SCIENZE
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New Scientist , annuncia la nuova
scoperta degli australiani.
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Vaccino per i "gas" dei
bovini, producono metano.
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Le emissioni del bestiame
contribuirebbero all'effetto serra. In Nuova Zelanda una tassa contro le
emissioni degli animali.
SYDNEY
- I
gas emessi da bovini e ovini, per flatulenza ed eruttazione, contribuiscono
in modo consistente all'aumento dell'effetto serra. Questo è quanto
sostiene un gruppo di scienziati australiani e, per contrastare tali emissioni
nell'atmosfera, gli studiosi hanno elaborato un apposito vaccino. Bovini e
ovini, che ammontano nel mondo rispettivamente a 1 miliardo e 57 milioni di capi
e 1 miliardo e 300 milioni di capi, "producono", anche se sembra
strano, un quinto di tutte le emissioni globali di
metano, sostanza che insieme ai gas di combustione (in particolare
l'anidride carbonica) costituisce la più seria minaccia al clima del nostro
pianeta.
VACCINO
- Per questo, come
riportato dalla rivista britannica New Scientist,
gli studiosi dell'ente federale di ricerca Csiro, ritengono fondamentale
l'importanza del loro vaccino allo scopo di proteggere la Terra dal progressivo
innalzamento della temperatura. Il vaccino agirebbe contro tre specie di
microbi che producono metano nello stomaco delle pecore e delle mucche e,
nelle sperimentazioni condotte, avrebbe ridotto la produzione del gas dell'8%.
Per ora il vaccino sarebbe in grado di agire soltanto
contro questi tre specifici microbi, ma gli studiosi australiani
contano di estenderne l'azione ad una buona parte degli altri microbi, che
insieme sono responsabili dell'80% delle emissioni di metano dagli ovini.
EFFETTO SERRA
- Il gas
metano è 23 volte più potente del CO2 (anidride carbonica), in termini di
volume, nella capacità di intrappolare il calore del sole, ed è responsabile
di un quinto dell'incremento dell'effetto serra negli ultimi 200 anni.
Oltre che dal bestiame, il gas viene disperso nell'atmosfera dall'agricoltura,
dai movimenti di terra, dalle miniere e terre umide naturali. La riduzione di
emissioni di metano rientra nelle clausole del Protocollo di Kyoto,
fortemente voluto, tra gli altri da Australia e Nuova Zelanda.
TASSA ANOMALA
- La Nuova Zelanda, in particolare, è particolarmente
attiva
nella battaglia alle emissioni di metano in campo
agricolo. Data la consistenza presenza di bestiame, il paese conta ben 9 milioni
di bovini e 46 milioni di ovini, quest'anno il governo ha introdotto una tassa
sugli allevatori, prontamente soprannominata "tassa sui
rutti
". La
tassa prevede il pagamento di 60 centesimi di euro l'anno per ogni bovino
posseduto ed 8 per pecora.
Gli introiti, che un rapido calcolo permette di prevedere intorno ai 5 milioni
di euro, serviranno a finanziare
la ricerca necessaria perché la Nuova Zelanda
possa conseguire gli obiettivi del protocollo di Kyoto sulla riduzione delle
emissioni di gas-serra.