. Secondo Plutarco l’uomo è composto di intelletto, anima e corpo: il Sole fornisce l’intelletto, la Luna l’anima e la Terra il corpo. Dopo la morte l’anima torna alla Luna, come il corpo alla Terra. Alcuni miti africani e australiani evidenziano una frattura tra il destino della Luna e quello dell’uomo, narrando di un messaggio, trasmesso dalla Luna agli uomini, per mezzo di un animale a lei sacro (lepre, cane, lucertola), per assicurarli che "come io muoio e resuscito, così anche tu morirai e tornerai in vita". Ma il messaggero, per incomprensione o cattiveria, comunica precisamente il contrario, cioè che l’uomo, dopo la morte, non rivivrà più: così ha origine la mortalità dell’uomo. La Luna è legata non solo alla morte fisica, ma anche a quella iniziatica, cioè a tutte quelle cerimonie di iniziazione in cui l’adepto celebra la propria trasformazione interiore, sperimenta la morte della sua vecchia personalità e la rigenerazione come "uomo nuovo".

La Luna nuova è rappresentata da Ecate, dea vendicatrice, Lilith, nome nefasto riguardante la Luna nera, simboleggiante l'aldidlà, le forze misteriose, il mondo della magia nera e degli spiriti; era protettrice delle maghe, le aiutava a preparare filtri illuminando la notte. Ecate, dea dell'Ade e degli spettri, si aggirava di notte con le anime dei morti e una muta urlante attorno ai sepolcri.
Dea malvagia, rappresentata come creatura della notte, portatrice di turbamenti, angosce e cattivi presagi. I suoi attributi sono il serpente, la fiaccola, la spada, il pugnale e la chiave.

Le storie di Ecate o Lilith, Artemide e Selene si intrecciano forse in modo poco chiaro. Infatti la Luna rappresenta la nostra psiche, simboleggia le inquietudini dell'anima

In molti miti lunari ricorre il tema della Luna Nera: interpretata come la faccia invisibile del nostro satellite o, più spesso, come Luna nuova, la Luna cioè nascosta dalla congiunzione con il sole, è in ogni caso caratterizzata dalla sua oscurità, che la collega da un lato alla morte, all’oltretomba, ai fantasmi, dall’altro ai fenomeni di perdita di coscienza, agli aspetti più tenebrosi della psiche, come la follia, la possessione demoniaca, gli incubi, il panico, l’angoscia. Se la Luna è tipicamente femminile e viene associata alla donna, la Luna Nera, per la sua oscurità, è adatta a simboleggiare gli aspetti più inquietanti e minacciosi della femminilità, a dare forma alle paure dell’uomo nei confronti degli aspetti più violenti, sfrenati e incontrollabili della sessualità femminile e degli aspetti regressivi e castranti della maternità: la Dea Madre si trasforma così in Madre Terrificante, che spaventa il figlio e può arrivare fino all’infanticidio. Le culture più patriarcali, che sono quelle maggiormente conflittuali rispetto alla sessualità femminile e all’indipendenza della donna, hanno dato al simbolismo della Luna Nera un significato demoniaco e diabolico, che ha una lunga storia, dalla diavolessa babilonese Lilith, che in alcune tradizioni orali ebraiche diventa la moglie ribelle di Adamo, bestemmiatrice e madre di diavoli, all’Ecate greca, potente Dea Madre pre-ellenica che il culto di Zeus ha relegato nelle tenebre, alle Empuse, demoni che assalivano e ossessionavano i greci durante la notte, alle Erinni e alle Furie, che tormentavano con il rimorso chi aveva infranto un tabù, fino ad approdare alla strega medievale, legata a Satana da un patto formale, ma ancora vicina al simbolismo lunare.

La Luna Nera è un giudice senza pietà sia per il singolo che per le nazioni. Per la Terra è l’Antimateria. Pitagora ne parla e così gli Ebrei. Un esempio del potere di questa Luna lo abbiamo nella leggenda di Sansone e Dalila. Dalila, cioè Da-Lilith, tolse la forza a Sansone invitandolo a tagliarsi i capelli. La metafora vuol significare che Sansone avrebbe dovuto essere più forte di Dalila e combatterla chiedendo l’aiuto di tre Angeli; ma non lo fece, e perciò essi non poterono aiutarlo. Lilith, secondo satellite della Terra, è l’astro nero che rappresenta tutto ciò che vi è di mostruoso nella natura umana. Essa è la tentazione, la seduzione, il tradimento, il caos, la violenza, l’aborto.

Lilith è tutto ciò che non osiamo dire a noi stessi e che non possiamo affrontare se non aiutati dal divino. E’ il nostro disperato dualismo che non ci da requie. Con Lilith l’uomo ha in sé il suo inferno e il suo paradiso. E’ l’impetuosa forza che può essere ottima o perversa, specie quando l’Eros si trasforma in Lilith nei suoi malefici aspetti con la Luna, il Sole, Saturno,Mercurio e tutti i

Pianeti. Una leggenda narra che Adamo (che vuol dire uomo rosso) Aveva due mogli: Lilith ed Eva. Con la prima bisticciava sempre e per vincerla si faceva aiutare da tre angeli. Lilith era gelosissima di Eva, e fece di tutto perché questa generasse Caino e Abele. Un giorno Adamo fu colto da un profondo sonno, e nello svegliarsi vide scomparire Lilith, cosicchè al suo fianco rimase soltanto Eva. Lilith però, anche se non visibile, rimase vigile e pronta a mettere ancora in atto i suoi poteri negativi non appena Adamo (cioè l’uomo) si mostrerà debole. Lilith è la distruzione. Eva la costruzione e il rinnovo intellettivo e psichico nel progredire delle generazioni.

L’animale magico della Luna è il gatto, si dice che l’occhio del gatto sembri seguire le fasi lunari nella loro crescenza e nel loro declino ed i suoi globi risplendono come due stelle nelle tenebre della notte. Ovidio nelle sue Metamorfosi narra che Diana per sfuggire all’inseguimento di Tifone si trasformò in gatto.

Il nome dello spirito planetario della Luna è l’Angelo Syliael secondo i Sabei (una setta religiosa in cui confluirono i culti assiro-babilonesi gli influssi della Grecia classica ed infine il filone stoico-ermetico). Nella magia evocativa lo Spirito planetario della una è Gabriel

INVOCAZIONE ALL’ANGELO PRINCIPE GABRIEL CHE GOVERNA 

GLI ANGELI LUNARI DI YESOD – LUNA

 

GABRIEL, Principe degli Angeli e della Séphira Yésod, (quella che è fondamento e base di tutto quello che è stato creato) mostrami, Signore, la visione dei meccanismi del Mondo: fa che gli atomi dei miei corpi siano strutturati secondo i valori della Legge Universale.

Intercedi presso i nostri Angeli Custodi perché siano pazienti con noi se, a causa della nostra condizione umana, ci mostriamo talvolta refrattari alla Luce. GABRIEL, Principe Divino, aiutaci a trasmutare la nostra natura in modo che tutto vibri in noi ad una più alta frequenza per poter così accumulare, in noi, una più forte riserva di Luce.

Aiuta i nostri fratelli umani nei loro pellegrinaggi, rigenerando le esperienze che li attaccano al passato.

Fa che la linfa che sale dalle radici di Malkuth si proietti con forza verso i punti più elevati dell’Albero della nostra Vita, per raggiungere la sommità di Kéther.

Fai, Signore GABRIEL, che le correnti cosmiche circolino dal basso all’alto e dall’alto al basso, perché è così che, come nel Cosmo, tutto in noi si troverà in movimento.

Ed inoltre, fai in modo, Principe degli Angeli, che le folle (dato che sei Tu che dirigi le folle) si muovano armoniosamente come le Tue maree, e non spinte da venti violenti.

Divino Angelo GABRIEL, noi Ti domandiamo con fervore di vegliare sulla condizione femminile: fa che le donne si sentano contente e soddisfatte di esistere e che vivano felicemente.

Fai di noi, GABRIEL, degli agenti capaci di dissolvere le cristallizzazioni opache e di coagulare ciò che è elevato.

Fai di noi, in permanenza, gli interpreti del Tuo carattere transitorio.

 

L’apologeta greco Teofilo di Antiochia (sec.II d.C.) vedeva Sole e Luna come simboli dualistici, "veicoli e immagini di un grande mistero. Il Sole è infatti l’immagine di Dio, la Luna l’immagine dell’uomo" (che riceve la luce dal Sole). In un analogo senso simbolico Origene (184-254) interpretava la ricettività della luce da parte della Luna come immagine della Chiesa, che trasmette in un secondo momento la luminosità a tutti i credenti. L’equivalente simbolica della visione della "nuova nascita" della Luna con la resurrezione è evidente.

La Luna dunque è l’espressione e la manifestazione della sensibilità dell’individuo, l’io sensibile. Con l’aiuto dei cinque sensi (odorato, vista, udito, tatto e gusto) l’individuo prende coscienza della propria personalità, del mondo che lo circonda e che egli percepisce e interpreta a modo suo. E’ l’immagine che egli ha di se stesso e del mondo che lo circonda; è il frutto della sua immaginazione.

La Luna è l’anima del mondo fissata nel cuore del cielo, che è l’essenza della vita sulla Terra.

 

"Laudato si', mi Siignore, per sora Luna e le stelle:
il celu l'ài formate clarite et pretiose et belle".
San Francesco

 

Bibliografia:

Astrologia Lunisolare di Violetta Bisesti – Ed. MEB

P. Bianucci, "La Luna: tradizione, scienza, futuro", Giunti Barbera, Firenze, 1988

I. Asimov, "Una coppia di pianeti", Bompiani, Milano, 1965

AA. VV., "Enciclopedia agraria italiana", Ramo Editoriale degli Agricoltori, Roma, 1969

http:/www.astrollog.org

"I Misteri della Donna" di M. Esther Harding - Ed Astrolabio

 

 

 

 

 

 


 

 

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