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Lilith

ricerca di Anna Maria Piantanida

 

 

 

Il nome Lilith è una derivazione dell’accadica delle tempeste Lilitu, che a sua volta deriva dalla sumera Lill, la "donna tempesta" e non dalla parola ebraica laylah (= notte), successivamente diviene un demone femminile, che nella mitologia ebraica rappresenta tutti gli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria, Lilith.

Nella civiltà sumera, era rappresentata con due civette al fianco, nuda, con i piedi di lucertola posati su due leoni sdraiati, una corona lunare sul capo e due lunghe ali che, partendo dalle spalle, si andavano a riunire sul dorso. Nelle mani, levate davanti a sé, sorreggeva un simbolo: quello di Ishtar-Innanna-Afrodite-Venere.

Il mito Sumerico più antico, racconta la storia di come Adapa arrivi per rompere le ali del Vento del Sud, associato alle tempeste di sabbia estive che sempre hanno afflitto l'Iraq, dopo aver fatto voto di inimicizia all'umanità. Questo vento era associato a Ninlil ("Signora del Vento", da Nin = Signora, Lil = Vento) la moglie di Enlil (En = Signore, Lil = Vento), Re degli Dei. Un separato e frammentario mito, descrive come Enlil rapì Ninlil e come punizione fu mandato nel mondo sotterraneo, dominio di Ereshkigal (Eresh = Sotto, Ki = Terra, Gal = Grande). Ninlil, soffrendo il trauma del suo rapimento, dopo aver vagato nel mondo, lo ha seguito nel mondo sotterraneo, facendo voto di vendetta per il genere maschile. Nel trasferimento dal mito Sumero a quello Babilonese Accadiano, è suggerito che Ninlil diventi Lilitu (itu diventa un Accadiano denominatore femminile), con i suoi due aiutanti selvaggi Ardat Lili e Idlu Lili.

Secondo la tradizione cabalistica, Lilith fu la prima sposa di Adamo e fu da questo scacciata perché pretendeva di essere pari al maschio. Quando si trattò di consumare il primo rapporto sessuale, ovviamente fu un’esplosione di sensazioni estatiche per entrambi, ma quando Lilith cominciò a dimostrarsi insofferente per la posizione che Dio le aveva imposto (la donna sotto e l’uomo sopra) l’idillio fra i due finì, Adamo voleva imporre la sua superiorità, in quanto uomo, nei confronti della donna che doveva stendersi sotto di lui e Lilith fuggì nel Mar Rosso.

Dio, vedendo di nuovo l’uomo solo, tentò di richiamarla, ma lei espresse di nuovo il suo rifiuto. Il secondo tentativo di Dio per dissuaderla fu quello di mandare tre angeli che la trovarono fra le acque, circondata da altri demoni (secondo la tradizione ebraica nell’acqua si annidano le creature del male) e cosciente di essere una di loro, essi la minacciarono di morte se non fosse tornata dal suo sposo ma Lilith, astutamente, li dissuase, rivendicando l’incarico affidatole da Dio stesso della custodia dei bambini maschi, fino all’ottavo giorno di vita e delle femmine, fino ai vent’anni d’età.

Gli Angeli tornano sconfitti in paradiso e Dio si vendica con Lilith, uccidendole le centinaia di demoni (Lilim) che generava accoppiandosi con le creature del Mar Rosso. A tale affronto lei risponde aggirandosi nottetempo nelle contrade, orientandosi presso i crocicchi, per cercare e strangolare i neonati (a meno che non siano protetti da talismani recanti i nomi degli angeli che le erano apparsi) e per sorprendere gli uomini durante il sonno, sfinendoli fino alla morte con abominevoli amplessi.


Ad Adamo fu data una nuova donna, Eva, della quale Lilith era gelosissima e cui uccise buona parte della prole, alcune versioni vogliono che fosse lei il serpente che la indusse a disobbedire all’uomo, cogliendo il frutto proibito.

Il Libro degli splendori, riferisce che Lilith è una creatura coperta di sangue e di saliva rendendola inevitabilmente più simile ad un Demone che a una donna, quindi incompiuta.
I cabalisti del Medioevo, si sono ispirati a quest’immagine, quando hanno creato i 22 arcani maggiori dei Tarocchi e in special modo nell’arcano del Diavolo. I 22 arcani maggiori compongono un alfabeto, si tratta dell’alfabeto dell’anima, ognuno possiede una forza, una forma, nasconde un archetipo, contiene un messaggio di vita. Il Diavolo, raffigurato sul quindicesimo arcano dei Tarocchi, è una rappresentazione mostruosa o caricaturale dell’Androgino, dell’Adamo o dell’Uomo primordiale, dell’essere ancora indifferenziato, dell’Albero della conoscenza o Albero della vita, il cui principio originale e la funzione essenziale sono stati deviati dal loro obiettivo. Il fuoco di Dio, simboleggiato dalla fiaccola che il Diavolo tiene nella sua mano sinistra, gli venne rubato e l’Androgino fu diviso, separato. Diventò un essere doppio, maschio o femmina, maschile o femminile, ma sempre incompleto, eternamente in cerca della sua unità originale, pertanto due personaggi incatenati l’uno all’altro e appaiono, prigionieri del Diavolo, sono l’espressione di ciò che noi possiamo essere all’interno di noi stessi, delle nostre divisioni, delle nostre brutture, come anche delle nostre virtù e delle nostre qualità. Per gli Ebrei Lilith passerà definitivamente al rango di Demone femminile, raffigurata come donna, il cui corpo termina in una coda di serpente.


Lilith rappresentò, per molti secoli, tutti coloro che intendevano andare contro la Torà e che volevano attaccare gli israeliti. In particolare Babilonia. Più semplicemente è immagine di tutti quei culti pre-ebraici di stampo patriarcale.

Nella Bibbia cristiana i riferimenti a Lilith sono molto pochi, probabilmente per opera delle successive riscritture a scopo dottrinale e sacerdotali volte ad esaltare l’obbedienza che la donna deve dimostrare nei confronti dell’uomo, la citazione più esplicita si trova in Isaia 34,14:

"I gatti selvatici si incontreranno con le iene, e i satiri si chiameranno l’un l’altro; vi farà sosta anche Lilith e vi troverà tranquilla dimora".

In questo testo è avvicinata agli animali predatori, ricordando anche la sua parentela con gli uccelli notturni il cui urlo, inquieta chi lo ascolta, infatti, quando Dio uccise il figli di Lilith, nella notte echeggiarono per molto tempo i suoi lamenti disperati.

Secondo l’iconografia cristiana, Lilith governa l’inferno, ha l’aspetto di una donna nuda estremamente bella, con capelli blu ed occhi rossi, la pelle è di un colore grigio argenteo; comanda le schiere di succubi e gli amplessi con lei portano alla follia e per quanto sia indicata come una donna dalla bellezza sovraumana, cui è impossibile resistere, viene raffigurata coperta di peli, ossia senza la depilazione completa che era ed è ancora oggi in uso nelle zone mediorientali, con zoccoli anziché piedi, chiaro simbolismo al suo legame con la luna; alle volte ha una coda da sirena, si manifesta solo di notte, ha lunghissimi capelli rossi ricci, pelle blu, occhi di fuoco, ali acquisite dopo aver pronunciato il nome segreto di Dio, è immortale, avendo abbandonato l'Eden prima che Dio privasse l'umanità dell'immortalità

Nella letteratura un riferimento a Lilith ed alla sua voracità verso la vita ed i neonati, si ritrova in molte favole, nella figura della matrigna, come ad esempio, in Biancaneve. La strega richiede, infatti, il sangue ed il cuore della ragazza. Nel Faust di Goethe, Lilith si trova nella notte di Valpurga:

Faust: ma quella chi è?

Mefistofele: quella è Lilith

Faust: Chi?

Mefistofele: La prima moglie di Adamo, sta in guardia dai suoi bei capelli. Da quello splendore che solo la veste. Fai che abbia avvinto un giovane con quelli e ce ne vuole prima che lo lasci.

Anche Baudelaire scrive di lei:

"Tu, come lama di coltello Sei entrata nel mio cuore in lacrime! Tu, forte come una schiera Di demoni, folle ed in ghingheri, sei venuta a fare del mio spirito umiliato il tuo letto ed il tuo regno! Tu, infame alla quale son legato, come il forzato alla catena (...) ". C. Baudelaire: Il Vampiro.

La Tradizione che riguarda la Stregoneria e la Magia, ci offre un’immagine di Lilith abbastanza particolare; sempre pronta ad un amplesso mai consumato, travolge i sensi degli uomini donando la finzione di un amplesso coinvolgente e distruttivo, alla fine del quale rimane sempre vergine.

I rari trattati in materia di Occultismo che affrontano la figura di Lilith, la considerano molto spesso come un principio negativo, un antispirito femminile dell'oscurità, alcune tradizioni magiche, la pongono come protettrice dei negromanti durante le evocazioni o come guida sulla terra per gli Spiriti assetati di vapori sanguigni. Tutto ciò lascia comunque molto spazio alla fantasia ed alla suggestione, gli occultisti più fini e smaliziati, considerano invece Lilith come un’entità che influenza gli esseri umani nel loro aspetto sessuale - celebrale, provocando un forte eccitamento intellettuale ed un’ipersensibilità erotica, entrambi a volte indice di genialità e sregolatezza, ma anche di "alterazioni" sessuali quali il sadismo.

Tralasciando questa prima analisi, è comunque universalmente accettata l'immagine di Lilith come quella di una forza bipolare, in grado di provocare attraverso manifestazioni bivalenti (femminili e maschili), anche fenomeni di infestazioni, squilibri, disarmonie ed a volte follie autodistruttrici.

Gli unici approfondimenti si sono avuti da parte della Psicologia, che ha dedicato uno studio a Lilith, riducendola però ad archetipo di ancestrali paure, paure di madri oppressive, di mogli distruttrici; si sono sperperate migliaia di analisi sulla vagina, quale simbolo di un baratro mortale, nel quale l'uomo castrato e ritornato feto, ha pura di cadere.

Le evocazioni di Lilith sono di vari tipi, alcuni de quali abbastanza complesse, che devono essere svolti durante la notte di Luna Nuova (o Nera), vi sono rituali rivolti a tutti coloro che vogliono ingraziarsi la Dea Nera o per creare un alone di dominio sull’altro sesso, ma per nessuna ragione, un uomo deve evocare Lilith, perché a parte i pericoli propri di tale evocazione, rischierebbe di restarne succubo.

Incenso di Lilith: Incenso bianco- Incenso nero - Coriandolo - Gomma trementina - Legno d'aloe - Zucchero.

PREGHIERA DI LILITH :

"LILITH, regina delle tenebre, che dai vita ai draghi siderali, LUNA NERA che solchi il cielo come astro errante, proteggici con le eteree ali di vampiro celeste. REGINA DELLA NOTTE, squarcia i veli delle nostre menti agli argentei desideri occulti. INCUBO STELLARE, brucia il nostro corpo alla potente estasi della verginale lussuria. INVISIBILE COMETA dalla lunga chioma nera serra i tuoi capelli come tentacoli ardenti sulle nostre carni. NUVOLA OSCURA, avvolgici in un amplesso cosmico nelle spire del serpente eterno. LILITH sprofonda il nostro essere negli abissi tenebrosi del Caos per esplodere di nuovo nelle Essenze Infinite".

In astrologia Lilith è la Luna nera, che non è un astro ma un punto fittizio. Ciò che indica nel tema natale è così originale, rientra così poco nell’ordine delle cose costituite, identificabili, alle quali siamo disposti a credere al giorno d’oggi , che gli astrologi hanno finito per occultarlo, per relegare le informazioni che essa rivela, gli interrogativi che solleva, ai confini di un’astrologia polverosa, che non poggia su alcun serio fondamento.

Paradossalmente, per la psicologia, ad aver riportato d’attualità i principi enunciati dalla Luna nera, è l’infatuazione da parte di coloro che, qualunque fosse il momento, l’epoca, il luogo, il tipo di approccio, si sono sempre interrogati su se stessi ed hanno sentito il bisogno di conoscersi meglio e di capire gli altri.

Questo secondo satellite della Terra, che solo alcuni astronomi hanno potuto osservare nel 1720 per circa sei mesi e che per gli Astrologi del Medio Evo o per gli antichi, in generale, è un astro da non doversi mai nominare, esiste effettivamente e si trova nel cono d’ombra situato fra la Terra e il Sole.

La Luna nera è un concetto che non ha perso d’interesse nel corso dei secoli e dei millenni, che è vivo in ciascuno di noi ma che opera a nostra insaputa, visto che siamo più vittime che consapevoli di chi siamo e di come siamo fatti, di come pensiamo, agiamo e viviamo.

Per capirlo dobbiamo accettare il fatto che in ognuno di noi, vi è una zona buia, oscura, impenetrabile (da cui il suo aggettivo di nera), carica di qualità femminili di ricettività, di funzione creativa, di potenza caotica rigenerante ( da cui il suo nome di Luna).

Questa zona d’ombra è indomabile, non la si può ne addomesticare ne sottomettere. In compenso si può ignorarla, ricacciarla, inibirla, ma in questo modo non si farebbe sparire, dal momento che, più s’ignora, intenzionalmente o inconsciamente, più i suoi effetti sono temibili e potenti. Questa zona d’ombra, che è presente in ognuno di noi, c’induce a non accettare mai l’inaccettabile, a non fare compromessi o concessioni su alcuni punti essenziali della nostra vita.

Si può dunque affermare che essa mette in luce, il fatto che, da qualche parte dentro di noi, una forza ci costringe a non cedere mai, a non rassegnarci, a non lasciarci andare, ad evitare il ristagno. Essa si esprime così nella nostra vita con formule di scongiuro che possono manifestarsi nel corso di molti incidenti, di drammi passionali, di accessi di follia, di malattie gravi, tutte cose che ci fanno uscire dalla normalità, come per richiamarci all’ordine.

Infatti, il sottile messaggio che ci trasmette la Luna nera, è che nessuno deve ignorare chi è e come è, di che cosa è fatto, cosa sono tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni e non deve accontentarsi di vedere in se stesso, quel che vuole o che gli pare, ovvero, ciò che lo rassicura e lo conforta. La Luna nera fa cadere le proibizioni e le maschere, denuncia i pregiudizi, i luoghi comuni, i preconcetti, disturba, provoca, sacrifica. Lilith, come sopra scritto, fu inizialmente una dea sumerica, senz’altro anteriore a Sin-Nanna, la Luna, che abbiamo visto essere, come spesso accadeva nell’antichità, una divinità maschile, non femminile, contrariamente agli attributi della Luna attuale. Lilith è senza ombra di dubbio una dea e le sue qualità sono tanto lunari quanto venusiane e per certi versi, anche leggermente uraniane e plutoniane. E’ un mito assai complesso, che sfugge alle classificazioni. A secondo del segno dello zodiaco in cui si viene a trovare, la Luna nera suggerisce caratteristiche proprie di una o più figure mitiche femminili, che le corrispondono perfettamente:

  • in Ariete Lilith assume le sembianze di una dea guerriera, quale Atena o di una Valchiria, il cui nome significa "colei che sceglie i morti"; essa decideva così le sorti dei guerrieri sul campo di battaglia, secondo la mitologia germanico-scandinava.

  • In Toro è Inanna-Ishtar o Afrodite-Venere, ma è anche Gaia, la Terra.

  • In Gemelli è Psiche e forse anche Iside, la grande dea egizia.

  • In Cancro è la ninfa Calipso o la maga Circe, ma anche la Bella addormentata nel bosco, oppure la fata.

  • In Leone è Cibale, la Madre degli dei o la Grande Madre, come fu soprannominata in Asia minore ed a Roma, la quale veniva simboleggiata con una pietra nera.

  • In Vergine è Demetra-Cerere o Antigobe.

  • In Bilancia è Persefoen-Proserpina, figlia di Demetra e sposa di Ade-Plutone o Sofia, la Saggezza.

  • In Scorpione è Artemide, sorella d’Apollo o Ecate o Lachesi, una delle tre Moire, quella che dispensava i destini e stabiliva la durata della vita.

  • In Sagittario è Diana la cacciatrice o Ippolita, la regina delle Amazzoni.

  • In Capricorno è Era, la figlia di Crono-Saturno.

  • In Acquario è Teia, figlia di Urano, la quale ebbe, dall’unione con Iperone, 2 figli: Elios- il Sole e Selene - la Luna.

  • In Pesci è una delle Sirene, oppure Teti, una delle Nereidi.

E’ molto semplice trovare la posizione della Luna nera in un tema natale, basta consultare le Effemeridi della Luna nera, dove è indicata la sua posizione a secondo dell’anno e del mese.

I suoi solstizi sono nella corrispondenza che segue e sempre in moto diretto:

Capricorno - Sagittario

Acquario - Scorpione

Pesci - Bilancia

Ariete - Vergine

Toro - Leone

Gemelli- Cancro

Con questa Luna in aspetto negativo ai suoi solstizi, l’uomo deve pagare alla vita il suo tributo: è il nostro demone che può essere benefico o malefico, secondo le nostre azioni. E’ davanti a noi, è nel passato e nel presente, è nel fato. E’ un giudice senza pietà, sia per il singolo che per le nazioni. Per la Terra è l’Antimateria. Pitagora ne parla e così gli Ebrei.

Un potere di questa Luna lo abbiamo nella leggenda di Sansone e Dalila, cioè Da-Lilith, tolse la forza a Sansone inviandolo a tagliarsi i capelli. La metafora vuol significare che Sansone avrebbe dovuto essere più forte di Dalila e combatterla, chiedendo l’aiuto dei tre Angeli; ma non lo fece, e perciò essi, non poterono aiutarlo. Lilith rappresenta tutto ciò che vi è di mostruoso nella natura umana. Lilith è tutto ciò che non possiamo affrontare se non aiutati dal divino, con Lilith, l’uomo ha in sé il suo inferno e il suo paradiso. E’ l’impetuosa forza che può essere ottima o perversa, specie quando l’Eros si trasforma in Lilith nei suoi malefici aspetti con la Luna, il Sole, Saturno, Mercurio e tutti i Pianeti. Quando ciò si verifica, l’uomo vive in un mondo mentale disordinato e caotico e quando lo scatenarsi di queste forze, investe una collettività o un popolo, ne deriva il dissenso ed il disordine: è proprio di questo momento l’accentuarsi delle intolleranze, delle guerre, della violenza in genere. L’impero della droga è una delle forti tentazioni di cui si avvale Lilith nell’estendere i suoi poteri. L’uomo che ne è vittima, diviene cieco dinanzi ai pericoli psicofisici che comporta e così Lilith vince. Se nell’oroscopo di una donna risulta che il Sole è congiunto alla Luna nera ed al Nodo Lunare, non susciterà alcun interesse da parte degli uomini, ma se la stessa situazione è rivelata in un oroscopo maschile, sarà la donna che rifiuterà l’uomo. A Lilith si deve la lotta, la sconfitta, la follia, il divenire succubi del nostro "IO" interiore o, per opposto, la mancanza di volontà.

L’astrologia vuole considerare l’uomo come un figlio della Luce manifesta e come tale, può sempre liberare se stesso da tutto ciò che attraverso tempo-spazio, lo imprigiona o lo libera.

In tutte le mitologie, la Divinità lascia libero l’uomo. Nessun Dio può impedire all’uomo di creare con la sua mente e compiere le azioni che desidera eseguire, anche se sono azioni brutali. Sta nella volontà dell’uomo salire verso la liberazione dai suoi atti passati.

Riferimenti bibliografici:

Astrologia Lunisolare – Violetta Bisesti - ed. Collana mondi sconosciuti

Imparare l’astrologia – ed. De Agostini

Le arti divinatorie – ed. De Agostini

 

 

 

 

 


 

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