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Viaggio nella Torino magica

La storia e le origini di Torino

a cura di Anna Maria Piantanida

 

Antiche popolazioni liguri, a cui più tardi si aggiunsero i Galli Taurini, diedero origine a Torino, da cui prese il nome Taurasia derivazione della parola Thor, che nel linguaggio di quelle popolazioni significava monte. Secondo Virgilio, invece deriva dal fatto che un punto del Po, apparve ai primi abitanti sotto l'aspetto di un toro dalle corna dorate. Infatti, nello stemma della città troviamo un toro rampante. Alleata dei Romani, la città fu distrutta nel 218 a.C. da Annibale. Giulio Cesare le concesse la cittadinanza romana, vi si costituì una colonia che Augusto rafforzò chiamandola Augusta Taurinorum, cioè Augusta dei Taurini. Col tempo il nome cambiò  e rimase solo Taurinorum, poi a Taurinos (luogo dove erano i Taurini), quindi Taurinos ed infine Torino. Dopo le invasioni dei barbari, Torino divenne capitale di un vastissimo territorio chiamato "marca" unito in seguito ai possedimenti di Casa Savoia. Nel XII secolo divenne un libero Comune, fu poi soggetta alla dominazione francese finché non tornò ai Savoia, i quali a cominciare da Emanuele Filiberto la scelsero come capitale del loro Stato.
Nei secoli seguenti, i Savoia italianizzarono Torino sia nella lingua che nei costumi, l'arricchirono di monumenti e palazzi dotandola di università, biblioteche e musei.
La città, in questo periodo, subì vari assedi da parte dei Francesi, tra cui quello del 1706 che vide il sacrificio di Pietro Micca e la vittoria di Vittorio Amedeo II, in seguito alla quale fu eretta la Basilica di Superga.
Nel 1796, quando gli eserciti di Napoleone invasero metà Europa, anche Torino fu occupata dai Francesi, fino al 1814, anno in cui morì l'imperatore ed il ritorno dei Savoia. Fu per Torino il periodo più brillante. In tutta Italia la speranza d’indipendenza dagli stranieri faceva guardare Torino, libera capitale dell'unico Stato libero della Penisola, come un fulgido esempio.
E fu proprio da Torino che Carlo Alberto, nel 1848, incitò gli italiani alla Prima Guerra d'Indipendenza contro l'Austria e nei dieci anni successivi, Vittorio Emanuele e Camillo Cavour, preparano la Seconda Guerra d'Indipendenza.
Nel 1861 Vittorio Emanuele II fu incoronato re d'Italia proprio a Torino, che fu capitale del nuovo Regno dal 1861 al 1865.
Ma Torino, non perse affatto la sua importanza, dopo un periodo di depressione economica, dovuta alla perdita di capitale del Regno, nel 1884 si presentò una grande occasione: l'Esposizione Generale al Parco del Valentino. Per l'occasione fu risistemato il parco e fu costruito il Borgo Medioevale. Negli anni a venire si migliorarono i collegamenti ferroviari, l'amministrazione locale si impegnò a favore dell'istruzione e dell'assistenza sociale. Nasceva anche l'industria automobilistica che avrebbe fatto conoscere Torino in tutto il mondo. Grazie alle idee innovative di Giovanni Agnelli, nacque la FIAT e successivamente la Lancia e l'Itala. Sul finire del secolo, Torino divenne il primo centro in cui furono prodotti i primi film italiani.
Le nuove industrie attiravano migliaia di persone, furono costruiti quartieri operai, estesa la rete ferroviaria e iniziarono i primi corsi di formazione professionale.
Durante le due guerre mondiali, Torino conobbe periodi di depressione e periodi di ripresa economica.
I primi anni dopo la seconda guerra mondiale videro una città con fabbriche e patrimonio edilizio duramente danneggiati. Il comune s’impegnò nella costruzione di case e per primo in Italia, realizzò le case popolari. Intanto la FIAT cresceva diventato un enorme centro di potere che determinò un'ondata d’immigrazione dal resto d'Italia.
Nel 1961, anno del centenario dell'Unità d'Italia, Torino superava il milione d’abitanti.
Negli anni 80-90, Torino ha cambiato aspetto, la ristrutturazione industriale ha ridimensionato l'impiego, le imprese sono diminuite, ora la città si sta proiettando verso nuove opportunità di crescita come la finanza, i servizi alle imprese e la cultura.
Nel 1556 Nostradamus giunse a Torino e soggiornò nella "Domus Morozzo", distrutta poi da un incendio in cui si disse bruciò anche una sua incisione che recava scritto: "Nostradamus ha soggiornato qui, dove c'è il Paradiso, l'Inferno ed il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria. Chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera".

La Torino Esoterica


Paradiso, Inferno, Purgatorio, magia bianca e magia nera.
Che legame hanno con tutte queste cose con la nostra città, che secondo un'antica leggenda fu fondata dagli egizi?
Fondata nientemeno che da Fetonte, figlio di Iside dea della magia, che scelse l'incrocio tra i fiumi Dora e Po, per innalzare un centro di culto al dio Api che gli antichi egizi rappresentavano con le sembianze di un toro.

Torino ha una porta dell'Inferno ( in piazza Statuto) e una verso l'eternità, (la fontana Angelica) un "cuore bianco" e uno nero, nettamente separati e delimitati dai Dioscuri, i "custodi" della piazzetta Reale, antistante il palazzo omonimo. Una lotta eterna si gioca tra le forze del bene, che sembrano prevalere sempre, e quelle del male… Si, Torino forma anche un triangolo di magia nera, con Londra e San Francisco…l'atmosfera esoterica vi si respira da sempre: tanti gli appassionati, prima e tanti, anticamente, gli alchimisti che, favoriti dai Reali, hanno ricercato la "pietra filosofale" per "mutare il vile metallo in oro", (saltando spesso in aria col loro laboratorio)… Protetti dalla "Madama reale" Maria Cristina di Francia, (si dice che il suo fantasma passeggi ancora oggi davanti al suo palazzo),

 

 

 

(Il fantasma di Madama Cristina)

 

Nella Torino sotterranea e misteriosa, chilometri di gallerie che un tempo erano arterie vive della città, rifugi di guerra, di carestia in caso di pericolo.
Dalla cripta della SS. Annunziata e dai sotterranei di Palazzo Madama si accedeva anche alle Grotte Alchemiche, notevoli luoghi di potere all'incrocio di importanti linee telluriche e geomantiche. meta di personaggi del calibro di Nostradamus, Paracelso, Cagliostro e il Conte di Saint Germain.
Apolonnio di Tyana, grande mago e conoscitore dell'arte occulta di preparare talismani, nel 93 d.C. circa, nascose in un luogo segretissimo e inespugnabile (la terza Grotta Alchemica) un potentissimo talismano. Alla corte dei Savoia che conoscevano bene i misteri di Torino erano sempre benvenuti maghi e celebri alchimisti. Lo stesso Emanuele Filiberto aveva un laboratorio alchemico nei sotterranei di Palazzo Madama, da cui aveva accesso alle Grotte Alchemiche. Secondo gli studiosi di esoterismo, il Tempio Segreto e le Grotte Alchemiche esisterebbero ancora oggi e ingressi e passaggi ben nascosti ne consentirebbero tutt'ora l'accesso.

Nella Torino sotterranea e misteriosa, chilometri di gallerie che un tempo erano arterie vive della città, rifugi di guerra, di carestia in caso di pericolo.
Dalla cripta della SS. Annunziata e dai sotterranei di Palazzo Madama si accedeva anche alle Grotte Alchemiche, notevoli luoghi di potere all'incrocio di importanti linee telluriche e geomantiche. meta di personaggi del calibro di Nostradamus, Paracelso, Cagliostro e il Conte di Saint Germain.
Apolonnio di Tyana, grande mago e conoscitore dell'arte occulta di preparare talismani, nel 93 d.C. circa, nascose in un luogo segretissimo e inespugnabile (la terza Grotta Alchemica) un potentissimo talismano. Anche i Savoia conoscevano bene i misteri di Torino e alla loro corte erano sempre benvenuti maghi e celebri alchimisti. Lo stesso Emanuele Filiberto aveva un laboratorio alchemico nei sotterranei di Palazzo Madama, da cui aveva accesso alle Grotte Alchemiche. Secondo gli studiosi di esoterismo, il Tempio Segreto e le Grotte Alchemiche esisterebbero ancora oggi e ingressi e passaggi ben nascosti ne consentirebbero tutt'ora l'accesso.

Per definire Torino magica, bisogna prima dire che il luogo dove sorge una città e il suo orientamento, non sono mai scelti per caso, ma il fattore magico-religioso, costituisce una parte importante per la nascita dell’insediamento

Torino sorge ancor prima dell'insediamento romano, l'Augusta Taurinorum, attorno al 212 a.C. alla confluenza di tre fiumi: il Po, la Dora Riparia e la Stura di Lanzo, incontro non poco considerevole di masse d'acqua energetiche, il Po rappresenta il Sole e quindi la parte maschile, la Dora è la Luna, quella femminile. Ad oggi sviluppa il suo enorme territorio dal basso canavese a Nord, ai confini dell'astigiano a Sud, dalla linea di confine con la Francia ad Ovest, al biellese ad Est.

Torino ha una pianta romana, con il tracciato che apriva le quattro porte d’accesso sui quattro punti cardinali, mentre la via principale seguiva la linea ascendente del sole. La tradizione esoterica, vuole Torino come uno dei tre vertici del triangolo della magia bianca, insieme con Praga e Lione, ma anche come punta di un altro triangolo, quello della magia nera, che tocca Londra e San Francisco. Non dimentichiamo che Torino è costruita sul 45° parallelo, segnalato dall’obelisco con in cima l’astrolabio situato in piazza Statuto (uno uguale si trova ad undici chilometri di distanza alla fine di corso Francia).

Torino rimane esotericamente, purtroppo per molti, solamente il punto vertice del satanismo europeo e del culto massonico, inscritta come già accennato in quel triangolo maledetto di energia nera insieme a Praga e Lione ed ospita tradizionalmente il punto più nefasto proprio nel centro della città: piazza Statuto, la porta dell'inferno.Da piazza Statuto, a due passi dalla stazione di Porta Susa, parte il mio viaggio nei misteri magici di Torino. In piazza Statuto si trova la Fontana del Frejus opera del conte Marcello Panissera, presidente dell'Accademia Albertina, fu da lui stesso ideata per celebrare l'inaugurazione dell’omonimo traforo (1871) che collega Bardonecchia con Modane (Francia) ed è additata dagli occultisti come uno dei monumenti più importanti della Torino esoterica. Secondo la tradizione magica torinese, oltre a nascondere la porta d'accesso agli inferi, essa mostra un personaggio alquanto particolare. Si tratta dell’angelo che sovrasta il monumento e che sul capo porta una stella. Ad osservare attentamente ogni suo tratto, egli è talmente avvincente da proporre una natura malevola. In alcuni testi si legge che l’essere alato in questione sarebbe la rappresentazione di Lucifero, l’angelo più bello secondo la tradizione biblica cristiana.

Questa zona rappresenta il "cuore nero" della città per due motivi: perché si trova ad occidente e quindi, secondo i romani, in posizione infausta per il tramonto del sole, confine tra il Bene ed il Male; perché qui vi era la "vallis occisorum" (da cui prese il nome l’attuale quartiere Valdocco), luogo di uccisione e di sepoltura. La necropoli potrebbe essere vastissima ed estendersi sotto corso Francia, corso Principe Eugenio, via Cibrario e via San Donato, che si diramano a raggiera dalla piazza.

In questa zona è situato anche il primo cimitero di Torino, anticamente si seppellivano i cadaveri sotto il pavimento delle chiese, coloro che avevano possibilità economiche entro una bara i più poveri, a cadavere nudo, ovvero avvolto soltanto in un lenzuolo. Non avendo la città spazi riservati alle sepolture, con il passare del tempo si sentì sempre più l'esigenza, per problemi igienici di avere un luogo di sepoltura al di fuori dei luoghi abitati.

 

(cimitero di San Pietro in vincoli)

Il boia

Il patibolo rimase per secoli in piazza Statuto, poi i francesi lo spostarono dove ora c’è l’incrocio tra corso Regina Margherita e via Cigna, soprannominato " ‘l rondò dla forca". In via Bonelli, una strada stretta e quasi mai assolata abitava il boia di Torino che, sempre vestito di nero, girava per tutta la regione portando una borsa con i suoi "ferri del mestiere". Coincidenza vuole che dall’aiuola centrale di piazza Statuto si acceda alla sala di comando dell’intero sistema di fogna nera della città; e leggenda vuole che proprio lì si trovi la cosiddetta Porta dell’Inferno.Da via Bonelli si prende via Bellezia, che dopo via Garibaldi diventa via Botero, alla fine della quale si entra in una delle piazze di Torino, piazza Solferino.

 

 

Al margine dell’aiuola alberata si trova la Fontana Angelica, che fu costruita secondo regole massoniche e storicamente era stata richiesta al Comune dal grand’Ufficiale Pietro Bajnotti a ricordo dei propri genitori, e avrebbe dovuto essere collocata di fronte al Duomo. In chiave esoterica la scelta di spostarla dove si trova oggi fu sbagliata, perché la fontana ha perso l’orientamento verso est. Così come ci appare è composta da quattro gruppi di statue appoggiati a basi di granito: ai lati ci sono due gruppi femminili, la Primavera e l’Estate; al centro in posizione più alta si trovano due figure maschili che versano acqua da un otre, l’Autunno e l’Inverno. La Primavera è seduta su un mantello di fiori e con una mano accarezza un bimbo che lancia nell’aria uno stormo di rondini; alle loro spalle c’è un altro bambino che solleva il mantello dove è seduta la donna. L’Estate è sul lato destro appoggiata a fasci di spighe e vicino ha un bimbo che sorregge una ghirlanda piena di mele, pere ed uva. L’Autunno, giovane, è appoggiato alla chiglia di una nave e nasconde in una mano una rosa un po’ appassita; la figura è avvolta da una ghirlanda di melograni e sull’altro lato vi è un bambino che gioca con ananas, banane e pannocchie. L’Inverno è una figura barbuta e corrucciata, appoggiata ad un ceppo di quercia dai rami spogli e nodosi; la sua mano afferra l’otre a forma di ariete, poggiato ad un’aquila con una sola ala aperta. Sul lato posteriore si trova un bimbo sorridente con i capelli disposti a raggiera; un altro bimbo gli offre un grosso pesce, mentre un terzo gioca con una ghirlanda di pigne. Ma veniamo al significato nascosto dell’opera. L’Inverno guarda verso oriente e, insieme con l’Autunno, rappresenta i giganti Boaz e Jaquim, i due sostenitori delle colonne d’Ercole, i guardiani della soglia che immette sull’infinito . Imboccando via San Tommaso si arriva poi alla piccola piazzetta del Corpus Domini, sede dell’omonima chiesa, dove è ancora conservato il calice protagonista del miracolo più famoso avvenuto a Torino. La tradizione narra di un ladro che aveva rubato l’ostensorio nella chiesa di Exilles; il calice uscì dal sacco dove era stato nascosto e si librò in aria fino a che il vescovo non lo pregò di scendere. Una lapide all’interno della chiesa ricorda l’avvenimento.

In un palazzo di via XX Settembre, a Torino, si apprezza dall'ingresso del palazzo, con l'imponente portale ligneo seicentesco, "Portone del Diavolo" commissionato da Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi ad una manifattura parigina. La comparsa del portone intagliato, una mattina del 1675, alimentò la credenza popolare che quell'opera fosse stata realizzata in una notte, con l'ausilio del diavolo; in effetti, il portone giungeva da Parigi, dopo essere stato ideato da un artista italiano, Pietro Danesi, e fu installato in una sola notte, facendo la sua comparsa a serrare l'atrio e dunque le ricchezze del palazzo, con grande sorpresa della gente del tempo.

(particolare del portone del diavolo)

Il Quadrato Magico. E' questo il nome con cui è conosciuto ed è un palindromo formato da cinque parole di cinque lettere ciascuna che possono essere lette indifferentemente nelle quattro direzioni dei lati del quadrato stesso.

Ne possiamo osservare un esempio , affrescato in una delle vie più antiche del centro storico di Torino: via Gioberti.

Questa formula dall'aspetto incomprensibile (Rotas Opera Tenet Arepo Sator) era largamente diffusa nelle città dell'Impero Romano, probabilmente propagandata anche per mezzo dei legionari di guarnigione. Per esempi più recenti come quello fotografato occorre fare riferimento al Medioevo e in particolar modo alle costruzioni sacre che sono attribuite all'Ordine dei Monaci Templari e a quelle in qualche modo con loro collegabili. A questa figura corrisponde l'anello per antonomasia, l'Anello Sigillo di Salomone che ricevette da suo padre Davide e dal quale deriva il nome del simbolo che si ottiene con l'unione di due triangoli: la Stella di Davide o Esagramma.

Torino rimane, esotericamente, purtroppo per molti solamente il punto vertice del satanismo europeo e del culto massonico, inscritta come già accennato in quel triangolo maledetto di energia nera insieme a Praga e Lione ed ospita tradizionalmente - a parer mio, che a Torino ci vivo dal 1967, in modo davvero poco significativo - il punto più nefasto proprio nel centro della città: piazza Statuto, la porta dell'inferno

I simboli massonici si possono ritrovare su antichi portoni come in misteriosi buchi posti sui marciapiedi di antichi palazzi, visibile su questo portone il simbolo massonico della squadra e del compasso, la squadra rappresenta la materia perché serve a tracciare delle linee che delimitano ed il compasso che serve a tracciare il cerchio, simbolo di perfezione lo spirito, lo spirito deve sempre dominare la materia

Le facciate di antichi palazzi del centro storico sono disseminate di esseri demoniaci posti sopra l’arcata dei portoni o delle finestre ci ricordano antiche tradizioni celtiche dove gli dei silvestri erano raffigurati sopra le soglie domestiche per preservare il focolare da intrusioni nefaste.

Da questa piccola piazza a piazza Castello c’è soltanto una breve distanza. Qui ci troviamo proprio al centro di Torino, il suo "cuore bianco", che gli studiosi dell’argomento localizzano tra la piazzetta Reale e i giardini, in particolare attorno alla fontana dei Tritoni. Il luogo è considerato tale anche perché non bisogna dimenticare che vicino sono custodite preziose reliquie, prima fra tutte per importanza la Santa Sindone, racchiusa nel Duomo. Un esoterista ha spiegato che essa "racchiude in sé i quattro elementi che compongono l’Universo: Terra, Fuoco, Aria e Acqua. E’ nata dalla Terra come un fiore di lino, è stata tessuta dall’uomo, ha viaggiato attraverso l’Acqua, attraverso l’Aria, ossia il tempo, mentre il Fuoco è Cristo medesimo, è la luce, la conoscenza... Nessun incendio potrà mai distruggerla, perché il fuoco è già in essa. Tante volte il fuoco l’ha sfiorata, ma la Sindone ha sempre vinto". La tradizione vuole che chi possiede una reliquia del Cristo le possegga tutte, così nei sotterranei della Basilica di Maria Ausiliatrice si trova una croce fatta con il legno di quella su cui Gesù fu crocifisso, e la leggenda vuole che in un punto della collina torinese sia sepolto il Sacro Graal.

Per restare nella zona di piazza Castello, gli esperti individuano altri due motivi che accrescono la magia di Torino: la presenza del Museo Egizio e delle sopra citate Grotte Alchemiche sotto Palazzo Madama,. Nella piazza è segnato anche il punto magico assoluto della città: la cancellata di Palazzo Reale, nello spazio compreso tra le due statue equestri dei Dioscuri, Castore e Polluce, (ora purtroppo non visibili per la presenza di impalcature dovute ai numerosi lavori pubblici che si effettuano in Torino in vista delle prossime Olimpiadi invernali) che alcuni vedono come la divisione tra la Torino sacra e la Torino diabolica.

Su di una parete laterale del Duomo si trova una meridiana particolare raffigurante i segni zodiacali con al vertici il segno del Capricorno segno nel quale si verifica il solstizio d’inverno il passaggio cioè dalle tenebre alla Luce.

Torino ha anche il suo oroscopo : astrologicamente la nostra città, secondo leggi millenarie e secondo la tradizione dei segni zodiacali, esaminandone il tema di natività, è posta sotto il segno dei « Gemelli » con ascendente del « Toro », segno nobile, di aria, di carattere maschile; Castore e Polluce  (ancora una volta la simbologia si concretizza, infatti i due dioscuri si ergono sui pilastri della cancellata di piazzetta reale); segno doppio, la notte e il giorno, la sinistra e la destra, il cosciente e l'inconscio. La dualità che si congiunge, due opposti caratteri che coesistono nel massimo significato intellettuale e materiale.L'ascendente nel Toro, segno di terra, di carattere femminile, determina la personalità della città, infatti sono tipiche di questo segno e della nostra storia cittadina, la stabilità, la calma,la lentezza, l'ostinazione, la pazienza; i valori concreti della ponderatezza, dell'organizzazione e della realizzazione.Ciò che ci indica l'astrologia ci viene infatti confermato dalla storia: con la genialità, l'estro, I'astuzia tipica dei gemelli, per secoli Torino ha saputo conservare o riprendersi la propria libertà in barba di chi voleva metterci le mani sopra e ideare quell'unità d'Italia, che venne poi realizzata, con senso di organizzazione tipico del Toro."

Il cuore magico di Torino è piazza Castello, dalla quale partono dodici linee immaginarie che a raggiera suddividono la città in dodici settori, uno per ogni segno dello zodiaco. Torino ha il Sole nell’Acquario e l'ascendente in Toro. La zona tra Stazione Dora, Madonna di Campagna, corso Mortara, parte di via Cigna e via Borgaro è nel segno dell’Ariete. Le caratteristiche sono la forza, l’autorità e la violenza (qui si concentravano industrie importanti come la Fiat Acciaierie, la Tecksid Fonderie, le officine di via Verolengo e la Savigliano specializzata in armi). Il Toro è il segno che identifica la città e corrisponde a corso Regina Margherita, alle cui estremità il sole sorge e tramonta. Il Toro indica religiosità e introspezione: qui sono costruite le più importanti chiese (Consolata, Maria Ausiliatrice, Cottolengo) e le grandi case religiose annesse.

Piazza Statuto, via Cibrario e corso Francia fino a Borgata Parella sono sotto il segno dei Gemelli, sofisticati e molto mobili. La zona è la più favorevole a chi esercita attività commerciali e intellettuali e in questo settore risiedono molte persone che si dedicano all’occulto. Il Cancro, il cui pianeta dominante è la Luna, regna su una vasta zona che comprende corso Vittorio dove ci sono le carceri "Nuove", piazza Sabotino, corso Lione, Borgo San Paolo e il Palazzetto dello Sport. Nell'oroscopo della città alla Luna si congiunge Saturno e ne risulta un influsso benefico per tutto ciò che di antico si trova sotto questo segno. Saturno è presente nella "casa" dei trasporti e in questo borgo si trovava una delle più vecchie rimesse tramviarie cittadine.

Il Leone, dove abita il Sole, è il segno del comando e dell'aristocrazia, e domina i "quartieri alti": la Crocetta, corso Matteotti e corso Re Umberto. La presenza della Luna mitiga questi attributi e favorisce l’insediamento anche delle masse popolari: ecco la presenza del vecchio stadio comunale, delle caserme, la piazza d’Armi, la Fiat Mirafiori. La Vergine, il cui pianeta dominante è Mercurio, dio dei viaggiatori e dei Mercati, estende il suo dominio lungo il Po, dalla stazione di Porta Nuova a tutto corso Massimo d’Azeglio, il Valentino e la zona di Italia ’61, luoghi sede di fiere, esposizioni, e di ogni genere di commercio, in tutti i sensi... Sotto questo segno si trovano anche le case di cura, qui infatti c’è la zona dove si concentrano i maggiori ospedali torinesi.

Il settore della Bilancia, segno votato alla bellezza e all’armonia delle forme, inizia in centro, con edifici eleganti di fattura barocca; piazza Cavour una volta era piazza Belvedere proprio per l’eleganza dei palazzi e dei giardini. Aggraziata è anche piazza Maria Teresa che incontra via della Rocca, dove si trovano i cortili più affascinanti della città. Sempre sotto la Bilancia si arriva alla zona precollinare di Valsalice, esteticamente il punto più gradevole, con ville e parchi che non hanno conosciuto la deturpazione edilizia moderna.

E siamo arrivati al segno magico per eccellenza, quello dello Scorpione. La zona ad esso dedicata è considerata il cuore dell’occultismo e comprende via Po, piazza Vittorio, la chiesa della Gran Madre. Al tempo in cui fu fondata la città questi luoghi erano ritenuti i più magici per il fatto che dove ora sorge la chiesa si ergeva il tempio di Iside al cui interno si svolgevano numerosi sacrifici. Lo Scorpione è anche un segno rivoluzionario, particolare confermato dal fatto che nella zona sorgono molti istituti universitari, cuore della contestazione cittadina.

La Mole Antonelliana si trova invece sotto il segno del Sagittario ed è sempre stata soggetta ad eventi imprevedibili, come confermano le presenze di Urano e Nettuno nel segno. Qui vi è però il punto di fortuna della città e la zona si estende da Borgata Vanchiglia a corso Belgio a lungo Po Antonelli, corso Casale fino al Motovelodromo. Il Sagittario infatti ama l’architettura ardita e ama anche gli animali: fino a non molto tempo fa adiacente a Parco Michelotti c’era lo zoo. Il Capricorno è il segno tradizionalmente legato all'aldilà e al silenzio. Tutta la zona del cimitero è sotto la sua tutela e cosa interessante è che la Basilica di Superga si trova perfettamente allineata sotto questo segno congiunto con Marte. Si crea così un connubio guerra-morte: qui sono sepolti i re di casa Savoia.

L'Acquario è il segno della speranza e del rinnovamento e sovrintende alla barriera di Milano, Borgata Aurora, Monterosa, Maddalene, corso Taranto e parte di corso Giulio Cesare, fino all’autostrada. E’ simbolo della società in via di realizzazione e di miglioramento. Il segno, altamente musicale, protegge i musicisti e, per coincidenza, in questa zona c’è una serie di vie dedicate proprio a loro: Leoncavallo, Paganini, Scarlatti... I Pesci, segno silenzioso e fedele, vegliano su una parte di corso Giulio Cesare, corso Vercelli, corso Grosseto e la Falchera. Gli abitanti, astrologicamente parlando, dovrebbero essere gente semplice ma capace di grande intensità del vivere.

Torino è la città della dualità del bene e del male, dove il simbolismo bianco ed il simbolismo nero stendono il loro potere rendendola invulnerabile al tempo. La leggenda lega Torino alla venuta del Principe egizio Eridano che la fondò; il fiume prese il suo nome e la città divenne Eridania alla sua morte. La storia narra la grande emigrazione dei Liguri, popolo di cui non si conoscono le origini, provenienti dalla Spagna, a cui si mescolarono successivamente i Celti, altro popolo la cui vita era regolata dal valore magico dei sacerdoti Druidi. L'avvento di Roma con la visione materialistica della vita, fece pendere la bilancia a favore delle forze negative e dovette essere riequilibrata dalla nascita del cristianesimo e dalla sua legalizzazione avvenuta per merito dell'apparizione della croce, con le parole « In hoc signo Vinces », all'imperatore Costantino, proprio alle porte di Torino, sul monte Musiné. Avvicinandosi sempre più ai giorni nostri, all'epoca di oscurantismo, dovuta alle pestilenze, guerre e distruzioni che portarono Torino sull'orlo della scomparsa, ecco sorgere un altro simbolo: « La Consolata », la Madonna consolatrice che và oltre il significato religioso, assumendo una dimensione umana di grande madre, con una emanazione di forze positive che permisero la ripresa ed il ritorno all'equilibrio, tutt'ora valide. Da allora le forze bianche e le forze nere fecero storia assieme, in armonia.

Da piazza Castello ci si incammina lungo via Po fino a piazza Vittorio. Oltrepassato il ponte Vittorio Emanuele I sul fiume Po si giunge alla chiesa della Gran Madre di Dio, voluta nel 1814 per celebrare il ritorno di Vittorio Emanuele I a Torino, fu eretta nel 1818 da Ferdinando Bonsignore e completata poi nel 1831. È preceduta da un'ampia scala e da un pronao esastilo con trabeazione e timpano. Tra il 1933 e il 1940 subì alcuni cambiamenti in occasione della sistemazione dell'Ossario dei Caduti della Grande Guerra.

Ai piedi della gradinata il monumento a Vittorio Emanuele I di Giuseppe Gaggini, è affiancato dalle Statue della Religione e della Fede di Carlo Chelli.
Ai lati della scalinata che conduce all’ingresso, le due statue raffiguranti la Fede e la Religione sono state realizzate dal carrarese Carlo Chelli.
L'interno è a pianta circolare e la cupola si rifà al Pantheon e alla chiesa parigina della Madeleine.

Nella chiesa sono custodite le statue di San Maurizio, della Beata Margherita di Savoia, del Beato Amedeo di Savoia, di San Giovanni Battista e opere come la Vergine col Bambino di Andrea Galassi ed il Crocifisso e il Sacro Cuore di Gesù di Edoardo Rubino.
Il mito vuole che nei sotterranei di questa chiesa si trovi il Sacro Graal.  Posto molto amato dagli esoteristi ma anche dai turisti che ne apprezzano la sobrietà e la vicinanza al fiume.

 

Questa chiesa non è intitolata ad una Madonna ma alla Gran Madre di Dio come se si volesse sottolineare la parte femminile della divinità, richiamando l’antico culto della Dea Madre.

Qui termina il viaggio nella Torino magica , Torino è anche una città industriale ricca di storia , d’arte e di cultura, una città dalle antiche tradizioni che rivela i suoi tesori da chi li sa scoprire piano piano con curiosità e passione.

Per la parte astrologica: http://web.tiscali.it/sarahsanti/grande.htm 

http://www.turistipercaso.it/noi/tamtam/testo.asp?id=124 

alcune fotografie notturne sono di Eros.

 

 

 

 

 

 

Palazzo Madama

Palazzo Reale

Palazzo di Città

San Pietro in vincoli, primo cimitero di Torino ora sede di concerti e mostre

 

 

 

 

 



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