Essere VEGANI
vuol dire essere vegetariani puri (Vegetaliani),
ovvero eliminando tutto ciò che deriva dalla morte e dalla sofferenza degli
animali.
Con questo non si intende solo il cibo (quali CARNE,
PESCE, MIELE, UOVA e LATTICINI) ma anche LANA,
SETA, PELLE, CUOIO e PIUMINI ed
evitando l’uso di detersivi, cosmetici e medicinali contenenti prodotti di
origine animale e testati su di essi.
La domanda più ricorrente quando parlo di questa mia scelta di vita è: PERCHE’?
Innanzitutto perché l’Amore per la vita, in tutte le sue forme, i miei
ideali, il mio punto di vista religioso e filosofico, moralmente me lo vietano.
Secondo perché io credo che al giorno d’oggi la nostra società abbia i mezzi
per poter evitare l’uccisione e la sofferenza di altri esseri viventi, e
continuare a farlo pur potendolo evitare, a mio parere, si commettono due dei
peccati più grandi: il NON RISPETTO della
vita, il NON AMARE gli altri come il
Cristo ha amato noi. (Dubito che intendesse per "altri" solo il genere
Umano!).
Terzo perché considero gli animali esseri sensibili con un loro valore e non
semplici oggetti. Hanno un loro cammino da compiere, e dato che noi siamo
spiritualmente più elevati abbiamo, a parer mio, il DOVERE di aiutarli in
questo loro cammino e considerarli anche sotto questo punto di vista, amarli
come esseri viventi con un loro "perché" e con un loro
"dove". Sono creature del Signore non meno di noi. Per questo ho
scelto di vivere lo stile di vita vegano che evita il consumo di tutto ciò che
deriva dal loro sfruttamento, dalla loro sofferenza e dalla loro uccisione.
Dopo queste brevi precisazioni personali, passerei con il rispondere a dei
"perché" più tecnici:
Perché i
vegani non mangiano il latte e latticini?

Nonostante la credenza comune, le mucche, e anche i vitellini, vengono uccisi
nel ciclo produttivo del latte. Se le mucche fossero libere vivrebbero venti o
più anni, negli allevamenti vengono macellate a cinque/sei anni quando iniziano
a produrre meno latte; i vitellini maschi, separati dalle madri per consentire
la mungitura, sono destinati al macello a poche settimane di vita (carne di
vitella) o fatti ingrassare e macellati dopo circa due anni (carne di manzo). Il
latte viene prodotto da mucche inseminate perlopiù artificialmente; se non
fossero ingravidate e quindi non mettessero al mondo i vitelli destinati al
macello, non produrrebbero latte. Inevitabilmente, chi consuma latte e derivati,
incentiva la produzione di carne. Ai vegani non importa sapere se il formaggio
possa contenere o no caglio animale (ottenuto dallo stomaco dei vitelli
macellati): anche senza caglio animale il formaggio deriva dallo sfruttamento e
dalla morte di animali.
Perché i
vegani non mangiano le uova? 
Anche qui, nonostante la credenza comune, le galline, e anche i pulcini
maschi, vengono uccisi nel ciclo produttivo delle uova. Le galline libere
vivrebbero quindici anni, mentre negli allevamenti (sia nei capannoni che all’aperto)
vengono sgozzate a circa due anni, per diventare carne di seconda scelta, non
appena la loro produttività diminuisce. Inevitabilmente, chi consuma le uova,
incentiva la produzione di carne. Appena nati i pulcini vengono separati: i
maschi vengono avviati all’allevamento di polli da carne o buttati vivi in un
tritacarne per diventare mangime o vengono uccisi soffocandoli con del gas; le
femmine sono avviate alla produzione di uova. Pratica comune è il taglio del
becco, senza anestesia, per evitare che si feriscano.
Perché i
vegani non mangiano pesce? 
La morte dei pesci avviene sempre per soffocamento. Solo perché si tratta di
una sofferenza silenziosa non viene tenuta in nessuna considerazione. I
nutrienti nella loro carne sono essenzialmente proteine e ferro, contenuti
entrambi in quantità adeguate in una dieta vegan. Mentre sono stati pubblicati
studi nei quali si afferma che acidi grassi omega-3 (il DHA e l’EPA) contenuti
nel pesce ridurrebbero l’incidenza di malattie cardiovascolari, altri invece
hanno rilevato che chi mangia spesso pesce ha una maggiore incidenza di
patologie cardiache o, comunque, che il pesce non ha effetti protettivi. Inoltre
è ampiamente dimostrato che nei vegani l’incidenza di queste patologie è
decisamente inferiore rispetto agli onnivori e i cibi vegetali (in particolare l’olio
di lino, le noci, il germe di grano, la soia e suoi derivati) contengono un tipo
di omega-3 (l’acido alfa-linolenico) che l’organismo umano può facilmente
convertire in DHA ed EPA. Inoltre il pesce contiene altri grassi saturi (molto
ridotti nei cibi vegetali) e colesterolo (del tutto assente nei prodotti
vegetali). Un altro problema è l’elevato contenuto di inquinanti tossici del
pesce, principalmente diossina e mercurio. La dieta vegan invece è la migliore
per ridurre l’assunzione di sostanze tossiche. Gli allevamenti ittici non
rappresentano una soluzione ne' eticamente, ne' ecologicamente, ne'
economicamente valida. Il mangime dei pesci è spesso composto di farine
proteiche ottenute perlopiù triturando altri pesci "di scarto",
pescati a grandi profondità; questa pratica aumenta lo sfruttamento dei mari
dato che viene favorito il mercato dei pesci meno pregiati, contribuendo così a
danneggiare gli ecosistemi marini anche a maggiori profondità. Inoltre gli
allevamenti ittici sono altamente inquinanti (per via delle grosse quantità di
liquami prodotti - fino ad una tonnellata di rifiuti solidi per ogni tonnellata
di pesce prodotta - e dei farmaci utilizzati) e necessitano di enormi aree lungo
le coste o di enormi quantità di acqua dolce.
Perché i
vegani non mangiano il miele? 
Alcuni sostengono che le api vivono in libertà e non vengono uccise per la
produzione del miele. Invece esso viene prodotto in maniera alquanto crudele e a
causa dell’apicoltura muoiono moltissimi animali. L'Apis mellifera possiede un
sistema nervoso sviluppato e quindi la capacita di provare dolore. Il miele e',
in realtà, il "vomito" dell'ape: ingoiato il nettare, essa lo rigetta
e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive. La
mistura viene poi rigurgitata, per essere ulteriormente digerita da altre api.
Non contiene sostanze nutritive rilevanti per l'alimentazione umana. Gli
apicoltori non si limitano a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso; al
contrario, spesso si estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e si
nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l'inverno. Non essendo
esso l’equivalente adeguato della dieta naturale, espone le api a diverse
malattie e quindi abbassa la loro durata di vita. Per questo motivo, allo
zucchero vengono spesso aggiunti diversi antibiotici (tetraciclina, terramicina)
che espongono le colonie selvatiche ad un maggior rischio di epidemie. Per
evitare che la colonia consumi il miele immagazzinato prima dell’inverno, che può
superare i 25 chilogrammi, gli apicoltori distruggono gli alveari e acquistano
una nuova colonia a fine inverno. Nel processo di verifica delle condizioni
dell'alveare e di estrazione del miele, anche il più attento degli apicoltori
non potrà fare a meno di calpestare e uccidere un buon numero di api. Le regine
vengono soppresse ogni due anni (in natura vivono fino a cinque), quando la loro
capacità di deporre uova declina, rendendone il mantenimento economicamente
svantaggioso. La loro inseminazione artificiale provoca la morte del maschio; il
metodo più diffuso per ottenere lo sperma, infatti, consiste nella
decapitazione del maschio (quando la testa viene staccata, il sistema nervoso
centrale riceve un impulso elettrico, che provoca eccitazione sessuale). A
volte, testa e torace del maschio vengono schiacciati per provocare l'uscita
dell'endofallo.
Tra l’altro lo spostamento delle colonie di Api da un luogo all’altro, per
produrre diversi tipi di miele, provoca lo squilibrio nell’ecosistema del
luogo, perché l’unione di una razza di Api con un’altra non solo crea
rivalità delle diverse colonie con conseguente alta mortalità delle stesse, ma
anche accoppiamenti genetici incompatibili tra loro che creano una sottorazza
più debole e malata.
Così i vegani non utilizzano nessun altro prodotto ricavato dalle api (cera,
pappa reale, propoli).
Perché i
vegani rifiutano la pelle e il cuoio?

La pelle viene generalmente considerata un sottoprodotto dell’industria della
carne e del latte, ma giudicando dall’ enorme giro d’affari che essa muove
non può essere definito un prodotto di secondaria importanza. Se si smettesse
di mangiare la carne di animali la loro pelle non sarebbe disponibile per farne
scarpe, borse, divani. Ma se si smettesse di usare la pelle il mercato della
carne ne risentirebbe. L’unico modo per rompere questo ciclo di sofferenza è
di smettere di mangiare carne e di usare pelle.
Perché i
vegani rifiutano la lana? 
La lana fa parte di quei prodotti che a prima vista non sembrano particolarmente
cruenti, ma lo sfruttamento e la sofferenza delle pecore derivano dalla
incessante ricerca del profitto. La maggior parte della lana proviene dall’Australia
dove le greggi sono composte da migliaia di pecore, e quindi, come diretta
conseguenza, l'attenzione per il singolo animale diventa anti-economica. Come
negli altri tipi di allevamenti intensivi, un alto livello di mortalità,
soprattutto nelle prime settimane di vita, viene considerato normale. Poche
settimane dopo la nascita, agli agnelli vengono tagliate le code, senza
anestesia; i maschi, inoltre, subiscono la castrazione (quasi sempre senza
anestesia). In Australia, la razza più comunemente allevata è la merinos,
appositamente cresciuta con la pelle grinzosa, cioè dotata di molte pieghe,
grazie alle quali la lana prodotta è maggiore rispetto ad una pecora normale.
Questo sovraccarico innaturale di lana fa si che gli animali siano sfiniti dalla
calura; inoltre, nelle pieghe della pelle si accumulano facilmente urine e feci
che attirano le mosche a deporre le loro uova. Per prevenire la nascita delle
larve, gli allevatori strappano larghi brandelli di pelle alle pecore;
nonostante ciò, spesso le mosche arrivano a deporre le uova sulle ferite
sanguinanti, prima che abbiano il tempo di guarire. Si stima che questa pratica
barbara causi la morte di più animali di quanti non ne salvi. Inoltre, la
tosatura è un’attività' tutt’altro che pacifica. Siccome i tosatori
vengono normalmente pagati in base al volume di lana che producono e non in base
al numero di ore lavorate, eseguono il lavoro nel modo più veloce possibile
senza la minima cura per l’animale. Inoltre, per evitare che la tosatura venga
fatta troppo tardi, le pecore vengono spesso tosate prematuramente e muoiono
perché esposte alle intemperie. Infine, quando iniziano a diventare
"improduttive", le pecore, come tutti gli altri animali di
allevamento, vengono immediatamente mandate al macello per essere sostituite con
animali più giovani e quindi redditizi.
Perché i
vegani rifiutano i piumini? 
Le piume per le imbottiture vengono strappate senza anestesia alle oche. Queste
vengono prese per il collo e poi legate per le zampe o semplicemente
immobilizzate tra le ginocchia dell’addetto. Una volta terminata l’operazione,
la pelle delicata dell’oca, terrorizzata e dolorante, viene spolverata di
disinfettante fino al prossimo spiumaggio. Lo spiumaggio inizia all’eta' di
otto settimane e di solito viene ripetuto ogni due mesi per ancora due o tre
volte. Dopodiché l’oca viene uccisa subito, oppure dopo un periodo di
alimentazione forzata per produrre paté de foie gras. Una parte di piume deriva
invece dall’uccisione delle oche. Ma a prodotto finito è impossibile sapere
se il piumaggio viene da oche vive o morte. Poco cambia per il consumatore etico
che non comprerebbe comunque un prodotto che comporta la sofferenza o l’uccisione
di animali.
Perché i
vegani rifiutano la seta? 
La seta deriva dal bozzolo creato dal baco, che al suo interno si trasforma in
farfalla; occorrono 1500 bachi per fare 100 grammi di seta. Per impedire che il
baco possa uscire dal bozzolo mangiando la parete e quindi rompendo i fili di
seta, le larve sono uccise con l’ebollizione, oppure nel forno a microonde.
Che
cosmetici, prodotti per la cura della persona e per la pulizia della casa usano
i vegani? 
L’acquisto di cosmetici, prodotti per la cura della persona e la pulizia della
casa vegan è resa difficilissima (in alcuni casi impossibile) dal fatto che per
legge tutte le nuove sostanze chimiche sono sottoposte ad alcuni test generici
su animali (come il LD 50) e che in funzione del loro uso specifico vengono in
seguito sottoposte ad ulteriori test (come il Draize test). Per quanto riguarda
i cosmetici e i prodotti per la cura della persona (saponi, bagnoschiuma,
shampoo) la stragrande maggioranza dei prodotti finiti non è testato su animali
perché non è obbligatorio per legge e poche ditte vogliono buttare via soldi
in prove che sanno benissimo essere prive di rilevanza scientifica. Chi scrive
sulla confezione "Prodotto finito non testato su animali" non dice
nulla di particolarmente interessante: quello che conta sono i singoli
ingredienti: dal 1976 ad oggi qualunque nuova sostanza chimica deve essere
testata su animali per fornire alle autorità competenti un profilo
tossicologico. Tutti i test (compresi l’LD 50, il Draize test cutaneo, oculare
e i test di fototossicità o cancerogenicità) comportano sofferenze terribili
per gli animali utilizzati. Ciò non toglie che le industrie chimiche e
cosmetiche non abbiano mai mosso un dito per richiedere una modifica delle
normative, almeno fino a quando l'opinione pubblica non ha cominciato a rendersi
conto della situazione e a protestare. Non ci resta che continuare a boicottare
tutti i prodotti che fanno uso di ingredienti obbligatoriamente testati su
animali. Per far capire ai produttori e ai politici che non accettiamo questa
normativa, affinché le leggi e le direttive comunitarie che impongono tali test
vengano abrogate o modificate. Questo approccio fino ad ora ha funzionato: le
pressioni dell'opinione pubblica sui produttori e sui governi stanno sortendo
l'effetto desiderato. Una guida utile per orientarsi negli acquisti l’ha
redatta la LAV-EAR (Lega Antivivisezione-Europe for Animal Rights). I
fabbricanti inclusi in questa lista garantiscono di non usare più nuovi
ingredienti (dal 1992) finché non verrà cambiata la legge evitando di
incrementare il numero di animali vivisezionati. Anche per quanto riguarda i
prodotti per la casa (detergenti per piatti, panni, mobili, vetri e pavimenti),
la legge impone l'obbligo di testare gli ingredienti su animali (così come
qualunque altra nuova sostanza chimica, a prescindere dal suo futuro uso) ma non
i prodotti finiti. Chi vuole acquistare in modo responsabile dovrebbe preferire
i prodotti più vecchi a quelli più nuovi che più probabilmente contengono
sostanze nuove la cui introduzione sul mercato ha ulteriormente incrementato il
numero di animali usati nella vivisezione.
Come si curano
i vegani?
Un vegan cerca di prevenire le malattie, ad esempio con l’alimentazione, e
utilizza quando possibile metodi di cura non cruenti, come quelli a base di erbe
mediche. Ma può capitare di non avere alternative, e di doversi curare con
quello che allo stato attuale è disponibile. Sapendo che i farmaci allopatici
sono tutti sperimentati sugli animali, oltre che a contenere parti di essi,
latticini e anche saccarosio (zucchero bianco raffinato) ci battiamo per una
ricerca diversa rispettosa delle altre specie, per lo sviluppo di metodi nuovi e
meno barbari. Auspichiamo che, soprattutto le nuove generazioni, grazie anche
alla legge sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale, si
muovano in una direzione che favorisca il benessere di ogni essere vivente, e
vada oltre lo specismo.
NB
- In futuro approfondirò sia l’argomento Omeopatia che l’argomento
Saccarosio.
Dopo aver affrontato i PERCHÉ, passerei ai COME.
Ma prima vorrei sfatare un vecchio e sbagliato mito: NON
E’ VERO CHE I VEGANI VANNO INCONTRO ALL’ANEMIA O ALLA CARENZA DI PROTEINE,
FERRO ED ALTRI ELEMENTI!
Le proteine, che sono responsabili della salute dei tessuti del corpo, sono
composte di 20 aminoacidi; nove di questi, chiamati "essenziali" non
potendo essere prodotti dal nostro corpo vengono forniti dalla dieta. Da tempo
la teoria che bisogna combinare i vari cibi vegetali o di doverne mangiare a
quintalate per poter ottenere tutte le proteine essenziali si è rivelata falsa:
basta una varietà di cereali, legumi e verdure per fornire ai vegani tutte le
proteine a sufficienza. Mentre spesso si accusa la dieta vegana di essere
carente di proteine, al contrario il problema delle diete "normali" in
Occidente è l’eccesso di assunzione di calorie e proteine di origine animale,
che portano ad aumentare il rischio di molte malattie: da obesità e malattie
cardiovascolari fino a cancro e allergie.
Prima di diventare vegetariana, ero anemica, e il dottore non faceva altro che
ripetermi: "Devi mangiare carne!!!"…ma io notavo che l’anemia non
passava. Qualche anno dopo (parliamo del 1997) ho cominciato ad eliminare la
carne. Un anno fa circa ho eliminato anche tutti i derivati animali…ma in
compenso la mia dieta mi portava ad assumere molti più legumi e cereali, così
nelle mie ultime analisi del sangue, sotto lo sguardo incredulo del mio medico
(che ben sapeva della mia scelta, senza approvarla naturalmente!) risultò che
ora avevo ferro da dare via (sue testuali parole!): NON ERO PIU’ ANEMICA.
Naturalmente questo se si integra bene ogni elemento nutritivo. E farlo non è
poi così difficile, anche se comporta un buon impegno e buono spirito di
adattamento.
Innanzitutto dobbiamo cancellare dal nostro vocabolario le parole: "NON
MI PIACE" ed essere un po’ meno schizzinosi, perché ad
esempio, alcuni tipi di alghe,
conosciute come "Sea Vegetables" (verdure di mare) in inglese, sono
ricchissime di sali minerali, proteine, vitamine e calcio in misura superiore
perfino alle verdure di terra. Ogni tipo, wakame', kombu, arame, hiziki, nori,
dulse, ha sapore e nutrimenti diversi. E sono buone, non temete! Io ad esempio
uso molto la Kombu.
Ora vediamo come
sostituire carne, uova e latticini
con alimenti
vegetali. 
Inizierei con il parlarvi di
uno degli alimenti che meglio sostituiscono la carne, anche se naturalmente il
sapore è diverso, ma molto buono e saporito: il SEITAN.
Il SEITAN
è un alimento proteico interamente vegetale, ricavato dal glutine, la frazione
proteica del grano.
La sua produzione è derivata da una ricetta tradizionale dell’estremo oriente
ed è stato un alimento base in Cina, Giappone, Corea, Russia e Medio Oriente
per migliaia di anni.
Nella farina di grano vi sono
principalmente due frazioni caratteristiche: l’amido e il glutine (circa il 10
– 15% a seconda della varietà di grano). Una piccola parte è poi
rappresentata dalla cellulosa (crusca).
Il glutine può essere estratto dalla farina ed essere utilizzato in vari
modi. Si può aggiungere ad altre farine poco adatte alla panificazione (la
farina di grano duro è più ricca di glutine di quella di grano tenero) così
come lo si può impiegare per scopi non alimentari: ad esempio nell’industria
della carta e dei tessuti per migliorare la qualità del prodotto.
Ad ogni modo l’uso migliore del glutine è quello di alimento proteico per l’alimentazione
umana e anticamente era questo l’uso comune del glutine in molte zone dell’appennino
tosco-emiliano ed in molte altre in cui si coltivava il grano.
L’estrazione del glutine dalla farina era molto semplice. La farina veniva
impastata in acqua come si fa per la panificazione, dopodiché si prendeva tale
impasto, si avvolgeva in un panno e si lavorava con le mani dentro catini pieni
d’acqua in modo da eliminare l’amido. Il glutine che rimaneva dentro il
panno veniva cotto a vapore sopra una pentola in ebollizione. Con questo
semplice ed economico procedimento i contadini avevano a disposizione una
notevole quantità di proteine per l’inverno.
Un procedimento simile è
utilizzato per produrre il SEITAN. Infatti dopo aver eliminato l’amido con
acqua corrente si procede a cuocere il glutine ottenuto, ma a differenza della
semplice acqua si usa un brodo vegetale composto da salsa di soia, alghe e
zenzero.
Con questo sistema si ottiene un prodotto unico dal punto di vista nutrizionale.
Infatti la composizione della proteina è completa di tutti gli amminoacidi
essenziali. La carenza di Lisina che presenta la proteina del grano è colmata
dalla cottura in salsa di soia (quest’ultima ricchissima di Lisina). L’indice
di utilizzo della proteina è poi per il Seitan uno dei più elevati tra gli
alimenti proteici (circa il 70%).
L’utilizzazione della salsa di soia migliora la qualità e la quantità
delle proteine tanto da fare del SEITAN un alimento altamente nutritivo e
assimilabile dall’organismo umano senza gli inconvenienti dei prodotti
proteici animali.
La cottura con aggiunta di
alghe marine (una laminaria chiamata Kombu) influenza direttamente anche il
contenuto di minerali, in special modo del calcio.
Buono , sempre per la presenza dell’alga , il contenuto di Niacina.
Ma oltre all’altissima
percentuale di proteina e la sua ottima digeribilità c’è un ulteriore dato
nutrizionale che fa del SEITAN un grande alimento: l’assenza
assoluta di colesterolo. La funzione nutritiva del SEITAN si
esplica nella completa soddisfazione del fabbisogno proteico senza l’apporto
di sostanze grasse di origine animale e di colesterolo.
Non è tuttavia consigliabile assumere troppe proteine, perché un loro eccesso
risulta dannoso per l'organismo sotto diversi punti di vista. Inoltre con l'età
il fabbisogno proteico diminuisce sensibilmente.
Da un punto di vista calorico 100 gr. di SEITAN corrispondono a 118 calorie (494
KJ).
100g.
di seitan pre-cucinato contengono:
19,6%
di proteine
16,8%
di carboidrati
2,10%
di grassi insaturi
zero colesterolo.
Buono il quantitativo di ferro: 0,98mg per 100gr.
Il sodio è presente nel seitan fresco in ragione di 0,49
g/100g
nel seitan pre-cucinato di 0,63g/100g
nel seitanburger di 0,28g/100g.
Si può confrontare l’alimento seitan con 100 gr di parte edibile di carne
magra di manzo che presentano 129 calorie (540KJ)
20,7%
di
proteine
zero
glucidi
5,1%
di grassi per lo più saturi
80 mg.
di colesterolo
2,3mg
di ferro.
Di aspetto simile alla carne, il suo sapore è invece più delicato e la sua
consistenza più morbida, anche se spesso quest'ultima varia da un tipo di
seitan ad un altro. In commercio è possibile trovare seitan al naturale, oppure
alla piastra, a cubetti, affettato come antipasto, affumicato, aromatizzato.
Assaggiatene diversi tipi così da trovare quello che più vi piace.
Il Seitan in cucina può dunque sostituire validamente la carne per la
preparazione di piatti tipici.
Può essere cucinato in tantissimi modi e le preparazioni sono molto simili a
quelle della carne, con però il vantaggio di essere molto più veloci, poiché
il seitan è un alimento già cotto.
N.B. E’ un
alimento vietato ai celiaci.
Altri buoni sostituti sono il TOFU e
il TEMPEH.
Come il formaggio sta al latte, così il tofu
sta alla soia. Da questo legume ricco di proteine si ricava il latte di soia,
che viene quindi lavorato con il caglio vegetale fino a ottenere il tofu.
Il tofu ha un gusto neutro, si associa con tutto, condito o insaporito con le
varie spezie è ideale in moltissime preparazioni.
Impanato in acqua e farina oppure nel pangrattato inumidito con acqua, il tofu
si cuoce in padella come scaloppina.
In forno non fila ma può sostituire la mozzarella in pizze e calzoni.
Frullato e dolcificato, diventa inoltre un'ottima crema per i dolci.
Secondo l'uso che se ne intende fare, esso può essere ridotto a cubetti,
sbriciolato, frullato, trasformato in crema.
A differenza del formaggio, il tofu va preferibilmente cucinato o preparato in
qualche modo, ad esempio marinato, grigliato, saltato in padella, accompagnato
con erbette o nella versione piccante (tofumini). Può tuttavia essere
utilizzato crudo nelle insalate di verdure o di riso.
Adatto per tutte le preparazioni che tradizionalmente richiedono ripieni tipo
ricotta - ad esempio per ravioli, lasagne, sformati, torte salate, sufflé,
timballi, polpettoni, ecc.
Il tofu è un alimento ben bilanciato dal punto di vista proteico - essendo
ricavato dalla soia gialla contiene infatti tutti gli aminoacidi essenziali - e
sotto questo aspetto si presta ottimamente a sostituire i cibi di origine
animale (es. carne, uova e formaggi). Contiene inoltre sali minerali come il
fosforo.
Il tofu è però molto più digeribile e può essere tranquillamente
somministrato anche ai lattanti, generalmente a partire già dal quarto mese.
Il tempeh è un alimento altamente
proteico ottenuto dalla fermentazione dei fagioli di soia cotti, talvolta con
l'aggiunta di cereali quali riso, orzo o grano.
Trattandosi di un prodotto fermentato, è anche molto digeribile. Il suo profilo
in aminoacidi è completo perché si tratta di un alimento a base soia gialla,
che senza la fermentazione è piuttosto laboriosa da digerire.
La fermentazione è una specie di pre-digestione che inizia il processo di
scomposizione delle proteine, grassi e carboidrati, rendendo il prodotto finale
leggero e facilmente digeribile. Il tempeh contiene più proteine rispetto alla
carne, è ricco di acidi grassi essenziali e di omega 3, fornisce i
fitoestrogeni della soia, di cui si parla tanto oggi, per la prevenzione del
cancro. (1)
Questo alimento si presta molto bene a sostituire la carne in molte preparazioni
e come la carne può essere cucinato in maniera facile e veloce.
Esso è di origine indonesiana, dove costituisce praticamente la base
principale dell'alimentazione locale.
In Italia c'è del tempeh di buonissima e cattivissima qualità: scegliete il
tempeh coperto di bianco, come il formaggio, e non quello dove si vedono solo i
fagioli gialli. Controllate bene la data di scadenza e a casa, se non viene
consumato subito, potete benissimo congelarlo. (2).
(1) Martin Halsey, La Sana Gola
(2) ibid.
Un altro buon integratore proteico (e non solo) è il MISO:
un patè di colore marrone, prodotto della fermentazione dell’Aspergillus
orizae. Gli ingredienti di base sono soia gialla (Glycinae max) e sale marino,
arricchiti a seconda del tipo, dall'aggiunta di orzo (Mugi miso), riso (Kome
miso) o di entrambi i cereali (Genmai miso). Esiste anche un tipo di miso
ottenuto senza aggiunta di cereali (Hacho miso).
Preparazione:
dopo essere stati accuratamente lavati e selezionati i fagioli di soia vengono
lasciati a bagno in acqua per una notte e quindi cotti a pressione. Una volta
raffreddata la soia viene mescolata con l'orzo o il riso, precedentemente cotti
e inseminati con l'Aspergillus oryzae, un lievito capace di attaccare l'amido e
trasformarlo in zuccheri più semplici. L'orzo, il riso e la soia vengono quindi
trasferiti in grandi tini chiusi da coperchi appesantiti da apposite zavorre. Il
miso é lasciato fermentare in acqua salata per un periodo che varia da 12 a 24
mesi, durante i quali viene sottoposto a due o tre travasi che hanno la funzione
di ossigenare la massa in fermentazione. Alla fine del processo di maturazione
il miso é pronto per essere commercializzato. Nei laboratori artigianali il
miso viene confezionato senza essere sottoposto a processo di pastorizzazione.
La sua naturale stabilità chimica, dovuta in gran parte all'elevato contenuto
di sale (dal 5 all'11% a seconda delle varietà), rende superflua l'aggiunta di
conservanti chimici o il ricorso alla sterilizzazione mediante il calore.
Diverso é il destino del miso ottenuto negli stabilimenti industriali, dove il
più breve processo di fermentazione (poche ore) ne riduce la stabilità
rendendo necessario l'aggiunta di additivi e il ricorso alla pastorizzazione.
Oltre alla preparazione artigianale, un’ulteriore garanzia di qualità e
rappresentato ovviamente dalla provenienza biologica, come per i prodotti degli
affilati alla Mokichi Okada Association. Proprietà nutrizionali Dal punto di
vista nutrizionale, la principale caratteristica del miso é rappresentata non
tanto dalla quantità (dall'11 fino al 14%), quanto dalla qualità delle
proteine. Sono presenti, in un rapporto estremamente equilibrato, tutti gli
aminoacidi indispensabili per l’organismo, con l'unica eccezione della
metionina e della cistina, presenti in quantità limitata. Oltre alle proteine,
nel miso ritroviamo un elevato contenuto di sali minerali, oligoelementi,
vitamine ed enzimi. In particolare, gli enzimi stimolano la digestione delle
proteine, dei grassi e dei carboidrati; mentre i lactobacilli, simili a quelli
dello yogurt, svolgono un'azione favorevole nei confronti della flora batterica
intestinale, migliorando l'assimilazione dei cibi, facilitando il processo
digestivo e potenziando la capacità di difesa dell’organismo dai disturbi
intestinali. Altri componenti di pregio del miso sono la lecitina e l’acido
linoleico che dissolvono il colesterolo e ripuliscono i vasi sanguigni (utile in
caso di artereosclerosi e ipertensione), oltre a migliorare la vitalità di
pelle e capelli. Impiego Per tutti questi motivi il miso costituisce il
complemento ideale dei cereali e un condimento particolarmente indicato per
coloro che seguono un regime vegetariano o comunque povero di proteine animali.
Non ha le controindicazioni dei derivati del latte e riequilibra la flora
intestinale, ottimo per fegato e circolazione venosa, energetico, prepara per la
stagione fredda.
Il miso è ideale per insaporire zuppe e minestre. Va preferibilmente utilizzato
a crudo ed aggiunto alle zuppe soltanto al momento di consumarle.
Salsa
di soia - shoyu e tamari:

Sono entrambi a base di soia, frumento e sale, la differenza sta nella
fermentazione: tre anni per il Tamari, 12-18 mesi per lo Shoyu.
Entrambi sono ricchi di proteine vegetali, enzimi, vitamine e oligoelementi: il
Tamari ha un sapore più forte ed è meglio non abusarne.
(tratto dal Forum dedicato al Vegetarismo di Promiseland - autore: ganesha)
La salsa di soia è utilizzata tipicamente nei piatti della cucina orientale,
dove spesso è la maggiore responsabile del caratteristico sapore dei piatti.
Può essere utilizzata anche nella cucina occidentale, per insaporire qualunque
tipo di preparazione; è molto buona per condire le verdure cotte al vapore o
per insaporire sughi, zuppe e minestre: in questo caso va dosata in modo
oculato, deve dare il suo contributo senza cambiare il sapore del piatto.
Ottima anche per cucinare Seitan e Tofu, al quale dona più sapore e gusto,
essendo il Tofu di base un po’ sciapo.
La salsa di soia contiene molto sodio, bisogna tenerne conto riducendo la
quantità di sale altrimenti si rischia di produrre piatti troppo salati. In
commercio esistono anche salse di soia a basso contenuto di sodio.
Sostituzioni
più specifiche:

Il latte di mucca è l'alimento più
facile da sostituire: ne esistono ormai numerosissime alternative vegetali, da
quello di soia (anche arricchito con il calcio), di riso, di avena, di mandorle,
di nocciole, d'orzo, di girasole, di cereali, ecc.
Generalmente si utilizza quello di soia neutro. Per i dolci è molto indicato
anche il latte di riso e quello di mandorle.
Per la panna ugualmente non ci sono
problemi perché è reperibile quella vegetale a base di soia, che potete
facilmente trovare nei negozi di alimenti naturali e biologici (attenzione alla
panna vegetale dei supermercati perché quasi sempre non è vegan ed inoltre
contiene grassi vegetali idrogenati).
(Controllate anche che non contenga zucchero.)
In commercio sono ormai reperibili con facilità diversi tipi di yogurt
vegetale, generalmente a base di soia o di riso, in numerosi gusti: al naturale,
alla frutta, ai cereali, alla vaniglia, al cioccolato...
Se disponete o vi munite di una yogurtiera tradizionale, potete anche farvelo in
casa, partendo da un comune vasetto di yogurt vegetale con la semplice aggiunta
di latte di soia.
(Anche qui attenzione allo zucchero!)
Il burro può essere sostituito
invece dalla margarina, non tutte però sono al 100% vegetali. Inoltre le
margarine in commercio contengono molti grassi idrogenati. Nei negozi di
alimentazione naturale e prodotti biologici se ne trovano anche a base di olio
di palma non idrogenato, oltre ad essere per l'appunto biologiche. In
molte preparazioni al posto del burro potete semplicemente utilizzare l'olio,
cosa che io vi consiglio perché la margarina, comunque, non fa molto bene!
Per i dolci potete usare il TAHIN o TAHINA, ovvero la crema di Sesamo: un
alimento proteico e ricco di ferro e di calcio, privo di zucchero, e contiene l’8%
di fibra vegetale.
Anche la maionese ha la sua versione
senza uova, che potete fare voi stessi in casa oppure comprare già pronta nei
negozi di alimenti naturali: ne esistono diverse marche e tipi, anche alle erbe,
davvero deliziose. Naturalmente questo tipo di maionese è molto più leggera e
digeribile, e soprattutto non pone problemi di colesterolo a chi la utilizza.
Per i più golosi c'è un'altra buona notizia: in commercio ci sono anche paste
sfoglie vegan, oppure, se preferite, potete prepararle voi
stessi.
Nei dolci le uova, in alcune
preparazioni (ad es. nelle torte), possono essere sostituite con le banane (1
uovo = 1 banana spappolata). Un altro possibile sostituto è il kuzu, una
polvere bianca ricavata dalla radice di una pianta: sciogliendola nell'acqua
calda diventa una specie di gelatina appiccicosa che funziona da legante nelle
ricette, o anche l'Agar-Agar (conosciuto
anche con il nome di Kanten), una sostanza gelatinosa che viene estratta
da alcuni tipi di alga orientale; è disponibile in barrette, in fiocchi o in
polvere. E' inodore, insapore ed è solubile soltanto in liquidi caldi (il
calore, infatti, fa sì che l'azione gelificante si trasmetta a tutto il
liquido), e può sostituire egregiamente la gelatina animale in tutte le
preparazioni; rispetto alle gelatine animali, inoltre, dà alle pietanze una
consistenza diversa, di tipo decisamente migliore.
O ancora, è possibile sostituire ogni uovo con 2 cucchiai di amido di
granoturco, oppure con 2 cucchiai di fecola di patate, con semi di
lino triturati o con farina di ceci, Arrow Root (amido di
maranta arundinacea), polvere di latte di soia, tofu schiacciato.
Il tofu morbido (quello in panetti bianchi) è un discreto sostituto del formaggio
- in particolare della ricotta - ed è utile per preparare salse o ripieni per
sformati, ravioli, cannelloni o lasagne. Potete anche utilizzarlo a dadini o
schiacciato sopra la pizza.
Il tofu è sicuramente preferibile cucinato, magari anche soltanto saltato in
padella con delle verdure, oppure con un filo di olio ed erbe aromatiche o una
spruzzatina di salsa di soia, o ancora marinato con aglio e prezzemolo ed un
pochino di olio o di salsa si soia o in tante altre possibili varianti.
Consigliato invece crudo in insalata: tagliato a piccoli dadini conferisce un
tocco delicato alle insalatone miste estive, magari assieme ad una manciata di
olive denocciolate e a qualche cappero.
In commercio esistono anche veri e propri formaggi vegetali, che filano e
fondano.
Particolarmente stuzzicosi sono invece i tofumini, a base di tofu,
reperibili in diversi gusti: alle olive, alle erbe, piccanti. Hanno il vantaggio
di non richiedere nessun tipo di preparazione né cottura: si mangiano al
naturale e sono particolarmente stuzzicanti d'estate accompagnati da una ricca
insalata mista!
Il miele lo si può sostituire con il
malto (di cereali tipo riso, frumento, grano o avena), che tra l'altro è un
alimento ideale per la pratica sportiva e molto adatto anche per i diabetici.
Io consiglio il malto di grano, che tra tutti è il più dolce.
Naturalmente il malto potete usarlo benissimo anche come sostituto dello
zucchero.
Per dolcificare è molto buona anche la polvere Stevia Rebaudiana, che dolcifica
anche dalle 40 alle 300 volte più dello zucchero normale, a seconda della
preparazione…ma è molto difficile trovarla, anche se potete richiederla ad
alcuni vivai. (Più avanti ve ne parlerò meglio).
Ci sono persino gnocchi vegan, senza
uova e senza latte (compreso quello in polvere). Nei negozi di alimentazione
naturale potete addirittura trovare ravioli
e lasagne vegan.
Sul terreno delle golosità, una buona notizia è che neppure i gelati
sono una rinuncia necessaria, siccome in commercio ne esistono ormai diversi
tipi vegetali al 100%.
Nelle gelaterie è inoltre sempre più diffuso il gelato di soia e molti gelati
alla frutta sono comunque vegan. Per i gelati fatti in casa invece basta
togliere le uova e al suo posto usare il Kuzu e sostituire il latte di mucca con
quello di soia.
Su pasta, risotti e minestre, al posto del parmigiano,
risulta particolarmente gradevole il Lievito Alimentare, che è di
consistenza simile ma di sapore più delicato.
E' ricco di vitamine del gruppo B.
In alternativa è delizioso anche un cucchiaio di Germe di Grano o di Gomasio
(semi di sesamo tostato con sale). I semi di sesamo sono particolarmente ricchi
di calcio e ferro.
In commercio esistono inoltre una gran quantità di prodotti per la preparazione
di tartine, panini, hamburger e hot
dog vegetali. Vi sono molti tipi di affettati
vegetali e c'è soltanto da sbizzarrirsi nella scelta!
Potete accompagnare i vostri pasti con infusi, tisane o, meglio ancora, tè
bancha (té senza teina e ricchissimo di calcio). Lo si trova nei negozi di
alimentazione naturale e macrobiotica.
*******
Una breve sintesi per un argomento molto importante per i vegani: il FERRO.
Il Ferro è abbondantemente contenuto nei vegetali a foglia verde, nei legumi,
frutta secca, cereali integrali, cannella.
Va evitata la contemporanea
assunzione di tannini (caffè, the, vino) e calcio, che ne riducono
l'assorbimento. (Ecco perché chi diventa vegano, e quindi elimina i latticini,
risolve un'eventuale carenza di Ferro).
L'assunzione del Ferro vegetale è migliorata da cibi ricchi di vitamina C
(agrumi, kiwi).
Utile anche la mela con chiodi di ferro inseriti nella polpa, consumata dopo
qualche giorno assieme al ferro assorbito. (*)
- dott.sa Luciana Baroni –
Comitato Scientifico della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana
(http://www.scienzavegetariana.it
)
(*) N.D.R.: Sinceramente non so, a
mio modesto parere, quanto possa essere igienico e funzionale…valutate voi! Io
non ci ho mai provato!
Si riportano di seguito alcune tabelle delle principali fonti vegan di MINERALI,
VITAMINE, acido folico, acido pantotetenico, biotina, niacina e grassi
omega-3:
|
Fonti
vegan di alcuni minerali:
|
|
Minerale: |
Fonti: |
|
calcio: |
Tofu
(se preparato usando il solfato di calcio arriva a contenere più
di quattro volte il calcio contenuto nel latte bovino), verdure
dalle foglie verdi, noci e semi, alghe, cavoli, rapa, broccoli,
semi di sesamo tostati, fichi secchi, fagioli, ceci; alcune acque
minerali |
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cromo: |
cereali integrali |
|
ferro: |
ferro verdure dalle
foglie verdi, legumi (ceci, fagioli, soia), crucifere (cavolo,
broccoli), i cereali integrali e frutta secca (fichi e albicocche).
La vitamina C aumenta l’assimilabilita' del ferro |
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fosforo: |
tutti i vegetali |
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iodio: |
sale iodato e alghe |
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magnesio: |
tofu, legumi, cereali,
banane, arance, cavolo |
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manganese: |
germe di grano, cereali
(specie se integrali), negli spinaci, nel tempeh |
|
molibdeno: |
legumi e cereali (specie
se integrali) |
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potassio: |
asparagi, patate,
avocado, papaia, pomodoro, cavolo, melone, legumi |
|
rame: |
legumi, tempeh, tahini,
noci e frutta secca, orzo |
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selenio |
cereali (specie se
integrali) e legumi |
|
sodio: |
vegetali e sale da
cucina |
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zinco: |
ceci, lenticchie,
fagioli azuki, germe di grano, nocciole, pistacchi, semi di zucca |
|
|
Fonti
vegan di alcune vitamine:
|
|
Vitamina: |
Fonti: |
|
A |
carote, patate,
pomodori, zucche, spinaci, mango, papaia |
|
B |
cereali integrali |
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B1
tiamina |
cereali (specie se
integrali), lievito alimentare, legumi, germe di grano, arance,
ananas, melone, semi di sesamo e di girasole |
|
B2
riboflavina |
cereali (specie se
integrali), alghe, spinaci, patate, funghi, mandorle, banane |
|
B6
piridossina |
cereali (specie se
integrali), patate, pomodori, avocado, banane, meloni, arance |
|
B12 |
latte di soia o
cereali addizionati o integratori |
|
C
acido ascorbico |
kiwi, agrumi, fragole,
broccoli, peperoni, cavolfiore |
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D |
e' prodotta dalla
pelle esposta al sole (una esposizione giornaliera alle braccia e
volto per una media di 15 minuti e' piu' che sufficiente o
integratori) |
|
E |
patate, mango,
avocado, mandorle, nocciole, arachidi, semi di girasole |
|
K |
vegetali a foglia
verde (specialmente cavolo e lattuga) |
|
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Fonti
vegan di acido folico, acido pantotetenico, biotina, niacina e grassi
omega-3:
|
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Nutriente: |
Fonti: |
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acido
folico: |
vegetali, specialmente
broccoli, asparagi, legumi, arance |
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acido
pantotenico: |
vegetali |
|
biotina: |
legumi (specialmente
soia), cereali, mandorle, spinaci, funghi |
|
niacina: |
cereali, funghi,
patate, avocado, tempeh, noccioline
|
|
grassi
omega-3: |
olio di lino crudo |
|
Il FERRO viene meglio assorbito
(circa il 15 o 20 %) se combinato con alimenti ricchi di ACIDI ORGANICI, quale l’ACIDO
FOLICO (per es. l’Acido Citrico
contenuto nel limone, l’Acido
Lattico dei crauti e l’Acido
Ascorbico, o Vitamina C, contenuto nella frutta),
mentre normalmente il nostro corpo ne assorbe solo il 5%. Ma attenzione, perché
le alte temperature vanno a danneggiare l’Acido Folico, quindi se i cibi che
lo contengono vengono sottoposti a cottura non sono in grado di dare un reale
apporto all’assorbimento del Ferro.
Si riporta di seguito una tabella riepilogativa degli alimenti aventi un buon
contenuto di Acido Folico:
|
Arance |
Lenticchie |
|
Cavoletti
di Bruxel |
Lievito
di Birra |
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Ceci |
Orzo |
|
Fagioli |
Piselli |
|
Fagioli
Garbanzo |
Piselli
Secchi |
| |
Riso |
|
Frutta |
Soja |
|
Germe
di Grano |
Succo
d’Arancia |
|
Grano
con Foglie |
Verdure
Verdi |
|
Indivia |
|
(Grazie a Giuseppe Curvati
per queste informazioni)
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Questa è la base della dieta VEGANA.
Naturalmente i sapori risulteranno diversi da quelli animali, ma non per questo
devono essere per forza cattivi, anzi! Sono altrettanto gustosi e a volte anche
più saporiti!
Spero di essere stata abbastanza esauriente.
Vi ricordo che se doveste scegliere di passare a questa dieta, di farlo
gradatamente, in modo di dare al vostro fisico il tempo necessario per adattarsi
al cambiamento, altrimenti invece di farvi bene, andrebbe a danneggiarvi!
Come potete vedere la natura ci dona tutto quello di cui abbiamo bisogno, e non
potrebbe essere altrimenti!
Chiuderei con un pensiero personale, meno tecnico è più spirituale:
come tutto nella vita umana, anche questo è un cammino…un cammino con diversi
stadi: fisici ed emotivi, i quali vi daranno ogni volta una sensibilità
maggiore. Almeno questo è quello che personalmente sto vivendo.
Quando il vostro "io" sarà pronto per questo cammino, il cambiamento
avverrà da se. E lo studio è un buon sentiero. Ricordate però che anche voi
dovete volerlo: la scelta finale tocca sempre a noi!
Che le rose fioriscano sulle vostre croci…
A presto.

Fonti:
-
www.happyvegan.org
-
www.viverevegan.org
-
www.vegan3000.info
-
www.veganhome.it
-
www.veganitalia.it