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EXPERENTIA VITAE

"Il Figliol Prodigo" - Luca 15: 11-32

di Sergio De Ruggiero

 

In questa Parabola, il Cristo, rivelò occultamente alla razza umana, lo scopo della sua esistenza terrena.

Gesù racconta, che uno dei due figli di un ricco Signore decide di abbandonare la casa del Padre, chiede la sua parte d’eredità, per andarsene a scoprire il Mondo.

Ora se tutto ciò non fosse stato parte di un preciso piano, il saggio Padre avrebbe potuto rifiutare, ma il suo progetto era di lasciarlo libero d’agire, affinché commettendo degli errori, soffrisse, acquisendo in tal modo la giusta conoscenza, per poi fare ritorno a casa.

Al figlio fu data la sua parte di ricchezza come aveva richiesto, in realtà fu data la Ragione, il Sentimento ed un Corpo Materiale, tutto ciò che rappresenta l’attuale personalità umana.

Prese le sue ricchezze e se n’andò.

Nella Genesi tutto questo è rappresentato come la Caduta o Peccato, la perdita della Casa Celeste con la totale immersione nella materia fisica dello Spirito umano.

Io preferisco definirlo "Esperienza".

In questa nuova condizione, il figlio partito dissipò rapidamente tutta la sua fortuna e per continuare a vivere, dovette accettare di svolgere i più umili lavori, fin’anche il guardiano di porci.

A questo punto del racconto, si vuole metaforicamente affermare, che l’uomo creò delle forme Pensiero o Elementali distruttivi, li nutrì e si sfamò con il loro stesso cibo, in altre parole, con le più basse espressioni della Mente da lui stesso create.

I maiali della Parabola, rappresentano gli Elementali che la Mente umana crea incessantemente, "ogni pensiero, emozione e desiderio, crea e trasmette un Elementale o forma Pensiero, che conduce un’esistenza propria".

Gli esseri umani creano e rigenerano due tipi d’Elementali.

Quando un’emozione negativa prevale sul pensiero, abbiamo creato una forma pensiero Emotiva o Desiderio Pensiero.

Quando le nostre idee, desideri o emozioni passano attraverso la ragione e l’amore utilizzando coscientemente la Testa ed il Cuore, noi creiamo forme pensiero Positive o Pensiero Desiderio.

Un’Elementale una volta formatosi non può essere distrutto, ma solo disenergizzato ovvero, non più nutrito dalla nostra Vitalità Eterica.

Gli Elementali di uno stesso genere, si mettono insieme per formare potenti gruppi.

Se un individuo o un insieme d’individui vibra sulla stessa frequenza d'onda, attrarranno un gruppo d’Elementali simili a loro (affinità elettiva).

Anche gli Arcangeli creano degli Elementali che sono gli Spiriti della Natura e gli Angeli, posti al servizio del Piano Divino.

A questo punto il "figliol prodigo", decide di ritornare umiliato alla casa del Padre, dove persino i servi erano pieni di gioia.

Implorò: "Padre ho peccato. Fai di me un Tuo servo".

Il figlio fece un passo avanti, il Padre, ne fece dieci.

Lo abbracciò e lo portò a casa felice di aver ritrovato quel figlio perduto, che nel frattempo era divenuto Uomo.

Invece di punirlo lo ricompensò, mettendogli al dito un anello, simbolo dell’Eternità.

La vita è movimento, quando ci muoviamo in circolo, in qualunque direzione andiamo, non possiamo fermarci, non c’è fine, non c’è inizio, esiste soltanto movimento continuo, tutto ciò simboleggia l’Eternità.

Ma ritorniamo al racconto:

L’altro fratello, che non aveva mai abbandonato la Casa del Padre, viveva nell’eterno presente, non aveva ne passato ne tantomeno un futuro, poiché, non era lui ha decidere per la propria esistenza ma il Padre e pertanto, non poteva fare esperienza propria.

Mentre il "figliol prodigo", cioè l’uomo disceso nella materia, abbandonando la Casa Celeste del Santo Padre, per mezzo delle specifiche esperienze quotidiane, anche come guardiano di porci, ha potuto assaporare fino in fondo il tempo, come passato, presente e futuro.

Il Padre, secondo il racconto, ornò questo suo figlio con la Veste del fratello. 

Il Saggio Padre ordinò ai suoi servi di uccidere il vitello più grasso, per festeggiare degnamente il ritorno del figlio che credeva perduto.

Anche qui abbiamo un altro esempio di simbolismo occulto, il vitello grasso rappresenta il Corpo Materiale dell’uomo.

Ma a questo punto l’altro figlio si ribellò, dicendo:

"Che cosa hai fatto per me che ti sono sempre stato leale?".

Quel figlio rappresenta l’Arcangelo, Essere Spirituale che non è mai entrato in un corpo materiale.

"Ogni cosa che ho è tua figlio mio", rispose il Padre.

Ora vi chiedo?

Chi è nella posizione migliore, l’Arcangelo, che non è mai andato via dalla casa, che è buono, ma non conosce altro, quindi il suo agire è vincolato alla sola conoscenza del Padre o il figliol prodigo, che proprio perché ha sbagliato, torna consapevolmente dal Padre, riacquistando ciò che ha l’altro fratello, ma in più, possiede l’auto-consapevolezza di "Essere", conquistata con l’esperienza acquisita.

Consideratelo come un assioma divino, nella Teosi o Apokatastasi (Origene 260 d.C.), in altre parole la Purificazione Finale, in cui tutti gli uomini, compresi i malvagi, saranno salvati (Matteo 18: 14), l’Uomo sarà, sicuramente, superiore ha tutti i sistemi Arcangelici.

In ultima analisi, non esiste punizione eterna, c’è soltanto l’acquisizione dell’esperienza nella materia fisica, che svilupperà in noi l’auto-coscienza.

Gli Arcangeli non hanno mai usato la Mente nel modo in cui la utilizza l’uomo ,proiettando Elementali costruttivi o distruttivi.

In questo modo gli esseri umani apprendono le lezioni che la vita materiale c’impone, esperienze che conducono inesorabilmente, verso il ritorno all’Essere Assoluto, il Padre, con la conoscenza e la comprensione necessaria ad accettare la propria discendenza di Figli di Dio.

 

Sergio de Ruggiero

Ostia Lido 24 aprile 2002

 

 

 


 

 

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