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IL FENOMENO SETTENARIO
ricerca di Anna Maria Piantanida
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Alla base di tutti i fenomeni della Natura esiste un numero profondo e misterioso: il numero 7. Questo numero sostiene una parte importantissima, anzi essenziale, non solo in tutte le scritture sacre antiche e nelle antiche e moderne religioni, non solo in tutte le espressioni astrologiche, magiche e cabalistiche, ma anche nei fatti più positivi ed evidenti che si riferiscono alle scienze naturali. Esso domina nella chimica, nell'astronomia, nella biologia, nella fisiologia. Non è esagerato affermare che l'elemento settenario racchiude misteriosamente la chiave dell'Universo e ne regola l’infinita armonia. Ed è appunto per questo suo dominio in tutta la Natura che il numero 7 ricorre come elemento del pari dominante in tutte le religioni che gli uomini, fin dai più lontani tempi preistorici, hanno costruite nelle varie regioni della Terra. Non è stata affatto la Bibbia giudaica che ha messo in evidenza il numero Esiodo, prima del quale non era stata fatta menzione del sabato mosaico, ha scritto: "il settimo è giorno sacro". Il Rìg Veda, il più antica di tutte le scritture sacre del mondo, parla di sette razze umane, di cui cinque già estinte e due future, chiamate allegoricamente le sette "correnti". In moltissimi antichi testi sanscriti, al pari che in tutti i Puranas, il numero 7 e il numero 49 (7 x 7) sostengono un ruolo importantissimo. Essi si riscontrano non solo molto spesso, ma nelle significazioni più profonde e basilari di quelle filosofiche cosmogoniche e teogoniche. Perfino il vento Pravaha - la forza mistica e occulta che dà l'impulso alle stelle e ai pianeti e che regola la loro traiettoria - è un vento settenario. II Kourma Purana e la Lingua Purana enumerano sette venti principali di questo nome, venti che sono i principi dello Spazio Cosmico. Passando alle Scritture Ariane, il numero 7 ha attraversato il pensiero mistico degli Indù, degli Egiziani, dei Caldei, dei Greci, dei Giudei, dei Romani, e infine dei Cristiani, fino ad imprimersi profondamente in tutte le filosofie e le teologie anche modernissime. Il numero misterioso è ancora una volta messo in evidenza in tutti i non meno misteriosi Marut. Il Vâyon Purana dice: "Essi nasceranno in ciascun ciclo vitale, sette volte sette". Più degli altri testi, i Puranas sono pieni d'allusioni alla divisione settenaria del Cosmo, al pari che a quella dell'uomo. Lo stesso si riscontra nei Veda e in molti altri testi di antiche religioni. Ippolito, uno dei primi Padri della Chiesa, ci fa sapere ciò che Marco - un pitagorico piuttosto che uno Gnostico Cristiano e certissimamente un Cabalista aveva appreso per "rivelazione mistica". Egli dice che a Marco fu rivelato che: "I sette cieli... pronunciarono ciascuno una vocale, e tutte queste, combinate fra loro, formarono una doxologia unica, di cui il suono trasmesso fino alla Terra divenne il creatore e il padre di tutte le cose che sulla Terra esistono". Traducendo queste parole in espressioni più comprensibili si può dire che: II Logos Settuplo essendo diviso in sette Logoï o Potenze (Vocale) Creatrici, queste crearono ogni cosa che esiste sulla Terra. Chi ha familiarità con la letteratura gnostica, non può affatto non scorgere nell'Apocalisse, un'opera della stessa scuola di pensiero. Infatti, nell'Apocalisse, S. Giovanni dice: "Sette tuoni fecero sentire la loro voce.,. io ero sul punto di scrivere... ma intesi una voce dal cielo che mi diceva: le cose che i sette tuoni hanno detto tu non le scriverai affatto". Una ingiunzione simile vien fatta a Marco; la .stessa vien ripetuta a tutti gli Iniziati. La stessa identità delle espressioni usate e delle idee latenti tradisce sempre una parte dei Misteri. Noi dobbiamo cercare sempre più d'un significato per tutti i misteri che ci vengono rivelati allegoricamente, sopratutto per quelli nei quali appaiono il numero 7 e la sua moltiplicazione (7x7) cioè quarantanove. Ora, allorché, nella Pistis Sophia, il Rabbino Gesù è invitato dai suoi discepoli a rivelare i "Misteri della Luce di suo Padre", Egli risponde: "Cercate voi di penetrare questi misteri? Nessun mistero è migliore di questo che condurrà le vostre anime nella Luce delle Luci, nel dominio della Verità e della Bontà, nella regione ove non esiste né maschio né femmina, né forma alcuna, ma solamente la Luce eterna di cui non è possibile parlare. Niente è, perciò, più eccellente di questo Mistero che voi cercate di comprendere, salvo il solo mistero delle sette vocali e delle loro quarantanove Potenze". Appare quindi evidente che tutta la interpretazione delle credenze misteriose espresse sotto forma allegorica, nasconde la stessa idea occulta, e cioè il numero basico sette, composto del 3+4. Questo numero viene pertanto applicato presso tutti i popoli a parecchie divisioni del tempo, alla cosmografia, alla fisica, alla metafisica, del pari che all'uomo e a tutte le altre cose della Natura. Ed ecco che le "Sette vocali"sopra menzionate, con le loro "quarantanove Potenze" sono identiche ai sette e ai quarantanove fuochi degli Indù; identiche ai misteri numerici del Simorgh Persiano, identiche a quelli dei Cabalisti Ciudaici. Tutta l'Apocalisse è una rivelazione del mistero del 7. Basta saper interpretare le sue profonde e intense allegorie. Nel linguaggio degli Iniziati, l'Uomo è denominato "Saptaparna", vale a dire "pianta a sette foglie", nome al quale viene attribuito un profondo significato nelle leggende e nella dottrina dei Buddisti. E giungendo, a grado a grado, alle trasformazioni leggendarie dei miti greci, non è difficile riscontrare lo stesso occulto significato del numero 7, ritenuto perciò numero "sacro". Infatti il T (o tau la cui forma deriva dall'accoppiamento della cifra 7 e della lettera greca gamma, era il simbolo della vita umana o terrestre e della vita spirituale o eterna. Della vita terrestre, perché il gamma è il simbolo della Terra; della vita eterna perché il 7 è il simbolo della stessa vita riattaccata alla Vita Divina. Bastano questi pochi fugacissimi cenni introduttivi per farci ritenere come il numero 7 abbia avuto il suo significato misterioso e profondo fin dai più lontani tempi e nelle più antiche religioni del mondo. I dotti dell’antichità hanno compreso il suo mistero e lo hanno venerato, tramandandolo attraverso le religioni fino a noi.. In verità essi avevano compreso come il fenomeno settenario si identifica al fenomeno naturale ; e avevano intuito come il 7 non sia altro che la Natura stessa. E poiché, la religione si basava appunto sulla Natura, il 7 ha servito come elemento sostanziale in tutte le teologie antiche e moderne al pari che nelle cosmogonie e nelle sacre scritture di tutti i popoli del mondo. Ma quali sono - a proposito del 7 - gl'insegnamenti della scienza antica, e come vien dimostrata l'accennata identità del fenomeno settenario col fenomeno naturale? LA FILOSOFIA MISTICA La filosofia mistica insegna che il doppio significato di vita umana o terrestre e di vita spirituale o eterna contenuto nel numero 7 era espresso nella seguente figura geometrica: vale a dire in un triangolo sovrapposto ad un quadrato. Ciò per i Mistici compendiava il simbolo dell'uomo settenario. I numeri 3 e 4 (di cui si compone il 7) sono rispettivamente maschio e femmina: spirito e materia. La loro unione è l'emblema della Vita eterna: nello Spirito, sul suo arco ascendente; nella Materia, come elemento che rinasce perpetuamente per procreazione e riproduzione. Il 3 (dopo l'Uno) è il primo numero dispari, come il triangolo è la prima figura geometrica. In geometria una linea non può rappresentare una figura perfetta. Il triangolo è la prima figura perfetta. Il 3 è quindi il primo numero misterioso. Il 4, invece, forma il quadrato, ed è il primo numero che forma il solido. Ambedue costituiscono la piramide, che poggia su una base quadrangolare e termina all'apice in un punto unico, rappresentando così il triangolo e il quadrato, il 3 e il 4, cioè il 7. Tutto questo rientra nella dottrina dei Pitagorici. Ma il 3 è spirituale e invisibile; il 4 è materiale e obiettivo. Per questa ragione tutta la Materia dell'Universo, analizzata a fondo dalla scienza, si riduce a soli quattro elementi - Carbonio, Ossigeno, Azoto, Idrogeno - mentre i primi tre, pur essendo collegati intimamente ai quattro, pur costituendo la loro "Forza" e il loro "Spirito ", sono invisibili e da noi immaginati soltanto attraverso speculazioni filosofiche. È necessario che gli studiosi comincino a credere a queste Cause Primarie e a studiarle, prima di poter sperare di comprendere la natura degli effetti e familiarizzarsi con le loro potenzialità. Credere all'esistenza dei poteri della Natura, non è affatto politeismo, ma una necessità filosofica. Come tutti gli altri pianeti del nostro sistema, la Terra ha sette Logoï, cioè sette "raggi " emananti dall’Unico Raggio. Questo "Protogono" o " Logos Manifestato" è appunto l'Ente che, per riflesso della sua immagine, fa vivere l'Universo e tutte le creature che esso comprende. È però notevole che mentre gli scienziati occidentali si sono sempre basati sul quattro, cioè sui soli elementi che costituiscono la parte materiale dell'Universo, gli Orientali ed i loro discepoli, i grandi alchimisti del mondo intero, hanno posto a base dei loro studi, l'intero settenario. Dicono infatti gli alchimisti: "Allorché il 3 e il 4 si uniscono fra loro, il quadrato congiunge la sua natura media con quella del triangolo e diventa un cubo". Ed è allora soltanto che questo (il cubo sviluppato) diviene il veicolo e il numero sacro della Vita: il 7. Nella Cabala, al pari che presso i Pitagorici, la Trinità era considerata come il numero più perfetto, poiché emanato dall'Uno, cioè dalla prima Unità manifestata, o piuttosto dal "Tre in Uno". Quest'ultimo è stato sempre impersonale, senza sesso e incomprensibile, sorpassando tutte le possibilità di percezione umana. Il numero 4, a sua volta, diventa per gli Ermetisti il simbolo della verità solo quando si amplifica in un cubo, il quale, allorché è sviluppato, dà il 7 e simbolizza l'elemento maschio femmina, cioè l'elemento vitale. La filosofia mistica insegna, inoltre, che il 4 è il simbolo dell'Universo nel suo stato potenziale (o della materia caotica) che ha bisogno dello Spirito (i13) per penetrarla attivamente. Vale a dire che il Triangolo primordiale astratto deve abbandonare la sua qualità uni-dimensionale ed espandersi attraverso la Materia, formando così una base positiva sullo spazio a tre dimensioni, affinché l'Universo si manifesti in maniera intelligibile. Ciò avviene appunto con lo sviluppo del cubo. Di qui deriva anche la croce ansata, come simbolo dell'uomo, della generazione e della vita. In Egitto ank significava "anima", "vita" e "sangue". Ed ecco, perciò, l'Uomo vivente, animato: l'Uomo Settenario. Il numero 4 era anche chiamato dai Pitagorici il guardiano delle chiavi della Natura; ma, unito al 3 (4+3=7), diventava il numero più perfetto e più armonico dell'Universo. Possedendo la Trinità spirituale delle potenze cosmiche primordiali e la base quaternaria di tutta la materia., esso non era altro che la stessa Natura. Il fenomeno settenario si identifica quindi al fenomeno naturale. IL SETTENARIO IN NATURA Il mistero del 7 si identifica al mistero della Natura. La Natura non è che un risultato settenario: il 7 non è che l'espressione della Natura, la sua efficienza, la sua legge, la sua armonia. Plutarco dice che i Greci consideravano la Trinità come la radice e il principio di tutte le cose, poiché 3 erano appunto gli elementi primordiali e invisibili che avevano data la vita a tutte le cose. Poiché la Monade era una, cioè di numero dispari, gli antichi dicevano che i numeri dispari erano i soli numeri perfetti, si che li consideravano come maschili e applicabili agli Dei Celesti; mentre i numeri pari, come due, quattro, sei e, principalmente otto, erano considerati come femminili e imperfetti e quindi attribuibili alle Divinità terrestri e infernali. Quanto al 7, i Pitagorici lo consideravano come il numero religioso e perfetto per eccellenza. Era perciò detto Telesforo, poiché "per mezzo di esso, tutto nello Universo, veniva portato alla sua mèta più alta, vale dire al punto culminante e conclusivo". La dottrina delle Sfere governate dai sette Pianeti sacri ci mostra i sette poteri della Natura terrestre e sublunare, che, al pari delle sette grandi forze dell'Universo, procedono e si evolvono secondo sette toni, corrispondenti - nella debolissima derivazione che a noi è dato percepire - alle sette note della scala musicale. Dal canto suo, la scienza insegna che tutte le forme primitive della vita organica appaiono anche in gruppi settenari di numeri. A partire dai minerali (o pietre molli diventate poi dure) e procedendo verso le piante (che in principio erano dure, essendo direttamente generate dal seno della pietra) e giungendo fino all'uomo, tutte le forme primitive di tutti i regni della Natura, si affacciano alla vita come pellicole eteree e trasparenti. Nei periodi successivi, tutto si va gradatamente consolidando e al settimo periodo comincia la divisione per specie. II mistero del 3 che rappresenta l'origine e il principio di tutte le cose, trova, secondo i dotti, un riscontro nella mineralogia, nella botanica e anche nella geologia. II sale in soluzione lo dimostra. Allorché, infatti, le sue molecole si raggruppano fra loro e cominciano a depositarsi sotto forma di un corpo solido, le prime figure che assumono sono quelle di triangoli, di piccole piramidi e di coni. (È questa la figura del Fuoco dal quale deriva appunto la parola "piramide,,). La seconda figura geometrica nella Natura è un quadrato o un cubo (4 e 6). Enfield dice che le particelle della terra sono quadrate, quelle del fuoco sono triangolari. La forma piramidale è quella che imitano i pini che sono gli alberi più antichi dopo il primordiale periodo delle felci. Così i due poli opposti della Natura cosmica - il fuoco e l'acqua, il caldo e il freddo - compaiono nelle loro prime manifestazioni metrografiche l'uno con un sistema triangolare, l'altro con un sistema esagonale. I cristalli stellati della neve, esaminati al microscopio, costituiscono tutti, senza eccezione alcuna, una doppia o tripla stella a sei punte, con un nucleo centrale, rassomigliante ad una stellina più piccola in mezzo alla più grande. II numero sette si collega poi strettamente alla Luna, la cui influenza si manifesta per periodi settenari. La Luna, infatti, guida e governa il lato occulto della natura terrestre, mentre il Sole regola e produce la vita manifestata. Questa verità è stata sempre evidente e indiscutibile per i grandi dotti delle antichissime religioni. Essi avevano una dottrina ben precisa sulle sette proprietà (3+4) della Natura; mentre la loro filosofia aveva raggiunta la dimostrazione evidente della identità assoluta del fenomeno naturale col fenomeno settenario. G. Massey, il dotto autore di "The Book of the Beginning" e di "The Natural Genesis", sostiene che l'antica dottrina egiziana delle "Sette anime" o dei "sette principi" si riduce precisamente e meravigliosamente alla biologia primitiva o alla fisiologia dell'anima. Egli dice tra l'altro: "La prima forma del 7 mistico era considerata come scritta, nel cielo, dalle sette grandi stelle dell'Orsa Maggiore, costellazione che gli Egiziani avevano assegnata alla Madre del Tempo e delle Sette potenze Elementari". E soggiunge altrove: "Gli Egiziani dividevano la superficie del firmamento durante la notte in sette parti. II Cielo primordiale era settuplo". La scienza ariana insegnava: "Le prime forze riconosciute nella Natura erano contate al numero sette. E infatti, sette erano le proprietà assegnate alla Natura (materia, coesione, dissolvimento, coagulazione, accumulazione, posizione e divisione). II principio settenario fu, così, introdotto in tutte le espressioni scientifiche e le manifestazioni religiose, e il 7 ebbe il "tipo sacro" usato in tutte le costruzioni ideali e nelle forme più svariate, più eterogenee e più lontane. Anche presso la filosofia ebraica esiste un sistema settenario, basato sul Ciclo settenario arcaico. La Cabala ne è una prova. Basterà, infatti, paragonare serenamente e senza stupidi pregiudizi, il racconto del Visnu Purana con il racconto biblico, per constatare subito che le "sette creazioni" di Brama, hanno servito di base ai "sette giorni" della creazione del Genesi. Le due allegorie sono differenti: ma è identico il sistema cronologico e il "tipo sacro" del 7, che hanno offerto il substrato alle due narrazioni. Sennonché, piuttosto che diffonderci sugli insegnamenti della filosofia degli antichi e sui principi scientifici dei Grandi Dotti delle religioni - principi che risulterebbero non poco difficili per le menti non abbastanza preparate - noi preferiamo, dopo quanto abbiamo accennato finora, portare il lettore in un campo più positivo, ove il misterioso fenomeno settenario, compreso dalla scienza arcaica, trova l'applicazione reale e indiscutibile. I fatti constatati al lume della scienza e osservati nelle più svariate manifestazioni, corroboreranno i principi filosofici antichi e, più facilmente (sebbene in maniera meno elevata) ci porteranno a comprendere la identità misteriosa e sacra del fenomeno settenario col fenomeno naturale. Tralasciamo quindi tutte le innumerevoli e multiformi applicazioni del numero sette che si riscontrano ad esuberanza in tutte le antiche cosmogonie e teogonie, in tutte le religioni, in tutte le storie, in tutti misteri, nelle scritture sacre di tutto il mondo, nella poesia, nel misticismo, nei rituali, nell'arte, nei miti, nelle leggende, ed entriamo senz'altro nel campo della Natura, ove il fenomeno - dal quale sono derivate tutte quante le applicazioni del 7 - appare nella sua meravigliosa verità. IL NUMERO RADICE La conoscenza delle leggi naturali ha fatto del numero 7 il numero-radice naturale di tutto il mondo. E' stata anzi la meravigliosa comprensione dell'azione di tali leggi che ha svelato agli antichi i misteri della Natura. I fisici, i matematici, i naturalisti, e anche gli psicologi, hanno spesso attirata l'attenzione del mondo sul, la periodicità di cui fa prova la "Natura", dimostrando con dati positivi la normalità del ciclo e del fenomeno settenario. Essi hanno detto: "ESISTE UNA ARMONIA NUMERICA IN TUTTA LA NATURA: nella forza di gravità, nei movimenti planetari, nelle leggi dei calore, della luce, dell'elettricità, dell'affinità chimica, nelle forme degli animali, nello sviluppo delle piante". Le scienze naturali moderne tendono, in verità, a scoprire una formula generale che esprima tutte le leggi fondamentali con un sol rapporto numerico semplice. Noi consigliamo, a questo proposito, lo studio dell’opera: "Philosophy of the Inductive Sciences" del professore Whewel, nonché le ricerche di M. Hay a proposito delle leggi che regolano la colorazione armoniosa e lo sviluppo della forma. Si rileverà da questi studi che il numero 7 è alla base delle leggi che regolano le percezioni armoniche della forma, dei colori, dei suoni e anche del gusto, se si potessero analizzare le nostre sensazioni di questo ordine con precisione matematica. E' noto che i suoni e i colori hanno fra loro relazioni fisse. Ogni colore fondamentale è chiamato il padre del suono corrispondente. Ecco perché i filosofi mistici collegano ogni colore con un suono speciale. Il color verde, il colore mediano dello spettro, fra i tre primi: rosso, arancione, giallo - di tono più basso - e i tre secondi: azzurro, indaco, violetto - di tono più alto - è connesso con tutti e due i gruppi . Esso dà il colore caratteristico della natura, e il numero 4 su cui è costruita la natura stessa. Al color verde corrisponde la nota mediana della scala musicale FA, che è anch'essa la nota della natura manifestata. Dice H. P. Blavatsky: "II numero è alla base della forma, e il numero guida il suono. II numero sta alla base dell'Universo: i numeri e le proporzioni armoniche guidano la prima differenziazione della sostanza omogenea in elementi eterogenei: il numero stabilisce i limiti alla mano formatrice della Natura". Questi concetti espresse anche Pitagora. Coloro che hanno studiato le intricate combinazioni dei numeri sono stati condotti da questi principi ad una scoperta riguardo ad un certo numero che, preso come multiplo, produce rapporti molto significanti. Questo numero è ,,- x m12. (Il-. è il ;.1415... cioè il rapporto fra il diametro e la circonferenza). Ora: il numero delle vibrazioni nel verde dello spettro è a x mI2 volte maggiore del numero delle vibrazioni del FA (basso) della scala musicale. Il color verde e la nota FA sono l'anello di congiunzione fra i colori e i suoni. Se si calcolano i colori dello spettro sulla base delle proporzioni che esistono fra le note della scala musicale, si avrà una concordanza sorprendente. È inutile citare in dettaglio il numero delle vibrazioni che costituiscono le note della scala musicale. La scala musicale è strettamente analoga alla scala degli elementi chimici e alla scala dei colori così come ci viene mostrata dallo spettroscopio, benché in quest'ultima noi non consideriamo che una scala sola, mentre nella musica e nella chimica, ci troviamo in presenza di una serie di sette scale rappresentate teoricamente, di cui sei sono sufficientemente complete e di uso comune nelle due scienze. Ma l'armonia è raggiunta con la settima scala; poiché "tutte le cose dipendono dal settimo". II violetto, preso tre ottave più alto, è un colore omogeneo con vibrazioni sette volte più rapide di quelle del rosso. IL SETTENARIO NELLO ZODIACO La tavola degli elementi di Mendeleieff, basata sulla divisione settenaria, condusse alla scoperta di nuovi elementi. Ed ecco che la progressione settenaria è la progressione della Natura. Ogni sette anni il corpo dell'uomo cambia: ogni sette anni Urano cambia il segno dello Zodiaco, il quale regge, in perfetta armonia, l'esistenza dell'uomo. Molti modernisti ridono all'asserzione che lo Zodiaco sia il piano su cui è tracciata l'evoluzione dell'Universo. Essi considerano queste cose come superstizioni e si burlano dell'idea che lo Zodiaco possa avere qualche influenza nella vita degli uomini sulla Terra. Ma ciò dipende dalla loro ignoranza. L'ignoranza è la cecità dello spirito: essi perciò non vedono. Il prof. Geddes, scrivendo nel maggio 1904, sulla "Monthly Review", l'articolo: "La scienza dal punto di vista di un giardiniere" dice che lo Zodiaco contiene un piccolo, ma per noi importantissimo ciclo di mutamenti di natura, inesorabilmente stabiliti sulla terra, dal suo giro annuale intorno al sole. L'antica correlazione dell'astronomia col clima e con la vegetazione, e, per mezzo di questi, con la vita animale e fisiologica, è così fondamentale per noi come per la scienza primitiva. Su di noi ruota lo Zodiaco con i suoi segni delle stagioni. Intorno a noi cresce il mondo vegetale in obbedienti risposte a quelle possenti influenze, e in mezzo a tutto ciò, presi completamente da questo influsso, noi conduciamo la nostra vita umana. In tal modo, l'evoluzione astronomica è in intimo rapporto col destino dell'Uomo. Derivando direttamente dall'Unità - che è il "Principio" di tutte le cose - il 7 domina il creato e segna le armonie cosmiche, propagandole all'infinito. Nel regno dei suoni offre la base di tutte le musiche: nel regno dei colori comprende tutta l'iride luminosa: nel regno degli odori armonizza la gamma di tutte le essenze. Tutto questo non è né poesia, né filosofia, né tradizione, né religione, costruite dagli uomini: tutto questo è scienza. Non può negarsi, e anzi appare sorprendente, come ogni manifestazione della Natura, bene studiata e ben compresa, rechi impresso in se, il "tipo sacro" del fenomeno settenario. A base della geologia, della botanica, della zoologia - fasi e tappe della Natura unica - non esiste che il 7, cioè il 3+4, il triangolo e il quadrato, la triade delle forze invisibili e spirituali e il quadrato della materia sensibile, che nella loro misteriosa fusione costituiscono appunto la Natura stessa. L'umanità reca nella sua fronte la legge del 7. Le sue culle e le sue tombe si seguono in progressione settenaria. L'uomo cambia interamente il suo corpo ogni sette anni: modifica, sviluppandola, la sua psicologia ogni sette anni. Il suo destino si compie attraverso il misterioso influsso dell'eterna legge settenaria. La scienza medica rimane spesso stupita e attonita davanti al ritorno settenario di molte malattie. Se fosse stata scritta, fedelmente, una storia millenaria e statistica delle varie malattie dall'origine dell’umanità ad oggi, noi potremmo leggere e constatare in essa, l'esattezza dei cicli settenari, meravigliosamente compiutisi nelle varie regioni del mondo; attraverso millenni. È un peccato che il nostro occhio non abbia, finora, questa visione panoramica e statistica nel tempo e nello spazio. Tuttavia, poiché il macroscosmo è identico al microcosmo, noi possiamo osservare - anche con la nostra debolissima vista - non pochi dati e fenomeni che provano scientificamente, il dominio sacro del 7 in tutta la Natura. H. Grattan Guinnes, nel suo "Approaching End of the Age", dice testualmente: "La nascita, la crescenza, la maturità, le funzioni vitali, i cambiamenti di salute, le malattie, i deperimenti e la morte dell'uomo, dei mammiferi, degli uccelli, dei pesci, dei rettili e degli insetti sono più o meno regolati da una legge di compimento in un certo numero di settimane (o sette giorni)". L'uomo compie i suoi cicli vitali ogni sette anni. Il bambino, giunto ai sette anni, cioè alla fine del suo primo ciclo vitale, si trasforma. Cambia fisionomia, cambia carattere, cambia abitudini. La dentizione della nascita che pur appariva tosi compatta e forte, si corrompe e si elimina, precisamente come avverrà - in linea di massima - sette settenari più tardi (7 x 7), cioè al 49° anno di età, in cui la vita è compiuta, cominciando la sua fase di discesa e di affievolimento. II Dott. Laycock, in un articolo a proposito della Periodicità dei fenomeni vitali, segnala un notevolissimo esempio e una conferma della legge settenaria negli insetti. Egli dice: "Io credo che sia impossibile arrivare ad una conclusione meno generale della seguente, e cioè che presso gli animali, i cambiamenti si producono soltanto ogni sette giorni, ogni quattordici, ventuno , ventotto, ecc. In una parola i fenomeni vitali seguono un ciclo settenario". È a notarsi, anzi, che, negli esseri inferiori e di vita brevissima, il fenomeno si mantiene costantemente sul ciclo settenario, sebbene l'unità sia ridotta proporzionalmente alla durata naturale della vita dell'essere che si osserva. Negli infusori, ad esempio, (e ciò si dice solo per la chiarezza del concetto) il ciclo settenario é costante e analogo a quello che si verifica nei grandi mammiferi; ma, invece che di anni o di giorni o di ore, si comporrà certamente di minuti o di minuti secondi. La legge è unica, nella relatività di tutte le cose. Platone ha detto: avvicinatevi all'Uno, e vi avvicinerete alla Verità. Lo stesso Dott. Laycock, tratta brillantemente, nell’articolo citato, dei periodi settenari delle febbri. I medici sanno, in massima, che ogni malattia deve "compiere il suo decorso": ma hanno mai pensato al mistero del 7 che regola appunto questi decorsi? È un fatto certo e sicuro che la polmonite acuta, per citare un esempio, "si risolve dopo sette giorni". Che cosa è mai questo periodo costante, esatto, universale, che regola il decorso di un male fisico? Perché la "risoluzione" non avviene al quinto o al nono, o al decimo o all'undecimo giorno? Anche il Dott. M. Guinnes si accorda con Layoock, nel dividere la vita dell'uomo in periodi settenari. E se, in verità, taluni cambiamenti sfuggono alla nostra affrettata e debole osservazione, ve ne sono altri, come il fenomeno della dentizione e della fisionomia a sette anni, ben noti e osservati da tutti. Non è a compimento del secondo settenario della sua vita, che la donna entra nella fase fisiologica del proprio sesso? Non è al settimo settenario (7 x 7) che, salvo eccezioni dipendenti da cause estranee, cessa nella donna la funzione della generazione? MICROCOSMO E MACROCOSMO Dal canto suo Darwin collega, mirabilmente, non pochi fenomeni vitali alle maree, e dimostra che gli animali viventi nei pressi della regione media dell'alta marea, o della regione media della bassa marea, passano per una serie completa di cambiamenti nello spazio di due settenari, cioè in quattordici giorni. È misterioso e sorprendente il fatto che nei vertebrati superiori (a parte sempre i processi anormali dipendenti da cause estranee e immediate), gli sviluppi hanno in tutto una periodicità settennale. Basterebbe studiare, con serenità e costanza, i fenomeni della gestazione dei mammiferi. La embriologia, sopratutto, specialmente se studiata al lume degli insegnamenti dei moderni scienziati rivelerebbe misteri interessantissimi. È ad ogni modo, molto noto che parecchi piccoli uccelli covano le loro uova in un settenario (1x7). Altri invece covano le loro uova, precisamente, dopo due settenari (2 x 7). Le uova di gallina e quelle dei piccioni schiudono, con eguale precisione, dopo 21 giorni di covata, cioè dopo tre settenari (3 x 7). Le uova di anitra, dopo 28 giorni, cioè dopo quattro settenari (4 x 7). Le uova di oca dopo 35 giorni (5 x 7). Le. uova di struzzo dopo 49 giorni (7 x 7). Da che cosa dipende questa fissa e costante periodicità? La fisiologia e la biologia sapranno cercare, supporre e forse anche trovare le ragioni di queste differenze di tempo nelle covate degli uccelli. Le argomentazioni saranno certamente giuste e accettabili Perché corroborate da dati positivi e scientifici. Ma noi domandiamo perché le differenze rilevate fanno salti precisamente settenari, Perché si manifestano precisamente sulla base di un multiplo di 7. In ciò noi vediamo appunto il fenomeno che lega il 7 alla intera Natura. Tanto più perché noi ci siamo avvicinati, qui, al campo dell'embriologia, cioè alla scienza che studia la vita e la vitalità nelle sue primissime fasi; fasi, cioè, che comprendono meravigliosamente, e all'infuori di ogni influenza estranea, tutti i cicli vitali dell'essere, tutte le successive forme organiche, tutti i processi di formazione delle varie specie, condensati nel mistero dell'embrione. Nell'uovo è condensata tutta la storia millenaria dell’essere. Il centro microscopico, ove si compie il miracolo naturale della generazione, è il punto infinitesimale ove si conserva e si trasmette attraverso milioni di generazioni, il principio incomprensibile della Natura. Ecco perché i fenomeni che si riscontrano nel campo dell'embriologia sono i più efficaci agli effetti dello studio dei principi vitali e naturali. Orbene, l'ostetricia insegna che il prodotto del concepimento rimane nello stato di embrione per sette settenari (7 x 7). Dopo questa preciso stadio, in cui si compie il primo ciclo della vita dell'essere, l'embrione passa nella fase di assunzione di forme umane (feto) ove rimane per sette lune nuove, prima di iniziare la vita extrauterina. La immediatezza, la costanza e la universalità del fenomeno settenario nel campo dell'embriologia, prova quindi, molto più efficacemente che altrove, la identità che esiste tra il processo settenario e il processo naturale. È preferibile sorprendere i fatti vitali alle loro origini, là dove minori sono le somme delle influenze estranee che possono alterarli ai nostri occhi superficiali. E, alle origini dei fatti vitali, alle sorgenti della vitalità, noi riscontriamo appunto un dominio assoluto e sovrano della legge del 7. Ora se il misteriosa ciclo settenario è una legge della Natura, e se, come è stato compreso, questa legge è unica; se questa legge regola e governa l'evoluzione e l'involuzione (o morte) in tutti i regni della Natura, ivi compreso l'uomo, perché questa legge stessa non dovrà essere presente e attiva nel Cosmo, in generale, e nelle sue divisioni naturali del tempo, delle razze, dello sviluppo fisico e intellettuale? Chi si è reso conto sufficiente del microcosmo e del macrocosmo, non si stupirà affatto se noi affermiamo che il Sole è il cuore del sistema planetario. Da esso s'irradia la sensazione in tutti i centri nervosi dell'immenso aggregato dei pianeti, mentre le onde vitali scorrono in ciascuna delle sue arterie, rappresentate dai vari pianeti, i quali sembrano fremere sotto il suo influsso e segnare le sue immani pulsazioni. Durante il periodo del ciclo di vita solare, esiste una circolazione regolare del fluido vitale attraverso tutto il sistema planetario, di cui il sole è il cuore, simile alla circolazione del sangue nel corpo umano, polche il sole si contrae in maniera ritmica, precisamente analoga al cuore umano, a ciascun ritorno del sangue. Soltanto, invece di compiere la sua circolazione in un minuto secondo o poco più, come avviene nell'uomo, il sangue solare impiega quasi dieci dei suoi anni per circolare in tutto il sistema. Attraverso questa breve premessa noi vorremmo giungere a poter esprimere il concetto che la vita di tutti i pianeti, nelle sue multiformi manifestazioni, essendo alimentata realmente da un solo centro, non può essere che strettamente collegata in una identità fraterna, e, salvo differenze superficiali e trascurabili, risentire l'identico effetto dell'energia centrale. La scala dei sette colori dell'iride rivelata dallo spettro sulla terra è identica a quella che si rivela su Giove, o su Saturno o su qualsiasi altro pianeta. Pertanto, il fenomeno settenario che si manifesta nella vegetazione come nella vita animale alla superficie della Terra, non può essere che identico a quello che si manifesterà negli altri pianeti, e via via, in tutto l'Universo. Sicché risalendo dalla Natura manifestata alla Natura invisibile, noi potremmo, se ci bastasse la forza della intelligenza, giungere alla Fonte del Principio unico o del "Tre in Uno" o della "Triade assoluta", che, unita - secondo la filosofia antica - al quadrato della materia sensibile (3+4) di cui è Spirito e Forza, rappresenta la eterna e incomprensibile Natura. Anche nella psicologia e nell'avvicendarsi dei fatti che sembrano dipendere dalla legge morale dell'equilibrio, il fenomeno settenario trova la sua manifestazione. Mentre, fisicamente, l'uomo cambia ogni sette anni, raggiunge, nello stesso giro di tempo, la fase conclusiva, il "corso" della sua psicologia, per modificarla in un "corso" successivo. Poiché il fenomeno si sviluppa a gradi quasi insensibili, non è facile rendersi conto, soggettivamente, del succedersi delle fasi psicologiche accennate. Ma se sì volge lo sguardo alla vita trascorsa, e specialmente ai primi tempi della fanciullezza, si potrà riuscire con poca difficoltà a rilevare i cicli settenari dello sviluppo psicologico. Se fosse possibile esaminare, nel nostro ricordo, la psicologia nostra nei primi sette anni di vita, potremmo renderci conto come essa si differenzi dalla psicologia sviluppatasi in noi, nel successivo settennio, e quindi nel terzo, nel quarto ecc. Il Diritto Canonico, che può certamente derivare dalle norme sancite in più antiche filosofe e religioni, ci offre una prova evidente dei successivi stati psicologici, precisando l'età della responsabilità morale dell'uomo. Si legge infatti: "Si chiama infante il neonato fino all'età di sette anni. Compiuti i sette anni si è tenuti a confessare i peccati, ad ascoltare la messa, a non mangiar carne nei giorni proibiti. Dopo il 14° anno comincia il periodo di pubertà. Si può fare da padrino nel Battesimo o nella Cresima. Le ragazze possono ricevere il sacramento del matrimonio. Dopo il 21° anno (3x7) comincia l'età maggiore. Da quest'età si entra nell'obbligo di digiunare nei giorni stabiliti ecc.". Dal che si rileva facilmente come il Diritto Canonico riconosca precisamente la progressione ciclica settenaria dello sviluppo psichico e morale, tanto da stabilire le varie responsabilità religiose a partire precisamente dal periodo del compimento dei vari settenni di vita. [È interessante notare qui come, anche nelle religioni fra loro più contrastanti - ad esempio l'Islamismo e il Cristianesimo - mentre si rileva una diversità assoluta nei processi morali, nella dottrina teologica e nella finalità religiosa, esiste nel tipo sacro del 7 un punto di contatto evidente e costante. Basterà ricordare come sia scritto nel Corano che i bambini debbano subire la circoncisione non appena compiuti i setti anni; che ai morti per Maometto saranno date, nel paradiso, sette uri, ecc. Ciò che potrebbe forse provare come, seguendo la linea della tradizione ascendente del numero "sacro", del 7, che si riscontra costantemente alla base di tutte le religioni del mondo, si giungerebbe ad un principio unico di tutte le religioni costruite dagli uomini]Per quanto riguarda invece l'avvicendarsi dei fatti che si alternano nella bilancia dell'equilibrio psicologico, gli osservatori hanno notato come il compenso tra le sensazioni gradevoli, tra il buon umore, le fortune prospere, i periodi fausti e lieti dell'esistenza, e fra i vari dolori, piccoli o grandi, che rendono amara la nostra vita, si compie appunto in tanti "ricorsi" settenari concentrici, per cui un settenario di anni, di mesi lunari, di settimane, di giorni, viene a bilanciare (in una relatività che non pregiudica il principio essenziale) i corrispettivi periodi psicologicamente contrari già trascorsi. Le sette vacche magre che si succedono alle sette vacche grasse, vanno oltre il sogno faraonico spiegato dal giovane Giuseppe, ed esprimono il naturale fenomeno notato dagli antichi osservatori e trasmesso attraverso tradizioni o stati di coscienza. Il settenario nella religione Il 7 e il 49 (7 x 7) che si riscontrano spesso nell’Apocalisse di S. Giovanni, non sono una espressione casuale: ma l'espressione voluta, profonda e significativa che rivela forse la principale base della psicologia di tutti i popoli più antichi del mondo. Psicologia tramandata e perpetuata attraverso innumerevoli costruzioni liturgiche presso tutte le religioni antiche e moderne, in cui ogni istituzione si basa sul "tipo" sacro del 7; sicché i sacramenti, i peccati, le virtù, i dolori, le funzioni, le preghiere, i giorni di penitenza, i giorni santi, le enunciazioni canoniche e teologiche si basano sempre, costantemente e universalmente sul 7. Anche l'archeologia corrobora la nostra tesi. I monumenti arcaici, le costruzioni dei popoli preistorici testimoniano - nel loro eloquente silenzio - la conoscenza del mistero del 7 presso i primi uomini civili, i quali avevano già compreso le leggi meravigliose che regolano la vita e il destino dell'umanità. Le piramidi egizie, azteche e peruviane, molte costruzioni assiro-babilonesi, i monumenti indiani, il famoso Settizonio dell'antica Roma (edificio di sette piani, tutti a sette colonne, che sostenevano sette distinte trabeazioni), narrano maestosamente, nella loro figura geometrica (3+4) e nella loro espressione simbolica, la legge settenaria conosciuta da tempi immemorabili. La tradizione insegnava propagava e conservava tali dottrine. Gli Indiani Zumi dell'America occidentale hanno tuttora costumanze significative che rivelano l'attuazione pratica del principio settenario, compreso dagli antichi inventori di religioni. I loro ricordi e le loro tradizioni, espresse negli usi e costumi, tendono concordemente a dimostrare che da tempi lontanissimi i loro ordinamenti politici, sociali e religiosi furono e sono ancora stabiliti secondo il tipo "settenario". Le antiche città e gli antichi villaggi erano costituiti da sei gruppi di case disposti intorno a un settimo. In tutte le architetture vi era sempre un gruppo di sette elementi, e sempre sei contornavano il settimo. La loro gerarchia sacerdotale era, anch'essa, divisa in sei "Preti della Casa" sintetizzati poi in una sacerdotessa (la settima) che era la "Sacerdotessa madre": ciò per significare che tutto si compie e tutto dipende dal settimo. Questi sacri ministri ricevevano poi, e ricevono tuttora, un tributo annuale di frumento a sette colori. Essi vivono una vita ordinaria e comune fra tutti i cittadini; ma nel giorno delle ricorrenze sacre, escono vestiti ciascuno di un colore che corrisponde al particolare Dio al quale ciascun ministro é dedicato e che rappresenta sulla terra. Ciascun sacerdote rappresenta anche una delle sette regioni, e ciascuno riceve il frumento del colore che corrisponde a tale regione. Il frumento punteggiato, di cui ciascun grano contiene tutti i colori, viene offerto alla Sacerdotessa madre, poiché la loro filosofia insegna che "la donna racchiude in se e conserva i germi di tutte le razze presenti, passate e future". Che cosa è mai tutto questo simbolismo, e a che cosa si riallacciano questi costumi? La conoscenza delle leggi cosmiche, che fanno del 7 il numero-radice naturale di tutto il mondo, e, sopratutto, la comprensione dell'azione di queste leggi dettarono i principi e le teorie magiche che, armonizzandosi con le leggi siderali, permisero agli antichi di calcolare correttamente la durata dei cicli e i loro rispettivi effetti sullo svolgersi degli avvenimenti. Fu possibile, coli, notare, anzi predire, secondo la espressione consacrata dall'uso, l'influenza che tali cicli avrebbero esercitata sul destino di ciascun uomo, ciò che promosse e avvalorò anche le scienze dell'astrologia e della magia, che insegnano a leggere i destini degli uomini nel corso degli infallibili misuratori del tempo, quali sono il Sole, la Luna e i pianeti. Ecco quindi come anche nel campo dell'archeologia e della psicologia, oltre che in quello delle scienze naturali, si riscontra la legge settenaria. II mistero del 3+4 domina, così, nel Cosmo infinito con la stessa legge eterna, immutabile e armonica con la quale domina nella natura minerale, vegetale e animale, con lo stesso principio eterno col quale domina nel destino dell'uomo. In verità le più antiche sacre scritture del mondo, la filosofia e le religioni, la matematica e la fisica, la cosmologia e l'astrologia, la biologia e la psicologia, tutto concorre a confermare la natura misteriosa del 3+4, provando con fatti incomprensibili ma inoppugnabili, come il fenomeno settenario si identifichi al fenomeno naturale; come il 7 - preso nella sua unione di Trinità spirituale (Forza invisibile) e di Quadrato (Materia manifestata) - sia l'espressione "tipica" della Natura; sia, in una parola, la Natura stessa. Tratto da: La libreria dei curiosi - monografia del 1946 di Edoardo TintoLA PREGHIERA DEL SETTENARIO Nel 1985, recatomi a Barcellona, ospite del Maestro Ermete, per completare alcuni nostri studi, rinvenni nella biblioteca del Maestro una serie di comunicazioni epistolari a firma di Dominique Balomoral, sullo stato di salute dell'Ordine Martinista in Francia e una serie di sette preghiere che il mittente suggeriva di introdurre nella ritualità teurgica dei Chevaliers Maçons Elus Choen de l'Univers di cui il Maestro è il Gran Sovrano. Fotocopiai quei documenti convinto, come ero e sono, che la preghiera (tutte le preghiere) ha lo scopo di fondere momentaneamente il sé e l'inconscio Superiore; il Sé attraverso l'azione del sentimento idealizzato. La preghiera è una cerimonia magica a tutti gli effetti e l'iniziato, a mio avviso, deve iniziare con essa ogni pratica. Il Papus, celebre occultista del secolo scorso, raccomandava prima della preghiera di non ingerire alimenti nelle tre ore precedenti e di farla precedere da una breve meditazione. Il lettore interessato può trovare nel testo "Magia Pratica" dello stesso autore alla pagina 254 tutte le istruzioni del caso. La Montesion offre al visitatore esoterico questi interessanti documenti, non con lo scopo di un uso reale e pratico, ma per una informazione sugli orizzonti propri dell'Ermetismo classico. Per i nomi degli Arcangeli, si è mantenuta la grafia originale decisa dall'autore, inserendo fra parentesi quadre, ove ritenuto necessario, l'ortografia tradizionale.
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