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TRACCE DI UN PASSATO CHE È SEMPRE PRESENTE

di Sergio De Ruggiero

 

Nell’Antico Testamento troviamo scritto che Dio, promise al patriarca Abramo, in virtù della fedeltà manifestata al Signore e del patto che questi concluse con Lui, di donargli della prole numerosa, come grani di sabbia. 

Si narra anche della storia del nipote d’Abramo, Giacobbe, che dalle sue quattro mogli, ebbe ben dodici figli maschi ed una femmina, considerati dalla tradizione semitica gli antenati della nazione ebraica, ossia le dodici tribù d’Israele.

Dall’attenta lettura di quanto riportato, è evidente, che si tratta di un racconto simbolico in rapporto al transito dei Corpi Planetari. 

Un esame approfondito del cap. 49° della Genesi e del cap. 33° del Deuteronomio, ci rivela, come la figura di Giacobbe e dei suoi figli, s’identifichino con i dodici segni dello Zodiaco, attribuendo a Simone e Levi (fratelli gemelli) il Segno zodiacale dei Gemelli ed a Dina, l’unica figlia femmina di Giacobbe, il Segno femminile della Vergine; le quattro mogli avute dal capostipite della nazione israelitica, rappresentano le quattro fasi della Luna, mentre lo stesso Giacobbe, intende rappresentare il Sole, unica e vera sorgente di vita del Mondo materiale.

Quest’interpretazione è affine a quella fornita dagli insegnamenti che troviamo nella mitologia classica dei greci, dove Gaia, in pratica la Terra, è la sposa d’Apollo, ossia il Sole; mentre presso gli antichi egizi, il calore e l’umidità, il Sole e la Luna, sono rappresentati da Osiride ed Iside.

Lo storico Giuseppe Flavio (Gerusalemme 37 d.c. - Roma 101 d.C.), nella descrizione dei suoi viaggi, afferma che le tribù ebraiche ponevano sui loro stendardi immagini totemiche d’animali, tipiche dei dodici segni dello Zodiaco e che, quando si accampavano, ergevano le loro tende attorno al "Tabernacolo", il Tempio mobile per i loro culti, ove all’interno era gelosamente custodito il candelabro a sette braccia (menorah) rappresentante il Sole ed i Corpi Celesti in movimento, nel cerchio (l’accampamento) formato dai dodici segni dello Zodiaco.

Il popolo ebraico costruiva i suoi Templi nella posizione avente i quattro angoli rivolti a Nord-Est, Sud-Est, Sud-Ovest, Nord-Ovest, mentre i quattro lati erano direttamente rivolti a Nord, Est, Sud, Ovest (reminescenza della Sacra Geometria Egizia); come in tutti i Templi Solari, l’ingresso principale era orientato ad Est, affinché il Sole nascente, ne illuminasse l’entrata, per annunciare ogni giorno la vittoria della Luce sulle tenebre.

 Questo simbolico messaggio presentava alla giovane umanità, che la lotta quotidiana fra la Luce e l’oscurità altro non è, che la contropartita di un’analoga tensione fra il Mondo Spirituale e quello Fisico, in cui l’Anima umana è alla ricerca disperata della propria "Via" verso la Luce. 

La lotta infatti, tra la Luce e le tenebre del Mondo fisico, è come ogni altro fenomeno naturale, lo specchio della realtà impalpabile dei Mondi invisibili.

Queste verità furono trasmesse all’uomo sotto forma di miti dai primi Educatori Divini, i quali lo guidarono fino al momento in cui il suo intelletto, in fase di sviluppo, diede origine all’Orgoglio, fatto questo, che decise per i suoi Sorveglianti di ritirarsi, per lasciarlo libero d’apprendere da solo le dure lezioni dell’esperienza. 

L’uomo finì per dimenticare le sue primordiali Guide Divine ed oggi, considera irreali, fittizie ed immaginarie, queste antiche leggende di dei e semi-dei.

Ciò nonostante la primitiva Chiesa cristiana, attinse la sue conoscenze dal mito Solare; infatti, la basilica di S. Pietro in Roma, la Chiesa madre del Cattolicesimo universale, fu costruita con il frontespizio dell’ingresso principale rivolto ad Est, come tutti i Templi Solari del passato, siano stati ebrei o pagani, questo affinché si annunciasse a tutta l’umanità, che la grande "Luce del Mondo" è giunta, per dissipare l’oscurità spirituale che ci circonda, il "Messaggero della Luce" recherà Pace sulla Terra e buona volontà tra gli uomini, obbligando le nazioni a trasformare le spade in aratri e le proprie lance in falci.

Gli antichi ebrei salutavano giornalmente l’apparire o il celarsi del Sole, operando un nuovo sacrificio all’alba ed uno al tramonto, oltre, che il rituale sacrificio del Sabato in onore di Jehova Dio lunare delle razze. 

A lui rendevano inoltre devozione, con altri specifici sacrifici, in occasione del passaggio lunare della "Luna nuova". 

Una delle loro più importanti feste era la "Pasqua" (passaggio-attraversamento), celebrata quando il Sole, attraversando il suo nodo orientale, lascia l’emisfero Sud dove ha passato l’Inverno ed inizia con il suo carro di fuoco, il proprio viaggio verso il Nord, salutato con esultanza dagli uomini, scampati col suo ritorno, dalla fame, dalla carestia e dal freddo, che sarebbero state le inevitabili conseguenze di un prolungato soggiorno del Sole nell’emisfero Australe.

L’ultima e più importante festa ebraica è quella dei "Tabernacoli" (raccolto-vendemmia), nel momento in cui il Sole attraversa il suo nodo occidentale in Autunno, dopo aver donato all’uomo, il "pane della vita" con cui nutrirsi, fino al momento del successivo ritorno del Sole nel Cielo nordico

Per questo motivo nell’Astrologia ebraica, i Segni Meridionali dello Zodiaco (Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci) in cui il Sole si trova nei mesi invernali, sono designati con termini come "Egitto", "Terra dei Filistei", ecc… ossia, con un vocabolo che esprima in qualche modo qualcosa di nefasto per il popolo di Dio, mentre per i segni Boreali (Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine) nei quali il Sole si trova durante la stagione calda e feconda, sono indicati col nome di "Cielo", "Terra promessa", "il luogo dove latte e miele abbondano". 

Costatiamo ciò dai passaggi biblici, in cui si prescrive la celebrazione della Pasqua in ricordo della "uscita dall’Egitto", questa festa d’esultanza è determinata dall’uscita del Sole dai Segni Australi ed anche, dalla nota circostanza che Giacobbe, allorché morì, era con Giuseppe in Egitto.

Al Solstizio invernale, quando il Sole dello scorso anno termina il suo viaggio e raggiunge l’ultimo grado della declinazione Australe, troviamo il Segno zodiacale del Sagittario; in relazione al 49° capitolo della Genesi versetto 24, dove Giacobbe morente parla dell’Arco di Giuseppe, c’e facile comprendere che si vuole fare riferimento al Segno del Sagittario, rappresentato per l’appunto, da un Centauro nell’atto di tirare con un arco una freccia. 

In tal modo la storia di Giacobbe morente in Egitto, si ripete ogni anno, quando il Sole muore nel Segno del Sagittario, durante il Solstizio d’Inverno.

Altra fase del mito solare e raccontata nella storia di Sansone. 

La forza di quest’uomo portentoso, aumentava in relazione alla crescita dei suoi capelli; ebbene anche Sansone rappresenta il Sole ed i suoi capelli, i benefici raggi solari.

Dal Solstizio d’Inverno in Dicembre a quello estivo in Giugno, il Sole cresce enormemente in forza ed i suoi raggi, aumentano in potenza giorno per giorno. 

I Filistei, "Potenze delle tenebre" (ovvero i mesi invernali), ne sono allarmati, perché perdurando il predominio del "Portatore di Luce", il loro regno presto sarà distrutto, questi perciò complottano contro Sansone, per individuare da dove provenga la sua smisurata forza. 

Assicurandosi la complicità di Dalila (che rappresenta il Segno della Vergine), quando Sansone (in altre parole il Sole che passa in quel Segno nel mese di Settembre) posa il capo sul seno della sua amante confidandogli il segreto riposto nella sua capigliatura, la donna, addormentandolo, taglia i suoi capelli.

"In quest’epoca i raggi solari diminuiscono e perdono la loro forza."

Allora i Filistei, che rappresentano sempre i mesi invernali, sopraggiungono e trascinano il "Gigante" indebolito nelle loro prigioni (i Segni Australi nei quali il Sole si trova sempre nei mesi invernali). 

Qui lo accecano, privandolo in tal modo della Luce e lo conducono nel loro Tempio, la loro fortezza al Solstizio invernale. 

E’ sottoposto a crudeli maltrattamenti, credendo di aver vinto finalmente la potenza della Luce. 

Ma con le forze rimastegli l’incatenato gigante solare distrugge il Tempio degli empi, morendo anche lui nell’opera, ma procurando così la completa disfatta dei suoi nemici, permettendo cosi la nuova nascita di un nuovo giovane Sole, destinato a salvare l’umanità dal freddo e dalla fame, calamità inevitabile, se fosse rimasto prigioniero delle oscura potenza dei Filistei, ossia ,dei mesi invernali.

La vita di tutti i "Salvatori" dell’umanità, è sempre stata basata sul passaggio del Sole attraverso lo Zodiaco, ciclo che rappresenta misticamente le lotte e le necessarie vittorie sulle tenebre dei grandi "Iniziati".

Da quest’osservazione si è erroneamente concluso, che i Salvatori non siano mai esistiti e che le loro storie, siano altrettanti miti solari. 

Tutti i Divini Maestri inviati all’uomo, appartengono alle Entità Cosmiche e lo sviluppo delle loro vite, è in perfetta armonia con i cicli d’evoluzione, che in effetti, contengono un profilo anticipato, delle loro esistenze

Ognuno di loro è venuto ad apportare la Luce delle conoscenze spirituali, per aiutare l’uomo a ritrovare Dio, per questo motivo gli avvenimenti principali delle loro vite erano in armonia costante con gli eventi che il grande "Portatore di Luce", il Sole, incontra nel suo pellegrinaggio annuale.

I Salvatori sono sempre nati da una Vergine Immacolata.

Nel periodo in cui maggiormente si addensano nubi oscure sull’umanità, in analogia con il Sole che inizia il proprio viaggio verso il Nord, nella notte più lunga dell’anno (il 21 Dicembre) quando il Segno della Vergine si trova all’orizzonte orientale per tutte le latitudini, fra le ore 22.00 e le 24.00 (Solstizio d’Inverno), "Lei" rimane sempre "Immacolata", anche dopo aver dato alla Luce il suo "Figlio-Sole".

E’ questa vergine, che in Egitto era simbolicamente rappresentata da Iside assisa sulla mezza Luna con in grembo il divino fanciullo Horus, in Babilonia da Astante con il figlio Tammuz fra le braccia ed in testa una corona formata da sette stelle, in India da Devaki con il figlio Krishna e nel Mondo occidentale, dalla Vergine Maria, genitrice del nostro Salvatore, nato sotto la stella di Betlemme.

Le religioni hanno tutte lo stesso punto di partenza: la Madre Immacolata ed il Fanciullo Divino, il Sole, la Luna, le Stelle.

 

 

Segni Zodiacali attribuiti ai dodici figli di Giacobbe

Ariete     Gad Bilancia Aser
Toro Issacar Scorpione Dan
Gemelli Simone e Levir Sagittario Giuseppe
Cancro Beniamino Capricorno Neftali
Leone Giuda Acquario Ruben
Vergine Dina Pesci Zabulon

 

 

 

 



 

 

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