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LA LEGGE DEL TAGLIONE

Articolo di Mario Rizzi

 

Tanti anni fa, il saggio Ermete Trismegisto, formulò una legge destinata a diventare famosa; in poche parole la possiamo esprimere dicendo: "Così in alto così in basso". Questa legge è molto utile per creare delle analogie che ci permettano di meglio comprendere le relazioni tra i mondi spirituali e quello materiale.

Chi si sofferma un attimo, e riflette su quanto l'uomo ha creato, dallo spillo al più alto grattacielo, conclude che l'oggetto ha dietro di sé un progetto iniziale senza del quale nessuno lo avrebbe creato. Per analogia dovrebbe concludere che anche tutto ciò che esiste, dalla montagna al mare, ha un suo progetto nella mente di Dio.

La Filosofia Esoterica c’insegna che esiste una specie di archivio dove sono contenuti i progetti di tutte le cose, tale archivio viene chiamato Mondo degli archetipi ed è costituto della stessa sostanza di cui sono composti i nostri pensieri (1).

L'uomo, a sua insaputa, lavora nel mondo degli archetipi mediante i suoi pensieri abituali e le sue modalità di vita. In tal modo egli getta i semi per roseo futuro o un raccolto di tribolazioni. Tale fatto non gli è però facilmente comprensibile in quanto il lavoro viene fatto inconsapevolmente così come un sonnambulo può causare dei danni di cui, al risveglio, non riuscirà a capacitarsi. Si comprende allora l'avvertimento di San Giovanni Crisostomo quando dice: "Il primo convincimento da suscitare in noi e che nessuno si danneggia se non da se stesso" (2).

Giobbe, nella Bibbia, afferma: "Ciò di cui pavento mi piomba addosso" (3); altra indicazione di come un pensiero negativo possa creare i presupposti necessari per realizzare la situazione temuta.

Troviamo in quanto esposto l'opera della Legge di causa ed effetto (detta anche Legge del Karma); Legge talmente inesorabile da essere stata definita "Legge del taglione". L'opera di questa Legge, qualora male interpretata, porta a false conclusioni sulla Volontà Divina perché si pensa che sia Lui a volere ciò che, invece, è stato causato da una nostra azione, magari fatta in una vita precedente.

Ciò che l'uomo non intende è il fatto che il Supremo Creatore, per creare l'universo, ha utilizzato delle leggi ben determinate e che, Egli stesso, ha estremo rispetto per le leggi da Lui promulgate. L'ordine millenario con cui si muovono gli astri e vengono amministrati i fatti della natura sono un chiaro esempio di tale immutabilità.

Tra le leggi, quella di gravità è estremamente importante, peccato che l'uomo la relazioni soltanto ai fenomeni materiali. Se, invece, la considerasse attentamente potrebbe scoprire che è legata alla sua vita più di quanto possa immaginare.

La legge di gravità, implica infatti che un oggetto lanciato in alto ritorni verso il basso. Se proviamo ad applicarla alle nostre azioni o pensieri scopriamo che tale legge non è che un altro aspetto della legge di causa ed effetto.

L'uomo, difficilmente si rende conto d’essere l'unico artefice del proprio destino, perché le sue azioni non sempre gli danno un riscontro così immediato da permettergli di associarle all'effetto che si è manifestato. Questo fatto è assai deleterio perché lo porta a cercare l'origine dei suoi mali all'infuori di sé, ed alla conclusione che siano gli altri la causa delle sue tribolazioni.

Ascoltiamo al proposito San Giovanni Crisostomo: "Se qualcuno subisce danno o detrimento, è da se stesso e non da altri che lo riceve, anche se fossero infiniti coloro che gli recano danno o ingiuria. Se, infatti, uno non nuoce a se stesso, anche se quanti abitano l'intero pianeta dovessero di comune accordo scagliarsi contro di lui, non potranno minimamente nuocere a chi nel signore vigila ed è sobrio" (4).

Anche Cassiano, nella Filocalia (1,146) riprende l'argomento dicendo: "Mai un uomo subisce danno da parte di un altro, se non porta riposte in sé le cause delle sue passioni".

È perciò molto importante che l'uomo, oggi tribolato come non mai, assuma l'atteggiamento dei Disdicevoli. Questi erano dei seguaci di una setta dove ognuno, in occasione di turbamento o malattia, doveva fermarsi a riflettere cercando di trovare la sua parte di torto, ed arrivare, possibilmente, a concludere che il torto, era tutto e soltanto suo.

Assumere un atteggiamento del genere è comunque assai difficile, perché avere ragione è un fatto di sopravvivenza per la nostra personalità, diretta dal falso IO il cui orgoglio ben difficilmente le permetterà di ammettere le proprie colpe.

Eppure il prendere la propria parte di responsabilità è la strada maestra per vivere sereni. Oggi molte, troppe famiglie, sono preda di disordini e discordie, perché ogni componente vorrebbe che gli altri facessero ciò che egli pensa sia giusto e corretto.

Gesù indica chiaramente che la comprensione, l'umiltà e l'amore sono gli unici strumenti per potere vivere sereni. È un sentiero difficile ma Lui stesso si propone come nostra guida sicura. "Venite voi che siete stanchi ed affaticati..." (5). Sembra quasi di vederlo mentre ci porge la mano e noi, come il giovane ricco (6), perdiamo quasi sempre l'occasione. Anche San Francesco c’esorta all'altruismo dicendo: " È solo dando che si riceve..." (7).

Le recenti ricerche hanno assodato che spesso all'origine di una grave malattia vi sono delle emozioni negative che rendono disarmoniche le funzioni del corpo; di tali emozioni l'odio ed i rancori sono senza dubbio le peggiori. L'energia emessa da un pensiero di odio può essere così forte da generare una specie di bubbone psichico; bubbone che ristagna nel profondo del subconscio e genera problemi anche dopo che la persona odiata è morta da anni.

Questi bubboni psichici sono in grado di deformare il nostro progetto nel mondo degli archetipi con il conseguente insorgere di gravi malattie, non ultimo il tumore di cui la scienza non ha ancora stabilito la causa iniziale.

È molto interessante, a questo proposito, l'esperienza di Luois Hay; un'ammalata di cancro che aveva poche speranze di continuare a vivere ed è guarita perfettamente. Louis, nel suo volume Guarisci il tuo corpo (8), fornisce un chiaro quadro dei disastri che possono provocare i nostri pensieri e le tecniche adatte per rimediarvi. Al volume è allegata una cassetta per fare un efficace rilassamento terapeutico.

Dio non deve mai essere incolpato se nella nostra vita vi sono sofferenze e problemi, Egli ha stabilito delle leggi ed è il primo ad osservarle. È l'uomo che disubbidisce e La legge di causa ed effetto prima o poi gli presenterà il rendiconto. Sta scritto che le macine del Signore macinano lente, ma fino all'ultimo granello.

Per concludere proponiamo al lettore una massima da meditare: "L'uomo non è mai punito per i suoi peccati, ma dai suoi peccati". Perciò, quando ci troviamo ad affrontare qualche problema, cerchiamo di considerarlo come il riscontro di una nostra azione negativa... e diventare esseri responsabili.

Riferimenti bibliografici:

1. Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce.

2. San Giovanni Crisostomo nella: Quod nemo laeditur nisi a seipeo, pag. 52/3.

3. BIBBIA, il Libro di Giobbe.

4. San Giovanni Crisostomo, citato.

5. Vangelo.

6. Vangelo.

7. Preghiera attribuita a San Francesco

8. HAY, LOUISE L., Guarisci il tuo corpo.
Armenia Editore, Roma.

 

 

 


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