Il documentario mostra uno stabilimento che accoglie dai 25
000 ai 50 000 esemplari, un tappeto bianco di volatili
ammassati in modo a dir poco innaturale, che non vedranno
mai la luce del sole e che se saranno ˝fortunati˝ verranno
abbattuti dopo 39-42 giorni di vita. Molti dei polli però,
uno su venti, soffre della sindrome della morte improvvisa,
causata soprattutto da asfissia. Mentre il 27% non è in
grado di camminare e striscia tristemente sul pavimento di
cemento. Negli allevamenti all’aria
aperta e biologici gli animali vivono rispettivamente
56 e 80 giorni, tutti liberi di razzolare sul terreno.
La destinazione degli animali della
Uphampton Farm? Le loro
carni vengono acquistate dalla Sun
Valley Foods, una company che
fornisce i polli alle catene di supermarket Morrison e
Sainsbury's e l’80%
delle chicken
nuggets di McDonald’s.
In Inghilterra vengono macellati circa 855 milioni di
esemplari ogni anno, e il 95% di questi polli vengono
allevati in maniera intensiva, come il video della
Ciwf illustra: un ammasso di
animali in enormi capannoni sotto luce artificiale e in
condizioni estremamente nocive. Il tutto per avere carne
bianca a basso costo sui banchi dei supermercati (2,5
sterline il pollo).
Questa settimana su Channel 4,
gli chef Hugh Fearnley-Whittingstall
e Jamie Oliver hanno denunciato
la situazione del pollo a basso prezzo, invitando i
consumatori ad acquistare carni bianche provenienti da
allevamenti all’aria
aperta o biologici.
Il British
Poultry Council, che
rappresenta l’industria
del pollame, afferma da parte sua che i consumatori
sono preoccupati del prezzo e della sicurezza del cibo,
piuttosto che del benessere degli animali.
«Le persone che allevano i polli
in batteria produce ciò che il mercato vuole. Questo sistema
è correttamente certificato, non ci sono sotterfugi»,
afferma il responsabile esecutivo Peter
Bradnock.