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Lavoro Spirituale

 


Il fattore determinante che definisce se un lavoro è spirituale o materiale, è il nostro atteggiamento verso detto lavoro. L'enfasi, non è su una pratica determinata come il discorso, la meditazione o la retrospezione, bensì nell'atteggiamento che si trova in noi quando sviluppiamo un'attività o un qualsivoglia lavoro. Ci sono lavori, che apparentemente, sembrano essere più spirituali di altri, come per esempio assistere gli ammalati, piuttosto che elaborare una relazione tecnica circa il comportamento statistico di acquisti in un supermercato. Senza dubbio ci sono anche attività che nobilitano la persona, perché esse sono un aiuto diretto all'uomo, come un terapeuta che dà assistenza psicologica o un dottore che opera un tumore; invece altri lavori, come sistemare scarpe o ritirare la spazzatura dalle strade, non si apprezzano come spirituali e sono considerate di minore importanza sociale. Tutti abbiamo un'attività che occupa la maggior parte del nostro tempo e al quale dedichiamo i nostri migliori sforzi. Possiamo trasformare tutte questi attività in un lavoro spirituale?...

Supponiamo, che le nostre motivazioni per la ricerca di un sviluppo spirituale, siano molto elevate e che si allontanino da quelle che possiede il resto del mondo. Sarà così realmente? Siamo sicuri della radice delle nostre intenzioni? Ogni motivazione proviene dal desiderio, quella forza che ci sprona a muoverci verso una determinata direzione o verso un'altra. Ma a seguito delle conseguenze della passata coalizione tra la mente nascente ed il corpo dei desideri, il nostro obiettivo può essere fortemente tinto d'astuzia o dall'interesse personale. Con il risultato, che è preferibile osservare da dove proviene la nostra intenzione (Matteo 9:4). Non c'è spiritualità se ci sbagliamo sulle nostre reali intenzioni.

Pratichiamo il servizio amoroso e disinteressato perché sentiamo che quel aiuto è necessario al fratello afflitto o lo facciamo, affinché gli altri vedano quanto altruisti e santi noi siamo, oppure, lo pratichiamo perché è un sostegno al nostro sviluppo spirituale? Nel secondo caso, la motivazione è una vanità, che non si manifesta, chiaramente, neanche a noi stessi, che cerca di mostrarsi vistosamente davanti agli altri, in maniera controllata, di cui però la reale intenzione è far crescere il proprio io personale, oppure, ricerchiamo del riconoscimento da altre persone, con espressioni tipo: "che buono è questo uomo, quanto è avanzato", quando la reale intenzione, è ricevere il valore e l'affetto degli altri. Nel terzo caso, sebbene l'aspirante può agire in qualcosa di vantaggioso e che sia in armonia con l'evoluzione, l'intenzione è egoista, perché ha come centro l'io personale. Si noti che l'intenzione è l'egoista, non l'azione; di conseguenza l'aspirante riceve comunque il beneficio del suo servizio, ma siccome il suo cuore non si è donato ad una vita di servizio, non riceve né può comprende l’essenza più importante di quel processo.

Si dice che in un determinato momento, l'incentivo all'azione - elargito dall'interesse o dall'indifferenza - sarà rimpiazzato dal dovere. Cosa comprendiamo da queste parole? Ogni volta che si riceve un insegnamento, si pone il rischio di interpretarlo secondo la nostra individuale storia (Matteo 13:19) e non nella forma che quel insegnamento richiede per essere compreso. Cioè, non la lasciamo parlare e noi, continuiamo a parlare sempre della stessa cosa. Comprendiamo che il compimento del dovere è quello che "deve guidare i nostri atti? Se è così, siamo come un soldato che ubbidisce agli ordini imposti da un suo superiore": Fa' questo perché io, l'autorità, te lo dico." Generalmente gli uomini adorano l'autorità, perché sotto di lei si sentono protetti ed avallati dalla sua condotta (questa è la reale motivazione). Ed anche questo è dato nell'ambito delle scuole e degli autori esoterici. Ha mai provato la soddisfazione e l'allegria di un lavoro ben fatto? È un gradito e rasserenante sentimento quello che nasce quando uno sforzo ha avuto come frutto un buon prodotto. È quello il dovere a cui aspiriamo come norma del nostro agire? Senza dubbio questi sentimenti - ottenuti come frutto di un lavoro e non come motivazione per realizzarlo - sono buoni esempi e guide di una condotta superiore e professionale; senza dubbio, che mirano verso una reale conquista del dovere.

Uno scalino intermedio è stato dato dalla seguente frase: "non sono le parole che pronunciamo nei momenti di un discorso quelle che contano, bensì la vita che ci conduce al discorso." E "tutti quelli che tentano di coltivare questa rara qualità, che si chiama spiritualità, devono incominciare, nel far tutto, sempre per la gloria del Signore; perché quando facciamo tutte le cose per il Signore, non importa che classe di lavoro facciamo; vangare la terra, realizzare un'invenzione, predicare il vangelo o qualunque altra cosa, è lavoro spirituale, dal momento che lo facciamo per l'amore di Dio e degli uomini." Questo è un esempio di come cambia il centro di gravità che motiva il nostro sforzo, trasferendolo dall'io personale preoccupato sempre di se stesso, verso la divinità che è l'origine di ogni causa nobile e superiore.

Possiamo dire che il dovere è la risposta ad una chiamata interna che è stata depositata in noi, poiché c'è confidato dalla nostra consacrazione e capacità. Tuttavia, la forma con cui questo dovere è operato non è come si dà ad un'istruzione di lavoro nella vita lavorativa; è qualcosa di molto più difficile. Se si dà in momenti di meditazione, generalmente la sua forma è simbolica; se si dà in sonni veri, continua ad essere simbolica anche se le scene dei piani interni includono eventi, fenomeni ed esseri umani e non umani. La difficoltà per capire il significato di tutto ciò, è dovuta alla mente carnale ed alla menzionata coalizione che distorce il messaggio; è anche un problema del grado di sviluppo interno che abbiamo. Sia come sia, la ragione, lo sforzo premeditato e sostenuto è imprescindibile, perché le abituali forme di comprendere e lavorare non sono sufficienti. Bisogna ricorrere in forma intensa alla nostra vocina interiore per delucidare il lavoro interno, non c'è un'altra strada. In quello sforzo, in quel processo, le facoltà e l’abilità dell'aspirante sono fortemente sviluppate, trasformandosi in un migliore sostituto dell'umanità e, soprattutto, portando a termine un lavoro spirituale in concordanza con l'evoluzione spirituale e materiale dell'uomo.

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Matteo 9:4 - " Ma Gesù conoscendo i loro pensieri, disse: perché mai pensate cose malvagie nei vostri cuori? "

Matteo 13:19 - " Tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme che fu seminato lungo la strada."

 

 

 


 

 

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