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I Quattro cavalieri dell’Apocalisse e la nuova Gerusalemme

di Anna Maria PIANTANIDA

 

Il primo libro della Bibbia, la Genesi, ci fa assistere alla creazione del mondo, l'ultimo, l'Apocalisse, alla sua fine. L’Apocalisse di San Giovanni è un libro altamente simbolico, l'Apocalisse si definisce da se medesima: "La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio diede per far conoscere ai suoi servi le cose che devono accadere". Essa comprende, come disse S. Agostino nel suo libro, la Città di Dio, "gli avvenimenti che devono accadere dopo la prima venuta di Gesù Cristo sulla terra, fino alla sua venuta nell'ultimo giorno". L’Apocalisse è una raccolta di visioni simboliche, derivate principalmente dai libri d’Ezechiele, Zaccaria e Daniele. Il simbolismo è un sistema di comunicare, tramite segni, contenuti che si vogliono far conoscere: comunicare attraverso immagini significative un messaggio religioso. Nell’Apocalisse i segni sono frutto d’immaginazione, pensati con il preciso intento di comunicare un messaggio spirituale e religioso. Per poter comunicare, però, i segni devono essere compresi; ciò significa che l’autore ed il lettore, devono parlare la stessa lingua simbolica, altrimenti l’opera fallisce il proprio obiettivo.

I segni si dividono in naturali e convenzionali. Sono detti naturali quelli ancorati alla realtà, come per es. il fumo, che è il segno del fuoco; mentre si dicono convenzionali, i segni legati ad una cultura, come per es. la bandiera, che è il segno della patria. Nell’Apocalisse sono pochissimi i segni naturali, perché quasi tutto il patrimonio delle immagini è derivato dall’Antico Testamento e dalla cultura giudaica del I° secolo.

Il simbolismo più tipico dell’Apocalisse è quello delle "catastrofi", che evoca il cambiamento nella storia mediante l’intervento di Dio. In questo quadro, le realtà in atto, assumono un ruolo simbolico: gli elementi cosmici, le figure angeliche, gli animali, vari oggetti, ecc. Ogni elemento simbolico deve essere compreso e decodificato, prima di passare al successivo. Tutti i simboli, tutte le immagini nell’Apocalisse, hanno una portata universale e comunicano il messaggio cristiano, in una dimensione cosmica valida per tutti i tempi e per tutte le situazioni, quindi anche per noi. Di fondamentale importanza è il rendere attuale la propria concreta situazione, ma in uno spazio a-temporale, attraverso simboli. Questa forma di simbolismo era diffusa nel Nuovo Testamento e nella letteratura giudaica ed era dovuta a una scuola vera e propria, i cui contorni storici, al momento, non conosciamo. Il linguaggio simbolico dell’Apocalisse era sicuramente compreso bene dai lettori del tempo in cui fu scritta, a differenza di noi tutti, che abbiamo una cultura molto diversa. I vari simbolismi dell’Apocalisse sono i seguenti: simbolismo cosmico (sole, luna, cielo, stelle, mare ecc.), simbolismo antropologico (Angeli, uomini e loro vesti, posizioni, convitti, amore) simbolismo teriomorfo (animali, agnello, drago, bestia ecc… simbolismo aritmetico (numeri qualitativi piuttosto che quantitativi, es. 7 = totalità perfetta, 12 = tribù o Apostoli ecc).
Nel quinto e nel sesto capitolo dell’Apocalisse, Gesù il Cristo, tiene nella sua mando destra il libro del futuro dell’Umanità, il cui significato è chiuso con sette suggelli. L’Apertura dei primi quattro suggelli, rivelano in successione, la manifestazione di quattro simbolici cavalieri.

Il numero quattro era il numero simbolico della natura era importante anche astrologicamente: 4 stagioni, 4 punti cardinali, 4 elementi (aria, acqua, fuoco, terra), 4 flagelli (cavalieri dell’Apocalisse), 4 venti principali per i naviganti.

Troviamo in natura il simbolismo del numero quattro nelle 4 stagioni,i 4 punti cardinali,i 4 elementi (aria, acqua, fuoco e terra),i 4 venti principali (N-Tramontana, O-Ponente, S-Ostro, E-Levante)

la Rosa dei Venti (che sovrappone una seconda croce di 4 venti),le 4 posizioni dell'Orsa Maggiore rispetto alla stella polare,i 4 umori corporei,i 4 evangelisti (Luca, Matteo, Giovanni e Marco) e i 4 Vangeli,i 4 Padri della chiesa (Agostino, Ambrogio, Girolamo, Gregorio Magno),le 4 lettere del nome di Dio (il tetragramma JHWH, da Jahweh),i 4 cavalieri dell'Apocalisse (peste, guerra, fame, morte),i 4 fiumi del Paradiso (Indo o Pisone, Hiddekel o Tigri, Gange o Gihon, Eufrate).

La croce a quattro braccia riporta al numero quattro, si può ben dire che questo numero sia il più simbolico tra i numeri. Intorno al numero quattro si incontrano credenze in molte culture, anche lontane dal cristianesimo. Il numero quattro riporta subito al quadrato, simbolo d’ordine contrapposto al cerchio, superamento del dualismo (bene-male, yin-yang, cielo-terra, tesi-antitesi), che viene portato nel quadrato o nella elevazione a 4 ad elemento coerente e conchiuso, simbolo di completezza ma anche di mistero. 

Il quadrato simboleggia la capacità dell'uomo di portare ordine nel cosmo, introducendo direzioni e coordinate (4 punti cardinali, longitudine e longitudine che riportano il mondo ad un sistema reticolare, cioè ad un insieme di quadrati). Tutti procedimenti che confluiscono nel mito della "quadratura del cerchio", ovvero la trasformazione di un cerchio in un quadrato di superficie identica, mediante trasformazioni geometriche. Procedimenti all'origine dei progetti di templi in ogni civiltà, e che trovano la sintesi nella nostra cultura nella pianta della mitica "Gerusalemme celeste" citata nell'Apocalisse di Giovanni, descritta come un cubo di lati uguali, pari a 12000 stadi ciascuno (lo stadio era una misura romana pari a 5,45 km ca.). Anche il 12 non è casuale, occorre notare che si tratta dell'unico numero multiplo sia del 4 (la croce) sia del 3 (La Trinità) non è quindi casuale che sia anche il numero degli apostoli. Quattro sta anche a significare la perfezione della Terra.

L’Apocalisse gioca su dei simboli che trae dalla tradizione profetica fa sì che il suo messaggio sia un quadro interpretativo per diverse situazioni storiche, non bisogna mai forzatamente identificare gli avvenimenti dell’Apocalisse con uno qualunque dei momenti della storia, ma si possono trarre al Sacro Testo i principi per giudicare, in termini cristiani, qualunque momento storico, e si deve altresì leggere la descrizione di una iniziazione cristiana, un cammino simbolico per lo sviluppo, di certe facoltà che sono assopite dentro ogni anima.

Nel quinto e nel sesto capitolo dell’Apocalisse Gesù il Cristo tiene nella sua mano destra il libro del futuro dell’Umanità il cui significato è chiuso con sette suggelli. L’Apertura dei primi quattro suggelli rivelano in successione la manifestazione di quattro simbolici cavalieri, contraddistinti da colori, voci e azioni. Ci vengono indicate le cose che si sono preparate nei nostri periodi di civiltà e ci sono indicate da un simbolo che corrisponde all’intelligenza, il cavallo. Nei tempi antichi l’umanità aveva in sé l’animalità, tutti gli animali nelle diverse forme, rappresentano le singole passioni umane, ciò che l’uomo ha ancora nel suo corpo astrale in forma spirituale, le disposizioni al bene o al male, alla saggezza o alla stoltezza, al bello o al brutto che abbiamo in noi, ci indicano una possibilità di progredire o di rimanere indietro, tutte le qualità ora suddivise fra gli animali, si trovano nell’uomo e l’uomo è giunto al suo livello di evoluzione attuale per aver allontanato dal corso della sua evoluzione le figure di animali, l’umanità progredisce purificandosi eliminando le figure inferiori, così in un futuro si vedrà in una razza vivere ciò che ora nascondiamo nel nostro intimo come parte della cattiveria e che oggi ancora possiamo nascondere. Tutti i periodi di evoluzione dell’umanità esistono per far evolvere l’intelligenza e la comprensione. All’epoca Atlantidea esisteva la memoria ed altre facoltà, ma lo sviluppo dell’intelligenza è compito della quinta epoca. Quando ebbe inizio la nuova civiltà l’uomo poté acquisire l’intelligenza proprio volgendo la sua percezione esteriore al cavallo. Ricordiamo Ulisse ed il cavallo di Troia, la figura del centauro dove l’arte rappresenta un uomo tutt’uno con il cavallo e ci ricorda la fase evolutiva dalla quale l’uomo uscì e divenne come è ora.

"Quando l’Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava con voce di tuono: - Vieni". Ed ecco mi apparve un cavalo bianco ( appare l’intelligenza spiritualizzata) e colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli apparve da vincitore per vincere.

"Quando l’Agnello aprì il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che gridava: - Vieni. – Allora uscì un altro cavallo rosso fuoco a colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero tra di loro". ( Affinché venga distrutto tutto ciò che contrasta l’evoluzione dell’umanità) e gli fu data una grande spada.

E quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii il terzo essere vivente che gridava: - Vieni – Ed ecco, mi apparve un cavallo nero e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii come una voce in mezzo ai quattro animali che diceva: una misura di frumento per un denaro e tre misure d’orzo per un denaro. Misura e denaro per indicare quello che l’umanità apprese nel terzo periodo, i semi erano maturati ed i frutti vengono portati avanti.

Nel quarto periodo apparve il Cristo Gesù per vincere la morte.

"Quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: - Vieni – Ed ecco mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l’Ades, l’inferno. Chi partecipa alla vita spirituale coloro che hanno compreso l’Io Sono hanno superato la morte, hanno spiritualizzato l’intelligenza e non saranno più simbolizzati dal cavallo, ma avranno un nuovo simbolo quello della veste bianca, hanno ora un corpo di luce il corpo della vita spirituale, della vita eterna.

I quattro cavalli, cavalcati dai quattro cavalieri sono anche un simbolo della catastrofi provocate dai quattro angeli dei quattro elementi, la loro potenza e tale che non devono fare che un gesto affinché entrino in azione altre forze per distruggere la terra. Gli esseri umani ancora non comprendono che tutto ciò che fanno produce delle conseguenze e continuano così a trasgredire le leggi della natura e turbano il lavoro degli elementi; provocano le forze della natura con i loro atti, con i loro pensieri, i loro sentimenti ed i loro atteggiamenti, e la natura reagisce per ricostituire l’ordine, Ciò è vero non solo per la Terra ma anche per ciascuno di noi, non sappiamo intrattenere delle buone relazioni con i quattro elementi che sono dentro di noi, con la terra – il corpo fisico, con l’acqua – il cuore, il sentimento, con l’aria - l’intelletto, con il fuoco – l’anima e lo spirito e così dobbiamo patire delle grandi prove.

La nuova Gerusalemme è il simbolo dell’uomo nuovo colui che ha lavorato sulla materia con la potenza dello spirito, dobbiamo assimilare e sviluppare le qualità e le virtù delle costellazioni zodiacali l’attività dell’Ariete, la sensibilità e la bontà del Toro, il gusto per lo studio dei Gemelli, la percezione del mondo invisibile del Cancro, la nobiltà ed il coraggio del Leone, la purezza della Vergine, il senso dell’equilibrio cosmico della Bilancia, la comprensione della vita e della morte dello Scorpione, il legame col Cielo del Sagittario, la padronanza di sé e degli altri del Capricorno, la fratellanza e l’universalità dell’Acquario, il sacrificio dei Pesci; soltanto allora vi sarà il regno di Dio, quando l’amore e la saggezza regneranno, non ci sarà più il buio, non ci saranno più peste, guerra fame e morte, ma l’armonia, la luce perché la luce si troverà in ogni essere.

 

 

 



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