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LA SACRALITÀ DELLA PAROLA
NEL LINGUAGGIO E NELLA COMUNICAZIONE

Tratto dal periodico dell'associazione "PAX CULTURA Etica nella vita" - N. 7 inverno 2003

 

 

SOMMARIO:

 

PREMESSA 

Il termine sacro, nell'accezione corrente, indica sempre qualcosa alla quale è riconosciuta la massima importanza ed un grande valore ed è perciò indiscutibile ed intoccabile.

Tutto ciò che è sacro racchiude in sé una profonda qualità perché proviene da Dio (Sacre Scritture) o è offerto a Dio (sacrificio).

È interessante notare che i due termini "sacro" e "sacrificio" hanno la stessa radice, che sta ad indicare la possibilità per l'uomo di instaurare un rapporto con la Divinità, caratterizzato da un flusso continuo di donare e ricevere.

Da sempre, in cambio delle elargizioni divine, gli uomini hanno offerto il meglio di ciò che possedevano (alimenti, animali, ecc.).

Fu il Cristo a cambiare sostanzialmente questi riti sacrali invitando gli uomini a non offrire più cose o animali esteriori, ma gli atteggiamenti "animali" interiori, ancora presenti nell'essere umano. La strada indicata fu quindi quella del raffinamento e della purificazione interiore.

Il sacrificio rimane, però, sempre legato all'esperienza della morte, non più nella sua accezione esteriore ma intesa come fine di un modo di essere che viene sostituito da qualcosa di più raffinato e idoneo a favorire l'evoluzione.

L'evoluzione ha prodotto un mutamento nel concetto di sacrificio, così come ha ampliato il concetto di Dio, che, nel corso dei tempo, si è spogliato di molte delle sue connotazioni mistiche, assumendo valenze più scientifiche. Oggi, se cerchiamo un significato più attinente alla capacità di comprensione dei nostri tempi, possiamo definire la Divinità "Intelligenza di Amore Universale", la quale opera attraverso Leggi Cosmiche che ne incarnano il Pensiero, focalizzato a favorire e realizzare l'evoluzione di ogni essere vivente in tutti gli ambiti dell'universo, secondo un Piano preciso.

Da questo possiamo dedurre che più l'azione rispetta le Leggi Universali, più assume la caratteristica della sacralità.

Sacralizzare la vita significherà dunque vivere nella consapevolezza che ogni pensiero ed ogni parola sono importanti, perché mettono in moto delle conseguenze: possono esprimere qualcosa di grossolano o di raffinato; possono favorire od ostacolare l'evoluzione; possono rispettare la Legge o contrapporvisi; possono avvicinare o allontanare da Dio.

L'offerta a Dio - o sacrificio - può quindi essere vista come l'offrire e l'immettere nello spazio la più alta vibrazione possibile, in quanto ciò che viene immesso diventa un polo attrattivo 0 magnete in grado di creare un campo magnetico che ha il potere di influenzare gli uomini, i quali saranno facilitati nel seguire i modelli impressi.

E' necessario essere ben consapevoli che nessuno è inutile perché può offrire la sua parte più divina - il pensiero, la parola, l'azione migliore - per il perfezionamento del mondo e continuare così a svolgere la funzione di creatore datagli dal Cristo quando disse: "Voi siete Dei".

Occorre anche tenere presente che tutto ciò che ognuno di noi immette nello spazio non può essere neutro perché o rispetta il principio di sacralità, favorendo così l'evoluzione, o nutre le forze dell'involuzione che ci tengono ancorati al passato. Che cosa significa, dunque, vivere secondo la Legge in modo sacrale, nella vita pratica?

Mettiamo a fuoco alcune modalità ed aiuti. Tutti noi viviamo nella dualità oscillando da un polo all'altro, portati dalla nostra natura emotiva, dai nostri desideri e dalle nostre paure: mi piace/non mi piace; entusiasmo/depressione; attività sfrenata/inerzia; ottimismo/pessimismo; aggressività/arrendevolezza, ecc. Il rispetto della Legge, che sancisce il rapporto con la Divinità, ci chiede di diventare costruttori di triangoli, ovvero di cercare in ogni situazione il terzo punto di equilibrio e di armonia. In questa ricerca possiamo sperimentare come il magico punto equilibrante sia sempre la realizzazione di un valore etico e spirituale.

Un altro aiuto che abbiamo a disposizione è quello di avvicinarci il più possibile alla Divinità ponendoci quotidianamente alcune domande fondamentali:

Cosa farei - in questa situazione e in questa circostanza - se fossi Dio?", intendo con Dio quella scintilla divina che ogni uomo ha in, sé (l'anima), oppure il Maestro.

Cosa posso fare per fare emergere il meglio da me stesso, da questa persona o da questa situazione?" In questo modo il sacrificio diventa quel "SACRUM FACERE" indicatoci dal Cristo.

 

"Una parola gentile può scaldare tre montagne innevate"

(Proverbio giapponese)

"E' stato detto che il "mezzo principale con cui la ruota della natura vien mossa verso la vita fenomenica, è il suono", perché il suono originale, o la Parola, mette in vibrazione la materia di cui tutte le forme sono fatte e inizia quell'attività che caratterizza anche l'atomo della sostanza". (Dal "Trattato di Magia Bianca" di A. Bailey)

La mente crea e dà forma a idee, pensieri e concetti, emozioni e sentimenti infondono forza, la Parola mette in moto queste entità dotate di vita propria, rendendole capaci di interagire con l'ambiente così che, attirando e respingendo magneticamente l'energia circostante, producono risultati materiali e tangibili. Tale è il potere della parola e l'importanza che riveste la comunicazione. Nella Comunicazione è insito un magnifico potere creativo.

Si dovrebbe prestare molta attenzione allo stato della mente e delle emozioni, in quanto fattori condizionanti, ai moventi consci ed inconsci che qualificano il nostro comunicare, alle conseguenze che avranno le parole espresse, delle quali siamo responsabili.

E' la mente che ha il potere di scegliere e quindi di illuminare l'aspetto positivo - costruttivo o l'aspetto negativo - distruttivo in ogni cosa considerata, poiché "il bicchiere è mezzo vuoto ma anche mezzo pieno". Dovremo essere consapevoli che le nostre parole possono illuminare o confondere, aiutare o danneggiare, costruire o distruggere.

I rapporti umani, nelle loro molteplici forme, sono il campo d'azione della comunicazione. Con essa vengono creati, usati, trasformati o distrutti. L'esasperazione del linguaggio, la polemica sterile, la denigrazione e la demonizzazione dell' "altro", le condanne senza appello, non portano né alla verità né alla giustizia bensì creano

complicazioni, disarmonie e sofferenza generale. Inoltre, dato che siamo tutti collegati gli uni agli altri, ciò che noi mettiamo "in circolo", in virtù del moto conferito, è destinato (prima o poi) a ritornarci. E' facile constatare come le maldicenze, il sospetto e la calunnia oltre ad avvelenare i rapporti, impoveriscono il nostro cuore e ci rendono la vita più difficile.

Ci rendiamo conto che la parola assume una grande forza magica osservandone l'uso in motti, formule, slogan con cui si lanciano prodotti e idee nella pratica della comunicazione di massa. La ricerca del successo induce spesso i mezzi di comunicazione a privilegiare il "sensazionale" e a porre poca attenzione alle componenti armoniche, genuine e costruttive nelle situazioni considerate. Il linguaggio e i prodotti dei mass media sono spesso inquinati da modi, toni e vibrazioni che mirano a stimolare la sensibilità più grossolana, le passioni più disarmoniche e a gratificare l'ego personale e materiale. Si diffondono così emissioni malsane che creano confusione, disarmonia e disgregazione a scapito della chiarezza, della vera comprensione e della serenità di giudizio, contagiando stati d'animo e opinioni.

C'è bisogno di Parole che nascano dal Cuore e che contengano Luce, con il loro valore positivo e protettivo, per rendere più bella e armoniosa la vita e contribuire alla nostra e all' altrui evoluzione. Pensieri e parole purificati dalle scorie dell'interesse puramente egoistico e materialistico, consapevoli della loro funzione creativa contribuiscono alla realizzazione del "Piano Divino sulla Terra".

"Chi riesce a comprendere l'importanza della parola, impara a parlare, quando parlare, che cosa ottiene con la parola e che cosa succede quando parla, è sulla giusta via per raggiungere la meta" (Maestro D.K.).

L'ALCHIMIA 

La parola è un atto sacro nata dall'alchimia del respiro: l'inspirazione (il soffiar dentro: in = dentro, spirare = soffiare) e l'espirazione (il soffiar fuori: ex = fuori, spirare = soffiare) generano il suono della vita, unico e duale allo stesso tempo: il dentro e il fuori, la luce e il buio, il + e il -. Il suono, contenente gli opposti, ricorda perennemente all'uomo il ritmo primordiale che ha dato origine al gioco della vita, dove due e uno si scambiano i ruoli inseguendosi ed incontrandosi costantemente. La meraviglia di questo gioco è che l'Uno, nonostante si vesta di dualità, rimane sempre Uno.

In effetti il cerchio é dato da un punto che si avvia, facendo perno sul proprio asse con moto rotatorio e mantenendo sempre intatta la distanza di se stesso dai punti generati. In questo modo percorre la circonferenza prima in un verso e poi nell'altro, trovando sempre e, al contempo superando, il punto d'incontro tra ciò che viene e ciò che va: riproducendo se stesso all'infinito e coniugando il suo dinamismo con l'apparente staticità, palesa così il suo essere in costante evoluzione e ci fa dire che l'Uno è staticamente dinamico o dinamicamente statico. 1:2=2:1, 1+1=1.

Tutti i movimenti in natura seguono un percorso circolare, pensiamo ad esempio all'onda del mare: essa contiene un inizio, una fase media (il punto d'incontro e al contempo il culmine del movimento) e una fase finale che poi coincide con quella iniziale.

Le prime sillabe o parole pronunciate dall'essere umano sono state sicuramente di tipo onomatopeico, ovvero riproducevano un suono della natura (il vento, il mare, la pioggia) e il linguaggio ha cominciato ad assumere gradualmente una certa forma e ritmo quando gli esseri umani hanno riconosciuto le proprie emozioni e sentito il bisogno di esprimerle. Nella memoria atavica esistono suoni che danno .sensazioni positive, quali pace, gioia, felicità e, per contro, conflitto, angoscia, tristezza. La parola espressa con la voce ha un colore, un volume, un ritmo musicale; emana un'aura che può essere armonica o disarmonica, evoca un'immagine, una sensazione, può dare un input o bloccare, può creare o distruggere. Giovanni, nel suo Vangelo, ci parla del Verbo fattosi carne, ovvero del Suono Sacro che si concretezza nel Suono di Vita. L'AUM, nella tradizione sacra orientale, ha una funzione simile: rievocare il ritmo iniziale della creazione e creare armonia in se stessi. E' necessario, quindi, per il nostro benessere e la nostra crescita spirituale nutrirci di suoni che riequilibrino le nostre cellule riproducendo al loro interno suoni armonici.

Oggigiorno si assiste sempre di più ad un uso di parole che non comunicano il loro significato intrinseco, ma vogliono riempire un vuoto di comunicazione, che proprio a causa di ciò diventa ancora maggiore e, le parole mal usate sono spesso il corollario di una vita affrontata superficialmente. Abbiamo davvero una grande responsabilità nello scegliere le parole e nell'accompagnarle ad atti sinceri che riflettano la volontà di bene. In questo modo possiamo diventare dei veri costruttori di pace edificando ponti di comunicazione sempre più ampi, così che raggiungano non solo la nostra anima, ma quella degli altri in una comunione illuminata che amplia il cerchio del nostro essere in una continua crescita di consapevolezza.

L'ESOTERISMO 

Il linguaggio presuppone la parola, il suono articolato, l'interpretazione del messaggio dei mondi interiori. Le parole a disposizione, per quanto numerose, ciascuna depositaria di un significato e di una sfumatura precisa, non sono certamente sufficienti ad esemplificare e tradurre compiutamente i concetti partoriti nel mondo delle Anime, per cui occorre averne una conoscenza e una padronanza sempre maggiore. E occorre anche far leva sull'intuito e sulla tempistica.

Ogni lettera ha un suono ed è un simbolo, è un universo non ancora sufficientemente sondato dall'uomo, che non sa compiutamente quanta e quale forza può sprigionare. Un esempio è dato dalle Scuole di Saggezza ove si apprendeva il significato della parola primordiale, la conoscenza e l'uso dell'AUM e dell'OM: ebbene, lo studio e l'esercizio riguardava un carattere alla volta e solo dopo un ragionevole tempo la parola intera? Per Legge Universale e per l'assioma Come in alto, così in basso occorre applicare lo stesso metodo per qualsiasi altra parola se si vuole giungere al risultato.

Per esprimersi compiutamente, per sprigionare il significato di una parola occorre conoscerla, visualizzarla e pronunciare con decisione e precisione. Bisogna infatti avere interiormente bene chiara l'immagine corrispondente alla parola che si pronuncia per eseguire correttamente. E non basta: occorre anche discriminarne l'uso con un'accurata selezione, emettere il suono con il giusto ritmo perché chi parla non perda il filo del discorso e chi ascolta abbia il tempo fisiologico per ricevere ed assorbire l'energia del significato. Se tutto ciò vale ed è raccomandabile per il carattere, per la parola singola, figuriamoci quanto può essere importante per le frasi e i discorsi che l'uomo è chiamato o portato a formulare!

Nella quotidianità degli esercizi è assai raro che l'uomo riesca ad eseguire correttamente tutto ciò, così si può spiegare buona parte della confusione, degli equivoci e dei fraintendimenti che alterano la natura dei suoi rapporti e delle sue relazioni, degenerate per l'imperizia, l'incapacità, l'impreparazione a parlare: parlare è difficilissimo, funziona solo se l'azione è mirata e mirabile perché vale solo se è sacro. In assenza dei requisiti necessari occorre esercitarsi con attenzione ma anche comprendere che sovente è molto più utile tacere per non sprecare energia, per non inquinare i mondi e far raggiungere lo scopo alle parole valide che sono già in viaggio.

Va infatti ponderato il fatto che eseguire bene la formulazione di un suono, di una parola, di una frase o di un discorso è forse solo la metà dell'opera: parlare presuppone che qualcuno ascolti con la necessaria attenzione e preparazione. E le cose si complicano quando la trasmissione non è tra due persone ma tra più interlocutori: succede allora che uno enunci e molti ricevano, addirittura che più persone contemporaneamente enuncino a più persone: i risultati e la storia sono davanti a tutti noi!

Tutto questo naturalmente non può e non deve scoraggiare: all'essere vivente l'uso del suono è permesso per comunicare, egli è destinato a servirsene e a servire compiutamente. Nel frattempo l'esercizio porterà i frutti, perché non c'è difetto che non diverrà virtù. Occorre però massima attenzione e concentrazione per migliorare, per non sottovalutare i naturali errori di percorso del praticantato e non impantanarsi nelle conseguenze negative.

Posto che si parli correttamente e si riceva altrettanto bene, si giungerà finalmente alla comunicazione. La comunicazione è l'unità d'intenti, è la trasmissione che scorre tra due o più persone e compie il suo dovere. La comunicazione ha valore solo se è sacra, se cioè è mirata al fine di ambedue i poli, altrimenti è inutile, perché non dà luce e crea danno distorcendo l'origine dell'intento, la comprensione della realtà.

La comunicazione è la trasmissione del messaggio che scorre da un interlocutore all'altro, essa si posiziona al centro, in posizione di equilibrio, generando comprensione. La parola stessa, Comunicazione, svela la sua natura e la sua missione racchiudendo in essa le parole Unica e Azione, azione Unica: sia chi enuncia che chi ascolta tende al medesimo fine, matura fusione, congiunge in matrimonio davanti al significato del messaggio che segna entrambi nella Luce.

La fusione orizzontale fa da preludio a quella verticale: la personalità assorbe e compenetra lentamente il significato del linguaggio, l'anima invece lo coglie immediatamente e lo libera a sua volta verso la personalità, in modo subliminale, soccorrendola a più riprese con l'intuizione. La comunicazione è una croce, il crocevia, il punto d'incontro che concepisce l'allineamento senza il quale non c'è equilibrio e ci è precluso il vero.

L'uomo in cammino sulla Via del Servizio apprende gradatamente la sacralità del linguaggio e della comunicazione attraverso Stati di Grazia temporanei: la Buona Volontà e la sintesi di Luce e Amore renderanno infine, un giorno, permanente il risultato. Nel frattempo serena, indefessa e amorevole applicazione!

L'uomo con la magnificenza delle parole è come il viaggiatore che al cospetto di un paesaggio percepisce il bello senza coglierlo in pieno: solo una rivisitazione attenta e mirata darà modo di ricevere la luce del particolare e la reale portata di un messaggio. Il viaggiatore che coglie il senso generale di un viaggio è la personalità, la rivisitazione attenta è propria di chi è anima.

L'ASTROLOGIA 

Mercurio, figlio del Padre (Sole) e della Madre (Luna), Messaggero di Intelligenza, comunica Amore (Venere) e Forza di Volontà (Marte). L'uomo (Terra), attraverso la Fiducia e la Gioia (Giove), la Responsabilità (Saturno), la Libertà (Urano), la Pietà e la Compassione (Nettuno) arriva alla Trasformazione (Plutone) per la Sua Rinascita Spirituale. Mercurio, Parola Intelligente, trasforma il figlio dell'uomo in Uomo Figlio di Dio.

PAROLA, NOME, AMORE 

Gesù il Cristo disse: "Quello che entrerà nella vostra bocca non vi può contaminare ruta ciò che esce dalla vostra bocca vi contamina".

Ogni parola deve essere permeata d'amore. Amore è come le onde del mare: i giochi sono innumerevoli. II nome è una piccola onda carica di energia minima e forte. Detto ciò il nome è amore: il nostro nome è fatto unicamente d'amore. Nemmeno l'uomo è tanto amore quanto il suo nome: infatti il suo corpo è fango, mentre il nome è suono, vibrazione d'amore. La parola deve essere armonica, perché dalla creazione del suono; la materia è creata e quindi ha la stessa vibrazione del suono che la crea. Così se i "ruvidi" discorsi

danno fama, la parola armonica dà un ambiente armonico. Allontaniamo dalla nostra bocca le parole sgradevoli: è necessario. Niente ha emanazione migliore di una delicata parola.

L'evoluzione umana sta conquistando il quinto Regno, il Regno dell'Anima nel quale tutto si svolge nel compimento della sacralità; la vita è vissuta in funzione di un Ordine Supremo riconosciuto.

L'espressione del linguaggio in questo Regno, che è in mezzo a noi umanità, è il frutto di un percorso cercato e vissuto, vita dopo vita, nella ricerca costante della consapevolezza.

Rendere sacra l'esistenza significa trasformare, trasmutare, sublimare abitudini grossolane che il passato ci ha offerto come esperienza, portando mutamenti significativi e raffinati nella coscienza umana.

L'intelligenza sviluppatasi attraverso le lezioni acquisite ci serve a comprendere, distinguere, valutare le tante conoscenze ed a scorgere le illusioni di cui siamo "padroni". Il lavoro intenso in cui siamo impegnati volontariamente per rendere sacra l'esistenza, ci sprona a chiarire le situazioni illusorie che ci appaiono così "reali".

Il lavoro mentale costruito con intelligenza è necessario applicarlo innanzitutto sul piano astrale.

Il Maestro Tibetano, nel testo Discepolato nella Nuova Era vol: 2° pag.377, ci esorta a meditare su tale concetto e scrive: "Il piano astrale non è creato da Dio né ispirato divinamente, ma è il prodotto del desiderio umano espresso fin dai primordi dell'intelligenza umana; questo desiderio ha costruito forme pensiero sintonizzate o legate con ogni fase del desiderio umano, da quello fisico più basso fino all'aspirazione spirituale dell'uomo che cerca la liberazione".

Il discepolo sa che e come deve lavorare, con intelligente e disciplinata applicazione, separando dal dominio del piano astrale tutti gli altri piani. La volontà è l'energia motivante, la molla che permette al discepolo di avanzare nella Luce ove la sacralità della Vita Una ordina, organizza, applica l'evoluzione.

Il lavoro sul Sentiero ci porta innanzitutto a dimostrare "chi siamo" da come formuliamo la parola, da come ci esprimiamo nel linguaggio per dare forma ad un concetto esoterico nel mondo exoterico. I Maestri ci ricordano costantemente che come un uomo pensa nel sua cuore, tale egli è.

Il linguaggio animico é espressione spirituale; é la formulazione di un Concetto Divino; è l'espressione che umanamente possiamo usare per far comprendere agli altri ciò che desideriamo veramente offrire comunicando. Parola accanto a parola in un susseguirsi di suoni modulati che esprimono il nostro pensiero creano il linguaggio della nostra coscienza. Essa é Potere in Azione. Il tono della voce, le sfumature armoniche, i silenzi voluti, creano nell'eterico dell'ambiente una musica che dispone, in un organismo vivente, l'atmosfera; è l'anima che plasma il tutto con la sua ricchezza e sensibilità.

Il linguaggio accompagnato da uno sguardo sincero e pulito, da gesti tranquilli e sereni, crea un'abitudine al sacro; fanno fiorire l'esistenza rendendola gioia di vivere.

Da un tale comportamento animico è naturale nascano rapporti armoniosi ed equilibrati, che ci condurranno, di conseguenza, nel Quinto Regno della sacralità senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

La vita che si sta svolgendo nel mondo, sotto i nostri occhi, ci porta a pensare che in molti casi le parole, il linguaggio, creano ostacoli, difficoltà e ruggine tra gli uomini, e le disarmonie che si notano ovunque possono incrinare la nostra fiducia nell'uomo, ma sappiamo che nel profondo l'Anima vigila; è Amore e accompagna il suo veicolo verso la Luce.

L'Anima dell'umanità si sta evidenziando in tante situazioni mondiali e la visione delle tenebre può essere un modo evidente per far notare alla personalità umana l'insensatezza di tante azioni. La personalità è spronata ad allinearsi con l'anima.

Ci sentiamo servitori del mondo ed abbiano responsabilmente accettato di favorire il lavoro di redenzione, incoraggiando, incitando alla responsabilità, sostenendoci a vicenda e con il nostro esempio fermo e forte, con la Parola chiara, decisa e consapevolmente umile, possiamo dimostrare l'esistenza di Alti Valori; possiamo potenziare forme-pensiero esprimendoci con un linguaggio mirato, facendo vibrare la nota di ogni temperamento umano.

Ci stiamo provando, uniti nel nostro impegno. Si presentáno a noi grosse opportunità che ci possono favorire e sostenere nell'espansione dei concetti "Verso l'etica vivente".

Il lavoro in Internet crea ponti impensabili; muove onde favolose; collega, unisce, avvicina tante creature sorelle che nutrono gli stessi interessi. Essendo interessi sacri sicuramente ORA troveranno vie e porte aperte nelle istituzioni nazionali ed internazionali.

La Parola, il Linguaggio usato (creazione mentale coordinata e voluta), attraverso tutti i canali raggiungibili e disponibili, formeranno la Nuova Coscienza.

La rete eterica del Pianeta è costantemente potenziata dalla Luce prodotta da tutti coloro che aspirano e lavorano per il Bene e così si "potrà sbarrare la porta dietro cui il male risiede".

Tale visione in costante espansione è necessario venga pensata, meditata e focalizzata da chi ha compreso. La Forma-Pensiero fortificherà ulteriormente e progressivamente l'Aura del Pianeta. Pioveranno Benedizioni su tutte le creature che anelano al raggiungimento di un Bene Vero e Vitale.

PAX CULTURA sta intensamente svolgendo il Compito con Sacralità.

Ci è stata offerta, per aiutarci in questo compito la Grande Invocazione. Amiamola con intensità al punto da fonderci con la Sua Energia; avviciniamoci TRE a TRE e creiamo una rete meravigliosa che "potrà sbarrare la porta DAVANTI al male".

Ogni componente è presente secondo la sua disponibilità e comprensione. Siamo uniti e responsabilmente liberi, consapevoli di sostenere un preciso SCOPO: portare, imprimere, fondere i Valori Etici nella Coscienza dell'Umanità.

Questo impegno ci aiuterà ad ESSERE PRESENTI innanzitutto alla nostra individuale coscienza; ad ESSERE FARI limpidi al cospetto degli Amici e dell'opinione pubblica.

Siamo Servitori del Mondo e con genuina umiltà ci offriamo come meglio sappiamo e possiamo fare affinché, giorno dopo giorno, il nostro lavoro sia maggiormente fruttuoso, mirato, sacro, per il Bene di tutta l'Umanità e della sua Terra.

IL LINGUAGGIO E I SUOI QUATTRO USI 

Gli esseri umani non possono formare una comunità o condurre una vita di gruppo senza comunicare gli uni con gli altri. Senza comunicazione non vi può essere comunità e non vi può essere scambio fra una mente umana e un'altra, né possibilità di entrare in contatto fra un'intelligenza e un'altra.

Il contatto fra individui nasce sempre dal pensiero ma benché a volte 'si concretizzi sul piano fisico con l'espressione del viso, con dei semplici gesti, con un grido o altri segnali del corpo, il veicolo privilegiato, più efficace e più inclusivo, rimane sempre il linguaggio nei suoi quattro usi:

lo scrivere,

il leggere,

il parlare,

l'ascoltare.

Possiamo suddividere i quattro usi del linguaggio in due coppie parallele: lo scrivere e il leggere da una parte, il parlare e l'ascoltare dall'altra, e gli elementi di ciascuna coppia sono ovviamente complementari. Infatti uno scritto è inutile senza qualcuno che lo legga e il parlare non ha alcun senso senza qualcuno che possa ascoltare. Queste quattro forme della comunicazione sono quindi coinvolte nel processo che porta una mente umana a raggiungerne un'altra e ad entrare in contatto con essa.

Il bisogno di trasmettere agli altri il proprio pensiero, le proprie idee, il proprio sapere e le proprie conoscenze ha modalità e impatti molto diversi se avviene tramite lo scrivere e il leggere o invece tramite il parlare e l'ascoltare.

Quando si comunica attraverso lo scritto é sempre possibile rivedere e migliorare il messaggio che si desidera trasmettere, così come quando si legge si può sempre tornare indietro e rileggere anche più volte lo stesso scritto fino a quando non lo si è capito perfettamente e da più punti di vista. In un certo senso vengono utilizzati dei processi che possono paragonarsi a quelli utilizzati nelle arti della pittura o della scultura i cui prodotti sono permanenti, ma durante la loro realizzazione consentono una continua riflessione, un più facile controllo da parte della mente o dell'intuito e sono rivedibili e migliorabili. Non è così per l'arte del parlare e dell'ascoltare. La fluidità, la scorrevolezza e la velocità del linguaggio parlato non consentono di tornare indietro su ciò che si è detto. Le parole parlate, a differenza di quelle scritte, sono generalmente immutabili. Da qui nasce la grande responsabilità dell'uomo pensante e in particolare del ricercatore spirituale.

Sappiamo che il primo requisito che viene richiesto a chi con serietà di proposito vuole prepararsi ad una vera vita spirituale è il controllo e il dominio della PAROLA. Non per nulla nelle scuole occulte dell'antichità si proibiva al neofita di parlare per i primi due anni del suo ingresso. La Scienza dello Spirito ci dice che "il molto parlare non sarà senza peccato". Oggi l'umanità é diventata molto più mentale che in passato, parla molto di più e di conseguenza si sprecano fiumi di energia in parole inutili e frasi assurde e senza senso. Contrariamente a quanto si crede queste parole non sono mai innocue: esse vanno a formare e ad alimentare una gigantesca nube caotica, turbinosa, malsana e negativa, che circonda sempre di più tutto il pianeta.

La difficoltà di comprendersi è dovuta in buona parte alle limitazioni del linguaggio terreno. Se il linguaggio fosse davvero perfetto e trasparente, tanto da poter consentire a una persona di vedere nella mente di un'altra,

la comunicazione umana ne risulterebbe facilitata fino a rassomigliare molto da vicino alla telepatia superiore. Purtroppo il linguaggio è spesso esattamente l'opposto, un mezzo imperfetto, nebuloso, oscuro, pieno di ambiguità e ,di tranelli che inducono in errori ed equivoci.

Mediante la parala il pensiero è evocato e diviene attivo sul piano fisico: "Le cose sono ciò che la Parola le fa col nominarle". Ecco perché ci viene consigliato di usare il discernimento nell'uso delle nostre parole e di ridurne il numero. Ci viene consigliato di vigilare attentamente affinché le nostre parole abbiano questi tre requisiti:

che siano vere,

che siano amorevoli,

che siano utili.

altrimenti è meglio TACERE. Soprattutto nel lavoro di Gruppo, una delle principali e più frequenti difficoltà di comprensione e di integrazione, è proprio dovuta al cattivo uso della parola.

Ma se il controllo e il dominio della parola è essenziale perché la comunicazione fra gli esseri umani possa trasformarsi in una vera comunione di anime, altrettanto importante è la pratica della "capacità di ascolto". Troppo spesso, presi dalla foga di affermare le nostre idee o di convincere gli altri su ciò che noi crediamo essere la verità, non ci remiamo conto delle necessità di chi ci sta di fronte, non sappiamo ascoltare e non siamo capaci di metterci nei panni dell'altro, di immedesimarci in lui e di vedere le cose can i suoi propri occhi. Così la nostra comunicazione non raggiunge il piano dell'anima, si ferma al piano della personalità e non fa nascere l'armonia e l'equilibrio necessari a dar vita a un dialogo costruttivo capace di realizzare l'unità nella diversità.

Spesso nel nostro rapporto con gli altri non riusciamo a mantenerci sul piano mentale, lasciamo entrare la nostra emotività e anziché pervenire a una migliore comprensione reciproca trasformiamo il confronto in una controversia emotiva. Per dare vita a un vero dialogo evolutivo dobbiamo imparare ad esercitare alcune virtù fondamentali:

la volontà per affrontare la fatica di rendere vere, utili e amorevoli le nostre parole;

il controllo e la temperanza per tenere a bada la nostra emotività;

la serenità e la giustizia per rendere retti e luminosi i nostri rapporti;

Molto importante è anche il suono delle parole che pronunciamo. Spesso ci troviamo di fronte a reazioni imprevedibili o a irrigidimenti che non lasciano spazio a nessun tipo di scambio e non comprendiamo che sono dovuti al tono della nostra voce piuttosto che alle parole che abbiamo utilizzato. La parola errata e il suono disarmonico e non amorevole sono separativi. Dobbiamo tenere sempre ben presente che "la parola, simbolo di unità, è divina, mentre il linguaggio con le sue molteplici differenziazioni, è umano".

Occorre comprendere l'importanza della parola, imparare come parlare e quando parlare, capire che cosa si ottiene con la parola e che cosa succede quando si parla. Non c'è vero progresso spirituale se non si impara a governare giustamente la parola. Nella manifestazione del piano fisico, siamo conosciuti per le nostre parole e per le nostre reticenze e siamo giudicati dalla qualità della nostra conversazione.

La retta parola crea forme benefiche mentre la parola errata produce forme nocive e malefiche. Se non ci rendiamo conto di ciò continueremo incessantemente e irresponsabilmente ad usare parole e moltiplicare suoni che ci circondano di una molteplicità di forme di nostra propria creazione, non sempre benefiche. Dobbiamo comprendere tutta l'importanza di riflettere prima di parlare, ricordando il comandamento che dice: "Prima di essere degno di parlare, devi pervenire alla Conoscenza".

Nel nostro vivere quotidiano dobbiamo imparare, prima di parlare, a scegliere sempre le parole giuste, adatte ad esprimere pensieri giusti; dobbiamo imparare ad usare la pronuncia corretta cercando di dare il valore conveniente e la tonalità appropriata ad ogni parola che esce dalle nostre labbra. Dobbiamo imparare a parlare e ad ascoltare i nostri fratelli dal piano della mente illuminata e dal cuore, cessando una volta per sempre ogni critica e ogni giudizio. Dobbiamo imparare a seminare intorno a noi solo benedizioni e amore e vigilare perché ogni nostro pensiero e ogni nostra parola irradi solamente equilibrio, gioia, armonia, bellezza, evoluzione.

II nostro linguaggio verbale è formato da parole; le parole sono una combinazione di suoni. II suono è una vibrazione provocata da un impulso che proviene da un centro nel nostro cervello, che a sua volta vibra in risposta ad un messaggio che "scende" dalla mente e a volte dall'anima.

II suono è potere creativo. La Bibbia e tutti i testi sacri delle varie religioni mondiali dichiarano che tutto venne (e viene) creato dal potere del suono e della parola, dall'atomo all'universo.

Questo è uno dei più grandi, o forse il più grande mistero riguardante l'origine del mondo e degli esseri viventi. Nonostante sia così difficile da comprendere, gli studiosi e gli osservatori hanno già potuto notare gli effetti pratici che le parole e il linguaggio provocano in ogni campo, in ogni situazione. La parola è la manifestazione del pensiero.

Sul piano mentale, il pensiero può creare (idee, progetti) o distruggere (denigrare, insultare, frantumare idee e credenze). Sul piano emotivo, il pensiero ha la facoltà di muovere, agitare, suscitare o calmare i più diversi tipi di emozioni, simpatia, attrazione, gelosia, vendetta, invidia, aspirazione. Come il vento, il pensiero e la parola agiscono sul mare delle emozioni e possono scatenare tempeste oppure possono creare un meraviglioso stato di pace e di bellezza. Le emozioni, a loro volta, guidate dal pensiero, scendono sul piano concreto dell'azione e danno origine a tutti i fatti, locali e mondiali, che avvengono tutti i giorni sotto i nostri occhi.

II linguaggio e la comunicazione non sono dunque sacri strumenti, donatici dagli "dei", per creare bellezza e armonia e far evolvere tutti gli esseri?

Col nostro libero arbitrio, noi possiamo usare questi strumenti verso finì tra loro diametralmente opposti.

Come il cibo è il nutrimento del nostro corpo, così le parole e i pensieri-emozioni che esse comunicano sono il nutrimento dei nostri corpi sottili (emotivo e mentale). Quindi per raggiungere e mantenere l'ARMONIA e il benessere, all'interno di noi stessi e nei nostri rapporti con gli altri, è IMPORTANTE fare attenzione a ciò che "immettiamo" nelle nostre menti e nelle menti di chi vive attorno a noi.

Pensiamo all'enorme responsabilità di ognuno di noi e a quella ancora più grande degli insegnanti, dei politici, degli intellettuali e dei mezzi di comunicazione di massa.

Se ogni individuo ed ogni gruppo riflettessero su tale enorme opportunità di migliorare l'ambiente in cui viviamo, l'evoluzione umana procederebbe con un ritmo accelerato verso una vita veramente NUOVA.

Non v'è dubbio che l'accelerazione dei progresso tecnologico abbia portato maggior benessere materiale e opportunità di crescita e di sviluppo nel tessuto sociale, modificando radicalmente il modo di adoperare il linguaggio sia nei rapporti fra individui, sia fra questi ultimi e le Istituzioni.

L'uomo ha oggi a disposizione potenti strumenti che, se usati con responsabilità, saggezza e sensatezza, e la giusta visione delle cose, potrebbero permettergli di raggiungere le alte vette dell'evoluzione e qui incontrarsi con la propria Coscienza Superiore.

Purtroppo però, .nella maggior parte dei casi, la parola e la comunicazione sono utilizzate in modo molto superficiale e, soprattutto, scevro di sacralità. Le nefande e disastrose conseguenze le abbiamo davanti agli occhi, tutti i giorni.

Le parole errate vanno sicuramente a produrre forme - pensiero nocive e distruttive non solo intorno all'individuo che le pronuncia, ma si propagano anche nello spazio. Non rendendosi conto di ciò, l'uomo incessantemente e irresponsabilmente costruisce intorno a sé una molteplicità di forme la cui qualità è in relazione al pensiero e al linguaggio.

Attualmente i mezzi di comunicazione, così come il linguaggio in generale, sono gravidi di termini per lo più dissacranti, polemici, irriguardosi, menzogneri, calunniosi e demagogici, con ineluttabili effetti devastanti per la collettività. Una costante minaccia per l'instaurazione dei giusti e corretti rapporti umani. Non è un caso la crescita a dismisura del sottobosco culturale che ha confinato le masse in uno stato di inammissibile quiescenza.

La parola, quel dono supremo di cui il Creatore ci ha dotati, è stata privata del suo prezioso carico energetico di creatività, che ha sempre posseduto fin dalla sua nascita. Essa, anche scritta, per tale ragione, è diventata un pericoloso "virus", una cellula cancerogena foriera di disarmonie, disunione, separatività, causa di profonde e rovinose lacerazioni nella sfera psichica.

Anziché portare Luce, quindi chiarezza e positività, i mezzi di comunicazione, poiché manipolati da individui fortemente focalizzati verso la personalità, hanno gettato inquietanti ombre in seno alla Fonte della Verità. Hanno aperto la porta alle forze di disgregazione, che, come sanguisughe, si insinuano ovunque ci sia concordia e spirito di fratellanza, con l'intento di fomentare l'odio per indebolire le forze di coesione.

I filosofi di tutti i tempi hanno sempre sostenuto che il linguaggio della comunicazione è il mezzo più elevato che l'uomo ha per esprimere se stesso e l'ambiente circostante.

Scopo della parola è di rivestire il pensiero e metterlo a disposizione degli altri.

Quando comunichiamo portiamo alla luce i nostri pensieri; quindi dopo aver pensato dobbiamo scegliere le parole appropriate ad esprimere il pensiero giusto, consapevoli che il retto pensiero genera la retta .parola e la conseguenza sarà la creazione di forme-pensiero positive di aiuto all'umanità e a noi stessi.

In tale ottica, esistono organismi, gruppi e istituzioni che operano in tutti i settori e il cui fine tende all'unione e al bene comune. Essi rappresentano un segno incoraggiante per il futuro del genere umano, in quanto, mossi da intenti altruistici, seguono principi etici. I loro testi, edifici, libri, cerimonie e quant'altro, sono sempre degni dì rispetto. Suscitano un alone di sacralità.

Il loro linguaggio, di solito, dipinge di colori suggestivi la Sorgente luminosa dello Spirito Creativo. I loro sforzi favoriscono l'inarrestabile avanzare delle forze innovatrici.

I componenti di questi organismi sono dotati di coraggio, chiara visione, perseveranza e spirito di sacrificio. Si muovono sul terreno delle qualità specifiche dell'Anima e su questo terreno, sono piantati e germogliano i semi della Sacralità. Attorno ad essi gravitano particelle di sostanza mentale superiore con le quali creano un campo magnetico positivo.

Con il loro duro ma costante lavoro contribuiranno sicuramente a scardinare il muro del dissacrante materialismo, permettendo alla Luce di passare attraverso le maglie della rete dell'Illusione, che tiene prigioniera l'Anima, e consentendo, in tal modo, l'avvicinamento di ogni individuo a quel Sacro Centro chiamato Cuore. In questo Centro ognuno troverà la Fiamma ardente quale Fuoco purificatore dei pensieri, quindi delle parole.

Allora, pensieri e parole, purificati da tutte le scorie, sgravati dal pesante fardello che li tiene ancorati nelle fumose e stagnanti sfere del materialismo, metteranno le ali e saranno utilizzati in termini costruttivi e creativi a favore di una più trasparente e veritiera rete di comunicazione.

Quando verrà raggiunto questo elevato punto di Sacralità, la realizzazione del Piano Divino sulla serra sarà una meta molto più vicina.

La comunicazione è lo strumento utilizzato per educare ed il linguaggio ne è il mezzo; può essere espresso con parole, gesti e sguardi, ma si comunica anche col silenzio. Tutto in fondo è comunicazione, scambio e relazione. Nei rapporti la qualità della comunicazione è essenziale. Se ci rendessimo conto dell'effetto di ciò che diciamo e di come lo esprimiamo saremmo più vigili, più attenti alle parole, al tono e ai gesti, adattando il nostro linguaggio alla sensibilità della persona che ci ascolta. Il timbro della voce influisce su ciò che stiamo esprimendo e si percepiscono bene anche le più piccole sfumature.

Comunicare bene può essere faticoso e, in certi casi, implica uno sforzo. Richiede calma, consapevolezza, chiarezza di vedute e, possibilmente, amore intelligente.

Nel cammino evolutivo degli uomini gioca un ruolo fondamentale la capacità di padroneggiare il linguaggio e con esso la comunicazione. È molto importante prendere coscienza del potere di cui disponiamo grazie a questo mezzo.

Le Leggi di Natura e la Saggezza Antica ci insegnano, che "l'energia segue il pensiero e la parola è ciò che lo concretizza", e che tutto quello che esprimiamo verbalmente o mentalmente si accumula nello spazio per poi precipitare sul piano fisico.

Ogni generazione cambia seguendo i ritmi della storia. Tutto si trasforma velocemente modificando anche i rapporti tra genitori e figli. Un tempo tra una generazione e l'altra c'era una continuità di modi di fare e tutto il sapere veniva trasmesso in modo naturale e con semplicità, perché il mondo rimaneva pressoché sempre lo stesso.

Negli ultimi anni, la distanza che separa un giovane da un adulto è sempre maggiore. Tutto va velocemente e i cambiamenti sono radicali, così che la trasmissione delle tradizioni, dei valori si è inevitabilmente inceppata.

E questo, soprattutto, che segna la frattura tra il passato e le nuove generazioni; è questo che disorienta e mette in crisi la comunicazione.

Per i genitori non è sempre facile trovare delle nuove linee di orientamento per educare i figli a crescere.

Primo compito dell'educazione, alfine di civilizzare il fanciullo, è di esercitare e dirigerne correttamente gli istinti.

Secondo dovere è di curare la vera cultura, insegnandogli a far giusto uso dell'intelletto.

Terzo, evocare e sviluppare in lui l'intuizione.

(A. A. Bailey - L'Educazione nella Nuova era)

La comunicazione ha già inizio nel ventre materno, soprattutto, tramite le emozioni e i sentimenti della madre. Un'atmosfera amorevole, aperta e positiva in, famiglia, è fondamentale per una buona comunicazione e contribuisce alla costruzione di giusti rapporti. La famiglia è il primo gruppo con cui si viene in contatto, è una forma pensiero per cui si è facilitati nell'instaurare giusti e retti rapporti, cercando sempre il bene comune.

Per capirsi bisogna conoscersi; entrare nell'altro, sapere quali sono le sue aspirazioni, le difficoltà e non da ultimo il grado evolutivo. Per far questo si deve cercare il dialogo, alla cui base c'è l'ascolto. Il compito dei genitori è quello di essere

coerenti e proporre un modello etico ai propri figli. Usare in modo corretto le parole non è sufficiente, si deve concretizzare il linguaggio con l'azione adeguata: insegnare attraverso l'esempio e il dialogo quali sono i valori fondamentali che ognuno deve sviluppare nel corso dell'esistenza. Tutto risulterà più facile se all'interno della famiglia saranno già stati instaurati giusti e retti rapporti umani costruiti su valori etici: rispetto di tutti i membri, solidarietà, collaborazione, stima e fiducia. Questo compito è, però, ostacolato dal fatto che viviamo in una società frenetica, caotica, poco rispettosa dell'altro. Siamo bombardati da immagini sempre più violente e sempre più permissive. L'esibizionismo ha preso il sopravvento, non si tiene più conto che dialogare o informare non vuol dire, necessariamente, denigrare ili altri. Fiumi di parole vengono, a volte, sprecati senza giungere al punto focale della situazione.

Diventa allora importante, far capire ai giovani che tutto questo è poco edificante e costruttivo. Quando si è giovani, è importante avere dei modelli etici che conducano verso le scelte che contano veramente. Sarà tutto più difficile se vengono a mancare queste basi.

II ruolo del genitore-educatore è quello di osservare il bambino; capire il bagaglio della sua Anima, per poi dirigerlo correttamente èlevando il suo livello spirituale.

Bisogna responsabilizzarlo nelle sue scelte già da piccolo, ma fargli anche comprendere i suoi errori usando le giuste parole e adoperando linguaggio positivo. Le crisi e gli errori dovrebbero essere visti come un aiuto per migliorarsi, un'opportunità per la propria crescita emotiva e spirituale. I figli hanno bisogno di essere lodati e incoraggiati; hanno bisogno di sentirsi sicuri e protetti. È importante vedere in loro la personalità, prenderli sul serio, dialogare, ascoltarli e cercare di capire la loro posizione. I ragazzi vedono le cose in un modo diverso e, talvolta, più chiaro degli adulti, e gli adulti possono ancora imparare da loro.

"Molti genitori non hanno capito che, con il pretesto di amare i figli, non lasciano mai che soffrano e che fatichino un po' per ricevere una lezione; al minimo inconveniente, eccoli pronti a sistemare tutto. Ebbene no, non è questo l'amore e non é così che agiscono il Signore e la Natura". (Omraam Mikhael Aivanhov)

La relazione tra genitori,e figli è un esercizio di disciplina, è un dare-avere, uno scambio continuo di affetti e di conoscenze. Il giusto equilibrio é la cosa più difficile da attuare ed è ciò che ogni genitore spera di realizzare.

Cosa devono fare i genitori? Creare un'atmosfera di amore... un'atmosfera di pazienza, un'atmosfera di attività ordinata, un'atmosfera di comprensione. (A. A. Bailey - L'Educazione nella Nuova Era)

Per l'uomo è indispensabile incontrarsi con altri uomini e parlare con loro perché, così facendo, inconsapevolmente impara e inconsapevolmente può essere d'aiuto a chi ascolta.

La comunicazione, con questa premessa, è la base per lo sviluppo umano, sia per le relazioni che per le aperture alle attività lavorative.

Le persone, quando si parlano, non si ascoltano soltanto con la voce che arriva alle orecchie, ma anche con i corpi sottili (quando questi si toccano). Il poter riuscire ad ascoltare una conversazione, oltre che con le orecchie, anche con i corpi sottili, permette di afferrare meglio l'essenza del discorso. La mancanza del contatto astrale rende più difficile la comprensione: avrete notato quanto è più difficoltoso spiegare una cosa al telefono anziché a voce. Quindi è utile stare vicino alle persone quando si parla.

Ogni parola detta ha un peso e viene recepita da chi ci ascolta. Il nostro obbiettivo è quello di raggiungere e di fare raggiungere giusti e retti rapporti. È un obbiettivo estremamente impegnativo, però impegnandoci e conoscendo il comportamento del corpo fisico sicuramente arriveremo alla meta.

Quindi dobbiamo, nel relazionarci con l'intento di stabilire retti rapporti, sempre coinvolgere tutte le nostre capacità per riuscire a incontrare le persone, in modo che la conversazione sia anche convogliata attraverso i corpi sottili per avere il massimo della comprensione.

Purtroppo quando ci si relaziona incontriamo l'incomprensione, che è la regola mentre la comprensione è l'eccezione. Questa incomprensione ha luogo per diversi motivi: mentre si ascolta si pensa ad altro, ad un dolore ecc. Uno dei motivi principali dell'incomprensione è però quello che andrò a descrivere; il conoscerlo ci sarà di grande aiuto nel migliorare i rapporti con le persone.

'tutti gli uomini sono mentalmente diversi e questo è dovuto alla famiglia, agli amici, alla scuola, alla città dove

hanno abitato, alla regione, alla nazione d'appartenenza, al tipo di lavoro e alle varie esperienze individuali e a quelle di gruppo. Con tutte queste variabili il divario di conoscenza e di costumi tra una persona e l'altra è infinito.

Esempio - Ci sono tre persone: Mario, Stefano e Carlo che stanno mettendosi d'accordo su come iniziare, con una carta, ad impacchettare una scatola. Mario comincia a raccontare quando è stata inventata la carta e quale è stato il suo impiego nel tempo, poi dice come intende lui iniziare a fare il pacchetto: appoggiare la scatola in mezzo al foglio. Stefano dice che la spedizione deve essere fatta di sera perché i treni in quelle ore sono in orario, poi dice come intende lui iniziare a fare il pacchetto: appoggiare la scatola in mezzo al foglio. Carlo dice di appoggiare la scatola in mezzo al foglio.

Mario, Stefano e Carlo hanno avuto la stessa idea su come iniziare ad impacchettare, però partendo da basi totalmente diverse (uno era andato alle origini, uno era andato nel futuro e uno era rimasto nel presente); prima di capirsi hanno dovuto far scorrere fiumi di parole e notevole tempo.

Lo stare insieme a lungo in due o in gruppo porta tutti i partecipanti, anche se diversi mentalmente, a capirsi. La comprensione avviene nei gruppi stabili, perché i corpi fisici stando vicini danno la possibilità ai loro corpi sottili,di entrare in contatto tra loro. I corpi sottili assorbono e trasmettono messaggi in continuazione. Quindi se veniamo in contatto con l'altro corpo sottile, mentre parliamo, la comunicazione verbale e la comprensione delle parole saranno facilitate. La capacità di ricevere il messaggio, con i corpi sottili, è la base per l'apertura della coscienza. L' apertura della coscienza migliora i canali di trasmissione tra il corpo fisico e i corpi sottili.

Una parola o una frase ascoltate in una conversazione influiranno nella nostra vita.

Il termine "Comunicare" proviene da "communis", che vuol dire "mettere in comune", condividere: esso, dunque, contiene in nuce il germe della sacralità, in quanto è strettamente connesso con l'idea di Fratellanza, e con il concetto per cui, dietro le diverse forme apparenti, la Vita è Una, nel collegamento potente e innegabile tra tutte le manifestazioni dell'Universo. È forse per questo motivo sottile per cui la religione cattolica ha utilizzato il termine "comunicare" per indicare l'azione di chi si avvicina all'altare per prendere la comunione.

Comunicazione è, dunque, sia ciò che ci collega agli altri esseri (umani e viventi, in generale), sia che ciò che, contemporaneamente, ci connette con l'Alto: l'avvento della Nuova Era ci invita decisamente a ricercare strumenti nuovi, nuovi ritmi, e dunque nuovi riti, che permettano di esprimerci in forme che garantiscano i "giusti rapporti", e che ci possano portare, sempre più consapevolmente, in contatto con la nostra Anima. Ogni volta che comunichiamo, dunque, dovremmo ricordare che non stiamo facendo altro che mettere in comune parti apparentemente diverse della stessa Verità.

La sacralità di una comunicazione, quindi, è legata e connessa a quanto lo scambio, la relazione, avvenga tra le Anime di chi sta comunicando.

Le Ere passate ci hanno fornito differenti strumenti, come la trance raggiunta in alcune celebrazioni rituali, attraverso i quali gli uomini giungevano in rapporto con le dimensioni spirituali della realtà, trovando in essa la possibilità di comunicare direttamente con il mondo delle Anime.

Nei riti più antichi venivano utilizzate delle caverne, per raggiungere le quali l'uomo - o il gruppo di uomini - doveva strisciare, arrampicarsi, scalare nel buio pressoché totale, affascinato e attratto dalle viscere della terra; a patto di vincere la propria paura, seguendo il sentiero che conduce nelle tenebre, superando una prova interiore e fisica, quell'uomo avrebbe potuto avere l'esperienza di un contatto con l'Assoluto.

Le cerimonie della Vecchia Era si caratterizzavano, inoltre, per il fatto che era il sacerdote l'unico detentore del senso dei rituali compiuti davanti a una folla all'oscuro del senso più profondo e inconscio del rito stesso.

Il corpo fisico assumeva, in questi riti, un ruolo opposto a quello che gli è destinato nel rito cattolico, esso veniva considerato innanzitutto il veicolo della divinità, e veniva coinvolto nelle danze sfrenate e nei contorcimenti spasmodici che caratterizzavano alcune di quelle cerimonie. Nella prospettiva cattolica, la sregolatezza dei sensi nella comunicazione con il sacro è di essenza diabolica, e nel Medioevo fu proibita l'usanza, che fino ad allora era stata in vigore, di danzare durante le cerimonie religiose. La preghiera cattolica è diventata dunque essenzialmente silenzio, quando non mortificazione, del corpo fisico.

Nella Nuova Era ci approssimiamo a rintracciare quella che è la terza via, nell'espressione del sacro nella comunicazione, ovvero la via che utilizza al meglio i limiti della nostra personalità perché la nostra Anima possa essere espressa.

Il delicato e magico equilibrio tra personalità ed Anima passa attraverso l'allineamento dei corpi inferiori e si avvera attraverso il gruppo. La comunicazione in gruppo diventa, quindi, particolarmente importante per apprendere quanto, in ogni forma di comunicazione, non facciamo che mettere in comune parti apparentemente diverse della stessa Verità.

Come possiamo essere sicuri che le nostre azioni, le nostre emozioni e i nostri pensieri, nella comunicazione con l'altro, siano allineati con la volontà dell'Anima? Capita, infatti, molto frequentemente, che il nostro stesso attaccamento ad alcune persone, come i componenti del nostro gruppo, rendano la nostra comunicazione con loro inefficace, oppure nociva.

Esaminiamo le modalità più frequenti di disallineamento nella comunicazione:

- "sparare" le proprie forme-pensiero contro gli altri, senza chiedersi prima se è possibile portare la stessa idea in modo pacifico e costruttivo, amorevole: a volte, fra l'altro, la nostra stessa volontà di bene ci rende precipitosi o aggressivi nei confronti dei fratelli che, secondo noi, "sbagliano"; altre volte è la nostra paura che ci muove a "sparare" sugli altri quelle forme - pensiero che, cariche emotivamente, non riusciamo a reggere noi stessi;

- rimuginare i motivi e le condizioni che incontrano la propria contrarietà, senza dare esito positivo e costruttivo a tale sterile elucubrazione, in un'interpretazione falsa del concetto di innocuità, tale per cui, per esempio, a volte, confondiamola luce flebile della suscettibilità della personalità con la luce chiara dell'Anima;

- rintracciare e sottolineare i collegamenti del comportamento presente e considerato criticabile, ai comportamenti del passato.

Fra le motivazioni più frequenti alla base dell'espressione critica all'interno di una comunicazione, quindi, la paura del dolore e la paura della paura, per evitare i quali l'atteggiamento di critica diventa una specie di scudo armato per allontanare le idee e i pensieri dell'altro. In alcune occasioni e situazioni é la stessa autocritica, troppo duramente esercitata contro se stessi, che viene utilizzata contro gli altri.

Parallelamente, si possono individuare comportamenti, azioni e modalità comunicative, che ottengono l'effetto contrario, rintracciando quella "via di minor resistenza" che il Maestro Tibetano così spesso indica per realizzare l'evoluzione:

distinguere il piano emotivo dal contenuto mentale delle comunicazioni;

utilizzare il senso dell'umorismo, in modo da utilizzare il piano emotivo quale carburante non inquinante che fornisce energia alle nostre comunicazioni;

creare forme pensiero morbide, che arrivino agli altri galleggiando;

tener presente l'obiettivo del lavoro, che non è la trasformazione del limite dell'altro;

far vibrare internamente il Mantra "Io sono quello", a ricordare all'Anima la sua Funzione, oltre l'apparenza della Personalità.

Un'indicazione particolarmente utile in proposito è quella della ricerca del "silenzio del pensiero", inteso quale spazio di ascolto e di meditazione. Si tratta dell'allenamento non di certo a non dire quello che si pensa, quanto piuttosto a rendere la propria Mente un ricettacolo pronto a ricevere quanto proviene dall'Alto, nel Silenzio. Sappiamo, infatti, che, in futuro, le parole utilizzate nelle nostre comunicazioni saranno sempre di meno e il linguaggio umano somiglierà sempre un po' di più all'uso divino delle Parole.

Le parole del Maestro Tibetano espongono chiaramente la direzione che una comunicazione che voglia essere sacra deve seguire:

Abbandona o sacrifica l'antichissima tendenza a criticare e correggere l'operato altrui, e conserva ire tal modo l'integrità interiore del gruppo. Più numerosi sono i progetti di servizio falliti e i lavoratori ostacolati dalla critica che da qualsiasi altro fattore.

Sacrifica o abbandona il senso di responsabilità per le azioni altrui, specialmente se discepoli. Cura che la tua attività sia all'altezza della loro, e lottando con gioia e sulla via del servizio le differenze spariranno, e sarà raggiunto il bene generale.

Abbandona l'orgoglio mentale che vede giusti e veri i propri metodi e la propria interpretazione, falsi ed errati quelli altrui. Questa è la via della separazione. Aderisci alla via dell'integrazione, che è dell'anima e non della mente (Alice Bailey, Psicologia Esoterica, vol. 2, 108).

Ricordiamo, infine l'effetto e la funzione di ripulitura che ha il suono della parola sacra OM, che fatto risuonare con intento preciso e consapevole, rimuove e disturba la materia grossolana dei corpi inferiori, attraendo le particelle di materia pura, che rendono quegli stessi corpi adatti al lavoro dell'Anima.

Smetti di parlare di quello che una persona buona dovrebbe essere e semplicemente sii quella persona.

LE TRE REGOLE PER L'ASPIRANTE SPIRITUALE 

Regola I

Entra nel core del fratello tuo e vedi il suo dolore. Poi parla. Le tue parole infondano in lui la potente forza i cui a bisogno per spezzare le sue catene. a non gliele spezzare tu stesso. L'opera tua è di parlare con comprensione intelligente. Dalla forza che riceverà sarà sorretto nel suo lavoro.

Regola II

Entra nella ente del fratello tuo e leggi i suoi pensieri; farai questo soltanto quando i tuoi pensieri saranno puri. Poi pensa.

Ed i pensieri tuoi entrino nella ente del fratello tuo e si fondano con i suoi. Mantieni però il completo distacco, poiché nessuno ha il diritto d'influenzare e di dirigere la mente di un altro. L'unico diritto che tu puoi esercitare è quello che lo

muoverà a dire: "Egli mi ama, mi è vicino. Egli pensa con me ed io sono forte abbastanza per fare ciò che è giusto". Impara dunque a parlare. Impara dunque a pensare.

Regola III

Fonditi con l'Anima del fratello tuo e conoscilo qual è. Solo sul piano dell'Anima ciò può essere fatto. In altri piani la fusione va a alimentare il combustibile della sua vita inferiore. Focalizzati sul Piano Divino, vedrai così la parte che spetta a lui, a te, a tutti gli uomini. Così egli entrerà nella vita e saprà qual è il suo lavoro.

Una nota unita alle tre regole dice:

"Queste tre energie, della parola, del pensiero, del proposito, dirette dalla comprensione dell'aspirante, fuse con le forze che si destano nel fratello che egli cerca di aiutare, sono le tre energie con le quali tutti gli Adepti lavorano".


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