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Porgi l’altra guancia

di Gianmarco Civitate

 

Matteo 5:38 - Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due.

Matteo 5:42 - Da' a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Luca 6:27 - Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.

Luca 6:31 - Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. 6:35 - Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.

 

 

Questo diceva Nostro Signore a proposito dell’atteggiamento che dovremmo intraprendere per diventare dei bravi figli… Già, sembra essere pura utopia.

Fin da bambino non riuscivo a conciliare un perdono portato all’ennesima potenza, nella vita di tutti i giorni, capitava sempre di dovermi difendere. Sia a torto che a ragione, quando ci si sente aggrediti, il primo pensiero è quello di "difendersi" o meglio, quello di aggredire più veementemente possibile, per scoraggiare l’aggressore.

Si tratta di un atteggiamento di difesa, un modo per esorcizzare una paura innata che è quella propria della sopravvivenza; come gli animali, anche l’uomo quando è alle strette e non ha vie di fuga, attacca, per non essere "ucciso". Se poi al semplice istinto di sopravvivenza è aggiunta una buona dose di prepotenza, ecco che tutti diventano possibili nemici. Quando ero piccolo, avendo ricevuto un’educazione molto rigida, il mio primo obbiettivo era quello di dare una caccia spietata ai nemici, con l’inevitabile conseguenza di diventare una persona aggressiva e decisamente prepotente. Questo mio modo di essere, era in netto contrasto con l’affermazione di Gesù, provocando in me non poche crisi di coscienza. Del resto nessuno era in grado di spiegarmi perché dover porgere la guancia a chi aveva cercato di schiaffeggiarla. Le uniche risposte che ricevevo, erano: " Perché devi essere buono".

Non so voi, ma a me questa spiegazione non mi è mai piaciuta, né tanto meno mi ha dato le risposte che cercavo, ma la mia tenacia è proverbiale e finalmente sono riuscito a capire (Matteo 7:7 - Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; 7:8 - perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto).

Già da parecchio tempo ragionavo sul fatto che la vita quotidiana sembra essere in netta opposizione sugli insegnamenti di Cristo, infatti ci chiede cose apparentemente impossibili da realizzare, pena l’annientamento fisico; ma lo stesso Gesù ci da le riposte, allora non è più un problema capire il messaggio, ma la fiducia che riponiamo in LUI.

Matteo 6:26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?

Questo è il punto focale!

Ogni essere umano ha la facoltà di pensare e ragionare oltre le cose tangibili, ogni essere umano ha la capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ogni essere umano ha la responsabilità di rendere la propria vita felice a prescindere dagli eventi che lo circondano.

Nel momento in cui, riusciremo a capire l’importanza "strategica" che hanno i nostri pensieri sulla nostra esistenza, capiremo anche il perché Gesù, ci chiede di farci "schiaffeggiare".

Prima di proseguire con il mio ragionamento devo fare un piccolo inciso.

L’essere umano è fatto di materia e questo è palese e ben visibile, ma come ben sappiamo, oltre la materia, è composto di "sostanze" eteriche sempre più sottili fino a raggiungere il Padre. Se fossi costretto a fare una descrizione puramente materiale, direi che l’uomo è carne, ossa, e… ricoperto da un alone (aurea), che corrisponde al nostro modo di essere. Questo alone, che è realizzato dai sentimenti principali che l’uomo ha, una volta consolidato, quindi in età matura, influenza i propri pensieri; in altri termini se siamo abituati a ragionare in modo positivo, agiremo positivamente agli eventi che ci capiteranno, diversamente, se siamo abituati a ragionare sempre in senso negativo, anche il nostro interagire agli eventi quotidiani sarà negativo. Per cui, quando ci rivolgiamo con amore ad una persona amata, si crea un collegamento (passatemi il termine) all’interno del quale scorre un’energia enorme, che innalza entrambi a livelli spirituali incredibili, allo stesso modo, quando ci rivolgiamo ad un nemico, con astio, accade la stessa cosa, con la differenza che l’energia prodotta non innalza, ma abbassa. Ora se un nemico verrà da noi con l’intento di darci uno schiaffo, l’atteggiamento proposto da Gesù, da una parte toglierà il desiderio all’aggressore di aggredire (questo certo non vuol dire che non lo farà) dall’altra, cosa ancora più importante, verrà a crearsi un’energia positiva che, unendosi a quelle già esistenti, faranno del bene a noi, in primis, ma anche al nemico. Se un vestito sporco lo mettiamo nel fuoco, è vero che elimineremo lo sporco, ma anche il vestito stesso; se invece lo immergiamo nell’acqua, questa unita al sapone, toglierà ogni traccia di sporco, senza danneggiarne il vestito. Per dirla con parole semplici, l’amore è l’unica medicina ai mali del mondo, ogni volta che qualcuno si rivolge a noi con astio, rispondere con parole d’amore significa dargli la possibilità di cambiare atteggiamento, vuol dire che quella persona, grazie al nostro diverso modo di confrontarci, ha la possibilità di essere liberato dall’alone di negatività che lo circonda. Mi viene in mente l’incontro tra Boris Eltsin e Clinton, trasmesso qualche anno fa al telegiornale, i due erano in piedi, durante la conferenza stampa e sui loro visi era ben impressa una maschera di diffidenza, fino a quando, per una battuta di Eltsin, sul volto del presidente americano, si intravide una smorfia simile ad un sorriso; Clinton, forse ripensando alla battuta, trasformò quella smorfia in una risata sempre più crescente, fino a al momento che, preso dall’ilarità, abbracciò il presidente russo, il quale al principio era palesemente imbarazzato, ma poi non poté fare a meno di ridere anche lui e contraccambiare l’abbraccio del collega americano.

Questo modo di vivere la vita, ci pone in una condizione di apparente sottomissione, una condizione che crea inevitabilmente un forte disagio, soprattutto nei confronti di quelle persone abituate a non cedere, perché ci si sente dei codardi; ma non è così, anzi è tutto il contrario, ci vuole un coraggio da leoni a rinunciare alle cose del mondo (perché di questo parliamo), coraggio non sufficiente se viene a mancare l’abbandono totale all’Amore del Padre. La fiducia che dovremmo riporre il Lui, dovrebbe essere la stessa che abbiamo avuto nei confronti dei nostri genitori, quando eravamo bambini; una fiducia che non è annientamento di se stessi, ma la certezza che il nostro operato è quanto si aspetta da noi nostro Padre e la convinzione che EGLI non abbandona nessuno, figuriamoci un buon figlio. Questa non è demagogia ma esperienza diretta, che tutti possono sperimentare; quando dico che Dio non abbandona nessuno, significa che il mal tolto, in modo o nell’altro, ci sarà restituito. Se il nostro atteggiamento nei confronti di un torto ricevuto è quello di un cane rabbioso, non possiamo sperare in un Suo intervento, diversamente se il nostro modo di reagire è quello di un figlio che attende l’aiuto del Padre, il Suo intervento non tarderà ad arrivare. Bisogna fare una precisazione, non possiamo aspettarci la realizzazione dei nostri sogni, non dobbiamo credere che se ci comportiamo bene, miracolosamente avremo una vita agiata (soldi, successo, carriera, ecc…), tutt’altro, perderemo la stima che molte persona hanno nei nostri confronti, verremo visti come dei pazzi che in nome di chissà chi, difendono stupidi principi, ma è altrettanto vero che in un modo o nell’altro (arrivati a questo punto cosa importa?) avremo una vita agiata (perdonate la ripetizione) fatta di serenità e amore e le persone che ci staranno vicine saranno persone che credono nei nostri principi (pur non essendo credenti). Ci sarà dato tanto di quell’amore, che è impossibile non commuoversi; ce ne sarà dato talmente tanto che ogni impedimento non è più un ostacolo, ma un trampolino di lancio proiettato verso la Luce… Ci sentiremo figli di un Padre Amoroso.

Allora, non credete che vale la pena di porgere l’altra guancia?

Che DIO ci benedica a tutti.

 

 

 

 

 


 

 

 

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