Matteo 5:38
- Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per
dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la
guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio
per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a
fare un miglio, tu fanne con lui due.
Matteo 5:42
- Da' a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito
non volgere le spalle. Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e
odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i
vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere
il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra
gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non
fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli,
che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque
perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Luca 6:27
- Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici,
fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate
per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche
l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da' a chiunque ti
chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.
Luca 6:31
- Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi
fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i
peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene,
che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro
da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono
prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
6:35 - Amate invece i
vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio
sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso
gl'ingrati e i malvagi.

Questo diceva Nostro Signore a proposito dell’atteggiamento
che dovremmo intraprendere per diventare dei bravi figli… Già, sembra essere
pura utopia.
Fin da bambino non riuscivo a conciliare un perdono portato
all’ennesima potenza, nella vita di tutti i giorni, capitava sempre di dovermi
difendere. Sia a torto che a ragione, quando ci si sente aggrediti, il primo
pensiero è quello di "difendersi" o meglio, quello di aggredire più
veementemente possibile, per scoraggiare l’aggressore.
Si tratta di un atteggiamento di difesa, un modo per
esorcizzare una paura innata che è quella propria della sopravvivenza; come gli
animali, anche l’uomo quando è alle strette e non ha vie di fuga, attacca, per
non essere "ucciso". Se poi al semplice istinto di sopravvivenza è aggiunta una
buona dose di prepotenza, ecco che tutti diventano possibili nemici. Quando ero
piccolo, avendo ricevuto un’educazione molto rigida, il mio primo obbiettivo era
quello di dare una caccia spietata ai nemici, con l’inevitabile conseguenza di
diventare una persona aggressiva e decisamente prepotente. Questo mio modo di
essere, era in netto contrasto con l’affermazione di Gesù, provocando in me non
poche crisi di coscienza. Del resto nessuno era in grado di spiegarmi perché
dover porgere la guancia a chi aveva cercato di schiaffeggiarla. Le uniche
risposte che ricevevo, erano: " Perché devi essere buono".
Non so voi, ma a me questa spiegazione non mi è mai piaciuta,
né tanto meno mi ha dato le risposte che cercavo, ma la mia tenacia è
proverbiale e finalmente sono riuscito a capire (Matteo 7:7
- Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e
vi sarà aperto; 7:8
- perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a
chi bussa sarà aperto).
Già da parecchio tempo ragionavo sul fatto che la vita
quotidiana sembra essere in netta opposizione sugli insegnamenti di Cristo,
infatti ci chiede cose apparentemente impossibili da realizzare, pena
l’annientamento fisico; ma lo stesso Gesù ci da le riposte, allora non è più un
problema capire il messaggio, ma la fiducia che riponiamo in LUI.
Matteo 6:26
Guardate
gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure
il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
Questo è il punto focale!
Ogni essere umano ha la facoltà di pensare e ragionare oltre
le cose tangibili, ogni essere umano ha la capacità di vedere il bicchiere mezzo
pieno o mezzo vuoto, ogni essere umano ha la responsabilità di rendere la
propria vita felice a prescindere dagli eventi che lo circondano.
Nel momento in cui, riusciremo a capire l’importanza
"strategica" che hanno i nostri pensieri sulla nostra esistenza, capiremo anche
il perché Gesù, ci chiede di farci "schiaffeggiare".
Prima di proseguire con il mio ragionamento devo fare un
piccolo inciso.
L’essere umano è fatto di materia e questo è palese e ben
visibile, ma come ben sappiamo, oltre la materia, è composto di "sostanze"
eteriche sempre più sottili fino a raggiungere il Padre. Se fossi costretto a
fare una descrizione puramente materiale, direi che l’uomo è carne, ossa, e…
ricoperto da un alone (aurea), che corrisponde al nostro modo di essere. Questo
alone, che è realizzato dai sentimenti principali che l’uomo ha, una volta
consolidato, quindi in età matura, influenza i propri pensieri; in altri termini
se siamo abituati a ragionare in modo positivo, agiremo positivamente agli
eventi che ci capiteranno, diversamente, se siamo abituati a ragionare sempre in
senso negativo, anche il nostro interagire agli eventi quotidiani sarà negativo.
Per cui, quando ci rivolgiamo con amore ad una persona amata, si crea un
collegamento (passatemi il termine) all’interno del quale scorre un’energia
enorme, che innalza entrambi a livelli spirituali incredibili, allo stesso modo,
quando ci rivolgiamo ad un nemico, con astio, accade la stessa cosa, con la
differenza che l’energia prodotta non innalza, ma abbassa. Ora se un nemico
verrà da noi con l’intento di darci uno schiaffo, l’atteggiamento proposto da
Gesù, da una parte toglierà il desiderio all’aggressore di aggredire (questo
certo non vuol dire che non lo farà) dall’altra, cosa ancora più importante,
verrà a crearsi un’energia positiva che, unendosi a quelle già esistenti,
faranno del bene a noi, in primis, ma anche al nemico. Se un vestito sporco lo
mettiamo nel fuoco, è vero che elimineremo lo sporco, ma anche il vestito
stesso; se invece lo immergiamo nell’acqua, questa unita al sapone, toglierà
ogni traccia di sporco, senza danneggiarne il vestito. Per dirla con parole
semplici, l’amore è l’unica medicina ai mali del mondo, ogni volta che qualcuno
si rivolge a noi con astio, rispondere con parole d’amore significa dargli la
possibilità di cambiare atteggiamento, vuol dire che quella persona, grazie al
nostro diverso modo di confrontarci, ha la possibilità di essere liberato
dall’alone di negatività che lo circonda. Mi viene in mente l’incontro tra Boris
Eltsin e Clinton, trasmesso qualche anno fa al telegiornale, i due erano in
piedi, durante la conferenza stampa e sui loro visi era ben impressa una
maschera di diffidenza, fino a quando, per una battuta di Eltsin, sul volto del
presidente americano, si intravide una smorfia simile ad un sorriso; Clinton,
forse ripensando alla battuta, trasformò quella smorfia in una risata sempre più
crescente, fino a al momento che, preso dall’ilarità, abbracciò il presidente
russo, il quale al principio era palesemente imbarazzato, ma poi non poté fare a
meno di ridere anche lui e contraccambiare l’abbraccio del collega americano.
Questo modo di vivere la vita, ci pone in una condizione di
apparente sottomissione, una condizione che crea inevitabilmente un forte
disagio, soprattutto nei confronti di quelle persone abituate a non cedere,
perché ci si sente dei codardi; ma non è così, anzi è tutto il contrario, ci
vuole un coraggio da leoni a rinunciare alle cose del mondo (perché di questo
parliamo), coraggio non sufficiente se viene a mancare l’abbandono totale
all’Amore del Padre. La fiducia che dovremmo riporre il Lui, dovrebbe essere la
stessa che abbiamo avuto nei confronti dei nostri genitori, quando eravamo
bambini; una fiducia che non è annientamento di se stessi, ma la certezza che il
nostro operato è quanto si aspetta da noi nostro Padre e la convinzione che EGLI
non abbandona nessuno, figuriamoci un buon figlio. Questa non è demagogia ma
esperienza diretta, che tutti possono sperimentare; quando dico che Dio non
abbandona nessuno, significa che il mal tolto, in modo o nell’altro, ci sarà
restituito. Se il nostro atteggiamento nei confronti di un torto ricevuto è
quello di un cane rabbioso, non possiamo sperare in un Suo intervento,
diversamente se il nostro modo di reagire è quello di un figlio che attende
l’aiuto del Padre, il Suo intervento non tarderà ad arrivare. Bisogna fare una
precisazione, non possiamo aspettarci la realizzazione dei nostri sogni, non
dobbiamo credere che se ci comportiamo bene, miracolosamente avremo una vita
agiata (soldi, successo, carriera, ecc…), tutt’altro, perderemo la stima che
molte persona hanno nei nostri confronti, verremo visti come dei pazzi che in
nome di chissà chi, difendono stupidi principi, ma è altrettanto vero che in un
modo o nell’altro (arrivati a questo punto cosa importa?) avremo una vita agiata
(perdonate la ripetizione) fatta di serenità e amore e le persone che ci
staranno vicine saranno persone che credono nei nostri principi (pur non essendo
credenti). Ci sarà dato tanto di quell’amore, che è impossibile non commuoversi;
ce ne sarà dato talmente tanto che ogni impedimento non è più un ostacolo, ma un
trampolino di lancio proiettato verso la Luce… Ci sentiremo figli di un Padre
Amoroso.
Allora, non credete che vale la pena di porgere l’altra
guancia?
Che DIO ci benedica a tutti.