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La meditazione

di Anna Maria Piantanida

 

La meditazione è la tecnica usata da chi giunge ad acquisire conoscenza dei mondi superiori, ad identificarsi con la propria natura esterna e con la sua Sorgente, e mediante la quale essi producono degli effetti nel mondo fenomenico. E’ nei livelli astratti del piano mentale che si svolge l’attività di chi medita e possono essere denominati creatori coscienti nei livelli di sostanza mentale, ciò ci suggerisce che questi creatori, sono in miniatura, quello che il Logos è nella sua immensità. Il Logos ha concepito e manifestato i mondi meditando la forma. Così noi, nei nostri livelli, con lo stesso procedimento, creiamo forme nel mondo ed il nome tradizionale di questi creatori è "il Mago". L’ Iniziato alla Sacra Scienza non conosce Entità, Poteri, Esseri o Potenze che siano al di là della vita ordinata, vita della Natura. Non esiste "al di là", egli ottiene i propri risultati creando nuovi Centri di Potere e risvegliando centri latenti esistenti nei suoi corpi. Un tempo e attraverso i millenni, "Magia" era sinonimo del più elevato sviluppo fra le più importanti razze dell’antichità; lo era presso i Caldei, i Persiani, gli Egiziani, i primi Greci. Gli Hindu la rappresentavano – e tuttora la rappresentano – nei suoi aspetti più sottili e migliori. In questi "tempi degenerati" "magia" è divenuto un termine usato per designare imposture, male azioni e superstizioni, ma la Magia Bianca potrebbe essere rappresentata come la scala di Giacobbe, fra l Cielo e la Terra e non è possibile progredire sul sentiero dell’Iniziato, senza conoscere la scienza e l’arte della meditazione, perché soltanto con la conoscenza (scienza) e la sua applicazione (arte) nella meditazione, l’uomo può giungere a realizzare vitalmente la propria natura essenziale ed indistruttibile, la propria origine e il proprio destino. Per il Discepolo, la meditazione è perciò il principio, il mezzo ed il fine d’ogni compimento. In virtù della meditazione la Mente ed il suo strumento, il cervello, sono portati sotto il sovrano dominio dell’Ego o Pensatore, ottenendo come risultato l’unificazione che si produce rapidamente; la purificante vita dell’Ego fluisce nei densi livelli dell’essere inferiore, il regno dei Signori lunari e li assoggetta, al proprio divino volere, cioè avviene la costruzione del ponte fra la mente concreta e la mente astratta, o fra il mondo inferiore della personalità e la sacra dimora dell’Anima, il nostro "Tempio di Salomone", un paragone illuminativi è la Bianca Città di Sgambala, e la Città del Ponte, costruite sotto la guida dei Divini Androgini nel periodo Lemurico iniziale " i Divini Androgini dall’Unico Occhio". Il Tempio di Salomone viene eretto "senza colpi di martello" fino a che diviene una degna dimora per l’Ego in tutto il suo Solare Splendore, fino a che il fuoco celestiale discende dal Cielo (la Monade) e lo consuma: la nostra radiante "Città dell’Anima". Poiché non abbiamo qui una città eterna, noi cerchiamo una città costruita da Dio e ciò significa che anche il Tempio di Salomone è soltanto un asilo per viandanti che conduce alla Casa del Padre, la nostra Sgambala nei Cieli o Gerusalemme celeste e poi per i bravi e buoni fedeli servitori ci sarà l’entrata nella gioia del loro Signore. L’Ego può imprimere a volontà i propri desideri sul cervello. Via via che il "ponte" viene costruito per colmare l’abisso, aumenta la continuità della memoria; i vari centri eterici vengono attivati in modo da poter funzionare nella loro giusta sequenza e corrispondenza e l’uomo, diviene un’Anima vivente. E quando tutto ciò è stato compiuto, appare il "Terzo Occhio". In ciò vi è una corrispondenza storica nei Divini Ermafroditi o Androgini,secondo una frequente denominazione, dal glorioso colore rosso-oro, dal "singolo Occhio", che risplendeva simile ad una radiante gemma nel sole, la memoria dei quali perdurò nel mito greco dei Ciclopi dell’unico occhio nella storia di Ulisse. Il Terzo Occhio appare proprio allo stesso modo dell’occhio fisico. Quando i Raggi Solari dell’Ego sono focalizzati nella testa, il corpo pituitario e la ghiandola pineale divengono attivi, allora appare il Terzo Occhio, ne consegue che il discepolo diviene cosciente del corso della propria vita; la capacità di visione della sua anima si sviluppa fino a che egli conosce le alture da dove provenne ed il mare verso il quale procede così entra tra le file dei Maestri che usano la Magia Bianca. Questa visione dell’Anima non è ciò che comunemente viene detta chiaroveggenza, perché quest’ultima è una facoltà psichica che appartiene ai livelli astrali o dell’’emozione, ed è rigidamente disapprovata da tutti coloro che aspirano alla Saggezza dell’Anima ed a divenire "Divini Androgini"; la chiaroveggenza è uno dei più comuni tra i fenomeni psichici. Tutti gli animali superiori lo hanno; molte delle razze umane primitive viventi attualmente sulla terra ne fanno uso. Poiché quel fenomeno era retaggio di tutti gli uomini nel primo periodo Lemurico, appartiene ad uno stadio ora sorpassato.

Possedere il regno dell’Anima vuol dire regnare nei piani universali. Per un uomo che sia giunto a ciò, udito,vista e memoria spirituali appartengono al normale modo di vita, così che il mondo del tempo e dello spazio è annullato. Egli ha la memoria degli eventi che oltrepassano le frontiere della vita e della morte. Egli può, se lo vuole, essere unito con tutte le Grandi Anime la cui dimora è nell’eterno. Gli annali del passato e del futuro gli sono aperti dinanzi, così come quelli del presente, poiché per una simile Anima Regale tutto fa parte dell’Eterno Ora. Inoltre, questo uomo può attingere ai serbatoi della Vita Universale, fare uso delle sue correnti vitali divenendo così uno che domina la legge in tutti i Regni della Natura. Le forme pensiero create nella meditazione durano in ragione della vitalità impressa loro dall’Anima, e la forma pensiero vitalizzata dall’ Anima è un’entità incarnata e si produce in virtù dei vivificanti "sole, pioggia e rugiada" della vita dell’Anima. Questa forma pensiero è tenuta in vita col dinamico potere della Volontà Spirituale. Il pensiero nella meditazione viene concentrato nello spazio fra le sopracciglia perché questo punto focale ha quella medesima importanza che ha nell’anatomia esoterica dell’uomo il corpo pituitario, il quale secondo la Scienza degli Iniziati, è la sede di Manas, il Principio della Mente. Il corpo pituitario è in rapporto con la ghiandola pineale ed i Centri sussidiari del cervello. Il corpo pituitario è un piccolo ovoide, di colore grigio rossastro, che risiede nella sella turcica, una depressione dell’osso sferoide del cranio. La sella turcica è un "cranio entro un cranio". Esso consiste di due ben determinati lobi separati da una lamina fibrosa. Il lobo anteriore è il più largo ed ha la forma di un rene; quello posteriore è più arrotondato. Questo corpo è stato chiamato il "barometro dell’intero sistema delle ghiandole endocrine", senza di esso tutte le finzioni organiche cessano. Troppo attivo causa il gigantismo; troppo poco causa il nanismo. Inoltre ha una capitale influenza sullo sviluppo sessuale; gli uomini delle razze primitive nelle " Epoche dei giganti" avevano il corpo pituitario più attivo che non di quelli delle razze successive. Quale sede di Manas, il Principio della Mente, l’importanza di questa ghiandola risiede nei due lobi, anteriore e posteriore, perché Manas ha un duplice aspetto: superiore ed inferiore. Il lobo anteriore (il più largo) ha rapporto con l’aspetto inferiore di Manas, quello posteriore con l’aspetto superiore. La Ghiandola Pineale è una piccola massa rossiccia, poco più grande di un pisello, così chiamata perché la sua forma assomiglia ad una pigna. E’ situata a livello della fessura trasversale del cervello direttamente sotto allo splenium del corpo calloso; è connesso con la parte posteriore del terzo ventricolo e situato fra la coppia superiore dei corpi quadrigemini. Alla base è collegato per mezzo di due nervi col talamo ottico. Importante inoltre  è il fatto che il terzo ventricolo è direttamente collegato col corpo pituitario dalla parte anteriore, e con la ghiandola pineale da quella posteriore. Tutto ciò è di estrema importanza perché nel suo insieme il cervello, con i suoi Centri maggiori e minori, costituisce gli organi creativi del divino ermafrodito. Secondo gli insegnamenti esoterici il corpo pituitario è il Grembo, il Principio femminile e la ghiandola pineale, il principio maschile, organi dell’attività creativa superiore, entrambi hanno la loro corrispondenza nell’attività creativa inferiore degli organi genitali maschili e femminili. Il polo nord ed il polo sud dell’organismo umano. Perciò i primi nel loro aspetto indifferenziato, sono gli organi della generazione spirituale, mentre i secondi, nel loro aspetto differenziato, sono gli organi della generazione fisica. Alla Base della spina dorsale vi è un Centro, detto, secondo la terminologia orientale, Kanda; è di sostanza eterica, ha forma di triangolo i cui lati misurano circa tre pollici. Corrisponde all’osso sacro nel corpo fisico. Al di sopra di questo centro, la "Madre del Mondo" – il Fuoco Kundalini – dorme, ostruendo l’apertura del passaggio che, attraverso i Centri superiori conduce al " Seggio di Brama" nel cervello; la Città dell’Anima, "la Città vigilata da Sete Cancelli". Per lo scienziato moderno la ghiandola pineale è, per lo più, la ghiandola del mistero. Molte e varie sono le congetture riguardo la sua funzione. Secondo le più recenti conclusioni sembra che la ghiandola pineale abbia rapporto con lo sviluppo intellettuale, che normalmente si atrofizzi con l’inizio della pubertà ed abbia perciò grande importanza nel funzionamento sessuale. Un’alterazione della sua attività prima della pubertà, come nel caso di un tumore, produce una precoce maturità fisica e mentale. Durante il climaterio ed il susseguirsi declino della funzione sessuale la ghiandola pineale riacquista spesso la propria attività. Occultamente, come il corpo pituitario corrisponde al Principio Manas, o Mente, così la ghiandola pineale corrisponde al Principio di Buddhi, o dell’Intuizione: Il cervello è un perfetto e completo microcosmo e per l’Iniziato alla Sacra Scienza, costituisce l’originale ed intera struttura del corpo. La sua natura ermafrodita si manifesta nei corpi quadrigemini, ossia quattro rotonde protuberanze esistenti dietro il terzo ventricolo e divise in due coppie: anteriore e posteriore. Quando, nella meditazione, il punto focale è fissato fra le sopracciglia e si raggiunge un certo ritmo, dal corpo pituitario si irradia un arco di luce di delicato colore rosa-violetto. Col procedere della meditazione le pulsazioni si estendono sino a che quella corrente luminosa, passa attraverso l’infundibulum, che significa imbuto, ( la sua importanza sta proprio nel suo aspetto di imbuto e che la sua estremità larga sbocca nel terzo ventricolo, mentre attraverso il corpo pituitario passa un canale che lo collega con l’infundibulum), ed infine vanno a toccare la ghiandola pineale. Questa viene messa in moto e, quale risultato dello scambio di forze tra il corpo pituitario e la ghiandola pineale, appare l’Occhio interiore, simile ad in sole di fuoco dorato in miniatura, l’Occhio che mai si addormenta, ma che sempre vigila sulla Città dai sette cancelli. Spesso si produce in chi medita un ben definito senso di pulsazioni fra le sopracciglia; talvolta l’impressione di una stretta fasciatura, sempre fra le sopracciglia. Inoltre l’aspirante avverte qualche volta improvvisamente un ronzio dentro la testa e percepisce un’alta frequenza vibratoria. Ciò è il risultato del passaggio della corrente di forza radiata attraverso l’Infundibulum la quale stimola l’attività della ghiandola pineale. In questo caso chi pratica la meditazione non dovrebbe mai forzare il passo, ma per un certo periodo soltanto segnare il tempo. L’adattamento si produce ben presto ed il fenomeno prende automaticamente il proprio posto nell’ordinato sviluppo della vita interiore. La formula scientifica per il processo di meditazione implicale quattro fasi principali del procedimento nella loro continuità, e cioè: Concentrazione, Pensiero,Contemplazione, Attivazione della Volontà. Per concentrazione si intende raccogliere tutte le energie sotto il proprio comando in un determinato fuoco di concentrazione e si può dire che la concentrazione costituisce più di metà del procedimento. Dalla capacità di raggruppare le forze dipende il successo dell’intero procedimento; il concetto di tutto questo può essere espresso con la frase "una calma intensità di sentimento", nella quale ogni pensiero che non sia il "pensiero-seme" viene considerato un intruso e quindi eliminato. Quando la concentrazione su di un solo pensiero è ottenuta, di solito dopo vari mesi di sforzo costante, le Energie dell’Ego vengono sprigionate, permettendo così diviene possibile sperimentare nuove percezioni spirituali. Spesso il pensiero-seme è veduto avviluppato ed interpenetrato da una fiamma ovale di un luminoso azzurro pallido. Il pensiero è dunque lo sforzo di usare il "pensiero astratto", sforzo in cui i propri poteri mentali superiori vengono concentrati al massimo sul "pensiero seme" della meditazione.

La contemplazione è la fase del procedimento nella quale colui che medita osserva, senza alcuna attività mentale, ciò che egli ha creato. Ciò significa vedere come in uno specchio, con calma e ferma visione, il frutto delle fasi precedenti. Per attivazione della Volontà significa porre in giuoco il potere attivo della Volontà, di modo che la forma vivificata dall’Anima potrà raggiungere la meta alla quale è diretta. Coloro che cominciano a praticare la Meditazione, nei loro primi tentativi, devono evitare uno sforzo eccessivo nell’attuare la concentrazione. Nella tecnica dell’evoluzione dell’Anima non esistono metodi violenti. Helena Petrovna Blavatsky usava l’espressione: "Pensare con i nostri vasi sanguigni" è soltanto aprire una porta alla disorganizzazione emotiva e alle nevrosi, o a qualcosa di peggio. Inoltre la concentrazione sul plesso solare e, per le medesime ragioni, assolutamente sconsigliabile. Fissarsi su oggetti esterni produce, di solito, l’ottundimento dei sensi e, quando si prolunghi, l’autoipnosi. Il metodo sicuro è quello di chiudere gli occhi, usando come seme di meditazione un oggetto simbolico quale ad esempio il Loto, e ciò senza concentrare l’attenzione su alcuno dei Centri del corpo. Circa sette minuti sono sufficienti per questi primi sforzi, dopo i quali non si dovrebbe insistere senza un debito rilasciamento mentale ed un qualche diversivo. Lo zelo emotivo non potrà mai sostituire la tecnica scientifica. Viene sconsigliato di concentrarsi sul plesso solare, primo perché quale sintesi delle energie della natura inferiore, la sua tendenza è di attrarre l’uomo lungi dalla Casa del Padre, " Il Regno dei Cieli" (la sintesi dei Centri del Cuore, della Gola e del Cervello) esiliandolo nella lontana regione – il plesso solare, "il Regno dell’Inferno" del microcosmo; due perciò Kundalini deve dapprima essere subordinata al Suo Signore e maestro l’Ego, o Anima; essa deve obbedire soltanto alla Sua voce. Quando ciò sia raggiunto "La Sposa e lo Sposo" entrano nella "Camera del Re". La parola d’ordine per il discepolo deve essere quindi " preparazione, quando sia stata fatta un’adeguata preparazione, via via che l’Anima si impossessa dei tre corpi che compongono la personalità, il risveglio di Kundalini procederà di pari passo. Le forze negative e quelle positive – le prime attraverso Ida , il lato sinistro del canale eterico della spina dorsale, la seconda attraverso Pingala, il lato destro, sono equilibrate ed ascendono normalmente lungo il Sushumna,, o il canale centrale che conduce ai centri superiori del cervello. Inoltre il risveglio scientifico dei centri del corpo, in esatta progressione geometrica, fa parte del cerimoniale d’iniziazione. Quando fa difetto una adeguata preparazione, il Fuoco Kundalini affluisce violentemente in basso, il "Fluido Lunare" o le energie sessuali non dominate divengono psico-fisicamente travolgenti. Tutta la vita passionale è scatenata, sì che spesso ne risulta una completa disorganizzazione dell’intero meccanismo delle emozioni, mentre la Ragione precipita dal proprio trono. Al giorno d’oggi vengono proposte tecniche di: Esercizi di respirazione chiudendo il naso con le dita, esercizi di concentrazione sul Plesso Solare per ottenere successo, ricchezza e felicità, oppure come risvegliare Kundalini in 20 lezioni ecc. da parte di ciarlatani che vogliono soltanto gettare la polvere negli occhi perché gli Iniziati non hanno mai insegnato nulla di tutto ciò e non è con questi mezzi che possiamo entrare nel Regno, ma solamente con il Dominio del Principio Pensante.

Dominio del Principio Pensante significa vivere in modo dominato, senza di che tutto il resto non conta nulla. Vivere in modo dominato significa: Sovranità dell’Anima sul mondo della forma. Una volta ancora, l’eterna verità delle parole: " Cercate innanzitutto il Regno di Dio e la Sua giustizia, ed ogni cosa vi sarà data per soprappiù. Per praticare la Meditazione l’aspirante deve avere un luogo che possa consacrare quale suo sacrario, se un tale luogo è mantenuto puro, l’aspirante può crearvi un’atmosfera impregnata di forze del piano mentale superiore. Allora esso diviene il suo centro magnetico, una riserva di potere alla quale i Grandi Servitori nei Piani Universali, come pure l’aspirante stesso, possono attingere, quando occorre. Ogni luogo consacrato è un tempio dell’Anima, e come tale diviene una stazione distributrice di Forza spirituale. Ogni vero discepolo è precisamente un trasmettitore dell’Energia Divina che giunge a lui attraverso i Maestri dai loro elevati livelli di attività. Non piccola parte del lavoro della Gerarchia, in ogni aspetto della cultura e della civiltà viene compiuto attraverso tali Centri spirituali; l’atmosfera creata nel luogo consacrato alla meditazione costituisce per l’aspirante una "muraglia di fuoco" in miniatura, quale, nella sua immensità, è la "muraglia di protezione" che i Grandi Esseri hanno eretta attorno all’Anima dell’Umanità. L’unico pensiero che dovrebbe occupare la nostra mente è la grande necessità dell’ora attuale. In proporzione della consacrazione della nostra vita individuale a questo alto scopo noi contribuiamo a liquidare il Karma del mondo. Al di là del velo di tutte le cose terrene dimorano Grandi Anime, in attesa di ritornare sulla Terra col Loro potere di aiutare l’umanità a conseguire la propria meta; in attesa che le condizioni del mondo siano tali da poterle accogliere. Spiritualizzando il proprio Centro, ognuno di noi aiuta a creare un altro dardo di energia spirituale il quale, colpendo ciò che ostacola la Loro venuta, può servire ad attirare quei Grandi Esseri nella corrente della rinascita. Colui che medita si deve porre nella posizione che gli è più comoda, molto importante è che la spina dorsale sia completamente rilasciata ma formi una linea retta con la testa. Una posizione completa può essere : occhi chiusi, mani congiunte in grembo, piedi uniti o incrociati, respiro fluente e ritmico, faccia rivolta verso Oriente. L’ora migliore per Meditare è fra l’alba e il sorgere del sole. Le ragioni di ciò sono molteplici e si riferiscono all’oceano di Prana solare che avvolge ed interpenetra il grande astro del giorno; alla congiunzione delle correnti solari e lunari sulla terra e specialmente al fatto che quel momento segna l’incontro di due correnti di vita, solare e lunare, nel sushumna del corpo umano – il canale centrale situato nella controparte eterica della spina dorsale. La Meditazione non è soltanto la pratica scientifica per l’evoluzione dell’Anima, ma, quale arte della vita interiore, dovrebbe essere un quotidiano rituale di consacrazione al servizio disinteressato nella vita soggettiva, o interiore dell’umanità. Il rituale di consacrazione dovrebbe precedere la meditazione ed essere eseguito nella medesima posizione o postura. L’aspirante volge l’occhio interiore verso il radiante Sgambala e ne pronuncia tacitamente il nome (un mantram di tre sillabe Sham-ba-la) Quando ciò è stato fatto egli riflette sulla vita interiore della Gerarchia dei Servitori dell’Umanità, e in unità di sforzo e di identificazione di spirito si collega con tutti i suoi compagni di lavoro e di servizio spirituale. Nulla domandando per se stesso, nulla trattenendo per se stesso, ma soltanto dedicando la propria vita, il proprio amore e tutto ciò che egli è, l’aspirante ripeta silenziosamente, nel segreto della propria Anima, le parole di quei Grandi Esseri i quali si sono impegnati con il Signore del Mondo:

"Non mi prendere Signore- fino a quando?

No, fino a quando io porterò meco

Come un sol cuore ed una sola mente

Tutte le tue creature, anche le più piccole;

E prego allora, che se uno debba restare

Possa essere io lasciato indietro".

La Parola Sacra nella meditazione ha la potenza della Trinità Creativa sulla Terra, per l’uomo essa riassume tutta la gamma del linguaggio umano, e nelle sue molteplici combinazioni costituisce il potere creativo su tutti i piani di manifestazione della forma. Ogni Razza Madre ha la propria Parola Sacra. La Parola dell’Atlantide era TAU, mentre quella della nostra Razza Ariana è OM. Ciascuna delle sette Razze-Madri ha una propria nota fondamentale, e nella loro successione queste note sono le sillabe che compongono l?Unica Parola, la "Sintesi di tutti i Suoni", la nota fondamentale del canto espresso all’alba della Creazione. Ascoltiamolo ovunque e sempre in tutti i toni. Esso è nel tumulto della città, nel mormorio degli alberi, nel ronzio delle api, nei canti degli uccelli, nel fragore della tempesta, nel rimbombo del tuono e nello stormire delle campane. I toni fondamentali e le loro gradazioni possono essere percepiti negli armoniosi colori del cielo, dei campi e del mare. Quel canto risuona dolcemente nel cuore di ogni discepolo. Sempre esso parla di bramosia, bramosia e spasimi infiniti. Per che cosa? Per l’Unione. Il finale congiungimento di tutte le Anime in Dio, il riassorbimento nella sua Coscienza ( Weller Van Hook). La Parola Sacra non dovrebbe mai essere usata prima che l’Ego abbia effettuato un intelligente dominio sul corpo delle emozioni. La Parola Sacra produce degli effetti nei tre corpi: fisico, astrale e mentale. Nel corpo fisico la Parola Sacra vivifica direttamente la sostanza eterica e stimola potentemente il flusso dell’energia vitale attraversala milza. Inoltre è potentissima nel produrre il "muro di protezione" che tutti i Discepoli usano quale mezzo protettivo. A causa della sua diretta influenza sul Centro del Cuore, la parola Sacra reagisce potentemente sui centri del corpo Buddhico, producendo uno scambio di energia fra essi ed i due sottopiani superiori del piano astrale e ciò si produce eliminando la materia più densa e sostituendola con sostanza più sottile del Piano superiore. Il corpo delle emozioni può allora riflettere questo Piano come le acque di una immobile laguna riflettono i Raggi Solari. L’Effetto nei livelli mentali è simile a quello nel piano delle emozioni. La materia più grossolana della mente inferiore, o concreta, viene espulsa e sostituita da sostanza più sottile dei livelli superiori. In tal modo la mente concreta diviene uno strumento attraverso il quale la mente superiore proietta "le cose quali sono", quali esistono nel mondo del Pensiero Divino. Le lettere che compongono la Parola Sacra sono A.U.M. e si pronunciano OM; l’O ha un suono largo. La vocale A. si forma sopra alla laringe; l’U nel mezzo del palato, l’M fra le labbra chiuse. L’intero procedimento si svolge con continuità e regolarità di ritmo. Dall’inizio alla fine la Parola Sacra deve essere fatta risuonare mantenendo la coscienza concentrata nella testa. Il Discepolo dovrebbe intonare la Parola Sacra con cosciente intento di realizzare se stesso quale Anima che regna nei mondi della forma. Ripetendo la Parola Sacra tre volte, deve intonarla, la prima pianissimo e le successive sempre più forte. I tre corpi – mentale, astrale e fisico, vengono influenzati secondo questo ordine. Dovrebbe essere intonata da principio mai più di tre volte di seguito. Poi, via via che per il discepolo diviene un’arte sempre più fine, egli si proporrà, quale meta della sua concentrata devozione, di intonarla sette volte, e i divini poteri della Parola Sacra daranno la misura della sua realizzazione nei sette piani della manifestazione. La meditazione deve seguire la Legge del Ritmo, che è il battito del cuore dell’Universo e di tutto ciò che vive in esso. Mattino giorno e sera, dall’alba al tramonto della Creazione, l’antico Canto si ripete. Principio e fine, flusso e riflusso in tutto l’Universo. Così la Meditazione. Così il Pensiero, così l’Emozione. Così tutti gli impulsi psichici. Tutti sono nati dal grembo materno del flusso della vita, che è il ritmo unificatore di tutto ciò che evolve. Maree che avanzano, maree che si ritraggono, ma solo per avanzare di nuovo. In tutte le fasi del proprio sviluppo interiore il discepolo fa esperienza del flusso e riflusso. Egli deve avere quella chiara e netta visione che nessuna notte oscura dell’anima può offuscare; il coraggio di Prometeo che nessuna minaccia di pericolo può intiepidire, e il "Canto del Signore" così vibrante nel cuore che nulla possa farlo tacere fino a quando, da i "Contrari" e dal "Giuoco degli Opposti" il discepolo passi in ciò che è il "Più Interiore". Anche la meditazione ha un ritmo. La meditazione è precisamente un avventurarsi fuori dalle sponde irte di scogli della personalità, sempre e sempre più fuori nella libertà e nella gloria del vasto Oceano. Ogni marea tocca un culmine, e quale è questo culmine, tale è il flusso. Dato che noi siamo esseri Solari e Lunari veniamo direttamente in rapporto con le energie Solari e Lunari, le quali influenzano i Centri della Terra ed i Centro del nostro corpo. Chi pratica la vera meditazione avrà sempre le sue più alte realizzazioni al tempo del plenilunio, quando la Luna è nella sua fase decrescente si verifica una "bassa marea corrispondente nel ritmo della meditazione. Il Discepolo deve riconoscere il ritmo come legge sotto la quale vive, fino a quando potrà dominarla. Nel frattempo nell’alta o nella bassa marea, egli prosegue lungo la regale via dell’Anima, col suo bastone di pellegrino, incurante delle onde lunari che si infrangono sulle sponde del tempo. Per il discepolo il plenilunio significa un crescendo di ogni suo sforzo, così come il plenilunio di Maggio segna l’annuale "crescendo" per i Grandi Servitori, membri della Gerarchia Spirituale. Se all’inizio non ci si deve occupare, nella meditazione, della Scienza del Respiro, ad un certo punto del Sentiero se ne dovrà conoscere questo aspetto della Sacra Scienza e praticarne la tecnica. Però ciò deve avvenire dopo un lungo periodo di allenamento., durante il quale i corpi fisico astrale e mentale vengono sottoposti alla divina catarsi, che è la purificazione dei corpi mediante il costante sforzo di pensare in modo universale ed impersonale, una retta condotta di vita, il servizio altruistico e la meditazione, quale arte della vita interiore. Ai fini della catarsi furono istituiti i Misteri Minori. Non sui deve mai concentrare la propria coscienza nei centri inferiori a quello del cuore, perché nella tecnica dell’evoluzione dell’Anima i Centri inferiori della personalità vengono presi in considerazione solo in modo molto indiretto. Il discepolo non deve mai avere rapporto con essi. Soltanto i centri superiori devono essere oggetto della sua attenzione. La meditazione dovrebbe sempre essere compiuta alla sommità della testa. Con questa tecnica ogni centro superiore porta automaticamente in attività il centro corrispondente. La sintesi finale si produce quando i Centri dell’Anima e della Personalità sono unificati nel Centro sopra la testa e ne risulta così l’illuminazione che è quel punto di equilibrio fra l’energia negativa della materia e l’energia positiva dello Spirito. Da ciò ci attende il potere di avvicinarci alla Sorgente della Vita, di attingere a volontà alla Fonte originaria dell’universale serbatoio di Energia Spirituale. Alla coscienza dell’Anima segue l’identificazione con lo Spirito. Dapprima la meta era attuare l’unificazione con la personalità, ora è l’identificazione dell’Anima con la Sua Eterna Dimora, il Puro Essere, in cui il Figlio vive per sempre in Seno al Padre. I pericoli della meditazione sono quelli che, in termini psicologici potremmo chiamarli stati di iper-introversione, cioè condizioni di esistenza in cui l’aspirante evade sempre e sempre più dal mondo. E’ l’estremo vangelo dell’Essere, in contrapposto all’estremo vangelo del Fare. Entrambi sono pericolosi; tendenze tipiche degli "Assoluti" di un’epoca che si abbandona agli estremi, da ciò le varie forme di nevrosi che si manifestano talora fra i discepoli. La vita di meditazione è sempre un processo sanatore e liberatore. Esso dovrebbe Attuare la coordinazione di tutte le energie della personalità, riconciliando così tutti i nostri opposti in un sano, organizzato, utile essere umano. Un grande pericolo della meditazione è l’isolamento, l’aspirante crea un gran numero di forme inanimate che la sua atmosfera ne diviene satura. Essa costituisce un cerchio una prigione. Il creatore diviene così la vittima della propria creazione. Tali pericoli però si possono evitare vivendo come Anime in un mondo di Anime. Salvando noi stessi aiutando gli altri a salvarsi, in breve: elevato pensiero, elevata parole, elevate azioni. Una incessante reale preparazione per le nozze della "Sposa e dello Sposo nella Camera del Re".

"Coloro che erano pronti andarono con lui al matrimonio,  e la porta fu chiusa"

 

Relazione tratta da una conferenza sulle opere del Dott. E.M.Cosgrove

 

 

 

 

 


 

 

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